Cercheremo qui di tenervi aggiornati sull’andamento delle principali consultazioni provinciali e comunali in corso di scrutinio.
Spicca per ora la sconfitta patita da Castelli nella natia Lecco. Davvero inattesa visti i risultati della Lega in regione. Curiosità: Minardi non ce l’ha fatta a Faenza (31 contro 53%). A Margherita di Savoia (Bat) la Carlucci post-rissa viene eletto sindaco con quasi il 70% dei suffragi.
Province. Tutte e 4 le province vanno al centrodestra.
Provincia Imperia. Definitivo. Sappa (cdx) 59,0 - Giordano (csx) 32,5
Provincia L’Aquila. Definitivo. Del Corvo (cdx) 53,4 - Pezzopane (csx) 45,3
Provincia Viterbo. Definitivo. Meroi (cdx) 54,6 - Grattarola(csx) 32,1
Provincia Caserta. 618/925. Zinzi (cdx) 65,3 - Stellato (csx) 30,0
Comuni. Dei 9 comuni capoluogo alle urne, 2 vanno al centrosinistra al primo turno (tra cui Venezia, salvo crollo dell’ultim’ora), 1 al centrodestra e 4 al ballottaggio. Matera e Lodi sono troppo indietro per giudicare. Macerata potrebbe ancora andare al centrosinistra se Carancini recupera. Dopo il salto i dati parziali e definitivi.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010. Diretta voto provinciali e comunali

L’attenzione generale prestata al risultato delle elezioni regionali ha fatto perdere di vista un’importante competizione politica che nelle stesse ore avveniva a Venezia dove il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta provava a diventare sindaco.
Sì. Provava. Salvo stravolgimenti dell’ultimo minuto, dettati dal traino del nuovo Governatore Luca Zaia, l’esponente politico avvezzo ai mass media sarà il primo cittadino del capoluogo veneto solo se vincerà il ballottaggio contro il candidato del Pd Giorgio Orsoni.
Secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera la coalizione del precedente sindaco, Massimo Cacciari, è al momento in vantaggio per 4 punti percentuali su quella del centro-destra.
Continua a leggere: Renato Brunetta non è il nuovo sindaco di Venezia

Dichiarare la morte del Pd, pur essendo prematuro, è un’ipotesi da prendere seriamente in considerazione. Peggio di così non poteva andare. I candidati sbagliati, come Filippo Penati in Lombardia, non sono riusciti ad arrivare nemmeno ad un testa a testa.
Il forte appeal dei candidati esterni, come nel caso di Emma Bonino nel Lazio, non è stato sufficiente per nascondere le lacune di Pierluigi Bersani e compagni che non prendendo seriamente in considerazione i gruppi antiberlusconiani nati nei scorsi mesi hanno regalato alla Lega Nord il Piemonte. A nulla è servito il buon lavoro svolto da Mercedes Bresso.
Inutile piangere oggi su quanto è accaduto. Il forte antagonismo adottato contro Nichi Vendola faceva presagire in tempi non sospetti quanto si è verificato ieri. Il Governatore della Puglia prima della maggioranza ha provato a far ricordare al Partito Democratico le proprie deficienze.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: è Nichi Vendola il nuovo leader del centro-sinistra
Seguiremo qui in diretta gli aggiornamenti dei voti reali scrutinati dal Viminale. Qui invece trovate le proiezioni.
Ore 01.19
È finita e Cota ha vinto. In base ai calcoli fatti sopra la Bresso non può recuperare 13.000 voti con 65 sezioni. Concludiamo dunque qui la nostra diretta, durata ininterrottamente dalle 15, circa 10 ore. Grazie per averci seguiti e appuntamento a domani con provinciali e comunali, e i primi commenti.
Ore 01.15
Il vantaggio di Cota è sempre dello 0,6%. Mancano 124 sezioni. Abbiamo calcolato che corrispondano a 50-60.000 voti. Se il vantaggio di Cota è di 12.000 voti la rimonta è praticamente impossibile. A Porta a Porta continuano a sparare ipotesi a casaccio non tenendo conto che ogni sezione avrà anche mille votanti, ma l’astensione è stata altissima quindi non mancano 120.000 votanti ma più o meno la metà. Servirebbe un 37-23 veramente più che arduo.
Polverini ora a +1,13%.
E mi sembra anche ora di segnalare che in Emilia Romagna Giovanni Favia (Lista 5 Stelle) sta sfiorando il 7%, visto che se ne parla troppo poco. Una curiosità: in quest’ultima regione la Lega arriva al 13,7%.
Centrosinistra 7
Centrodestra 5
Incerte 1
Piemonte
(sez. 4.770/4.835)
COTA ROBERTO 47,36%
BRESSO MERCEDES 46,86%
Liguria
(definitivo)
BURLANDO CLAUDIO 52,2%
BIASOTTI SANDRO MARIO 47,8%
Lazio
(sez. 4.775/5.266)
POLVERINI RENATA 50,43%
BONINO EMMA 49,02%
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010. Diretta voti scrutinati dal Viminale
Seguiremo qui in diretta gli aggiornamenti delle proiezioni. Qui invece trovati i voti reali scruitinati dal Viminale.
Ore 22,25. Sesta e ultima proiezione
La situazione vede 4 regioni al centrodestra (Lombardia, Veneto, Calabria, Campania) 7 al centrosinistra (Marche, Emilia-Romagna, Toscana, Basilicata, Umbria, Liguria, Puglia) 2 incerte (Lazio, Piemonte).
Lombardia
Penati CSX
32,7%
Formigoni CDX
56,4%
Pezzotta UDC
5%
Veneto
Bortolussi CSX
28,8%
Zaia CDX
60%
De Poli UDC
6,7%
Emilia Romagna
Errani CSX
52,2%
Bernini CDX
36,7%
Favia 5 stelle
6,7%
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010. Diretta proiezioni

