
Il 14 luglio 2008 il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano del Turco, è stato arrestato con varie accuse tra cui associazione per delinquere, corruzione e concussione per la gestione privata nella sanità. L’esito di quell’arresto, come ricorderete, fu il crollo della Giunta di centrosinistra e il trionfo del Pdl alle elezioni successive.
Passato un anno e mezzo sembra che dall’inchiesta inizino ad emergere rapporti e carte che rendono meno certa la colpevolezza (non ancora provata da un processo) dell’ex presidente della giunta abruzzese. La Stampa di Torino, nel ricostruire gli sviluppi della vicenda, cita 3 rapporti “uno dei Carabinieri, uno della Guardia di Finanza e due della Banca d’Italia che sembrano andare in una direzione diversa da quella dell’accusa. In un rapporto riservato i Carabinieri avevano chiesto l’arresto di Angelini e di sua moglie e quanto alla giunta Del Turco si dimostrava che non aveva favorito le cliniche private, ma avviato invece un drastico taglio alle richieste illegittime del loro patron”.
In buona sostanza l’accusa di Angelini (credo si tratti dell’editore di Libero e del Riformista) di aver dovuto pagare tangenti a Del Turco per poter lavorare verrebbe smontata, dato che non sono stati trovati conti riconducibili all’esponente del Partito democratico, la cui Giunta avrebbe invece ridotto tagliato di circa 43 milioni di euro i fondi per le cliniche di Angelini. Addirittura i Carabinieri, in un rapporto del 16 giugno 2008, consigliavano di arrestare lo stesso Angelini, per una serie di truffe ai danni della Regione.
Oggi il Giornale pubblica tutti i testi dei verbali scaturiti dalle presunte mazzette alla giunta Del Turco, permettendoci tra l’altro di ricostruire il sistema sanitario abruzzese alla base delle indagini. Parlare di intercettazioni in realtà è improprio, perché si tratta di registrazioni ambientali e deposizioni agli atti, sulle quali da più di un anno erano in corso indagini di approfondimento da parte del pm Nicola Trifuoggi, procuratore della Repubblica di Pescara.
Tutto ruota sostanzialmente intorno al principale teste, il concusso (o corruttore, secondo la difesa) Vincenzo Angelini, proprietario delle cliniche Villa Pini, Sanatrix, Santa Maria, Centro di Riabilitazione già al centro di numerose inchieste per le quali avrebbe chiesto ripetutamente protezione politica da parte di Del Turco, usando come tramite il suo capo del personale e sindacalista Cgil Camillo Cesarone, avviatosi poi alla carriera politica indovinate in che partito.
“Per noi è molto difficile difenderti, perché sei braccato da magistratura, Finanza, dai Nas. Solo noi possiamo aiutarti perché il resto della politica ce l’hai contro. Tutti vogliono romperti le gambe” - dice Cesarone ad Angelini, interessato all’approvazione della legge regionale 20/06 - “Solo noi possiamo difenderti a patto che tu paghi. Non scherzare e non farci perdere tempo.” Angelini paga 100.000 euro (maggio 2006).
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