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Tutti gli articoli con tag valter lavitola

Parla Valter Lavitola: da De Gregorio a Finmeccanica

pubblicato da Alberto Puliafito

Fabrizio Cicchitto, Sergio De Gregorio, Valter Lavitola

Valter Lavitola, una delle figure più controverse, ambigue e per certi versi imbarazzanti di questi vent’anni di “politica” italiana (le virgolette sono d’obbligo) ha deciso, a quanto pare, di collaborare con i magistrati, e ha cominciato a raccontare la sua versione dei fatti. Come ricorderete, ci sono un bel po’ di questioni che il faccendiere ex latitante deve chiarire.

A cominciare dal suo ruolo nel mondo politico italiano. Ruolo che il Lavitola, pur di non passare per mitomane, avrebbe voluto delineare molto bene ai magistrati - i quali, stando a quanto si apprende, vogliono soppesare tutto al meglio, visto che temono che ci possano essere di mezzo intenti di ritorsione e vendetta - spiegando addirittura che sarebbe intervenuto, all’epoca della “compravendita” dei senatori (era il 2006), in particolare per favorire un “link” fra Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio (senatore dell’Idv poi passato a Forza Italia). Link che a Berlusconi sarebbe costato qualcosa come un milione di euro, sempre secondo il Lavitola, come emerge dai verbali pubblicati dal CorSera (nell’immagine, Valter Lavitola, a destra, in compagnia di Sergio De Gregorio - al centro - e Fabrizio Cicchitto a sinistra).

Poi, l’ex direttore dell’Avanti ammette di essere stato in gran confidenza con Berlusconi, di aver operato per altri contatti con altri personaggi della politica che potevano fare il salto da uno schieramento all’altro, di aver raccomandato il Generale Spaziante alla Guardia di Finanza, di essere stato (non si capisce affatto a che titolo, consulente per Finmeccanica e, infine, di aver temuto che Gianni Letta (o Niccolò Ghedini) avessero iniziato a ordire una qualche trama contro di lui, per farlo passare come estorsore di Berlusconi (è una delle tre versioni sulla vicenda Berlusconi-Lavitola-Tarantini-escort). Ricorderete, infatti, che una delle frasi passate più sotto silenzio del Lavitola fu il suo tentativo (emerso dalle intercettazioni) di sostenere che Bisignani fosse un uomo di Letta (anche questa sarà un’illazione che andrà in qualche modo verificata dagli inquirenti).

Quel che emerge dai verbali è un quadro deformato (o forse il quadro deformato è quello che mostra la propria superficie) del mondo della politica italiana, dove soldi e promesse, amicizie e favori, si intrecciano al normale vivere democratico, lo modificano, probabilmente lo svuotano del suo significato più profondo.

Foto | © TM News

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Politici e telefonini: quando il cellulare è "a loro insaputa"

pubblicato da Guido

Scajola cellulare

Tra le carte dell’inchiesta sulla costruzione del porto di Imperia, che coinvolge Claudio Scajola, spunta un particolare curioso: l’ex ministro, intercettato tra il 2010 e il 2012, utilizzava (chissà se a sua insaputa) un cellulare intestato alla Polizia di Stato.

Per quale motivo Scajola usava una sim della Polizia? Nel breve periodo al Ministero degli Interni (2001-2002), il Viminale aveva una convenzione con un altro gestore. Scajola potrebbe aver ricevuto il cellulare dopo essere diventato presidente del Copaco nel 2006, ma poi nel 2008 è diventato ministro dello Sviluppo Economico e non ha più avuto nessuna attinenza con le forze dell’ordine.

E pochi giorni fa si è scoperto che il suo successore allo Sviluppo Economico, Paolo Romani, utilizzava un cellulare intestato al Comune di Monza (di cui è assessore) ed è indagato per peculato a causa di una bolletta da 5.000 euro. Romani si è giustificato dando la colpa alla figlia, che avrebbe utilizzato il telefono, ebbene sì, all’insaputa del padre.

