Tutti gli articoli con tag vittorio feltri

Brachino sospeso: dai calzini di Mesiano, a Vittorio Feltri e Dino Boffo

pubblicato da V. in: Mediaticamente

mesiano brachino ricorsoRicordate l’incredibile servizio di Mattino 5, a firma Annalisa Spinoso - ma dettato dalla longa manus di Claudio Brachino - in cui si pedinava il giudice Raimondo Mesiano? Squadrismo mediatico, l’ennesima emanazione del conflitto di interessi, visto che il giudice, seguito dalle telecamere della “trasmissione” Mediaset, aveva emesso una condanna ritenuta poco carina, persecutoria, dai vertici di Cologno Monzese.

Ieri l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ha sospeso Brachino per due mesi: sai che roba. Meglio di niente: certo, un segnale. Ma vorrei, e come me, molti iscritti, che i cento e rotti euro annuali che paghiamo da anni per quella tesserina da tenere nel portafoglio, la garantissero davvero la deontologia. Sennò, va sempre a finire come con Renato Farina, ricordate l’agente Betulla? Era stato radiato dall’Ordine.

Come mai? Rapporti poco chiari con il Sismi, quei 30mila euro accettati in cambio di disinformazione, qualche dossier insinuante e fasullo pubblicato: insomma, il solito Libero, che conosciamo benissimo. Dopo il salto, al termine del post, vi inserisco il comunicato integrale uscito dall’OdG lombardo dei tempi, così vi fate un’idea. Che qui ci si dimentica sempre con chi si ha a che fare, quando si parla di Feltri, Libero (oggi: Il Giornale) e dintorni…

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Ore 12 - La nuova "crociata" del Cavaliere. Cada Sansone con tutti i Filistei?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroUno che se ne intende, Vittorio Feltri, ha offerto una “corretta” interpretazione del nuovo inquietante affondo del Premier titolando sul Giornale “Silvio fonda forza Silvio”.

E se qualche distratto non l’avesse ancora capito bene, ci pensa il sottotitolo: “Berlusconi crea un partito di fedelissimi dentro il Pdl. Obiettivo: arginare Fini, che subito si ribella”. E in grassetto: “L’offensiva giudiziaria fa saltare la pace pre-elettorale. Brambilla e Santanchè pretoriane del Cav”.

Più chiaro di così! Altro che gli arzigogoli gattopardeschi di Pierluigi Bersani! Nemmeno a Savonarola sarebbe venuta così bene l’idea di lanciare “la lotta contro le forze del male”. Ci va giù più soft Padre Livio su Radio Maria del padre/padrone di un Pdl sempre più dilaniato e senza valori e di Governo sempre più paralizzato e inutile.

Il modello di società voluto dal “berlusconismo” è “fallito”. L’Italia non è solo un Paese in arretramento generale e miseramente e spudoratamente corrotto: è sempre più un Paese a sovranità limitata, con la ‘ndrangheta che “controlla” la politica e piega le istituzioni (lo stesso Parlamento non fa più leggi ma zibaldoni) a proprio uso e consumo.

Di Girolamo non è “la” mela marcia. Chi gli ha detto al Cavaliere di candidare Di Girolamo? E’ stato Di Gregorio, l’ex dipietrista passato al Pdl come capo del movimento”Italiani nel mondo”. E’ una oscenità tutta Made in Italy, di una Italia nel gorgo torbido dell’illegalità senza fine, nel teatrino di una finta democrazia.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Il Giornale stavolta se la prende con Maria Luisa Busi, celebre (e soave) volto del Tg1 colpevole di aver criticato il direttore Augusto Minzolini. Il cecchino Feltri non si fa passar nulla sotto al naso. Intanto però lo stesso Feltri rischia un provvedimento disciplinare dall’Ordine dei giornalisti per il caso Boffo. (A)Busi di potere

Regionali: i sondaggi che il SuperCav ha in mano non lo inducono a facili ottimismi. In Puglia e in Liguria la partita è difficile, ma anche il Piemonte sembra duro da conquistare. Non a caso in questi giorni il premier appare triste e cupo. DeBresso

E il Cav non è affatto contento di come va il Pdl. Prende corpo l’ipotesi del coordinatore unico dopo le elezioni per salvaguardare la tenuta del partito. Bondy scanner

Scajola declama: “All’Aquila abbiamo costruito le case per i terremotati a tempo di record, primato mondiale…primato mondiale!!”. Non omologato perché a favore di vento. E soprattutto: i lavori non sono finiti e non tutti hanno una casa. Ma l’importante era il record di velocità. Usain ‘Guido’ Bolt-olaso

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Elezioni Regionali 2010: la CEI contro Emma Bonino

pubblicato da giovanni molaschi in: Emma Bonino Regionali 2010



Attorno al dibattito politico si sta imponendo uno strano modo di ragionare. Chi è al centro di uno scandalo, e in questi mesi non sono certo mancati gli eventi di dubbio gusto, tenta di dispensare morale a chi concettualmente potrebbe essergli contro.

