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Tutti gli articoli con tag vigilanza

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Con riflesso pavloviano il Guardasigilli Angelino Affanno ha mandato a Trani gli ispettori, guidati da Derrick, per capire meglio cosa c’è dietro l’inchiesta Rai-AgCom. Il ministro furioso: “Le talpe vanno trovate e punite”. Il governo pensa a una decina di frustate, alla tortura della ruota, alla goccia d’acqua sulla testa in stile cinese o a supplizi tipo una cena al ristorante con Emanuele Filiberto. Talp Fiction

Intanto il premier è preso dalla sindrome della trappola: “La sinistra e la magistratura insieme lavorano per influenzare il voto”. Falce e tranello

Pedofilia nella Chiesa europea. Anche i vescovi iniziano ad ammettere che un certo ostruzionismo è stato portato avanti nei confronti della ricerca della verità. Insomma, le nomenclature ecclesiastiche avrebbero ficcato la testa nella sabbia. Da Don Sturzo a don struzzo

Talk show banditi: resta il blocco dei programmi Rai dopo il palleggio di responsabilità tra Cda di Viale Mazzini e Vigilanza. Intanto la tv di Stato ci perde qualche milioncino di euro. Masi-chismo

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianni Alemanno: solidarietà. Voto + 8. Il sindaco di Roma condanna l’atto scellerato della bomba carta contro la sede del Pd dei Parioli. Chi semina vento raccoglie tempesta. Vigilanza.

Pierferdinando Casini: bollicine. Voto – 8. Il leader dell’Udc è contro il decreto “salva liste” ma non scende sabato in piazza insieme a Pd, Idv e popolo viola. Aria fritta. Chi si distingue gode.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

L’intoppo sulla lista romana del Pdl è comunque da addebitare all’entourage del sindaco Alemanno. Non a caso la vicenda ha generato frizioni interne agli ex aennini. Intanto la Bonino spera che nulla cambi e si sfrega le mani per l’inatteso aiuto piovuto dall’alto. La (ale)manna dal cielo

Scandali e corruzione, errori e dilettantismo: ora il Cav deve pensare a seppellire tutto per provare comunque a vincere queste Regionali. Secchiello e paLetta

Intanto si allarga il governo con quattro nuovi sottosegretari. Fra essi Andrea Augello, importante esponente di quel Pdl capitolino in queste ore nella bufera per la mancata presentazione della lista. Odo Augello far festa

Stop ai talk show tv. Parte la ‘censura’ imposta dal regolamento della Vigilanza. La Rai si adegua, ma per Viale Mazzini si tratta di perdere parecchi soldini. Son Zavoli amari

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Intervista a Marco Travaglio:"Vigilanza RAI? Una contraddizione in termini"

pubblicato da R.D.

travaglio intervista

Abbiamo incontrato Marco Travaglio in occasione della presentazione del suo libro “Per chi suona la banana” e ne abbiamo approfittato per rivolgergli alcune domande sulle questioni e le problematiche legate all’informazione. E, ovviamente, all’influenza della politica sull’informazione.

Travaglio, sembra che stia per sbloccarsi la paralisi della Commissione di vigilanza Rai innescata dal caso Villari. Siamo però sicuri che sia un bene avere un organismo politico che si occupa di “vigilare” sull’informazione, seppure pubblica?

La commissione di vigilanza è una contraddizione in termini. In una democrazia sono la televisione e l’informazione che devono controllare il Parlamento, quindi è semplicemente ridicolo che il Parlamento si doti di un organismo per vigilare sulla televisione.

La televisione è di proprietà del Governo, i suoi dirigenti vengono scelti dalla Commissione di vigilanza, cioè dai partiti, e quindi la vigilanza è diventata un organo fondamentale perché i partiti non vogliono rinunciare a tenere le mani sulla televisione.

I nostri politici parlano solo di televisione o parlano solo in televisione. Praticamente in Parlamento non ci vanno nemmeno: sono sempre in televisione e quando non ci sono pontificano su quello che hanno visto in televisione. E’ una cosa che non succede in nessun paese del mondo; non esiste proprio che un politico si permetta di commentare quello che succede in tv o peggio, addirittura, di stabilire chi può lavorare in tv e chi no.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Riccardo Villari: baratto. Voto – 9. All’indomani dell’elezione di Villari (Pd) alla presidenza della Vigilanza Rai, Veltroni era strasicuro delle sue immediate dimissioni. La storia è arcinota e tutti conoscono l’evoluzione della “torbida” vicenda. Villari, saldo sul suo nuovo scranno, sta trattando: in cambio delle sue dimissioni dalla Vigilanza chiede la poltrona di sindaco di Napoli. Nel Pd? Macchè, nel centrodestra! Trasformismo Made in Italy? I Gava, i De Mita, al confronto, giganti. Villari alza la posta e segue i consigli di Mastella. Futuro assicurato.