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Perché Silvio Berlusconi è di nuovo indagato? Le tre versioni di B.

pubblicato da Alberto Puliafito

Caso Tarantini - Silvio Berlusconi è indagato

Ci risiamo: Silvio Berlusconi è indagato. Di nuovo? E perché mai? La vicenda ha sicuramente del grottesco ed offre tre possibili interpretazioni diverse dell’uomo, del politico Silvio Berlusconi, a seconda delle proprie inclinazioni non solo politiche ma anche umane. La vicenda è sempre la stessa: Giampaolo Tarantini portava le donnine a Palazzo Grazioli ed Arcore. Silvio Berlusconi se la spassava. Ad un certo punto partono le indagini sulla vicenda. Tarantini nega che Berlusconi sapesse che le donne fossero escort. E saltano fuori dei soldi. 850mila euro (pare) per Tarantini e consorte, con l’intermediazione di Valter Lavitola. Il Lavitola ne intasca 500mila, che però erano destinati all’avvio di un’attività imprenditoriale di Tarantini. Quest’ultimo era “stipendiato” con 20mila euro al mese. Questo è lo scenario sul quale si innestano le tre possibili versioni.

Versione A: la vittima inconsapevole. E’ quella che emerge dalle carte della Procura di Roma. Qui, Valter Lavitola, Giampaolo e Nicla Tarantini sono indagati per estorsione. Silvio Berlusconi, invece, è vittima del ricatto. Secondo questa versione dei fatti, l’ex direttore dell’Avanti e l’imprenditore, insieme alla moglie Nicla, avrebbero estorto del denaro al premier, minacciandolo di cambiare versione sulla questione delle escort (il che significa che B. era al corrente di questo dettaglio? Non si sa: è un’altra inchiesta).

Versione B: il corruttore satrapo. E’ la più recente, quella che vede Silvio di nuovo indagato, quella che emerge dalle carte della Procura di Bari. Qui sono Valter Lavitola e Silvio Berlusconi ad essere indagati. I due avrebbero indotto il Tarantini a mentire, in cambio di denaro. Se passasse questa versione dei fatti, non ci sarebbero dubbi nemmeno sul resto: Silvio Berlusconi sarebbe stato a conoscenza del giro di escort (d’altro canto, la versione A e la B non sono poi così incombatibili: potrebbe esserci stato un accordo fra i tre. La chiameremo versione AB).

Versione C: il buon samaritano edonista. E’, manco a dirlo, la versione di Silvio Berlusconi. Lui è un uomo che ama divertirsi. Non sapeva che quelle donne fossero escort, portategli in casa a sua insaputa dal Tarantini. I soldi giravano perché Berlusconi è anche un uomo di cuore, che aiuta il prossimo, e quindi aveva ritenuto di dover sostenere le “piccole spese” della coppia Tarantini.

Foto | © TM News

Malapolitica, il Sen. Sergio De Gregorio "lautamente pagato per passare dall'Idv al Pdl"

pubblicato da il passator cortese

Questa è una di quelle losche storie all’italiana che fanno capire che in politica non sono tutti uguali ma che la pianta della politica Made in Italy produce frutti bacati e anche avvelenati. Sotto i riflettori un “figuro” quale Sergio De Gregorio, il cui passaggio dall’Idv, partito nel quale fu eletto la prima volta nel 2006, al centro destra, fu «lautamente remunerato».

Lo rivela ai pm napoletani il commercialista del senatore, Andrea Vetromile, ascoltato il 29 febbraio scorso quest’anno come persona informata dei fatti. «Fu Lavitola che accreditò De Gregorio presso Berlusconi - dice - De Gregorio è ex socialista come Lavitola».

Alla presidenza del Senato è arrivato l’ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il senatore del Pdl: è accusato, nell’inchiesta su Valter Lavitola, di associazione per delinquere legata ai fondi per l’editoria. Gli atti entro 48 ore saranno trasmessi alla Giunta delle Immunità.

Stando alla ricostruzione di Vetromile il senatore avrebbe dovuto candidarsi nel 2005 nelle liste di Forza Italia, ma Fulvio Martusciello, «che non lo vedeva di buon occhio, riuscì a farlo escludere». De Gregorio si candidò con Di Pietro e fu eletto con circa 80mila voti. «Una volta eletto passò nelle fila del centro destra - spiega Vetromile - ebbene fu proprio Lavitola, forte dei suoi rapporti personali con Berlusconi, che concretizzò questo accordo. Sentivo Lavitola che caldeggiava l’operazione di passaggio…voglio precisare anche che l’accordo del passaggio venne così lautamente renumerato … (omissis). Anche il Lavitola come De Gregorio doveva traghettare quanti più parlamentari possibili dal centrosinistra al centrodestra». Il verbale, con diversi omissis, è riportato nell’ordinanza di custodia notificata oggi.

Sono questi i personaggi chiamati “onorevoli” e lautamente pagati dal popolo italiano?