Malgrado quanto successo a Dino Boffo, direttore dell’Avvenire costretto a dimettersi grazie ad una probabile segnalazione fatta dal direttore dell’Osservatore Romano a Vittorio Feltri, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) attacca duramente Emma Bonino.

Ci sta che alla chiesa le posizioni laiche, e contemporanee, dell’esponente radicale non piacciano. Quel che colpisce è il distinguo che viene fatto dalla candidata del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà.

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Caso Boffo. Le piccole astuzie di Vittorio Feltri, nel mirino del Vaticano

pubblicato da Luca Landoni in: Mediaticamente



Il caso Boffo, l’ex-direttore di Avvenire dimessosi in seguito alla campagna orchestrata dal Giornale, vive oggi un nuovo capitolo. Alcuni quotidiani - nello specifico Il Foglio e Repubblica - hanno infatti alimentato le illazioni che identificano il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e/o il direttore dell’Osservatore Romano Vian come la gola profonda di Feltri; ovvero coloro che hanno passato l’informativa interna che “accusava” di omosessualità Dino Boffo.

È stato però il Vaticano stesso a riaprire mediaticamente il caso con una durissima nota che difende i succitati, stigmatizzando l’aggressiva campagna di stampa nei confronti delle autorità ecclesiastiche, e includendo dunque anche il direttore del Giornale (pur senza nominarlo). Ecco perché oggi il quotidiano esce col titolo Il Papa fuori dalla grazia di Dio, in tipico stile feltriano.

Il fondo del direttore riassume tutta la vicenda, tentando di uscirne pulito solo per aver chiesto scusa riguardo alla questione dell’omosessualità, mentre ribadisce che l’ex-direttore di Avvenire era un molestatore. Ricordo che anche noi ci occupammo a più riprese della vicenda, sottolineando quanto il primo punto fosse irrilevante, mentre ciò che contava era che una persona condannata per molestie non aveva titolo a fare le pulci agli altri. Era questo infatti il punto fondamentale dell’attacco iniziale di Feltri (che ora dimentica la cosa per comodità). Boffo non ha diritto di critica perché non è sufficientemente “pulito” per farle.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Alle 5 della sera

Dopo 15 anni l’Italia dei valori celebra il suo primo congresso. Pare che in occasione dell’evento unico, e forse irripetibile, alcuni morti siano usciti dalle tombe, Mourinho sarà educato con i giornalisti, Berlusconi si presenterà a un’udienza dei suoi processi, D’Alema farà qualcosa di sinistra, a Sanremo vincerà una bella canzone, Del Bono raggiungerà Marrazzo in convento e Totò Riina chiederà di cenare con Giancarlo Caselli. L’Italia dei prodi-gi

Basta all’opposizione solo di pancia”. Fa strano sentire il buon Tonino che esprime questi propositi. E’ come se Bersani dicesse: “Non mi piace l’Emilia rossa”. O come se il SuperCav declamasse: “Ho deciso, da domani non vado più in televisione e mi circondo solo di candidate ultra 50enni”. Sopra la panc(i)a Di Pietro campa…

Giulio Tremonti al G7 chiede riforme forti per la finanza mondiale e punta sul primato della politica. Solo così, secondo lui, si può evitare un’altra crisi nel prossimo futuro. Poi esce dal summit, sale in slitta e si gode il Canada freddo e innevato. Yeti, oggi e domani

Vaticano ancora in subbuglio per il caso Boffo. Cosa c’entrano il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian e addirittura il cardinal Bertone? Tutto un complotto contro Bagnasco e Ruini? Feltri ha seminato zizzania, ora il Pontefice in persona vuole vederci chiaro. Le Vian del Signore sono infinite

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Scandalo Boffo. L’Ordine dei giornalisti contro Vittorio Feltri

pubblicato da giovanni molaschi in: Echi dalla Blogosfera



C’è stato un momento, subito dopo lo scandalo riguardante Dino Boffo ma prima di quello di Piero Marrazzo, in cui ci si domandava spesso chi sarebbe stata la prossima vittima mediatica dell’allora neodirettore del Giornale Vittorio Feltri a causa del quale il direttore dell’Avvenire dovette dimettersi.

