
Dalla bocciatura della legge contro l’omofobia presentata da Paola Concia è passato un mese. Il dibattito postumo, soprattutto sull’identità del Partito Democratico che ha contribuito ad affossare la proposta fatta da un membro di questo schieramento, è stato piuttosto acceso.
Tra le molte persone che hanno manifestato il proprio disappunto si è contraddistinta Cristiana Alicata. Manager. Scrittrice. E impegnata politicamente con i Mille di Giuseppe Civati e di molte altre persone che hanno sostenuto la mozione di Ignazio Marino.
Nelle ultime legislature ci sono stati diversi esponenti LGBT in Parlamento, uno su tutti Vladimir Luxuria, eppure i diritti alle persone non eterosessuali tardano ad arrivare. È colpa, secondo lei, anche dei rappresentanti?
Ultimo appuntamento con Christian Rocca, il giornalista del Foglio per il quale cura anche camilloblog.it, che abbiamo intervistato per tutta la settimana per capire meglio il lavoro fatto da Barack Obama dal giorno della sua elezione.
Con Christian Rocca abbiamo parlato di riforma sanitaria, di nobel, di crisi e di donne. Oggi, per chiudere, ci concentreremo su una minoranza. Quella costituita dalla comunità GLBT che non condivide la politica del Presidente malgrado l’amministrazione abbia approvato una legge analoga a quella elaborata da Paola Concia. Affossata. Poi.
Barack Obama è favorevole al matrimonio gay? Ha risolto i contrasti con la comunità omosessuale statunitense?
C’è stato un referendum che ha detto no alla possibilità di fare i matrimoni gay.
Obama è contro il matrimonio gay. L’ha detto e ripetuto in ogni modo possibile anche se ha una posizione un po’ strana e a tratti contraddittoria.
La vicenda di Piero Marrazzo è, ormai, solo un pretesto. Consumati i ragionamenti sui gusti sessuali dell’esponente politico, sull’uso di droghe, e sui capitali investiti in un’attività illegale in Italia non si può dire molto altro.
Eppure a due settimane dall’inizio della scandalo, lo scorso martedì, Alessio Vinci e Bruno Vespa hanno fatto l’ennesima puntata sulle persone transessuali. Neanche Licia Colò ha parlato con tanta veemenza dei panda.
Comunque. Tra questo piattume mediatico, imparentato più con il Grande Fratello che con l’attualità di un paese, spicca l’eccelsa provocazione di Giovanni De Mauro. Direttore di Internazionale.

Se con Piero Marrazzo, quel giorno, non si fosse appartata una prostituta transessuale ma una donna è molto probabile che lo scandalo sarebbe stato raccontato con altri toni. Qualcuno avrebbe celebrato il maschio italiano.
Qualcuno non avrebbe fatto della facile, banale e brutta, ironia provando a capire cosa queste prostitute hanno in più delle femmine che politicamente (in Italia) non sono emancipate. Di Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, ai giornalisti interessa il look. Più che il lavoro.
Per questo motivo a meno di una settimana dall’inizio delle chiacchiere su Piero Marrazzo abbiamo deciso di intervistare Vladimir Luxuria. Ex parlamentare. Di Rifondazione Comunista. Ex naufraga. Dell’Isola dei Famosi. Ma transgender. Ancora per poco.

In Italia non esiste la censura politica. Le radio sono tutte, o quasi, schierate politicamente contro Silvio Berlusconi. Ad affermarlo Massimilano Lussana sul Giornale per sconfessare le polemiche scritte sullo speciale “Porta a Porta” di questa sera, a causa del quale non andranno in onda né Giovanni Floris. Né Alessio Vinci.
Il giornalista, che fa a capo a Vittorio Feltri, abbozza un’analisi piuttosto grossolano basata sulle sole preferenze politiche degli editori privati o su un banale preconcetto a causa del quale Radio Rai sarebbe di sinistra.
Probabilmente come quelle persone che sostengono l’assenza di censura politica, Massimiliano Lussana non ascolta la radio ma confeziona un articolo sulla sola lettura dei palinsesti. Se, e sottolineo se, avesse ascoltato con attenzione il mezzo si sarebbe reso conto che in radio ci parlano speaker di destra. Ma anche di sinistra.
Continua a leggere: Il Giornale: le radio in Italia sono contro Silvio Berlusconi

Secondo quanto riportato dal sito affaritaliani.it Patrizia D’Addario avrebbe deciso di proseguire la propria carriera spostando le sue attenzioni dai politici agli elettori. Il debutto è previsto in occasioni delle prossime elezioni regionali in Puglia.
Al momento, si legge sul sito che riporta il pettegolezzo, si sa solo che la escort si è schierata a sinistra ma non con il Partito Democratico.
Qualora la voce venisse confermata si creerebbe, nel giorno in cui scoppia il caso Videocracy, l’ennesimo cortocircuito tra televisione e politica. Per un ex parlamentare, Vladimir Luxuria, vincitrice dell’Isola dei Famosi esiste un corrispettivo probabile concorrente del reality pronto ad intraprendere la carriera politica.
Puntata davvero sui generis quella di stasera ad Annozero. Il tema sarà il mondo della televisione in generale, con spiccato riferimento al fenomeno dei reality e alla recente vittoria di Vladimir Luxuria all’Isola dei Famosi. Da qui il titolo L’Isola di Obama.
Tutti ricorderete come il quotidiano di Rifondazione Comunista Liberazione abbia dato risalto al successo del più famoso transgender nazionale, definendolo l’Obama italiano; per questa ragione il direttore Sansonetti sarà in studio per difendere e giustificare una scelta redazionale in qualche modo paradossale. Gli faranno da contraltare alcuni militanti, in rappresentanza dei tanti che hanno protestato riguardo alla questione, in collegamento dal cuore dell’Emilia rossa (Taneto di Gattatico) con Sandro Ruotolo.
In studio con Michele Santoro troveremo invece lo stesso Vladimir Luxuria, la concorrente dell’Isola Belen Rodriguez e i giornalisti Norma Rangeri, Piero Sansonetti, Fabrizio Rondolino e Gianluigi Paragone in rappresentanza della destra