Silvio Berlusconi sa meglio di altri che prima o poi il conto da pagare arriva. Oltre a contenere gli errori dei servi che hanno permesso a Michele Santoro di elevarsi a eroe della patria, in queste ore deve saldare il debito anche con Umberto Bossi.
Allearsi con un partito forte che ha regalato al Governo una delle maggioranze più solide delle ultime legislature ha un prezzo che in queste ore lo stesso leader della Lega sta mettendo a fuoco.
Malgrado i risultati delle elezioni regionali non siano stati per ovvi motivi ancora definiti Umberto Bossi, che ha aveva già proposto due suoi candidati in regioni importanti (Luca Zaia in Veneto e Roberto Cota in Piemonte), è già proiettato alla successiva scadenza chiedendo fin da subito la poltrona attualmente occupata da Letizia Moratti.
Continua a leggere: Umberto Bossi chiede a Silvio Berlusconi la poltrona di Letizia Moratti
Mentre il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si balocca con le solite invettive contro la magistratura, girando il paese senza mai affrontare davvero le tematiche locali. Mentre il finto leader dell’opposizione Pier Luigi Bersani gareggia in antiberlusconismo con quello reale (Di Pietro). E mentre, infine, lo stesso Bersani parla di “Cavaliere al tramonto” e lamenta la mancanza di un confronto diretto in Tv (ma in che regione si scontrano i due, di grazia?) la Lega sta passando al setaccio tutte le sue aree storiche, più o meno forti.
Ieri a Mestre Bossi ha tuonato con forza che gli uomini della Lega sono quelli che cambiano il paese, sottintendendo una chiara differenza con i propri alleati. Certo, il Senatùr non ha alcun interesse a rompere col Cavaliere, ma a lanciare la volata per il sorpasso, questo sì. E non basteranno certo i piccoli favori, tipo Brunetta che annuncia che in caso di vittoria a Venezia il suo secondo sarà leghista, per affievolire la portata del confronto.
Un segnale chiaro lo hanno dato gli ultimi due comizi regionali in ordine temporale. Quant’era mesto il volto del leghista Cota mentre Berlusconi parlava di magistrati in Piemonte. Sembrava proprio che non vedesse l’ora della fine per prendere lui stesso la parola, come se la costrizione a presenziare al discorso - teoricamente di lancio della sua candidatura - fosse quasi insopportabile.

Non si fa in tempo a chiedere, e ottenere, le dimissioni di Nicola Di Girolamo (innescate, come spiegato lo scorso sabato a “che tempo che fa” da Massimo Gramellini da un errore di trascrizione) che già si deve ragionare sulle liste false.
A poche ore dall’esclusione di Roberto Formigoni, in Lombardia, per una serie (ancora da definire) di firme false anche in Veneto è scoppiato un caso analogo provocato sempre dal Popolo delle Libertà.
Secondo quanto pubblicato dal Gazzettino anche delle persone defunte, fan in vita della già morta Forza Italia, avrebbero firmato per sostenere le liste del Partito del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Dei 23 Ministri dell’attuale Governo ben 3 saranno impegnati, ad oggi, per il prossimo appuntamento elettorale. Dopo la candidatura di Luca Zaia, alla presidenza della Regione Veneto, e di Renato Brunetta, per diventare sindaco di Venezia, anche Mara Carfagna parteciperà alle prossime elezioni.
Anche lei parteciperà alle elezioni regionali della Campania, dalle quali è stato allontanato Nicola Cosentino per lo scalpore mediatico che fece a suo tempo la sua vicenda riconducibile al clan dei Casalesi.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro a La Stampa il suo impegno dovrebbe limitarsi, in caso di vittoria del PdL, al consiglio regionale sicché in Italia, fino ad oggi, è vietato per un Ministro del Governo italiano essere anche il Presidente di una regione tanto che nel caso Luca Zaia vincesse la Lega Nord ha già selezionato un degno sostituto per non perdere il Ministero.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010. Mara Carfagna candidata in Campania

Di immigrati, come previsto ieri, si sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su lidi che meglio di altri ci fanno sognare un’Italia che al momento non esiste.
Eppure tra poco meno di due mesi ci sarà, e ne avremo occasione di parlarne più approfonditamente, il secondo sciopero nazionale degli immigrati. Persone che non vengono sfruttate solo al Sud.
Secondo quanto reso noto dalla Cgil di Padova nel Veneto vengono registrati casi simili a quelli calabresi anche tra le persone, 2500, regolari le cui condizioni di lavoro peggiorano dopo la firma ad un contratto che non viene poi rispettato.
Continua a leggere: Rosarno come il Veneto. Luca Zaia salverà gli immigrati dalla schiavitù?