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Tutti gli articoli con tag vittorio feltri

Freedom Flotilla: per Vittorio Feltri "Israele ha fatto bene a sparare"

pubblicato da davide f.

prima pagina

A poco più di 24 ore dai drammatici fatti riguardanti la Freedom Flotilla e l’assalto delle teste di cuoio israeliane, con nove morti e decine di feriti, lo sgomento è ancora molto forte. Molti quotidiani si sono espressi con grande preoccupazione, e per il fatto e per le possibili (probabili?) conseguenze sugli equilibri mediorientali e i rapporti tra Israele e Turchia.

Chi tra i quotidiani non sembra invece avere dubbi e perplessità è, tanto per cambiare, quello di Vittorio Feltri, che continua nella sua missione di spargere amore a piene mani titolando: “Israele ha fatto bene a sparare”, con una serie di improperi riguardanti i pacifisti, chiamati amici dei terroristi, etc.

La prima pagina de Il Giornale ha provocato reazioni molto forti, soprattutto dei cittadini e anche di alcuni lettori. Aiutamoci ancora una volta con Facebook: se andate sulla page de Il Giornale potrete notare taluni apprezzamenti ma anche una vagonata di insulti destinata al direttore e al suo quotidiano.

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Intervista - polisblog incontra Mario Portanova autore del “Partito dell’Amore”

pubblicato da Giovanni Molaschi

Negli stessi giorni il Ministro dell’Economia annunciava nuovi tagli per evitare che la crisi greca diventi in pochi mesi anche italiana Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, qua e là parlava della probabile messa in vendita del Milan.

Il leader del Popolo delle Libertà a differenza di molti altri suoi colleghi ha un talento importante. Solo lui riesce a distogliere l’attenzione degli italiani sui problemi del paese ragionando su altro che per quanto interessante non è utile al cittadino medio.

Di questo e molto altro abbiamo ragionato con il giornalista Mario Portanova che per Chiarelettere ha pubblicato “Il Partito dell’Amore”.

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L’omofobia di Tarcisio Bertone zittisce tutti

pubblicato da Giovanni Molaschi



Le dichiarazioni di Italo Bocchino (secondo il quale è meglio un Primo Ministro omosessuale che leghista) oltre a non tener conto di una serie di pettegolezzi secondo i quali un importante adepto di Umberto Bossi avrebbe avuto come amante un cantante italiano dichiaratamente omosessuale, colma il silenzio della maggioranza e dell’opposizione sulle esternazioni omofobe di Tarcisio Bertone.

Come riportato dai colleghi di queerblog.it l’esponente ecclesiastico pur di ammettere che la Chiesa, di cui è portavoce, deve risolvere un problema ha riportato in auge l’assioma “pedofilo= omosessuale”. La teoria, come sottolineato ieri sera da Giuseppe Cruciani, è stata sconfessata persino dagli psicologi cattolici.

Sottolineare i limiti del Cardinal Bertone in queste sede non ha senso. Soffermarci sull’omertà dei politici italiani invece sì. Adottando le linee guida di certi quotidiani che oggi non hanno pubblicato le foto riguardanti i graffiti fatti sulla casa nativa del Papa, Benedetto XVI, i politici italiani hanno deciso di tacere sullo scandalo di cui si stanno occupando praticamente tutti.

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Minicar omicide: tace il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli

pubblicato da Giovanni Molaschi

Altro che poeti, santi e navigatori. L’Italia è il paese dei paradossi. Nelle stesse ore in cui si discute della proposta del Ministro Giorgia Meloni, relativa all’abbassamento dell’età minima per entrare in Parlamento, non si è avviato con altrettanta vivacità un dibattito sulle minicar omicide.

Come riportato dal Giornale ieri, a Roma, un ragazzino di quindici anni nella tratta casa-scuola ha perso la vita guidando questo tipo di quadricicli che nemmeno tre giorni fa avevano fatto un’altra vittima.

