Proprio ieri “Ore 12”, dopo lo sbrigativo scioglimento di Forza Italia, ha sollevato la questione del “carattere democratico” del costituendo Pdl.
Abbiamo scritto: “Il Pdl, così come è stato Forza Italia, sarà la fotografia del suo leader, cioè Silvio Berlusconi. Quindi, come Forza Italia (e come tutti gli attuali partiti), il Pdl non sarà un partito liberale. Berlusconi crede che la – sua - leadership può sostituire la partecipazione. Partecipazione che, con lui al comando, diventa un orpello. Come la democrazia. Inutile”.
Ebbene, ecco tempestivo, l’intervento senza giri di parole, di Gianfranco Fini, che registriamo anche a conferma di ciò che Ore 12 ha già scritto.
Il leader di An manda un segnale preciso: un perentorio messaggio politico a Berlusconi: “Nel Pdl c’è il rischio di cesarismo. Ci vogliono paletti contro il cesarismo e questi sono rappresentati dalla garanzia di democrazia interna ai partiti”.
Come dire, “ti conosco mascherina …”.
Altrettanto secca la replica del ministro Giulio Tremonti, “guardaspalle” del Premier: “Forza Italia è una monarchia ottemperata dall’anarchia”.
Come dire, la toppa peggio dello sbrego.
Comunque, tranquilli! Sull’altro fronte, grazie alla “pasionaria” Vladimir Luxuria, la bandiera rossa sventola sulla palma più alta di Cayo Paloma. Per Sansonetti e Liberazione, l’ex deputata, è la Obama “de noantri”. E l’acuto ex ministro Ferrero ha già pronto per l’ eroina dell’atollo honduregno un seggio a Strasburgo.
Senza parole? No, senza ritegno.

Chi ha avuto modo di leggere Avanti Popolo! di Gian Antonio Stella avrà un quadro già abbastanza dettagliato sulla figura di Vladimir Luxuria (al secolo Vladimiro Guadagno), il primo deputato transgender nella storia della Repubblica Italiana.
Chi, invece, o per mancanza di curiosità, o per disinteresse, si è limitato a seguire solo la vita parlamentare del nostro Onorevole, domani può leggersi su “Tu” (uno di quei settimanali scandalistici) una lunga intervista che Luxuria ha concesso alla rivista diretta da Marisa Deimichei prima di partire per l’Isola dei Famosi, il noto reality di Rai 2 che la vedrà protagonista assieme ad altri “naufraghi” provenienti dal mondo dello spettacolo.
Ed è proprio in questo colloquio che arriva ad evocare, forse per la prima volta, i fantasmi del passato: “Molti trans si prostituiscono ed è successo anche a me”, confessa. “Sono stata corteggiata da famosi della politica e della tivù ma non volevano amore, cercavano solo una botta e via”. Per fortuna – conclude – “è durato poco, era un momento difficile”.
Tristezza, tanta tristezza.

Vladimir Luxuria sull’Isola dei Famosi? Se ne parlava da un pezzo, l’ufficialità si avrà però solo a poche settimane dall’inizio del programma di Rai2.
Ma Laura Rio, oggi, sul Giornale, da Saint Moritz, dove si è tenuta in questi giorni la presentazione dei palinsesti autunnali della TV di Stato, dà per certa la presenza dell’ex onorevole di Rifondazione al reality show di Simona Ventura.
Per chi è curioso di sapere che fine avesse fatto il primo trasngender ad entrare a Montecitorio dopo la batosta elettorale incassata da “La Sinistra l’Arcobaleno”, può leggere qui un’apposita scheda realizzata da PolisBlog oppure, gustarsi l’intervista in tre puntate (più extra) rilasciata al nostro Gabriele.
Ve l’avevamo promesso ed eccolo, il carro allegorico dedicato alla ministra Mara Carfagna dal circolo Mieli-Muccassassina. Si tratta del secondo carro, e sfila subito dopo quello rosa che ha aperto il corteo con a bordo Grillini, Luxuria e la madrina Rita Rusic. L’allegoria, in realtà un po’ deludente, si riferisce al passato sexy dell’ex-soubrette, con una serie di “ballerini” vestiti di bianco per simboleggiare la purezza. Lo sfottò si riassume nel nome del carro, Sobrietà, che potrete paragonare alla Carfagna originale, ritratta in vari stati d’animo.

Lo sbarramento del 4% voluto dal ‘porcellum’ per le elezioni politiche è un meccanismo molto semplice: o sei fuori o sei dentro. E così, nella debacle elettorale della Sinistra Arcobaleno è stata travolta anche lei, Vladimir Luxuria che passerà alla storia per esser stato il primo transgender ad entrare in Parlamento.
Dopo la sua mancata elezione (secondo un sondaggio di ‘Libero.it‘ è il deputato più rimpianto), il Giornale di Mario Giordano, come ricorderete, l’aveva omaggiata (assieme a Pecoraio Scanio e Caruso) con una memorabile copertina: in prima pagina capeggiavano i loro tre faccioni corredati da un titolo a dir poco esilarante: “E adesso vi tocca lavorare!”.
Come trascorra, oggi, però, le sue giornate l’onorevole Guadagno non ci è dato saperlo. Sta di fatto che la sua agenda (consultabile qui) si è improvvisamente svuotata dopo il 14 aprile. Fatta eccezione per il tour di presentazione del libro scritto per Bompiani “Chi ha paura della Muccassassina”. Ovvero: “Chi è Vladimir Luxuria? Chi è stata prima di essere parlamentare alla Camera dei Deputati?”.