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No Cav Day, Donadi (IdV) a PolisBlog: "Quella piazza rappresenta il riformismo"

pubblicato da fc

Onorevole Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, alla luce delle polemiche suscitate dalla manifestazione di Piazza Navona, ha mai pensato anche solo per un momento che quella di scendere in piazza con Grillo e il popolo dei Vaffa sia stata una scelta azzardata?
“Piazza Navona è stata un momento di grande partecipazione democratica. C’erano migliaia di cittadini indignati dalle azioni di un Governo e di una maggioranza che sta umiliando il Parlamento e le istituzioni per difendere gli interessi personali di Berlusconi. Io li ho ascoltati: erano consapevoli, informati e determinati a far sentire la loro voce: era una richiesta forte e chiara di legalità e democrazia che nulla aveva ed ha a che vedere con gli insulti inqualificabili contro il presidente della Repubblica ed il Papa. Resta, dunque, il grande rammarico di aver forse perso un’occasione ma anche l’orgoglio di chi, con la forza della coerenza e l’orgoglio dei propri valori, ha saputo dare voce ad un sentimento diffuso nel paese e reso più acuto dal fatto che chi si sarebbe dovuto opporre per primo e piu’ di tutti, aveva contribuito ad accreditare Berlusconi come quello statista che non e’ e non sara’ mai. Per questo, le dico, che se qualcuno mi chiedesse di scegliere tra quella piazza ed il riformismo non ho dubbi perché quella piazza è il riformismo, con in più il cuore, l’anima e la passione civile”.

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No Cav day: l'euforia di una piazza politicamente scorretta

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Manifestazione contro il Governo, 8 luglio 2008 - Roma

Bisognava esserci ieri, a Piazza Navona, a Roma, per saggiare con i propri sensi (vista, udito) la folle euforia di una piazza politicamente scorretta che esulta e gode dinanzi agli insulti. Si infiamma per la prima volta col redivivo Moni Ovadia che invoca una “mobilitazione permanente”. E’ in delirio all’arrivo di Tonino Di Pietro ma, si accende solo con Grillo e Guzzanti. Alla fine, insomma, trionfa il popolo dei Vaffa.

I ripetuti attacchi, che si succedono nel corso della serata, al Presidente della Repubblica travalicano, come ha scritto giustamente stamani il nostro Massimo Falcioni nelle sue pagelle, il limite del vilipendio. Sembrerà un paradosso ma la manifestazione romana era cominciata proprio con un ringraziamento e un messaggio di solidarietà a Napolitano letto da un giovane dell’Italia dei Valori. Ha ragione, dunque, Furio Colombo, quando, mentre va in onda il Grillo-show, sbotta con i cronisti: “Non ho mai partecipato ad una manifestazione in cui da un palco si lanciano offese a chicchessia”. Piccolo particolare: il “No Cav Day” è una sua “creatura”.

Una creatura che sfugge, però, a un certo punto della serata, dalle mani dei suoi “creatori” per divenire strumento di insulto e oltraggio da parte di giullari qualunquisti che – evidentemente – non avendo capito lo spirito (originario) di quella piazza e, accalorati da una folla che li ascolta con la bava alla bocca, utilizzano quel palco per scagliarsi senza sé e senza ma contro tutti e tutto: dalla Carfagna a Benedetto XVI, in un mix di volgarità e sconcezze.

Manifestazione contro il Governo, 8 luglio 2008 - RomaManifestazione contro il Governo, 8 luglio 2008 - RomaManifestazione contro il Governo, 8 luglio 2008 - Roma

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Veltroni chiude a Di Pietro: "Non scendiamo in piazza con voi"

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Sembrava l’occasione giusta per far fronte comune contro il Governo. Ma non sarà così. Lo ha annunciato ieri sera Walter Veltroni, a Montecitorio, nell’ambito di un incontro con i deputati del Pd: “Non ci si invita a manifestazioni fatte da altri. Se si vuole manifestare con noi si discute della piattaforma. Noi siamo un partito di una certa dimensione, non andiamo a manifestare a gratis”.

