
Occupiamoci per una volta di un argomento più leggero, al fine di sgomberare almeno momentaneamente il campo dalle nubi della manovra finanziaria. Da tempo si vocifera di una presenza dell’ormai politicamente morto (anche se europarlamentare Pdl) Clemente Mastella alla prossima edizione dell’Isola dei Famosi. Bufala o possibilità concreta?
In fondo già Vladimir Luxuria ci ha insegnato che coniugare le professioni di politico e naufrago è possibile, andando addirittura a vincere la sua edizione, dunque perché no? Con supremo sprezzo del ridicolo proviamo dunque ad approfondire la questione.
In seguito a corte spietata del presidente di Magnolia Giorgio Gori, Mastella si è sentito di rispondere sull’argomento in un’intervista a Style. Vediamo che ha dichiarato:
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Calciopoli: si riapre tutto. La difesa di Moggi è andata all’attacco e il Tribunale ha ammesso una miriade di nuove intercettazioni. Non risultano tuttavia notizie in merito a massaggi ed escort in favore di designatori e arbitri. Che presa in gir-audo
Sarà anche il “direttorissimo”, ma il suo Tg1 va a picco sul fronte Auditel e presta il fianco agli attacchi dei critici. Ascolti striminzoliti
Secondo Tarcisio Bertone, dunque, la pedofilia nella Chiesa è effetto in larga parte dell’omosessualità. Poi ha aggiunto che i meridionali bevono troppo caffè e lavorano poco, gli interisti si scaccolano senza ritegno in tram, le infermiere eccedono nell’uso delle autoreggenti e gli adolescenti italiani scambiano troppo spesso la casa per un albergo. Il cardi(ba)nale
Luxuria ha deciso: fa il salto definitivo e cambia sesso per diventare donna a tutti gli effetti. Questione di punti di vista: l’ex deputata del Prc perde gli attributi, mentre molti nel Pd non li hanno mai avuti. Palla…coi pupi

Dalla bocciatura della legge contro l’omofobia presentata da Paola Concia è passato un mese. Il dibattito postumo, soprattutto sull’identità del Partito Democratico che ha contribuito ad affossare la proposta fatta da un membro di questo schieramento, è stato piuttosto acceso.
Tra le molte persone che hanno manifestato il proprio disappunto si è contraddistinta Cristiana Alicata. Manager. Scrittrice. E impegnata politicamente con i Mille di Giuseppe Civati e di molte altre persone che hanno sostenuto la mozione di Ignazio Marino.
Nelle ultime legislature ci sono stati diversi esponenti LGBT in Parlamento, uno su tutti Vladimir Luxuria, eppure i diritti alle persone non eterosessuali tardano ad arrivare. È colpa, secondo lei, anche dei rappresentanti?
Ultimo appuntamento con Christian Rocca, il giornalista del Foglio per il quale cura anche camilloblog.it, che abbiamo intervistato per tutta la settimana per capire meglio il lavoro fatto da Barack Obama dal giorno della sua elezione.
Con Christian Rocca abbiamo parlato di riforma sanitaria, di nobel, di crisi e di donne. Oggi, per chiudere, ci concentreremo su una minoranza. Quella costituita dalla comunità GLBT che non condivide la politica del Presidente malgrado l’amministrazione abbia approvato una legge analoga a quella elaborata da Paola Concia. Affossata. Poi.
Barack Obama è favorevole al matrimonio gay? Ha risolto i contrasti con la comunità omosessuale statunitense?
C’è stato un referendum che ha detto no alla possibilità di fare i matrimoni gay.
Obama è contro il matrimonio gay. L’ha detto e ripetuto in ogni modo possibile anche se ha una posizione un po’ strana e a tratti contraddittoria.
La vicenda di Piero Marrazzo è, ormai, solo un pretesto. Consumati i ragionamenti sui gusti sessuali dell’esponente politico, sull’uso di droghe, e sui capitali investiti in un’attività illegale in Italia non si può dire molto altro.
Eppure a due settimane dall’inizio della scandalo, lo scorso martedì, Alessio Vinci e Bruno Vespa hanno fatto l’ennesima puntata sulle persone transessuali. Neanche Licia Colò ha parlato con tanta veemenza dei panda.
Comunque. Tra questo piattume mediatico, imparentato più con il Grande Fratello che con l’attualità di un paese, spicca l’eccelsa provocazione di Giovanni De Mauro. Direttore di Internazionale.

Se con Piero Marrazzo, quel giorno, non si fosse appartata una prostituta transessuale ma una donna è molto probabile che lo scandalo sarebbe stato raccontato con altri toni. Qualcuno avrebbe celebrato il maschio italiano.
Qualcuno non avrebbe fatto della facile, banale e brutta, ironia provando a capire cosa queste prostitute hanno in più delle femmine che politicamente (in Italia) non sono emancipate. Di Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, ai giornalisti interessa il look. Più che il lavoro.
Per questo motivo a meno di una settimana dall’inizio delle chiacchiere su Piero Marrazzo abbiamo deciso di intervistare Vladimir Luxuria. Ex parlamentare. Di Rifondazione Comunista. Ex naufraga. Dell’Isola dei Famosi. Ma transgender. Ancora per poco.

