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Tutti gli articoli con tag venezia

Intervista - polisblog incontra Cristina Giudici autrice di “Leghiste”

pubblicato da Giovanni Molaschi

Cristina Giudici, giornalista (del Foglio e di Grazia) e autrice di “Leghiste, pioniere di una nuova politica” (edito Marsilio), ha deciso di spiegare le storie delle donne del partito di Umberto Bossi molto tempo prima delle elezioni che hanno decretato il successo della Lega Nord.

Durante l’intervista che ci ha rilasciato più volte ha posto l’accento sull’utilizzo sbagliato dei termini utilizzati da molte persone che in questi anni frettolosamente hanno deciso di raccontare un fenomeno che non è più tale.

La Lega Nord è ormai una realtà probabilmente più meritevole di altre se le donne sono riuscite a conquistarsi ruoli importanti senza il bisogno delle quote rosa. Cristina Giudici in un passaggio del nostro incontro ha azzardato una previsione politicamente molto interessante.

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Sondaggio: Nicola Zingaretti è il sostituto di Pier Luigi Bersani?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Chi nel Partito Democratico ha tutte le carte per emanciparsi dal segretario Pier Luigi Bersani, e dal pseudo Cardinal Richelieu (Massimo D’Alema) con il quale si accompagna lo stesso Bersani, comincia ad essere insofferente per il mancato rinnovamento che tre sconfitte dovrebbero agevolare.

Alla manifestazione di malessere del sindaco di Torino Sergio Chiamparino si aggiunge quella del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti secondo il quale Roma, a causa dei limiti del Partito Democratico, potrebbe essere una roccaforte del centro-destra per i prossimi vent’anni.

“La destra oggi ha più capacità di parlare ai deboli, alle loro paure, alla voglia di non essere infastiditi. Questo – prosegue Nicola Zingaretti - spiega i provvedimenti sui rom, sulle prostitute, sui lavavetri. A noi non piacciono, ma creano un patto, ancorché scellerato, con i cittadini e creano grande consenso.

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Massimo D’Alema è il vero problema del Partito Democratico di Pier Luigi Bersani?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Sergio Chiamparino non ha fatto in tempo a lamentarsi pubblicamente della gestione romana del Partito Democratico che Pier Luigi Bersani colpisce ancora rimanendo all’ombra del proprio padre politico: Massimo D’Alema.

L’ex leader politico, dopo essersi reso conto che l’ostracismo adottato contro Nichi Vendola ha in realtà favorito l’esponente politico alla riconferma del posto per il quale si era candidato, si è presentato a Mantova per sostenere il candidato sindaco Fiorenza Brioni attualmente in ballottaggio contro l’avversario politico del Pdl.

“Noi – ha dichiarato l’ex leader politico a margine dell’incontro pubblico – riteniamo necessario cambiare la legge elettorale in modo che venga restituito ai cittadini il potere di scegliersi i parlamentari. Se ci sono delle proposte serie siamo pronti a discutere per ora c’è solo un grande chiacchiericcio e titoli sui giornali, ma la Costituzione è più complicata”.

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Sondaggio: è Sergio Chiamparino il sostituto di Pier Luigi Bersani?

pubblicato da Giovanni Molaschi



La cena tra i leader del Pdl e della Lega, organizzata ieri ad Arcore, non è l’unico fatto politico sul quale vale la pena ragionare oggi. A dieci giorni dalle elezioni regionali Sergio Chiamparino, sindaco di Torino in quota Pd nonché presidente dei comuni italiani, da due importanti quotidiani italiani (la Stampa e l’Unità) lancia una sfida al segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.

“Dopo tre sconfitte consecutive, alle politiche, alle europee e alle regionali – ha dichiarato il primo cittadino di Torino alla Stampa - è evidente che qualcosa non va: Bersani deve rovesciare l’impostazione del partito, “azzerando i ‘caminetti” per togliere potere alle correnti e affidare il Pd a chi ha la credibilità per rappresentarlo sul territorio, come i sindaci e i governatori”.

Sergio Chiamparino, che già in molti vedevano a capo di un ipotetico Pd del Nord, è tra i molti rappresentanti del Pd l’unico a voler affrontare in modo chiaro i problemi del proprio partito che per emanciparsi dall’attuale crisi, tanto quanto il Popolo delle Libertà, deve creare con l’elettorato lo stesso rapporto che ha permesso alla Lega Nord di stare oggi ai posti di comando.

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Cancellato l’operato da Ministro di Pier Luigi Bersani. Angelino Alfano sistema gli Ordini

pubblicato da Giovanni Molaschi



Brutto momento per Pier Luigi Bersani. Mentre i suoi compagni di partito provano a capire se la sua segreteria possa provare a vincere alle prossime elezioni politiche la maggioranza cancella il suo operato come ministro.

Angelino Alfano, responsabile della Giustizia italiana, ha infatti deciso di restaurare le tariffe minime degli ordini che l’attuale leader del Partito Democratico aveva abolito durante il precedente Governo Prodi.

“Ascolterò – ha dichiarato il Guardasigilli - le voci di tutti gli ordini e dopo un’attenta analisi proporremo delle riforme che siano in grado di tenere insieme la dignità ed il prestigio delle professioni insieme agli interessi del singolo cittadino. L’abolizione delle tariffe minime, senza dare alcun beneficio ai cittadini, ha tutelato i più forti. Ed in generale ha danneggiato i professionisti italiani”.

