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Tutti gli articoli con tag vladimir putin

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi come Putin. Una volta erano entrambi al potere ed entrambi, si sa, amano le belle e giovani donne. Ora solo lo zar è rimasto a governare, mentre al Cav sono rimaste le bisbocce da “papi”. L’ex premier italiano chiederà ancora al premier di Mosca di far investire i colossi di Stato russi nelle sue aziende? Rubli Rubacuori

Il Pdl ha attaccato a testa bassa Attilio Befera per il blitz anti-evasori a Cortina. La Santanchè, in particolare, ha reagito come uno scorpione ferito. Cos’è? L’ex maggioranza di governo ha vissuto l’operazione quasi fosse uno sfregio alla dimensione godereccia e strafottente del tardo-berlusconismo? Cortina d’amplesso

Anche importanti esponenti del partito del Cav sono andati giù duro contro l’Agenzia delle entrate. Qualcuno ha parlato di odio di classe contro i ricchi. I ricchi, però, cosa devono aspettarsi se intestano la Mercedes a società di comodo? Odio di Classe C

I frequentatori di località vip di certo non gradiranno le visitine della Guardia di Finanza. Ma forse il normale contribuente si sente un pelino sollevato. Più lo mandi giù e più ti tira Suv

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

L’ingrato Feltri scarica il premier? L’ex fido Vespa fa altrettanto? Sembrano i segni inequivocabili di un declino. Ma il Cav dovrà veramente allarmarsi se a criticarlo un giorno saranno persino Noemi Letizia e Ruby Rubacuori. Quando la nave affonda, le tope scappano

Di certo, però, nulla potrà mai demolire il suo istinto da seduttore. Quello non lo abbattono né Gianfranco né Giulio né la crisi economica. E nemmeno la Chiesa potrà mai edulcorare questo aspetto del suo carattere. Dacci oggi il nostro Papi quotidiano

Lui ama le donne e sa che, malgrado tutto, ci sarà sempre una persona in grado di capirlo e giustificarlo. Parliamo del suo caro amico Vlad, l’uomo che non gli negherà mai il piacere di una dacia. Dasvid-anal

Nonostante ogni difficoltà, il capo del governo non vuol cedere. Nel giorno della Befana è andato a far shopping in tuta presso un centro commerciale brianzolo come fosse un normale pensionato. E l’incontro con la gente tra gli scaffali del supermercato gli ha infuso nuove energie per combattere. Conad il barbaro

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Franco Frattini: “Nessuno può decidere a nome dell’Italia”

pubblicato da Giovanni Molaschi

Le rivelazioni di Wikileaks, archiviate tutte le note di gossip, cominciano a fare casino. I festini di Berlusconi passano in secondo piano se il dibattito viene spostato sullo stretto rapporto che c’è tra l’Italia e la Russia. L’amicizia tra il presidente del Consiglio e Putin potrebbe aver influenzato la politica energetica del nostro paese.

Franco Frattini, ministro degli Esteri, ha precisato che quanto sospettato dagli Stati Uniti non è vero. La smentita ai file di Wikileaks è stata a In 1/2 ora, il programma di Raitre condotto da Lucia Annunziata, dove l’esponente politico ha dichiarato:

“Sulla politica energetica nessuno può decidere a nome dell’Italia che ha un interesse nazionale nella sicurezza e nell’indipendenza energetica. La nostra strada è la differenziazione, che passa dalla Russia, dalla Libia, dall’Algeria e dai Paesi del Golfo. Queste quattro fonti di approvvigionamento energetico formano il piano di sicurezza nazionale”.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Quando è all’estero fa “il portavoce di Putin”, cioè del vero ‘alpha-dog’. E va bene. Ma almeno in Italia, nel suo orticello, il Cav vorrebbe fare l’alpha-dog, il maschio dominante in tutto e per tutto. Ad Arcore ci riesce durante i festini selvaggi, in politica invece non è nemmeno in grado di imporre una legge ad personam. Lodo Alpha-no

Parlando del governo, Montezemolo aveva usato la metafora del “cine-panettone ai titoli di coda”. Volendo restare all’immagine natalizia, in effetti il Cav sembra una specie di Papi Natale la cui slitta non atterra più e ha smarrito i contatti con la realtà. Isolato nel suo torrone d’avorio

Se però qualcuno glielo rinfaccia, Papi Natale si arrabbia per davvero. Metti il (can)dito nella piaga

Bondi avrà vita breve da ministro della Cultura. Se non se ne va via lui, lo cacceranno le opposizioni e i finiani. Con le Bonev o con le cattive

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Vladimir Putin insegnante per Silvio Berlusconi all’università della Libertà

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’Università della Libertà che Silvio Berlusconi avvierà a villa Gernetto, dove Italia e Russia hanno firmato nei giorni scorsi l’accordo sulla produzione dell’energia nucleare, potrebbe contare sugli insegnamenti di Vladimir Putin.

A sostenerlo il Presidente del Consiglio che con il proprio gruppo di lavoro sta già imbastendo il progetto scolastico aperto ai giovani europei ignari, probabilmente, di quanto stia accadendo in Italia.

Se nel nostro paese le risorse per la scuola pubblica fossero sufficienti nessuno punterebbe il dito contro la nuova idea di marketing di Silvio Berlusconi. Ma in Italia i soldi per la ricerca e per garantire a tutti un istruzione sufficiente non ci sono. Anzi.

