Mentre il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si balocca con le solite invettive contro la magistratura, girando il paese senza mai affrontare davvero le tematiche locali. Mentre il finto leader dell’opposizione Pier Luigi Bersani gareggia in antiberlusconismo con quello reale (Di Pietro). E mentre, infine, lo stesso Bersani parla di “Cavaliere al tramonto” e lamenta la mancanza di un confronto diretto in Tv (ma in che regione si scontrano i due, di grazia?) la Lega sta passando al setaccio tutte le sue aree storiche, più o meno forti.
Ieri a Mestre Bossi ha tuonato con forza che gli uomini della Lega sono quelli che cambiano il paese, sottintendendo una chiara differenza con i propri alleati. Certo, il Senatùr non ha alcun interesse a rompere col Cavaliere, ma a lanciare la volata per il sorpasso, questo sì. E non basteranno certo i piccoli favori, tipo Brunetta che annuncia che in caso di vittoria a Venezia il suo secondo sarà leghista, per affievolire la portata del confronto.
Un segnale chiaro lo hanno dato gli ultimi due comizi regionali in ordine temporale. Quant’era mesto il volto del leghista Cota mentre Berlusconi parlava di magistrati in Piemonte. Sembrava proprio che non vedesse l’ora della fine per prendere lui stesso la parola, come se la costrizione a presenziare al discorso - teoricamente di lancio della sua candidatura - fosse quasi insopportabile.
Prima di concentrarsi sulla campagna elettorale Renato Brunetta, candidato sindaco di Venezia nonché Ministro della Pubblica Amministrazione, rilasciò delle dichiarazioni che fecero discutere molto l’opinione pubblica.
Secondo l’esponente politico parte delle pensioni dovrebbero essere destinate ai giovani per permettergli l’abbandono del tetto familiare. In quell’occasione il Ministro si dimenticò di precisare che tale sforzo ai lavori a riposo è già previsto.
Come raccontato, questa mattina, da Repubblica dei 145,9 miliardi incassati ogni anno dall’erario più di un terzo provengono dalle tasse che i pensionati hanno sui propri introiti mensili.
Silvio Berlusconi: crociato. Voto – 9. Il Premier lancia “l’esercito del bene contro il male”, contro la sinistra “che vuole l’invasione degli stranieri”. E’ l’ultima “trovata” per rilanciare un prodotto oramai scaduto.
Renato Brunetta: bamboccetto. Voto – 8. Il ministro della funzione pubblica, candidato sindaco Pdl a Venezia, “regala” case in cambio di voti. Nel dopoguerra a Napoli Achille Lauro dava pasta e … una scarpa. Replay.

Prima di risolvere i cavilli giudiziari del Premier la maggioranza dovrebbe mettersi la mano sulla coscienza è ridurre l’ansia da prestazione di cui soffrono alcuni dei Ministri. Impegnati in un’implicita gara con Silvio Berlusconi.
Per oscurare il re sole Renato Brunetta e Angelino Alfano stanno facendo davvero di tutto. Oltre ai doppi incarichi non c’è giorno che passi senza che l’uno, o l’altro, facciano alla stampa dichiarazioni degni di uno showman.
Eludendo le considerazioni che in queste settimane sono state fatte sulla fedina penale dei candidati, il Ministro della Giustizia ha sostenuto che non è necessaria una legge poiché è compito degli stessi partiti selezionare i curricula più brillanti.
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Negli stessi giorni in cui alcuni conduttori RAI polemizzavamo per i provvedimenti presi dalla dirigenza per via della par condicio, molti giornalisti hanno espresso la propria solidarietà ai diretti interessanti sostenendo che tale provvedimento non è giusto.
Tra i tanti a solidarizzare con Michele Santoro, Giovanni Floris, Lucia Annunziata anche l’anchorman di Matrix Alessio Vinci il quale a La Stampa, pochi giorni prima della pubblicazione dello studio dell’Osservatorio di Pavia, sosteneva che i programmi televisivi non hanno mai condizionato l’elettorato.
Se così fosse perché lui non si propone di sopperire le lacune del servizio pubblico garantendo, ad esempio, il confronto tra le candidate alla presidenza della regione Lazio? A chiederselo una delle due, Emma Bonino, che sul suo sito ha pubblicato una lettere pubblica indirizzata proprio ad Alessio Vinci.
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Dei 23 Ministri dell’attuale Governo ben 3 saranno impegnati, ad oggi, per il prossimo appuntamento elettorale. Dopo la candidatura di Luca Zaia, alla presidenza della Regione Veneto, e di Renato Brunetta, per diventare sindaco di Venezia, anche Mara Carfagna parteciperà alle prossime elezioni.
Anche lei parteciperà alle elezioni regionali della Campania, dalle quali è stato allontanato Nicola Cosentino per lo scalpore mediatico che fece a suo tempo la sua vicenda riconducibile al clan dei Casalesi.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro a La Stampa il suo impegno dovrebbe limitarsi, in caso di vittoria del PdL, al consiglio regionale sicché in Italia, fino ad oggi, è vietato per un Ministro del Governo italiano essere anche il Presidente di una regione tanto che nel caso Luca Zaia vincesse la Lega Nord ha già selezionato un degno sostituto per non perdere il Ministero.
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Chissà che emozione per il mini-ministro Brunetta sentirsi chiedere dal SuperCav di correre per la poltrona di sindaco di Venezia. Un puffo al cuore
Truccatrici e sarte Mediaset in piazza per protestare contro l’intenzione del gruppo del premier di cedere i loro contratti di lavoro alla sconosciuta Pragma Srl. Tra l’altro il titolare di quest’ultima è un comunista (di quelli veri) ex cossuttiano. La lotta in seno all’azienda del Cav si prospetta molto dura. Phard west
Fini e Berlusconi a pranzo per parlare civilmente di giustizia e rebus Regionali. Altro che branzino, ecco il vero menu dei due leader: Fini ha mangiato penne all’…arrabbiata e ‘trota’ bossiana in salsa di (Dio ce ne) scampi; il Cav ha assaggiato invece trofie al (ti) pesto e filetto di vitella ai ferri (corti). Poi il capo del governo si è fatto portare un tiramisù (il morale) preparato Alfano con le sue dolci manine. Mentre il presidente della Camera degustava un (boccone) amaro per digerire (l’interlocutore). Pdl, scontro…intestino
Al termine del pranzo, inoltre, Fini ha chiesto al maggiordomo Letta una scodella d’acqua per bagnarsi aristocraticamente la punta delle dita. Mani pulite
U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?
V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)
R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?
S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.
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I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.
L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.
M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.