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Tutti gli articoli con tag veline

Le speranze della Giovane Italia del Pdl. Senza speranza ...

pubblicato da il passator cortese

Amici e nemici pari sono, quando danno fastidio e disturbano il “manovratore.

Così i duecento ragazzi under trenta della Giovane Italia (le varie anime junior del Pdl) convenuti ieri a Bologna non hanno fatto notizia e, specie dai media del “capo”, sono stati tenuti fuori onda.

Il motivo? Di fatto, i “rookies” sono gli unici che pensano e si muovono in “autonomia”.

E sono in rivolta, a cominciare dai criteri sulle liste delle Regionali: “Ci vuole il ricambio vero; no alle veline; avanti solo chi fa militanza”. E soprattutto: “Nessuna immunità. Pulizia nel partito, a tutti i livelli. Basta con le derive clientelari e con le cricche”. Quasi un congresso dell’Idv. Poi il sipario si è chiuso.

Per Silvio Berlusconi e il Pdl un meeting inesistente. Un brutto sogno, anzi un vero e proprio incubo.

Duecento giovani di buone speranze. Ma, in questo Pdl, senza speranza.

Ore 12 - La "guardia" berlusconiana si chiude a riccio. Se salta la diga Bertolaso ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroCome la Guardia napoleonica, la “prima linea” berlusconiana si chiude a riccio, a difesa di Guido Bertolaso.

Lo fa per salvare il Premier. Quindi per salvarsi. Se crolla la diga del capo della Protezione civile, simbolo sul campo della politica “del fare”, la valanga travolge tutti e spazza via l’intero sistema berlusconiano.

Che è un sistema di potere, ideato sulle macerie della prima Repubblica: la “furbata” dell’antipolitica per fare la politica dei propri interessi, salvarsi dai tribunali, arricchirsi a dismisura.

Una gran torta dove a tutti, o meglio, ad alcuni dell’immensa corte, a strati, vengono assegnate fette, o briciole, a seconda del livello e dei servigi. Sistema di potere retto sul consenso democratico (e l’aiutino di leggi elettorali “porcellum”), manipolato dai possenti media personali e alimentato con la demagogia e il populismo.

Distrutte identità, appartenenze e cultura, si è creato un reality show permanente, lasciando a tanti l’illusione di diventare potenti e ricchi o, quanto meno, la certezza di poter fare i propri comodi (soprattutto non pagare le tasse), al di fuori dei lacci e lacciuoli delle regole (del mercato) e delle leggi (istituzionali). Ovviamente a difesa del liberalismo economico e della libertà, uniti contro i comunisti, contro i “diversi” e tutti quelli che non “obbediscono”.

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Il ministro Rotondi esalta le "veline" (vecchie e nuove) di Berlusconi. E non si vergogna

pubblicato da il passator cortese

Il più solerte, patetico fino al midollo, è risultato il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo Gianfranco Rotondi.

Il sempiterno “democrociato”, a mesi alterni è obbligato (per contratto?) a dare il proprio colpetto di tosse per dire che c’è ancora e che resta inossidabile la cieca fiducia nel padre/padrone del Pdl e del Governo.

A due mesi dalle elezioni, Rotondi alza lo “scudocrociato” per la storica affermazione sulle candidature nei vari listini delle Regionali: “Berlusconi non candida veline, ma donne giovani e impegnate”.

Visti i precedenti (il “ciarpame” …), e visti i primi nomi delle potenziali candidate, non si può dire che il perspicace Rotondi menta: le candidate sono giovani e sono…” impegnate”.

Il ministro spezza una lancia anche a difesa delle “veline” già parlamentari: “Sono loro le più assidue in Parlamento ed è grazie a loro che il governo realizza il suo programma. Meglio loro di tanti maschi in carriera che, eletti con noi, saltano le votazioni e qualche volta passano pure dall’altra parte”.