In Italia non esiste la censura politica. Le radio sono tutte, o quasi, schierate politicamente contro Silvio Berlusconi. Ad affermarlo Massimilano Lussana sul Giornale per sconfessare le polemiche scritte sullo speciale “Porta a Porta” di questa sera, a causa del quale non andranno in onda né Giovanni Floris. Né Alessio Vinci.
Il giornalista, che fa a capo a Vittorio Feltri, abbozza un’analisi piuttosto grossolano basata sulle sole preferenze politiche degli editori privati o su un banale preconcetto a causa del quale Radio Rai sarebbe di sinistra.
Probabilmente come quelle persone che sostengono l’assenza di censura politica, Massimiliano Lussana non ascolta la radio ma confeziona un articolo sulla sola lettura dei palinsesti. Se, e sottolineo se, avesse ascoltato con attenzione il mezzo si sarebbe reso conto che in radio ci parlano speaker di destra. Ma anche di sinistra.
Continua a leggere: Il Giornale: le radio in Italia sono contro Silvio Berlusconi

Secondo quanto riportato dal sito affaritaliani.it Patrizia D’Addario avrebbe deciso di proseguire la propria carriera spostando le sue attenzioni dai politici agli elettori. Il debutto è previsto in occasioni delle prossime elezioni regionali in Puglia.
Al momento, si legge sul sito che riporta il pettegolezzo, si sa solo che la escort si è schierata a sinistra ma non con il Partito Democratico.
Qualora la voce venisse confermata si creerebbe, nel giorno in cui scoppia il caso Videocracy, l’ennesimo cortocircuito tra televisione e politica. Per un ex parlamentare, Vladimir Luxuria, vincitrice dell’Isola dei Famosi esiste un corrispettivo probabile concorrente del reality pronto ad intraprendere la carriera politica.
Puntata davvero sui generis quella di stasera ad Annozero. Il tema sarà il mondo della televisione in generale, con spiccato riferimento al fenomeno dei reality e alla recente vittoria di Vladimir Luxuria all’Isola dei Famosi. Da qui il titolo L’Isola di Obama.
Tutti ricorderete come il quotidiano di Rifondazione Comunista Liberazione abbia dato risalto al successo del più famoso transgender nazionale, definendolo l’Obama italiano; per questa ragione il direttore Sansonetti sarà in studio per difendere e giustificare una scelta redazionale in qualche modo paradossale. Gli faranno da contraltare alcuni militanti, in rappresentanza dei tanti che hanno protestato riguardo alla questione, in collegamento dal cuore dell’Emilia rossa (Taneto di Gattatico) con Sandro Ruotolo.
In studio con Michele Santoro troveremo invece lo stesso Vladimir Luxuria, la concorrente dell’Isola Belen Rodriguez e i giornalisti Norma Rangeri, Piero Sansonetti, Fabrizio Rondolino e Gianluigi Paragone in rappresentanza della destra

Non c’è luce alla fine del tunnel: chi pensava che dopo la catastrofe elettorale si potesse solo risalire è invece costretto ad osservare lo zelo con cui la dirigenza di Rifondazione comunista continua ad operare per assicurarsi l’estinzione completa dal panorama politico nazionale.
L’ultimo boomerang, talmente letale da costringermi a concordare con quanto scritto su Il Giornale, è stato lanciato dopo la vittoria di Vladimir Luxuria allo show l’Isola dei Famosi. Liberazione, il suo direttore e il segretario Paolo Ferrero hanno fatto a gara a sputtanarsi, ravvisando una rivincita sulle avversità dei tempi e prospettando addirittura una candidatura alle elezioni Europee.
Benché sia superfluo, è bene ribadire che non si tratta di un problema di genere, ma di un altro genere di problema. Se l’idea di candidare Valdimir Luxuria alle Europee fosse scaturita da una serena valutazione sul lavoro svolto durante il suo mandato parlamentare, non ci sarebbe stato niente da obiettare. Ma portare in trionfo una persona e prospettargli un futuro a Strasburgo soltanto in seguito alla sua vittoria all’Isola dei famosi è uno dei punti più bassi mai toccati a sinistra (dove peraltro di abissi ne abbiamo esplorati parecchi).
Se avesse vinto l’altra finalista, Belen e il Popolo della libertà le avesse offerto una candidatura anche soltanto alle elezioni comunali, si sarebbe levato un meritato coro per evidenziare il reiterato uso pubblico di veline e ballerine. Ma evidentemente la spinta all’autodistruzione è troppo forte e resisterle è troppo arduo per dirigenti politici di questo calibro: in ogni caso, se Luxuria rinuncia al seggio europeo, non dovranno disperare, ci sarebbe sempre un certo Pietro Taricone…