Non c’è luce alla fine del tunnel: chi pensava che dopo la catastrofe elettorale si potesse solo risalire è invece costretto ad osservare lo zelo con cui la dirigenza di Rifondazione comunista continua ad operare per assicurarsi l’estinzione completa dal panorama politico nazionale.
L’ultimo boomerang, talmente letale da costringermi a concordare con quanto scritto su Il Giornale, è stato lanciato dopo la vittoria di Vladimir Luxuria allo show l’Isola dei Famosi. Liberazione, il suo direttore e il segretario Paolo Ferrero hanno fatto a gara a sputtanarsi, ravvisando una rivincita sulle avversità dei tempi e prospettando addirittura una candidatura alle elezioni Europee.
Benché sia superfluo, è bene ribadire che non si tratta di un problema di genere, ma di un altro genere di problema. Se l’idea di candidare Valdimir Luxuria alle Europee fosse scaturita da una serena valutazione sul lavoro svolto durante il suo mandato parlamentare, non ci sarebbe stato niente da obiettare. Ma portare in trionfo una persona e prospettargli un futuro a Strasburgo soltanto in seguito alla sua vittoria all’Isola dei famosi è uno dei punti più bassi mai toccati a sinistra (dove peraltro di abissi ne abbiamo esplorati parecchi).
Se avesse vinto l’altra finalista, Belen e il Popolo della libertà le avesse offerto una candidatura anche soltanto alle elezioni comunali, si sarebbe levato un meritato coro per evidenziare il reiterato uso pubblico di veline e ballerine. Ma evidentemente la spinta all’autodistruzione è troppo forte e resisterle è troppo arduo per dirigenti politici di questo calibro: in ogni caso, se Luxuria rinuncia al seggio europeo, non dovranno disperare, ci sarebbe sempre un certo Pietro Taricone…
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Proprio ieri “Ore 12”, dopo lo sbrigativo scioglimento di Forza Italia, ha sollevato la questione del “carattere democratico” del costituendo Pdl.
Abbiamo scritto: “Il Pdl, così come è stato Forza Italia, sarà la fotografia del suo leader, cioè Silvio Berlusconi. Quindi, come Forza Italia (e come tutti gli attuali partiti), il Pdl non sarà un partito liberale. Berlusconi crede che la – sua - leadership può sostituire la partecipazione. Partecipazione che, con lui al comando, diventa un orpello. Come la democrazia. Inutile”.
Ebbene, ecco tempestivo, l’intervento senza giri di parole, di Gianfranco Fini, che registriamo anche a conferma di ciò che Ore 12 ha già scritto.
Il leader di An manda un segnale preciso: un perentorio messaggio politico a Berlusconi: “Nel Pdl c’è il rischio di cesarismo. Ci vogliono paletti contro il cesarismo e questi sono rappresentati dalla garanzia di democrazia interna ai partiti”.
Come dire, “ti conosco mascherina …”.
Altrettanto secca la replica del ministro Giulio Tremonti, “guardaspalle” del Premier: “Forza Italia è una monarchia ottemperata dall’anarchia”.
Come dire, la toppa peggio dello sbrego.
Comunque, tranquilli! Sull’altro fronte, grazie alla “pasionaria” Vladimir Luxuria, la bandiera rossa sventola sulla palma più alta di Cayo Paloma. Per Sansonetti e Liberazione, l’ex deputata, è la Obama “de noantri”. E l’acuto ex ministro Ferrero ha già pronto per l’ eroina dell’atollo honduregno un seggio a Strasburgo.
Senza parole? No, senza ritegno.
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Chi ha avuto modo di leggere Avanti Popolo! di Gian Antonio Stella avrà un quadro già abbastanza dettagliato sulla figura di Vladimir Luxuria (al secolo Vladimiro Guadagno), il primo deputato transgender nella storia della Repubblica Italiana.
Chi, invece, o per mancanza di curiosità, o per disinteresse, si è limitato a seguire solo la vita parlamentare del nostro Onorevole, domani può leggersi su “Tu” (uno di quei settimanali scandalistici) una lunga intervista che Luxuria ha concesso alla rivista diretta da Marisa Deimichei prima di partire per l’Isola dei Famosi, il noto reality di Rai 2 che la vedrà protagonista assieme ad altri “naufraghi” provenienti dal mondo dello spettacolo.
Ed è proprio in questo colloquio che arriva ad evocare, forse per la prima volta, i fantasmi del passato: “Molti trans si prostituiscono ed è successo anche a me”, confessa. “Sono stata corteggiata da famosi della politica e della tivù ma non volevano amore, cercavano solo una botta e via”. Per fortuna – conclude – “è durato poco, era un momento difficile”.
Tristezza, tanta tristezza.
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