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Valter Lavitola - Tutto quel che dovrà chiarire

pubblicato da Alberto Puliafito

Valter Lavitola rientra in Italia

Valter Lavitola è ritornato in Italia questa mattina. Il faccendiere, ex direttore dell’Avanti (non quello originale, un clone), latitante da mesi in Centro o Sud America (il 1° di settembre del 2011 il gip di Napoli, Amelia Primavera, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei coniugi Tarantini - entrambi arrestati - e nei confronti di Valter Lavitola; la richiesta d’arresto è stata, poi, confermata dal gip di Bari, Sergio di Paola, il 14 di ottobre 2011), è stato condotto nel carcere di Poggioreale.

Chi è Valter Lavitola è una domanda che si sono fatti in molti, in questi mesi. Come dimenticare la sua partecipazione a Bersaglio Mobile di Enrico Mentana, in collegamento da quello che venne definito il suo buen ritiro con una serie di risposte evasive che sembravano tanto “messaggi” per chi rimaneva in Italia e doveva, eventualmente, confermare la sua versione dei fatti? E quella, replicata, a Servizio Pubblico di Michele Santoro?

Il Lavitola è tornato oggi perché, dice, non ce la faceva più. E pur avendo paura di andare in prigione, è deciso a spiegare tutto (avrebbe preparato anche un memoriale con i suoi legali: lo aveva annunciato già a settembre). Ma tutto cosa?

Tanto per cominciare, c’è la vicenda Berlusconi-Tarantini. Secondo i pm, i coniugi Tarantini e Valter Lavitola avrebbero estorto almeno 500mila euro all’ex premier, con la minaccia di far cambiare versione all’imprenditore barese (il Gianpaolo Tarantini, appunto) a proposito della «natura mercenaria» delle donne che frequentavano palazzo Grazioli grazie a lui. Il Tarantini aveva sempre escluso che Berlusconi fosse al corrente che si trattasse di escort.

Più in generale, c’è il rapporto di stretta vicinanza con Berlusconi, dimostrata da telefonate dal contenuto shock: «vicinanza che non pare giustificata da incarichi politici o istituzionali del Lavitola n´ da una sua collocazione nella galassia aziendale o nell’ambito familiare del Berlusconi», si legge nelle 105 pagine di ordinanza del gip. Non basta.

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Dieci eventi, persone, movimenti da ricordare del 2011

pubblicato da V.

il mglgio del 2011 secondo polisblogCi siamo, l’anno è quasi finito: e che 2011 è stato? Un anno di cui capiremo la portata, e le dimensioni del cambiamento solo tra molto tempo. Dalla primavera araba, alle elezioni comunali di primavera i due “terremoti” di Milano e Napoli, i referendum, passando per quella che molti danno come la fine del berlusconismo. E ancora la nascita del governo tecnico con l’arrivo di Mario Monti, l’Italia a rischio default, la speculazione che impazza, l’euro che rischia di esplodere.

E poi che altro? La morte di Gheddafi, la fine di due dittature lontanissime ma altrettanto radicate. E che altro ancora? Il movimento di Occupy Wall Street, gli indignados, lo spread, e chissà quanto altro mi scordo. Perché mi saltano in mente le note di colore, quei personaggi che ci ricorderemo magari non proprio in maniera positiva, ma che tra dieci anni ci faranno sorridere: penso a Domenico Scilipoti, uno su tutti. Insomma, di carne al fuoco ce n’è, e tanta.

Vediamo: dopo il salto dieci persone, momenti, eventi, del 2011 da ricordare.

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Lo schemino di Lavitola da Santoro. Inquinamento di prove?

pubblicato da Alberto Puliafito

Lo schemino di Lavitola

Curioso leggere oggi sul Fatto quotidiano Antonio Massari che scrive: «Lavitola può ancora inquinare le prove» e che argomenta e spiega le ragioni per cui il Gip di Bari conferma la richiesta d’arresto per il faccendiere Valter Lavitola:

Nelle pagine dell’ordinanza d’arresto si legge qualche dettaglio in più sull’indole dell’ex direttore de L’Avanti!, descritto alla stregua d’un personaggio processualmente arrogante. La procura barese menziona, per esempio, l’utilizzo spregiudicato dei mezzi mediatici di diffusione […] C’è poi il riferimento alle sue presenze in tv, nel quale il gip sottolinea che, in questo modo, Lavitola è anche in grado di trasmettere comunicazioni con altri indagati.