Grazie ministro Rotondi, finalmente è tutto chiaro.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il premier dice che con meno immigrati diminuiscono i reati. Pare infatti che i marocchini siano specializzati nella frode fiscale, gli ucraini nella creazione di fondi neri, gli egiziani tendano alla corruzione in atti giudiziari, i filippini preferiscano le false fatturazioni e i romeni siano maestri nel falso in bilancio. Buc-arrest

Il Senato vota per la deregulation della caccia. Vince (per il momento) il partito delle doppiette, che ha tradizionalmente ottimi agganci con la politica. Sparano “castate”

Il Cav potrà disporre a piacimento di veline e letterine, ad esempio potrà farle comparire o sparire dalle liste in un batter d’occhio. Ma una donna come la Poli Bortone, una gran donna così non è evidentemente a disposizione di nessuno. “Non mi sVendo(la)”

Obama rilancia la ferrovia negli Usa e punta sull’alta velocità. Scettici i repubblicani: “Parla così perché non conosce il manager italiano Mauro Moretti e il Frecciarossa”. Binario morto

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La via del Pd per snidare il Cav: basta antiberlusconismo, veline, salotti tv, gossip

pubblicato da il passator cortese

Il primo errore che nel Pd molti faranno sarà quello di pensare che adesso, con Bersani segretario, ogni problema è risolto e che il futuro sarà lastricato di successi e vittorie. E giù ovazioni.

E’ così da almeno quindici anni, basta sfogliare l’album di famiglia: Prodi. Amato, Rutelli, D’Alema, Veltroni, Franceschini. Ogni volta grandi propositi di rilancio seguiti immancabilmente da grandi tonfi.

Il secondo errore, peggiore del primo, è quello di pensare che adesso “al Berlusca gli facciamo un c…lo tanto”.

Bersani, un emiliano bonario e tosto che deve dimostrare di saper essere leader, ha subito detto una cosa saggia: “No al dialogo, sì al confronto”. E’ questo l’antitodo per non cadere nel tranello dell’inciucio e nella trappola dell’antiberlusconismo e del populismo.

All’autolesionismo del veltroniano partito a vocazione maggioritaria non deve contrapporsi l’altrettanto autolesionismo dipietrista del partito dei “duri e puri” o di una allenaza “calderone” tipo ulivo riverniciato.

Berlusconi presto aprirà al dialogo, che vuol dire incontri segreti, caminetti, salotti televisivi, inciuci, appunto. Il Cav. va snidato per portare il confronto in Parlamento, cioè alla luce del sole, davanti agli italiani. Finendola con le storielle delle veline: obbligando premier e governo a rispondere delle proposte concrete (se ci sono) del Pd e dei suoi nuovi alleati (se ci saranno).

Uno, due, tre punti di come sciogliere uno, due, tre nodi che strozzano gli italiani e tengono l’Italia sotto un macigno.

Tutto il resto è noia: il replay delle vittorie di Berlusconi. Cioè il replay di un Paese sconfitto.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il premier dà segni di cedimento persino esilaranti. Due giorni fa, parlando a braccio: “Abbiamo organizzato 122 tangentopoli”. In realtà voleva dire tendopoli. Col-lapsus freudiano

Mentre il Mega Papi si preoccupa degli attacchi su veline e sexygate, a Palermo la magistratura scava nel torbidume dei primi anni ‘90. Una maledizione che ciclicamente torna a perseguitare il capo del governo. Altro che Noemi e Patrizia. Eterno ri-porno

L’inquilino di Palazzo Chigi difende con rabbia un potere che gli ha fatto dimenticare qualche vecchio amico. Intanto Mike, uno di quei suoi grandi, vecchi (ex?) amici, ci lascia. E lascia un presidente del Consiglio triste, con la sindrome da assedio, forse vicino al fondo. Raschiatutto

Il SuperCav ce l’ha pure con i servizi segreti che, a suo dire, non avrebbero protetto al meglio la privacy presidenziale. Una volta il problema erano le stragi e i depistaggi, ora sono le donnine. Scopasir

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Videocracy - recensione: tanto rumore per nulla?

pubblicato da Giulio Mattioli


Molti di voi si staranno sicuramente chiedendo com’è “Videocracy“, il documentario sulla televisione italiana del regista italo-svedese Erik Gandini, il cui trailer è stato rifiutato da Rai e Mediaset, dando il via a una serie infinita di polemiche, oltre che di pubblicità gratuita per il film.

Una recensione l’hanno già fatta i colleghi di cineblog, che hanno avuto la possibilità di vederlo in anteprima assoluta alla mostra del cinema di Venezia. Qui su polisblog ci concentriamo invece sugli aspetti più politici del documentario, quelli che gli sono valsi tanto clamore.