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Con Lech Kaczynski muore anche l’omofobia in Polonia?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Lech Kaczynski, morto a seguito di un incidente aereo, non era solo il Presidente della Polonia. Insieme al fratello gemello Jarosław, attualmente parcheggiato al Ministero della Giustizia è diventato il profeta di un modello politico che poco ha da spartire con il futuro.

Facendo proprie le peggiori malefatte di Vladimir Putin, a cui ancora oggi è imputabile la morte della giornalista Anna Politkovskaja che per anni ha scritto del genocidio in Cecenia, Lech Kaczynski è diventato in pochi anni il bambino che l’Unione Europea non perdeva occasione per sgridare.

Significativa è sempre stata la sua posizione omofoba contro le persone non eterosessuali che in occasione del primo pride nazionale organizzato a Cracovia riportarono delle lesioni di cui la stampa locale non si è mai occupata.

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Giornalisti francesi licenziati per colpa di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Qualcuno dovrebbe impegnarsi pubblicamente a fare una fiction sulla vita del Cavaliere. Silvio Berlusconi, meglio di altri, è capace di creare attorno a sé un caso. Non si fa in tempo a concludere le chiacchiere sul suo conflitto d’interessi nel nostro paese che del fatto si inizia a parlarne all’estero.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Monde, France Soir avrebbe licenziato i corrispondenti operanti a Mosca e Roma perché nei loro articoli esprimevano spesso un giudizio negativo sull’operato del Presidente del Consiglio italiano.

La decisione sarebbe stata imposta dallo stesso proprietario del giornale Alexandre Pougatchev (figlio del banchiere russo Sergueï) perfettamente conscio del rapporto che c’è tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi.

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South Stream, sorpresa turca: Berlusconi autoinvitato

pubblicato da V.

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Una barzelletta planetaria. Silvio Berlusconi ieri tira acqua al suo mulino, vantando come successo della diplomazia italiana la firma dell’accordo per il gasdotto South Stream:

“Un grande successo. La nostra azione di diplomazia commerciale ha portato la Turchia ad accettare che un importante gasdotto, che la nostra Eni costruira’ al 50% con Gazprom, possa passare nelle acque territoriali della Turchia sul fondo del Mar Nero”. Lo afferma al Tg1 il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo la firma dell’accordo fra Russia e Turchia sul gasdotto South Stream

Garrulo sventola il Tricolore tra Mosca ed Ankara! L’Italia gestisce equilibri geopolitici planetari! Bè, più o meno. Oggi una fonte turca riferisce alla Reuters che, insomma, tanto fondamentale il ruolo di SB non sarebbe stato. Anzi, avrebbe fatto la figura dell’amico che vuole entrare nella foto di gruppo e gli altri non lo vogliono. Gli accordi Mosca -Ankara erano straconclusi, quando

il governo turco ha ricevuto un’inaspettata richiesta dell’ultimo minuto da parte di Berlusconi che voleva partecipare alla cerimonia della firma” del premier russo Vladimir Putin e di quello turco Tayyip Erdogan, ad Ankara. La fonte aggiunge che si è creata una “certa sorpresa” quando ci si è resi conto che Berlusconi voleva rivendicare l’accordo come un suo successo personale

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We don't wanna Put in. La sfida georgiana al presidente russo esclusa dalla finale dell'Eurofestival per motivi politici. Video

pubblicato da Luca Landoni

Vi riproponiamo il video della canzone scelta dalla Georgia per rappresentare il paese all’Eurofestival. Si tratta di un’ironica sfida al presidente russo Vladimir Putin basata sul gioco di parole “We don’t wanna put in”, ovvero Noi non vogliamo fare… la mossa sbagliata. Ecco il testo originale del pezzo, eseguito da Stephane & 3G:

We don’t wanna put in,
The negative move,
It’s killin’ the groove,
I’m gonna try to shoot in,
Some disco tonight,
Boogie with you.

A marzo lo European Broadcasting Union, che sarebbe il comitato d’accettazione delle canzoni, ha bocciato il brano perché contravveniva al regolamento e per protesta la Georgia ha ritirato la partecipazione alla manifestazione piuttosto che accettare di cambiare il testo o il partecipante. A molti ciò potrà sembrare eccessivo, ma è bene chiarire che fuori dai nostri confini, e soprattutto nell’Est-Europa, il Festival europeo della Canzone è seguitissimo e connotato da forti valenze politiche. Inoltre i rapporti tra Russa e Georgia come si sa sono ai minimi storici.

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Foto: Russia, assassinati Stanislav Markelov e Anastasia Baburova

pubblicato da V.

russia putin regime

La Russia si accosta ogni giorno di più alle grandi democrazie planetarie: sono stati assassinati infatti Stanislav Markelov e Anastasia Baburova.

Chi erano? Anastasia era l’erede di Anna Politkovskaya, aveva venticinque anni, era una praticante della Novaya Gazeta, e si è beccata una pallottola in fronte per questo motivo ed è morta. Stanislav invece - nelle foto della gallery, è il cadavere intorno al quale si muovono gli investigatori - era un avvocato di 34 anni.

Principalmente aveva pestato i piedi al regime - perchè quello è un regime - per usare una parola un pò abusata, occupandosi del caso del Colonnello Yuri Badanov, l’ufficiale russo più alto in grado ad essere condannato per crimini di guerra.

Foto | ABC News

Russia: la grande democrazia cresce
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