Curioso, dicevamo, non perché il pezzo non sia condivisibile. Ma perché è stato proprio Michele Santoro - che oggi lo stesso Fatto quotidiano esalta come un rivoluzionario: non poteva essere altrimenti -, quasi un mese dopo il collega Enrico Mentana, a riproporre in video, nel corso dell’esordio di ieri sera, la prima puntata di Servizio Pubblico, Valter Lavitola. Il quale aveva addirittura pronto uno schemino inquadrato con dovizia di particolari, in cui l’indagato latitante spiega la sua versione dei fatti a proposito del flusso di denaro che lo lega a Berlusconi e Tarantini.

Uno schemino che non ha aggiunto nulla, giornalisticamente parlando. Ma che magari è stato letto da soggetti che hanno a che fare con le indagini.

Lo schemino di Valter Lavitola a Servizio Pubblico
Lo schemino di Valter Lavitola a Servizio PubblicoLo schemino di Valter Lavitola a Servizio PubblicoLo schemino di Valter Lavitola a Servizio PubblicoLo schemino di Valter Lavitola a Servizio Pubblico

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Si dice che, alla faccia della crisi, il Cav abbia festeggiato Halloween con la presunta fidanzata, Katarina Knezevic, vestita da Cat Woman. Che spensieratezza. Anche lui, pur essendo al tracollo politico, si è mascherato? Si arrabatman

Lavitola, Tarantini e il Cav. La storia si ripete: il politico, il faccendiere, le trame, i servizi segreti… Solo che stavolta il surreale faccendiere-latitante dice di commerciare in pesce. L’eterno ri-tonno

Chiara Danese, giovane testimone del processo Ruby, a Servizio pubblico: “Quella sera Berlusconi venne con un vassoio di anelli colorati e disse che erano di Tiffany, ma non era vero”. Il racconto desolante su un anziano satiro che “vende” pure falsi. Patac-caro diario

A Roma il cinema ricorda una grande attrice della commedia italiana che compie 80 anni: Monica Vitti. A Cannes, nel tempio del cinema francese, un commediante di 75 anni gira l’ultima scena del suo b-movie. Ma ‘ndo vai, se il Banana non ce l’haaaiiiiii

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Berlusconi - Lavitola: telefonate shock

pubblicato da Alberto Puliafito

Silvio Berlusconi al telefono con Valter Lavitola

Silvio Berlusconi al telefono Valter Lavitola evoca una trasposizione nella realtà del finale de Il Caimano (il controverso film di Nanni Moretti), con una serie di frasi shock:

Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c’è un’alternativa…

E’ proprio il quotidiano Repubblica a rendere noto il contenuto di queste telefonate. Questa, in particolare, decisamente inquietante, risale al mese di ottobre del 2009. Ed è depositata, come migliaia di altre trascrizioni, negli atti dell’inchiesta che la Procura di Pescara sta conducendo sui fondi dell’Avanti (il giornale clone del noto quotidiano dell’ex PSI, diretto proprio da Valter Lavitola): è contenuta in un cd ed è un atto pubblico, dunque pubblicabile. Il livello di confidenza che Berlusconi ha con l’oscuro Lavitola è davvero sorprendente, anche se si poteva già intuire in passato. E anche il contenuto dei pensieri del Presidente del Consiglio è sorprendente. Anzi. Inquietante.

La situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo… Il Parlamento non conta un cazzo… Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che si appoggiano a Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, e alla stampa estera. […] Facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera.

Ma chi è davvero Valter Lavitola? Che ruolo ha, per raccogliere simili “confidenze” - va usato l’eufemismo, in mancanza di parole per definire il contenuto di quanto sopra - e per cercare di inviare addirittura appunti per emendamenti a Schifani (vedi la telefonata alla Brambilla del 30 ottobre 2009 alle 9.38)? E chi è, davvero, Silvio Berlusconi?

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il Cav ha fatto finta di far pace con Tremonti e gli ha concesso un’altra chance. Ok. Ma il ministro del Tesoro non si metta in testa di poter fare sempre il bello e cattivo tempo e di decidere tutto lui. Niente…Grilli…per la testa

Intanto Draghi è salito al Quirinale e con Napolitano ha messo i puntini sulle ‘i’, ribadendo chi è il suo prediletto per la successione a Bankitalia. Koch di mamma

L’ineffabile Lavitola a Mentana: “Il mio mestiere? Faccio il pescivendolo”. Sì…e all’amo ha preso al volo anche il Cav. Carpa…diem

Pure ieri Bossi ha sventolato il suo nobile medio sotto il naso dei giornalisti. Regre-dito

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