In un alterco con Maurizio Lupi, Di Pietro vibra: “Mi faccia finire, non interrompa. Se dobbiamo fare il ring, facciamolo…tanto io la faccio volare…“. Uhhh, un vero duro. Speriamo che quanto prima “faccia volare” anche certi personaggi del suo partito. Pugni e pugnette
Torniamo per un momento alle celebrazioni di Berlino. Il Cav ci è andato ma di sicuro non si è divertito come a Villa Certosa. Basta dire che mentre Medvedev parlava, lui si è addormentato. Il russo e il russatore
Scajola e la carenza di fondi per la banda larga. Sarà forse che il governo di questo premier non ha internet in cima ai propri pensieri? Webeti
Gli editoriali di Minzolini e le nubi su Rai Tre. La tv pubblica è sempre al centro della bufera. Ruffini e ruffiani
La notizia di ieri sera è stata la dichiarazione del neo-pm di Bari Antonio Laudati che allo stato ha escluso categoricamente il coinvolgimento di uomini delle istituzioni dalle inchieste che ruotano intorno al sistema Tarantini, con particolare riferimento alle intercettazioni pubblicate dal Corriere della Sera.
In particolare, secondo Laudati.
“(Berlusconi) Da quello che ho constatato, anche leggendo quanto pubblicato sui giornali, è di tutta evidenza che è assolutamente fuori dal qualsiasi responsabilità penale.”
La notizia dovrebbe rassicurare anche per Massimo D’Alema, del quale deve essere ancora chiarito il ruolo nella famosa cena a suo favore organizzata da Gianpaolo Tarantini durante la campagna elettorale. A riguardo abbiamo la testimonianza del sindaco Pd di Bari Michele Emiliano che, invitato all’happening elettorale del discusso imprenditore ha dichiarato di non sapere della sua presenza e di essersi “raggelato” una volta presentato.

Silvio Berlusconi ha perso la battaglia legale che aveva iniziato contro Antonello Zappadu, il fotografo sardo che ha ritratto il Premier e i suoi ospiti a Villa Certosa. È grazie a lui che El Pais ha potuto divulgare gli scatti privati di una delle abitazioni del Presidente del Consiglio.
A far sapere la decisione del tribunale sardo, secondo il quale Antonello Zappadu ha svolto un’attività giornalistica, e lo ha fatto senza intromettersi in un’area delimitata, è stato l’europarlamentare dell’Idv Giommaria Uggias che assistite il fotografo.
“Il premier come tutti noi – ha dichiarato Uggias - deve avere fiducia nei giudici e accettare il verdetto anche quando è contrario alle proprie aspettative. Nonostante manchi un pronunciamento sulla violazione della privacy, questa prima decisione del tribunale può aprire nuovi scenari. La denuncia di Berlusconi si basava soprattutto sulla violazione di domicilio”.

Intervistato da Famiglia Cristiana Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, ha sostenuto che il post-Berlusconi sia già in corso benché il diretto interessato, fino a prova contraria, sia ancora attivo. Non solo politicamente, per qualcuno.
In attesa di capire chi lo sostituirà alla guida del Popolo delle Libertà Silvio Berlusconi, da buon manager, per essere ricordato ha investito sui gadgets. Dopo il tanto discusso gioiello a forma di farfalla, che il premier avrebbe regalato ad alcune ospiti di Villa Certosa, i quotidiani si occupano nelle ultime ore del libro che il capo del Governo ha regalato al collega canadese Stephen Harper durante il G8 dell’Aquila.
A causa dell’elevato valore commerciale dell’oggetto (stimato 460 mila dollari), avente la copertina in marmo di Carrara, il Primo Ministro ha dovuto consegnare, come da prassi, il cadeau allo Stato.