Ad oggi, e malgrado l’aumento di questi casi di cronaca, il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli non ha fatto sapere se e come il Governo che lui rappresenta intende procedere. Probabilmente per lui e i suoi colleghi è giusto che i più giovani vadano veloci solo nei contesti in cui non riescono ad interferire con le ambizioni dei più vecchi.

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Con Lech Kaczynski muore anche l’omofobia in Polonia?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Lech Kaczynski, morto a seguito di un incidente aereo, non era solo il Presidente della Polonia. Insieme al fratello gemello Jarosław, attualmente parcheggiato al Ministero della Giustizia è diventato il profeta di un modello politico che poco ha da spartire con il futuro.

Facendo proprie le peggiori malefatte di Vladimir Putin, a cui ancora oggi è imputabile la morte della giornalista Anna Politkovskaja che per anni ha scritto del genocidio in Cecenia, Lech Kaczynski è diventato in pochi anni il bambino che l’Unione Europea non perdeva occasione per sgridare.

Significativa è sempre stata la sua posizione omofoba contro le persone non eterosessuali che in occasione del primo pride nazionale organizzato a Cracovia riportarono delle lesioni di cui la stampa locale non si è mai occupata.

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Siate contenti di non essere ancora morti. La nuova garbata polemica di Feltri contro Fini

pubblicato da paganini


Le posizioni educatamente feroci che caratterizzano il direttore del Giornale hanno creato più di una tensione, pare, tra Vittorio Feltri e il leader del Pdl: va bene odiare Gianfranco Fini, ma non si può attaccare il cofondatore del Pdl come se fosse un qualsiasi comunista.

Il risentimento di Feltri deve essere però davvero incontenibile, tanto che anche oggi, in prima pagina, troviamo la garbata lettera che vedete in foto.

Nella breve missiva, un incrocio tra un telegramma di condoglianze e un twitt, Feltri consiglia a colonnelli e appuntati di osservanza finiana di accontentarsi di non essere ancora defunti. Simpatica ironia lombarda o velata minaccia?

Caso Boffo. Feltri sospeso dall'Ordine dei giornalisti

pubblicato da Luca Landoni


La decisione era nell’aria, e da poco è stata confermata, sia pur in modo “sofferto” secondo la nota dell’Ordine stesso. Vittorio Feltri è stato sospeso dalla corporazione dei giornalisti in seguito al cosiddetto caso Boffo, di cui ci siamo lungamente occupati in passato.

Riassumendo rapidamente la vicenda, il direttore del Giornale condusse una campagna feroce contro l’ex-direttore dell’Avvenire, per “punirlo” di alcune sue prese di posizione contro esponenti del Governo. La logica dietro questo attacco era che chi ha scheletri nell’armadio suoi propri non può mettersi a fare le pulci agli altri.

Lo scheletro in questione era la condanna subito dal Boffo per molestie nei confronti di una ragazza; condanna patteggiata dal Boffo stesso, che peraltro non si è mai sognato di querelare il Giornale. L’oggetto del contendere non è dunque il cuore della vicenda, ovvero che l’allora direttore dell’Avvenire avesse effettivamente un passato “oscuro” di cui vergognarsi, ma la famosa informativa segreta resa nota da Feltri, e che poi si sarebbe rivelata una bufala.

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Brachino sospeso: dai calzini di Mesiano, a Vittorio Feltri e Dino Boffo

pubblicato da V.

mesiano brachino ricorsoRicordate l’incredibile servizio di Mattino 5, a firma Annalisa Spinoso - ma dettato dalla longa manus di Claudio Brachino - in cui si pedinava il giudice Raimondo Mesiano? Squadrismo mediatico, l’ennesima emanazione del conflitto di interessi, visto che il giudice, seguito dalle telecamere della “trasmissione” Mediaset, aveva emesso una condanna ritenuta poco carina, persecutoria, dai vertici di Cologno Monzese.