Da questo punto di vista, bisogna riconoscere che tutto il dibattito è vittima di due madornali equivoci. Primo: “Videocracy” non è un documentario che parla di politica, ma di un fenomeno sociale e di costume. Secondo: si tratta di un prodotto realizzato per una proiezione all’estero, non in Italia.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Un Pd vicino ai giovani e alle donne? Sì, molto vicino…soprattutto alle giovani donne. Specie di notte e nei garage condominiali. P(erve)rtito democratico

Il governo tenta di venire a patti con gli evasori di grosso calibro. Arriverà alla Camera questa settimana il provvedimento che consente il rientro in Italia dei capitali spostati nei paradisi fiscali per sfuggire all’Erario. La bozza sarà presentata come emendamento al decreto anti-crisi. Palazzo Chigi punta a recuperare 100miliardi per un gettito che varierà a seconda dell’aliquota. L’operazione andrà in porto o sarà la solita montagna che partorisce il topolino? Sculo fiscale

Pare che le residenze del MegaPapi non fossero frequentate solo da escort d’assalto o ragazze affamate di danaro, fama e successo. A bazzicare Villa Certosa ci sarebbe stata anche Darina Pavlova, una ex modella bulgara che oggi è tra le donne più ricche d’Europa. “La Dama”, come viene soprannominata, aveva sposato il finanziere Iliya Pavlov, poi rimasto ucciso da un sicario nel 2003. Sembra che il Cav sia riuscito a consolare l’inconsolabile vedova. Riflesso Pavlov-iano

Il SuperCav comunque incassa il bottino politico di un G8 formalmente impeccabile e ancora una volta attacca l’opposizione: “E’ un cadavere che cammina“. Interviene e precisa Ignazio Marino: “Sì ed è arrivato il momento di staccare la spina. Ci penso io“. Mettiamoci un Di Pietro sopra

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Estati presidenziali: niente mausolei e veline, vacanze normali per Obama

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega


Obama e Berlusconi non hanno praticamente nulla in comune. Non l’abbronzatura, non i capelli, non la statura, non gli addominali e nemmeno l’età. Il nostro premier potrebbe essere tranquillamente il padre del presidente americano. Neanche sommando gli anni di Barack a quelli di Noemi si raggiunge la vetustà del SuperPapi.

L’estrazione culturale dei due leader, poi, è totalmente divergente: d’altronde uno è il primo presidente nero degli Stati Uniti e l’altro dice che ci sono troppi neri tra Lambrate e il Giambellino. Sono diversi i convincimenti politici, l’approccio con i media e ovviamente gli stili di vita. Anche e soprattutto in vacanza. Così mentre il “nostro” ospita topolone e Topolanek nella sua mirabolante reggia sarda, tra bande e bandane, balli, balle e bollori, il presidente Usa si prepara alla sua prima vacanza agostana da inquilino della Casa Bianca senza possedere un ‘buen retiro’ di proprietà in cui rifugiarsi con famiglia e quadrupedi al seguito.

Per Obama niente mausolei, anfiteatri naturali, foreste in serra o Apicella vari. Piuttosto un sobrio soggiorno con moglie e figlie nella pittoresca isola di Martha’s Vineyard, località del Massachusetts celebre per aver accolto la salma di John Belushi e molto amata dalla upper class della East Coast. Con questa scelta gli ‘Obamas’ rispolverano lo stile Clinton: Bill e Hillary adoravano veleggiare da quelle parti negli anni ‘90. Berlusconi, invece, preferisce forse altri aspetti del ‘clintonismo’, ma su questo è meglio sorvolare.

Via | New York Times

Annozero: la cronistoria della puntata, dall'introduzione di Marco Travaglio fino alle vignette di Vauro.

pubblicato da Luca Landoni

La puntata di ieri di Annozero è finita come sempre al centro delle polemiche per il tentativo di ricostruire le vicende matrimoniali di Berlusconi in chiave anti-Cavaliere. Questa l’accusa del Giornale, uscito con un titolo a caratteri cubitali - Sporco Trucco - che accusa Santoro di aver montato ad arte il palinsesto della trasmissione in modo da mettere in croce il Premier, senza tuttavia riuscirci.

Il tutto nasce anche dalla tesi di Dagospia, solitamente ben informato. Il sito di Roberto D’Agostino sostiene che Santoro “non vede l’ora di farsi cacciare perché ha capito che il nuovo corso politico e aziendale intende azzerare la sua esperienza in viale Mazzini”.

Comunque stiano le cose, vi riproponiamo la cronistoria filmata della puntata, a partire dagli interventi introduttivi di Michele Santoro e Marco Travaglio. Il conduttore dichiara che non accetterà telefonate, ma la trasmissione è a disposizione di Berlusconi se volesse intervenire (di persona) per dire la sua. Travaglio esordisce sulle veline, per poi passare alle intercettazioni di Saccà e concludere con il declassamento del nostro paese quanto a libertà di stampa ad opera di Freedom House.

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