Ebbene. Secondo quanto riportato dal Fatto il giornalista avrebbe appeso l’uniforme da agente segreto per evitare ulteriori problemi con l’Ordine dei giornalisti di Milano che proprio in seguito agli articoli pubblicati dal Giornale contro Dino Boffo ha avviato un’inchiesta su di lui.

Oltre a giustificarsi per quanto successo la scorsa estate Vittorio Feltri dovrà rispondere del lavoro che per lui fa Renato Farina. Irradiato dall’Albo per via delle mazzette prese dal Sismi l’agente Betulla (così è soprannominato il giornalista) continua a pubblicare i propri pezzi sul Giornale.

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Ore 12 - Ma quali Regionali! Si vota "pro" o "contro" Berlusconi ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroBerlusconi e Bossi da una parte, Casini dall’altra, mostrano i “muscoli” perché parlano ai rispettivi elettori. Tutti e tre fanno come gli animali prima di un combattimento, si muovono confusamente, alzano polvere e lanciano grida irritanti per darsi coraggio e incutere paura all’avversario.

Ma, dicevano i saggi, un conto è “parlar” di guerra e un conto è “fare” la guerra. E i tre duellanti (quattro con Fini) non vogliono sangue: vogliono il potere.

Berlusconi non seguirà i consigli di Vittorio Feltri (“Lasciate perdere Casini”) e non rifiuterà alle Regionali l’alleanza a macchia di leopardo di Casini. Sarà scontento Bossi e sarà contento Fini.

Ma più di tutti sarà contento Casini. Che, sornione, salderà tattica e strategia e prenderà due o più piccioni con una fava: guadagnerà poltrone e potere e dirà che l’Udc, con la sua “autonomia”, disgregando il sistema di alleanze di Pdl e Pd, dà un colpo decisivo al bipolarismo.

Stando così le cose, Pierferdinando Casini (salvaguardando anche il principio dell’autonomia locale) ha già “mezza” vittoria in tasca. Berlusconi l’aveva dato per spacciato, il Pdl e la Lega pensavano di aver cancellato l’Udc. E invece eccoci qui, con Pdl e Lega che, come dice il ministro dc Rotondi, “si domandano se recuperare Casini oppure sbattergli la porta in faccia. Senza accorgerci che la nostra sconfitta è già nel fatto di starne a parlare”.

Ecco perché Casini gongola e mette le ali: però, più per la debolezza di Pdl e Pd che per la forza dell’Udc. L’altra metà (della vittoria), Casini se la deve cercare nelle urne. Non sarà così facile. Perché non si voterà per i governatori regionali, ma pro o contro Berlusconi. Come da 16 anni a questa parte.

L’imbarbarimento della politica non calerà, come gli strepiti fra opposte fazioni, e nella stessa. L’Italia arretrerà ancora. Sarà l’ora di chiedersi il perché si è giunti fin qui?

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La pagella del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Antonio Di Pietro: incauto. Voto – 8. Il leader dell’Idv definisce “incaute” le parole di Napolitano sulle riforme. Dura replica del Pd con Enrico Letta: “Idv, i migliori alleati di Berlusconi: portano il centrosinistra nell’abisso”. Anno nuovo, vecchia solfa. Tornano i capponi di manzoniana memoria.

Vittorio Feltri: ariete. Voto – 8. Con il titolo “Che barba il discorso di Napolitano”, Il Giornale apre la campagna 2010. Fatti e non parole, chiede Feltri. Ma non tocca al Governo “fare”? Stilettata anche per Renata Polverini, candidata Pdl nel Lazio: “Non la voterei mai”. Altra sberla per Fini.

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Vittorio Feltri replica a Gianfranco Fini, meglio il valium del vino rosso

pubblicato da giovanni molaschi in: Gianfranco Fini



Nei giorni scorsi come spiegato da Christian De Mattia, il Presidente della Camera Gianfranco Fini, venendo meno all’aplomb che lo ha contraddistinto negli ultimi mesi, ha inviato al direttore del Giornale, Vittorio Feltri, un flacone di valium.

Un presente che sarebbe stato gradito dal giornalista che intervistato dal Corriere della Sera ha invitato l’esponente politico a limitare il consumo del vino rosso.

“Però – ha dichiarato Vittorio Feltri - ho una raccomandazione per il Presidente della Camera: ci vada piano con il lambrusco, il rosso fa bene ma non bisogna esagerare. E lui ultimamente ha fatto parecchio uso di “rosso”, e non gli ha fatto bene…”

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