Ieri l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ha sospeso Brachino per due mesi: sai che roba. Meglio di niente: certo, un segnale. Ma vorrei, e come me, molti iscritti, che i cento e rotti euro annuali che paghiamo da anni per quella tesserina da tenere nel portafoglio, la garantissero davvero la deontologia. Sennò, va sempre a finire come con Renato Farina, ricordate l’agente Betulla? Era stato radiato dall’Ordine.

Come mai? Rapporti poco chiari con il Sismi, quei 30mila euro accettati in cambio di disinformazione, qualche dossier insinuante e fasullo pubblicato: insomma, il solito Libero, che conosciamo benissimo. Dopo il salto, al termine del post, vi inserisco il comunicato integrale uscito dall’OdG lombardo dei tempi, così vi fate un’idea. Che qui ci si dimentica sempre con chi si ha a che fare, quando si parla di Feltri, Libero (oggi: Il Giornale) e dintorni…

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Ore 12 - La nuova "crociata" del Cavaliere. Cada Sansone con tutti i Filistei?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroUno che se ne intende, Vittorio Feltri, ha offerto una “corretta” interpretazione del nuovo inquietante affondo del Premier titolando sul Giornale “Silvio fonda forza Silvio”.

E se qualche distratto non l’avesse ancora capito bene, ci pensa il sottotitolo: “Berlusconi crea un partito di fedelissimi dentro il Pdl. Obiettivo: arginare Fini, che subito si ribella”. E in grassetto: “L’offensiva giudiziaria fa saltare la pace pre-elettorale. Brambilla e Santanchè pretoriane del Cav”.

Più chiaro di così! Altro che gli arzigogoli gattopardeschi di Pierluigi Bersani! Nemmeno a Savonarola sarebbe venuta così bene l’idea di lanciare “la lotta contro le forze del male”. Ci va giù più soft Padre Livio su Radio Maria del padre/padrone di un Pdl sempre più dilaniato e senza valori e di Governo sempre più paralizzato e inutile.

Il modello di società voluto dal “berlusconismo” è “fallito”. L’Italia non è solo un Paese in arretramento generale e miseramente e spudoratamente corrotto: è sempre più un Paese a sovranità limitata, con la ‘ndrangheta che “controlla” la politica e piega le istituzioni (lo stesso Parlamento non fa più leggi ma zibaldoni) a proprio uso e consumo.

Di Girolamo non è “la” mela marcia. Chi gli ha detto al Cavaliere di candidare Di Girolamo? E’ stato Di Gregorio, l’ex dipietrista passato al Pdl come capo del movimento”Italiani nel mondo”. E’ una oscenità tutta Made in Italy, di una Italia nel gorgo torbido dell’illegalità senza fine, nel teatrino di una finta democrazia.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il Giornale stavolta se la prende con Maria Luisa Busi, celebre (e soave) volto del Tg1 colpevole di aver criticato il direttore Augusto Minzolini. Il cecchino Feltri non si fa passar nulla sotto al naso. Intanto però lo stesso Feltri rischia un provvedimento disciplinare dall’Ordine dei giornalisti per il caso Boffo. (A)Busi di potere

Regionali: i sondaggi che il SuperCav ha in mano non lo inducono a facili ottimismi. In Puglia e in Liguria la partita è difficile, ma anche il Piemonte sembra duro da conquistare. Non a caso in questi giorni il premier appare triste e cupo. DeBresso

E il Cav non è affatto contento di come va il Pdl. Prende corpo l’ipotesi del coordinatore unico dopo le elezioni per salvaguardare la tenuta del partito. Bondy scanner

Scajola declama: “All’Aquila abbiamo costruito le case per i terremotati a tempo di record, primato mondiale…primato mondiale!!”. Non omologato perché a favore di vento. E soprattutto: i lavori non sono finiti e non tutti hanno una casa. Ma l’importante era il record di velocità. Usain ‘Guido’ Bolt-olaso

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