Continua a leggere: Il libro di Silvio Berlusconi imbarazza il Canada
E’ passato un mese. Il 10 luglio scorso, un Silvio Berlusconi commosso e commovente, diede in tv lo “storico” annuncio: “Sto cercando casa a L’Aquila per essere lì nel mese di agosto e seguire personalmente i lavori di ricostruzione. Come si dice, l’occhio del padrone …”. Appunto. Proprio ieri, 10 agosto, il Cav premier è partito per le vacanze a … Villa Certosa. No comment.
Una cosa è sicura: il SuperCav sta faticando parecchio a riportare nell’alveo la ribellione degli ‘autonomisti’ meridionali. Di certo nel lettone di Putin non si stanca mai così tanto. Sud-ato
Ve lo ricordate Cosimo Mele? A ripensarci oggi fa quasi sorridere. Eppure due anni fa scoppiò un putiferio in salsa rosa per la scappatella dell’ex parlamentare Udc e il festino all’Hotel Villa Flora di via Veneto a base di coca ed escort (una si sentì male). Bazzecole rispetto a ciò che accade dalle parti di Palazzo Grazioli. Ma lui ha da dire la sua: “Berlusconi ha ragione, non siamo dei santi. Siamo figli di questi tempi”. Il tempo dei Mele
Anche il piccolo premier è rimasto colpito dai successi delle due giunoniche ragazze d’oro del nuoto italiano. Pare le abbia chiamate per invitarle a sguazzare nell’ampia piscina di Villa Certosa. Il tuffo e il puffo
Cicchitto difende il dl anti-crisi: “Meglio le pillole di questo provvedimento che i colpi di sciabola di Visco”. Pillole o supposte? Per i ‘meridionalisti’ della maggioranza la seconda delle due. Papicillina
Un Pd vicino ai giovani e alle donne? Sì, molto vicino…soprattutto alle giovani donne. Specie di notte e nei garage condominiali. P(erve)rtito democratico
Il governo tenta di venire a patti con gli evasori di grosso calibro. Arriverà alla Camera questa settimana il provvedimento che consente il rientro in Italia dei capitali spostati nei paradisi fiscali per sfuggire all’Erario. La bozza sarà presentata come emendamento al decreto anti-crisi. Palazzo Chigi punta a recuperare 100miliardi per un gettito che varierà a seconda dell’aliquota. L’operazione andrà in porto o sarà la solita montagna che partorisce il topolino? Sculo fiscale
Pare che le residenze del MegaPapi non fossero frequentate solo da escort d’assalto o ragazze affamate di danaro, fama e successo. A bazzicare Villa Certosa ci sarebbe stata anche Darina Pavlova, una ex modella bulgara che oggi è tra le donne più ricche d’Europa. “La Dama”, come viene soprannominata, aveva sposato il finanziere Iliya Pavlov, poi rimasto ucciso da un sicario nel 2003. Sembra che il Cav sia riuscito a consolare l’inconsolabile vedova. Riflesso Pavlov-iano
Il SuperCav comunque incassa il bottino politico di un G8 formalmente impeccabile e ancora una volta attacca l’opposizione: “E’ un cadavere che cammina“. Interviene e precisa Ignazio Marino: “Sì ed è arrivato il momento di staccare la spina. Ci penso io“. Mettiamoci un Di Pietro sopra

Obama e Berlusconi non hanno praticamente nulla in comune. Non l’abbronzatura, non i capelli, non la statura, non gli addominali e nemmeno l’età. Il nostro premier potrebbe essere tranquillamente il padre del presidente americano. Neanche sommando gli anni di Barack a quelli di Noemi si raggiunge la vetustà del SuperPapi.
L’estrazione culturale dei due leader, poi, è totalmente divergente: d’altronde uno è il primo presidente nero degli Stati Uniti e l’altro dice che ci sono troppi neri tra Lambrate e il Giambellino. Sono diversi i convincimenti politici, l’approccio con i media e ovviamente gli stili di vita. Anche e soprattutto in vacanza. Così mentre il “nostro” ospita topolone e Topolanek nella sua mirabolante reggia sarda, tra bande e bandane, balli, balle e bollori, il presidente Usa si prepara alla sua prima vacanza agostana da inquilino della Casa Bianca senza possedere un ‘buen retiro’ di proprietà in cui rifugiarsi con famiglia e quadrupedi al seguito.