Maurizio Sacconi: obbedire o perire. Voto – 8. Il ministro Sacconi “licenzia” (con l’ok della collega Carfagna) Fausta Guarriello, Consigliera nazionale di Parità. Il motivo? La Guarriello si era dimostrata favorevole ad alcune posizioni di sindacaliste di Cgil e Cisl sulla detassazione degli straordinari e sulla reintegrazione delle dimissioni in bianco. Eliminata su due piedi “l’amica” dei sindacati, al suo posto arriva “l’amica” di Sacconi: Alessandra Servidori, consulente personale del Ministro. Appunto. La sostanza è una sola: obbedire o fare le valige.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da il passator cortese

Sergio Zavoli: a prescindere. Voto + 10. Non si sa ancora come andrà a finire la soap Rai. Forse i colpi di scena non sono finiti. Tutte le parti in causa meritano un forte segno negativo. Sergio Zavoli, come dice la Fnsi, ha “una storia professionale di raro prestigio, e una passione per i valori del servizio pubblico che non teme di andare contro il modello televisivo dominante del vuoto spacciato per modernità”. Chissà se il peso opprimente e deprimente dei partiti stroncherà anche uno come Zavoli?

Pd-Villari: confusi. Voto – 9. Veltroni ha gestito nel peggior modo possibile la vicenda Rai. E il neo presidente eletto alla Vigilanza Villari non si sa ancora se definirlo una “vittima” o il solito “furbetto” saltimbanco. Ma la farsa continua. Dice Anna Finocchiaro: “Per tutto il giorno abbiamo provato a telefonare a Riccardo Villari senza riuscirci. Non risponde, deve essere confuso e forse sta riflettendo su quel che è successo”. Già, che è successo? Villari non risponde perché non sa se lo chiama il Pd o il Kgb.

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La Nazione svela il mistero Villari: è un democristiano

pubblicato da paganini


Se vi state appassionando anche voi alla vicenda Villari – Vigilanza Rai -ma che diavolo combinano quelli del Pd, il commento di Andrea Cangini sul Quotidiano Nazionale di oggi potrà corroborare le vostre riflessioni. La spiegazione di Cangini sulla genesi di questa vicenda ed anche sulla sua conclusione è semplice e lineare: Villari è un democristiano e come tale non mollerà la poltrona ottenuta neppure se lo espellono dal Pd.

“Un democristiano, dicono dicono i veltroniani”. E’ in quell’aggettivo c’è tutto il senso del loro disprezzo. Che poi, in effetti, democristiano Riccardo Villari lo è fin nel midollo. Nasce come pupillo di Enzo Scotti, soprannominato “Tarzan” per l’abilità con cui ai tempi gloriosi della Prima Repubblica saltava da una corrente all’altra del partito in base alla convenienza del momento. Di liana in liana, dunque, Villari è passato per la Dc, il Cdu, il Ccd, l’Udr, l’Udeur, la Margherita, il Pd. Ed ora che, dopo 52 anni di attesa, glie l’hanno finalmente passata terrà la palla finché potrà.

L’analisi di Cangini assesta però anche qualche colpo a Di Pietro e Veltroni, responsabili entrambi di democristianismo: il primo perché aveva promesso di aderire ai gruppi parlamentari del Pd e poi si è rimangiato la parola; il secondo perché attraverso il fido Bettini e Gianni Letta chiuse un accordo con Berlusconi non solo sulla presidenza della Vigilanza, ma sull’intera governance della Rai, ma poi, trovando una forte contrarietà nel partito, avrebbe smentito e negato l’accordo.

Il suicidio politico del Partito democratico prosegue, lento e doloroso…

Aggiornamento: una tempestiva e gradita segnalazione fa risalire la spiegazione delle scelte “etiche” del Villari al 15 novembre, giorno in cui questo blog riportava la biografia e le abitudini politiche del nuovo presidente della Vigilanza Rai. Rete batte quotidiano 1 a 0.

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