Oggettivamente la compravendita dei parlamentari non è un gran bello spettacolo per l’opinione pubblica. Pionati di vomito
Gianni Letta che tradisce Berlusconi? Il fido consigliere che lo critica alle spalle e lo pugnala per sostituirlo? Il Cav non può credere sia vero, ma il tarlo del dubbio si insinua. Non tutti i ciambellani riescono col buco
Verdini virilmente: “Il Quirinale? Me ne frego”. Ormai i toni sopra le righe fanno ‘figo’, sono quasi di moda. E questa settimana ne sentiremo di tutti i colori. Fascio-n week
Il Pd vuole prendere spunto da Fazio e Saviano per scaldare i cuori dell’elettorato di sinistra. Bersani sta progettando un format simile su YouDem, la tv del partito. In prima serata, i democrats daranno un’immagine di coesione e unità con Veltroni che leggerà l’elenco degli obiettivi serbi bombardati da D’Alema premier nel ‘99, mentre D’Alema leggerà l’elenco dei giocatori nelle figurine panini che Veltroni non ha mai trovato per i suoi album. Renzi leggerà la cartella clinica di Bersani e Bersani leggerà l’elenco degli amanti di Rosy Bindi. Infine Prodi leggerà i motivi per cui è bello restar fuori da ’sto casino ed è meglio dedicarsi all’amato ciclismo. Vieni via con Merckx
L’addio al genio di Mario Monicelli. Il Cav tra sé e sé: “Beh, aveva 20 anni più di me. Ho ancora tanto da divertirmi”. Il nuovo mostro
Ora pare che Berlusconi, Dell’Utri, Cosentino, Flavio Carboni e Giacomo Caliendo vogliano onorare il grande regista recitando in una sorta di remake di un suo film-mito. Gli amici degli amici (miei)
Generazione Italia attacca il premier prendendo, paro paro, il discorso di guerra del Senatur datato 1994. Non c’è che dire, una burla davvero efficace. Italo Bossi-no
Fazio e Saviano pensano di aver archiviato con il loro programma l’era del berlusconismo televisivo? Si sbagliano. Il Cav sta preparando la vendetta. E ha deciso che imporrà a Masi un nuovo format: un ciclo di 10 puntate in cui Bondi legge l’elenco di tutte le specie vegetali e gli esemplari di fauna femminile che ha visto nei giardini di Arcore e Villa Certosa. Vieni via-gra con me

Interessante intervista quella rilasciata ieri da Marco Travaglio ad affaritaliani.it. Argomento principale naturalmente il successo televisivo del momento, Vieni via con me (anche lunedì grande audience, quasi 10 milioni di telespettatori e nuovo record di Rai3).
Vediamo che ne pensa il giornalista, partendo da Roberto Saviano.
“I monologhi di Saviano sono bellissimi. Ma qualunque giornalista si sia occupato negli ultimi anni di rifiuti avrebbe potuto ripetere le cose che ha detto ieri a “Vieni via con me”. Da uno come lui continuo ad aspettarmi qualcosa in più”
E poi lo sferzante giudizio sul programma e sulla presenza nello stesso del ministro Maroni.
Continua a leggere: Dopo Grillo, Marco Travaglio. Roberto Saviano sotto assedio

Stasera arriva la terza attesissima puntata di Vieni via con me, la trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano che sta abbattendo tutti i record d’ascolto e sta quasi monopolizzando il dibattito pubblico e politico, evidentemente più attento allo share che agli infiniti problemi dell’Italia.
Stasera l’altrettanto attesa e richiesta replica di Maroni alle parole di Saviano sulla ndrangheta al nord; il ministro illustrerà i ‘grandi’ risultati del governo nella questione lotta alla criminalità organizzata, dopodiché ci si aspetta anche una sventagliata dei “valori padani”, o qualcosa del genere. Parlerà anche dei suoi colleghi Dell’Utri e Cosentino?
Il ministro si è detto molto soddisfatto per la partecipazione, tutt’altro che dovuta, alla trasmissione: non tenendo conto che questa settimana Maroni si è girato praticamente quasi tutti i talk show televisivi (da L’ultima parola a In 1/2 h), Fazio e Saviano hanno dovuto cedere alle solite indebite pressioni esterne e interne alla Rai, non in linea con la loro volontà e neanche con lo spirito della trasmissione, che speriamo non ne risenta.

Norma Rangeri, direttore del Manifesto, ieri a TvTalk, spazio d’approfondimento di Raitre, ha commentato l’attenzione che i giornali stanno dando a Vieni via con me, il programma di Roberto Saviano e Fabio Fazio.
Secondo la giornalista la carta stampata sta fallendo anche a causa dell’attenzione isterica che i quotidiani hanno nei confronti della televisione. L’osservazione deve far riflettere. Il Giornale e la Padania di cosa si sarebbero occupati la scorsa settimana se Roberto Maroni, ministro degli Interni, non avesse avuto uno scontro a distanza con Saviano?
L’agenda dei quotidiani non è l’unica a cambiare in base alla prima serata delle tv generaliste. Leggendo i fatti delle ultime ore si potrebbe pensare che anche il Governo abbia deciso di coordinarsi con le proposte della RAI.

