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Tutti gli articoli con tag vladimir putin

Giornalisti francesi licenziati per colpa di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Qualcuno dovrebbe impegnarsi pubblicamente a fare una fiction sulla vita del Cavaliere. Silvio Berlusconi, meglio di altri, è capace di creare attorno a sé un caso. Non si fa in tempo a concludere le chiacchiere sul suo conflitto d’interessi nel nostro paese che del fatto si inizia a parlarne all’estero.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Monde, France Soir avrebbe licenziato i corrispondenti operanti a Mosca e Roma perché nei loro articoli esprimevano spesso un giudizio negativo sull’operato del Presidente del Consiglio italiano.

La decisione sarebbe stata imposta dallo stesso proprietario del giornale Alexandre Pougatchev (figlio del banchiere russo Sergueï) perfettamente conscio del rapporto che c’è tra Vladimir Putin e Silvio Berlusconi.

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South Stream, sorpresa turca: Berlusconi autoinvitato

pubblicato da V.

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Una barzelletta planetaria. Silvio Berlusconi ieri tira acqua al suo mulino, vantando come successo della diplomazia italiana la firma dell’accordo per il gasdotto South Stream:

“Un grande successo. La nostra azione di diplomazia commerciale ha portato la Turchia ad accettare che un importante gasdotto, che la nostra Eni costruira’ al 50% con Gazprom, possa passare nelle acque territoriali della Turchia sul fondo del Mar Nero”. Lo afferma al Tg1 il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo la firma dell’accordo fra Russia e Turchia sul gasdotto South Stream

Garrulo sventola il Tricolore tra Mosca ed Ankara! L’Italia gestisce equilibri geopolitici planetari! Bè, più o meno. Oggi una fonte turca riferisce alla Reuters che, insomma, tanto fondamentale il ruolo di SB non sarebbe stato. Anzi, avrebbe fatto la figura dell’amico che vuole entrare nella foto di gruppo e gli altri non lo vogliono. Gli accordi Mosca -Ankara erano straconclusi, quando

il governo turco ha ricevuto un’inaspettata richiesta dell’ultimo minuto da parte di Berlusconi che voleva partecipare alla cerimonia della firma” del premier russo Vladimir Putin e di quello turco Tayyip Erdogan, ad Ankara. La fonte aggiunge che si è creata una “certa sorpresa” quando ci si è resi conto che Berlusconi voleva rivendicare l’accordo come un suo successo personale

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We don't wanna Put in. La sfida georgiana al presidente russo esclusa dalla finale dell'Eurofestival per motivi politici. Video

pubblicato da Luca Landoni

Vi riproponiamo il video della canzone scelta dalla Georgia per rappresentare il paese all’Eurofestival. Si tratta di un’ironica sfida al presidente russo Vladimir Putin basata sul gioco di parole “We don’t wanna put in”, ovvero Noi non vogliamo fare… la mossa sbagliata. Ecco il testo originale del pezzo, eseguito da Stephane & 3G:

We don’t wanna put in,
The negative move,
It’s killin’ the groove,
I’m gonna try to shoot in,
Some disco tonight,
Boogie with you.

A marzo lo European Broadcasting Union, che sarebbe il comitato d’accettazione delle canzoni, ha bocciato il brano perché contravveniva al regolamento e per protesta la Georgia ha ritirato la partecipazione alla manifestazione piuttosto che accettare di cambiare il testo o il partecipante. A molti ciò potrà sembrare eccessivo, ma è bene chiarire che fuori dai nostri confini, e soprattutto nell’Est-Europa, il Festival europeo della Canzone è seguitissimo e connotato da forti valenze politiche. Inoltre i rapporti tra Russa e Georgia come si sa sono ai minimi storici.

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Foto: Russia, assassinati Stanislav Markelov e Anastasia Baburova

pubblicato da V.

russia putin regime

La Russia si accosta ogni giorno di più alle grandi democrazie planetarie: sono stati assassinati infatti Stanislav Markelov e Anastasia Baburova.