Per Obama niente mausolei, anfiteatri naturali, foreste in serra o Apicella vari. Piuttosto un sobrio soggiorno con moglie e figlie nella pittoresca isola di Martha’s Vineyard, località del Massachusetts celebre per aver accolto la salma di John Belushi e molto amata dalla upper class della East Coast. Con questa scelta gli ‘Obamas’ rispolverano lo stile Clinton: Bill e Hillary adoravano veleggiare da quelle parti negli anni ‘90. Berlusconi, invece, preferisce forse altri aspetti del ‘clintonismo’, ma su questo è meglio sorvolare.
Via | New York Times
Chi è Gianpaolo Tarantini? Il chiacchierato fornitore di donne per party è un uomo d’affari rampollo di una ben nota famiglia di imprenditori pugliesi, operativi nel ramo medico-ospedaliero. Ma si badi bene, che le sue “forniture” siano state pagate per la loro opera è tuttora al vaglio degli investigatori. E anche se lo dovessero risultare sarebbe da dimostrare che abbiano concesso le loro grazie a chicchessia, fatto che le porrebbe su un crinale assai ripido, molto vicino all’ipotizzata accusa di prostituzione. O meglio, di induzione alla prostituzione nei confronti del Tarantini stesso.
Quello che è certo è che il Tarantini pagava le ragazze. Lui sostiene che si trattasse di un semplice rimborso spese, ma come si sa è molto difficile in questi casi riconoscere il confine, tant’è vero che la tecnica del “rimborso spese” in Italia è ampiamente utilizzata da molte società per coprire dei compensi reali aggirando il fisco. C’è poi la testimonianza della D’Addario che sostiene di aver esplicitamente chiesto 2.000 euro (ottenendone 1.000).
Ma come ha agganciato Berlusconi il nostro imprenditore rampante? Utilizzando una tecnica semplice, ben spiegata in questo articolo del Sole 24 Ore. Organizzava feste di ampio respiro - sempre in Sardegna - invitando gente bene, che a sua volta aveva conoscenze in alto. Tanto in alto che alla fine si è arrivati ai vertici, e Tarantini è riuscito nel suo sogno di conoscere personalmente il Premier. E i rapporti col partito dovevano essere piuttosto buoni, a giudicare dal fatto che nell’ultimo congresso del Pdl il nostro Gianpaolo sedeva in prima fila.

Il sasso nello stagno lanciato ieri dal Financial Times ha aperto una voragine nei rapporti interni al Governo, ma soprattutto in un’opinione pubblica già ampiamente provata dalle vicende scandalistiche delle ultime settimane. Il G8 è ormai imminente e, come aveva anticipato Cossiga, ci si attende un ulteriore colpo giudiziario “ad orologeria” nei confronti di Berlusconi. Un colpo che potrebbe anche risultare mortale.
D’altronde tutta la strategia politica di Gianfranco Fini nell’ultimo anno è stata improntata all’organizzazione del dopo-Cavaliere; un evento che egli evidentemente già sentiva imminente mesi fa e che lo ha spinto a defilarsi sempre più dalle posizioni del Pdl. Che lui sia uno delle “alte fonti governative” citate da FT non si può certo escludere, ma ancor più papabile risulta certamente l’attuale ministro all’Economia Giulio Tremonti.
La volontà politica degli italiani è chiara: il centrodestra deve governare, con Berlusconi o senza. Il punto è tenere unita la coalizione in questo secondo caso, e per mantenere salda la vitale alleanza con la Lega di Bossi non esiste che un nome, quello di Tremonti.