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Sondaggio: chi sarà il nuovo leader del centro-sinistra di Pier Luigi Bersani?

pubblicato da Giovanni Molaschi

Massimo Cacciari ha, probabilmente, ragione quando afferma ai microfoni di Radio24 che la sconfitta elettorale registrata pochi giorni fa dal Partito Democratico non debba inficiare il lavoro di Pier Luigi Bersani.

Di fatto il mancato, ma necessario, esame di coscienza che il segretario del Partito Democratico dovrebbe conseguire fa sì che da più parti si inizi pensare a come cambiare il progetto politico che dell’idea di Walter Veltroni conserva ben poco.

Qualcuno ha iniziato a sognare una vera e propria restaurazione in perfetto stile Prodi. Secondo l’editorialista della Stampa Fabio Martini il posto occupato oggi dallo stesso Bersani spetterebbe a Mario Draghi, attuale Governatore della Banca d’Italia.

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Comunali Venezia. L'ira di Brunetta contro la Lega è giustificata?

pubblicato da Luca Landoni


Le elezioni regionali appena terminate hanno visto l’indiscutibile affermazione del centrodestra guidato dalla Lega Nord. Le vittorie nel Lazio e in Piemonte sono epocali, e dopo una prima reazione sulla linea dell’”abbiamo vinto anche noi” pure dal Pd cominciano a manifestarsi voci di dissenso dalla linea del segretario Bersani.

Vittoria netta, dicevamo, macchiata da due soli ma assai rumorosi capitomboli: la sconfitta di Castelli a Lecco ad opera di Brivio e la batosta subita da Renato Brunetta a Venezia. Ma mentre Castelli ha reagito con un certo aplomb, dichiarando di aver fatto il possibile senza tuttavia riuscire a risolvere il caos del centrodestra lecchese, il Ministro della Funzione pubblica è clamorosamente sbottato, accusando gli alleati lumbard di non averlo votato.

L’asserzione si basa sul confronto dei dati delle comunali con quello delle regionali nella circoscrizione veneziana, e lamenta che i leghisti sarebbe egoisti e educati a votare solo i propri candidati (vedi appunto Zaia in regione, protagonista di un consenso più che massiccio). Brunetta ha anche evocato lo spettro di una eventuale candidatura di Bossi a sindaco di Milano “tra 10 anni” che per converso potrebbe non essere votato dagli elettori Pdl in stragrande maggioranza nel capoluogo lombardo.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La sconfitta…Palese in Puglia fa la prima vittima illustre (e annunciata) nel centrodestra. Si è dimesso infatti il ministro agli Affari regionali del Pdl. CrociFitto

Gli elettori bocciano le ambizioni di doppio incarico coltivate da Castelli e Brunetta, bastonati sonoramente alle Comunali di Lecco e Venezia. Per loro niente raddoppio della poltrona. I multichiappa

Bersani non fa mea culpa e invece di ammettere che la debacle piemontese è bruciante, preferisce sottolineare che la Bresso ha perso soltanto per 9mila voti. Chi glielo dice che dare il patriottico Piemonte alla Lega è come consegnare una giovane vergine a Rocco Siffredi? Il patito dell’amore (protetto)

Ora si torna a parlare di riforme condivise, di patto Berlusconi-Fini per la legislatura, di dialogo con l’opposizione, di politica che si dovrebbe riavvicinare al Paese. La solita musica, con il solito dj: il Cav. PredelLinus

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Elezioni Regionali 2010. Diretta voto provinciali e comunali

pubblicato da Luca Landoni

Cercheremo qui di tenervi aggiornati sull’andamento delle principali consultazioni provinciali e comunali in corso di scrutinio.
Spicca per ora la sconfitta patita da Castelli nella natia Lecco. Davvero inattesa visti i risultati della Lega in regione. Curiosità: Minardi non ce l’ha fatta a Faenza (31 contro 53%). A Margherita di Savoia (Bat) la Carlucci post-rissa viene eletto sindaco con quasi il 70% dei suffragi.

Province. Tutte e 4 le province vanno al centrodestra.

Provincia Imperia. Definitivo. Sappa (cdx) 59,0 - Giordano (csx) 32,5
Provincia L’Aquila. Definitivo. Del Corvo (cdx) 53,4 - Pezzopane (csx) 45,3
Provincia Viterbo. Definitivo. Meroi (cdx) 54,6 - Grattarola(csx) 32,1
Provincia Caserta. 618/925. Zinzi (cdx) 65,3 - Stellato (csx) 30,0

Comuni. Dei 9 comuni capoluogo alle urne, 2 vanno al centrosinistra al primo turno (tra cui Venezia, salvo crollo dell’ultim’ora), 1 al centrodestra e 4 al ballottaggio. Matera e Lodi sono troppo indietro per giudicare. Macerata potrebbe ancora andare al centrosinistra se Carancini recupera. Dopo il salto i dati parziali e definitivi.

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Renato Brunetta non è il nuovo sindaco di Venezia

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’attenzione generale prestata al risultato delle elezioni regionali ha fatto perdere di vista un’importante competizione politica che nelle stesse ore avveniva a Venezia dove il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta provava a diventare sindaco.

Sì. Provava. Salvo stravolgimenti dell’ultimo minuto, dettati dal traino del nuovo Governatore Luca Zaia, l’esponente politico avvezzo ai mass media sarà il primo cittadino del capoluogo veneto solo se vincerà il ballottaggio contro il candidato del Pd Giorgio Orsoni.

Secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera la coalizione del precedente sindaco, Massimo Cacciari, è al momento in vantaggio per 4 punti percentuali su quella del centro-destra.

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