Roberto Saviano può essere contento: neanche a due settimane dalla prima puntata di Vieni via con me, dove lo scrittore antimafia descriveva i meccanismi della cosiddetta “macchina del fango”, ecco che l’illustrissimo Feltri - per il quale continuiamo a chiederci: ma non era sospeso? - gli offre subito un esempio perfetto.
Lo scrittore l’aveva previsto, quando in trasmissione aveva chiosato:
Se attacchi questo governo ti ritrovi sotto il fuoco della macchina del fango.
Non bastassero tutti gli esempi forniti dai giornali della libertà in questi mesi, Boffo Caldoro Fini etc etc., il direttorissimo non ha voluto farsi mancare niente, e quindi via con la campagna contro Saviano, colpevole di aver addirittura detto in televisione che al nord c’è la mafia, e che questa dialoga con chi al nord sta al potere.
Continua a leggere: Il Giornale contro Saviano: perfetto esempio della macchina del fango
Bondi: “Casini è un galoppino della politica”. Casini glissa e non accende la polemica. Abbassiamo i pony
Il successo clamoroso di ‘Vieni via con me’ può essere considerato l’inizio della fine dell’ideologia televisiva berlusconiana? Forse si fa troppo presto a celebrare un funerale, ma pure il risultato di altre trasmissioni pare segnare l’avvio di un nuovo paradigma narrativo. (Men)tana libera tutti
In ogni caso questa è la tv che con nonchalance mette insieme politica, spettacolo, scandali sessuali e cronaca nera come fossero ingredienti di una innocente crostata. Avetrans
Adesso come farà il solerte dg Rai a riequilibrare la situazione in favore del Cav? Cosa si potrà inventare? Meno Masi che Silvio c’è

Torniamo un attimo a parlare di Vieni via con me visti gli sviluppi inattesi che ha preso la vicenda nel pomeriggio. Ieri Roberto Saviano nel suo monologo sulle mafie ha sferrato un altro pesantissimo affondo contro la Lega Nord, dopo i numerosi attacchi della settimana scorsa.
Citando lo scrittore e le sue precise parole: “La ‘ndrangheta al Nord interloquisce con la Lega”. Tuttavia nel prosieguo Saviano ha evitato di fare nomi e di quale esponente (o esponenti) del Carroccio si sia macchiato di questa gravissima colpa e in quale precisa occasione. Si è limitato invece a citare la provocazione del compianto Gianfranco Miglio che anni fa aveva parlato di istituzionalizzazione delle mafie.
Oggi il Ministro dell’Interno Maroni ha chiesto diritto di replica, chiedendo di essere invitato in trasmissione per un confronto diretto.
«Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi» ha dichiarato il titolare del Viminale, aggiungendo: «Chiedo risposta anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse così infamanti che devono essere smentite»
Continua a leggere: Per Saviano la Lega dialoga con la 'ndrangheta. La replica di Maroni

La seconda puntata di Vieni via con me, andata in onda ieri sera, è stata preceduta dal solito battage polemico sull’invito rivolto a Fini e Bersani. Un polverone talmente denso e futile da lasciar intendere che Fazio & co. lo avessero creato ad arte, ben sapendo che sotto il fumo svolazzava ben poco d’altro.
Di fatto i due leader sono stati invitati per leggere un elenco di valori fondanti alla base del pensiero di destra e di sinistra. Il leader del Pd ha sciorinato i classici concetti di solidarietà, eguaglianza e diritti (senza troppi doveri) tanto vaghi e mediocremente articolati da meritarsi l’appellativo di capo-bocciofila affibbiatogli dagli ambienti giornalistici dell’altra sponda.
Il Presidente della camera, un po’ scioccato ed emozionato per aver messo piede in un salotto radicalchic in cui mai sarebbe stato invitato se non avesse improvvisamente voltato la gabbana a Berlusconi, ha dato comunque sfoggio della sua ben nota oratoria, vincendo forse il duello delle ovvietà col suo dirimpettaio, almeno per vitalità. Ma purtroppo per lui è stata una vittoria di Pirro.
Continua a leggere: Fini vs Bersani. Il duello delle ovvietà a Vieni via con me

L’ultimo sgarbo al palazzo traballante è arrivato dunque da Vieni via con me, che come ben noto è stata la trasmissione in assoluto più vista negli ultimi anni su rai tre.
La trasmissione, non tenera con il partito dell’amore, non è proprio andata giù a Il Giornale e Libero, che nonostante i loro scoop sui compensi dei conduttori e degli ospiti non sono riusciti a creare un clima di ostilità diffusa verso la trasmissione.
Gli esemplari quotidiani però non ci stanno. Ieri il Giornale in grande stile chiosava:
Il genio Benigni? Ha copiato le battute da un sito
Continua a leggere: Vieni via con me, Saviano, Benigni: i buchi nell'acqua del Giornale di Feltri