Il destinatario del messaggio è Antonio Di Pietro che l’otto luglio scenderà in piazza a Roma con i girotondi e il popolo dei vaffa di Grillo per dire no alle politiche ad personam che il Governo sta adottando in questi giorni. I toni di Di Pietro – dice esplicitamente Veltroni – “sono i preferiti del centrodestra, è un regalo a Berlusconi col fiocco. Certi toni aiutano la destra”.

L’obiettivo del Pd resta l’autunno. La manifestazione annunciata durante l’assemblea nazionale del partito ma anche un nuovo tour d’Italia per spiegare agli elettori del Pd le proposte dei democratici e le ragioni di “un’opposizione dura, netta nei confronti del governo senza scadere, però, nella demonizzazione dell’avversario”.

La presa di distanza stavolta è netta. Veltroni non ci sta ad inseguire l’opposizione “urlata” di Di Pietro. E’ la fine di un connubio?

Di Pietro attacca ancora il Premier ma il Pd prende le distanze

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Il protagonista della giornata è lui, Tonino Di Pietro, il trebbiatore di Montenero che, dopo aver deciso di non scusarsi con Berlusconi per l’epiteto di “magnaccia“, va ancora una volta all’attacco: “E’ il premier - dice nella trasmissione di Lucia Annunziata “In mezz’ora” - che si deve scusare con gli italiani anche perché non può fare telefonate al direttore della rete pubblica per cui noi paghiamo il canone per dire piazza questo, piazza quello”.

Il Pd, con Follini, prova a prendere le distanze dalla deriva giustizialista del leader dell’Idv: “Dobbiamo risvegliarci dal sogno del dialogo con Berlusconi, come dice Veltroni. Senza farci trascinare nell’incubo del giustizialismo alla Di Pietro. La virtù del PD consiste nel percorrere questa difficile ma ragionevole via di mezzo. Sono fiducioso che Veltroni possa riuscire in questo tentativo”.

Il dubbio - palesato anche ieri da molti notisti politici - è che Di Pietro stia provando a far breccia nell’elettorato scontento del Pd: quello a cui il dialogo con la maggioranza non va proprio giù. Mirerebbe, così, ad aumentare quel 4,4% incassato alle ultime politiche (ma già arrivato al 7,4% secondo un sondaggio pubblicato ieri dal Corsera) raccogliendo i voti dei tanti democratici delusi da una politica eccessivamente amicale - almeno finora - da parte di Veltroni nei confronti del Governo. Lui, smentisce ma, l’impressione è che il suo intento sia proprio questo.

La prima conta, comunque, la si farà in piazza, l’otto luglio, a Roma. Di Pietro chiama a raccolta tutti (anche il popolo del Vaffa con una lettera a Grillo), per sottolineare che ci sono “momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà”. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo , scrive l’ex pm, “sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia”. E così, proprio mentre il Parlamento è impegnato nell’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Idv sarà in piazza “per la libertà di espressione e per la giustizia”.

Il "vaffa" del ministro Sacconi alla festa della Cisl (Il video)

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Arriva alla festa nazionale della Cisl a Levico Terme, in Trentino e viene accolto da un coro di fischi. E così, Maurizio Sacconi perde la pazienza e risponde in modo colorito ai contestatori con un bel “vaffa…” (in alto il video).

E’ accaduto proprio mentre il ministro del Lavoro stava spiegando che il governo ha intenzione di dare segnali di discontinuità per evitare che “il declino diventi irreversibile”: “Dovremmo mettere in moto -chiariva Sacconi - un meccanismo di responsabilizzazione degli amministratori locali. Dovremmo fingere di non vedere che con una mano si dialoga e con l’altra si ricorre ad una giustizia politicizzata? Noi vogliamo governare”.

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