Chi erano? Anastasia era l’erede di Anna Politkovskaya, aveva venticinque anni, era una praticante della Novaya Gazeta, e si è beccata una pallottola in fronte per questo motivo ed è morta. Stanislav invece - nelle foto della gallery, è il cadavere intorno al quale si muovono gli investigatori - era un avvocato di 34 anni.

Principalmente aveva pestato i piedi al regime - perchè quello è un regime - per usare una parola un pò abusata, occupandosi del caso del Colonnello Yuri Badanov, l’ufficiale russo più alto in grado ad essere condannato per crimini di guerra.

Foto | ABC News

Russia: la grande democrazia cresce
Russia: la grande democrazia cresceRussia: la grande democrazia cresceRussia: la grande democrazia cresce

Russia: altri due giornalisti morti in quattro giorni

pubblicato da V.

Ricordiamoci di questa cosa, ogni volta che Putin stringe la mano ad un nostro premier, chiunque esso sia. Come sempre, noi qui, con il posteriore al caldo a bloggare felici o scrivere pezzi superflui sulla carta stampata, mentre a qualche migliaio di chilometri di distanza si viene fatti secchi per molto, molto meno.

Ieri nel Daghestan è stato ucciso Abdulla Alishayev: causa della morte? Un paio di colpi di pistola, in testa. Nel frattempo un altro cronista, Miloslav Bitokov, veniva selvaggiamente pestato, una piccola aggressione per fargli capire da che parte tira il vento, e da quale volano le sprangate: la stessa, quella di Putin.

Oh, dimenticavo: pochi giorni fa il fondatore del sito ingushetiya.ru, Magomed Yevloyev, rimaneva vittima di un incidente stradale, stranamente fatale. Senza stare a tirare in ballo gli eventi più eclatanti del passato come, per fare un nome che sia uno, Anna Politkovskaja.

Dopo il salto, leggetevi l’elenco dei giornalisti morti in Russia negli ultimi anni. Pensate a Berlusconi che fa il simpatico mitragliando la giornalista durante la conferenza stampa che vedete qui sopra.

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Strategia del consenso: Putin e la tigre narcotizzata

pubblicato da V.

putin fucile

A volte si prova un eterno ritorno al passato. Come nel caso della notizia costruita ad arte di “Putin che salva una troupe dall’assalto di una tigre, sparando al felino e narcotizzandolo”. Una meraviglia: anche perchè notizie come queste, per quanto assurde, poco credibili, roba da Pravda - ovvero: “La Verità” quest’ultima la grande esclusa dal quotidiano sovietico - per restare appunto in tema, vengono si riportate con uno spirito leggermente critico, come nel caso della gallery di Repubblica.

Ma è uno spirito critico - e di riflesso una critica al potere tutt’altro che democratico di là degli Urali - che non ha la minima penetrazione nell’immaginario; il quale, come si evince dal nome stesso, basa il suo potere sulla potenza iconica delle immagini. Motivo per cui nelle sinapsi di milioni di persone non resterà una notizia fuffa, ma Putin, l’uomo forte del Cremlino, che accarezza una tigre resa più che mansueta chimicamente.

Il mito dell’uomo che domina la natura, che riduce all’impotenza la belva feroce. E’ roba che fa presa a livello di inconscio collettivo, dato che non siamo poi cambiati molto in quei paraggi, da qualche migliaio di anni ad oggi. Si chiama costruzione del consenso, distrazione di massa, chiamatela come vi pare.

Sembra di vedere Mussolini che raccoglie il grano, piuttosto che un qualunque Presidente degli Stati Uniti o candidato alla Casa bianca che stringe centinaia di mani, accarezza migliaia di bambini, bacia tutti peggio di Totò Cuffaro. E’ la stessa cosa, lo stesso meccanismo di costruzione del consenso; niente di male, calcio e politica non sono sport per signorine, basta solo rendersene conto.

Foto | La Repubblica

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