Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag voto

La proposta di Giorgia Meloni: deputati a 18 anni. Sondaggio

pubblicato da Luca Landoni

Ieri il Ministro alle politiche giovanili Giorgia Meloni è tornato su un suo vecchio cavallo di battaglia: l’equiparazione delle età minime per l’elettorato attivo e passivo. Se infatti per votare servono 18 anni (Camera) e 25 (Senato) per essere eleggibili in Parlamento ne servono rispettivamente 25 e 40.

Sarà questo il tema del convegno Una giovane Costituzione, previsto per domani a Roma; convegno che vedrà la partecipazione del Presidente della Repubblica Napolitano, fermamente intenzionato ad appoggiare il progetto.

Per rivedere questa norma bisogna però andare a toccare gli articoli 56 e 58 della Costituzione e occorre dunque un disegno di legge costituzionale. Ma poiché esiste già un progetto simile del ministero della Semplificazione a firma Calderoli è possibile che venga presentata una bozza unitaria che abbassi l’età minima a 23.

E voi che ne pensate?

Caso Di Girolamo. Sotto accusa il voto degli italiani all'estero

pubblicato da Luca Landoni



Il collega Paganini ha già affrontato in prima istanza il caso Di Girolamo, ovvero di quel senatore del Pdl eletto in Germania che secondo le accuse avrebbe fatto da sponda alla n’drangheta in Parlamento. Nello specifico tutto quanto sarebbe stato organizzato dalla cosca Arena, che avrebbe pianificato nei minimi dettagli la sua elezione in una riunione avvenuta a Capo Rizzuto.

Il sistema funzionava nel seguente modo: si prendevano una moltitudine di schede bianche, le si barravano e si riconsegnavano in qualche modo per lo spoglio. Da una perizia calligrafica è infatti risultato che la mano che ha votato Di Girolamo parrebbe essere sempre la medesima (ah, beata scaltrezza dei furbetti de noantri!).

Tutte le accuse devono ancora essere provate, come tra gli altri ha fatto rilevare un altro senatore molto chiacchierato (per i suoi continui cambi di schieramento) come De Gregorio (Pdl), ma ciò che rimane è un clamoroso spunto per mettere alla gogna la totale assurdità del sistema del voto italiano estero.

Continua a leggere: Caso Di Girolamo. Sotto accusa il voto degli italiani all'estero

Elezioni Regionali 2010: i risultati del sondaggio di voto PolisBlog. Forte calo Idv, irrompono Grillo e Udc

pubblicato da Luca Landoni

Ottima partecipazione di voto al sondaggio elettorale di PolisBlog in vista delle imminenti elezioni regionali 2010. 782 i votanti, contro i 730 della precedente tornata (dicembre 2009). Due i dati che balzano immediatamente all’occhio:

Udc. Un partito tradizionalmente poco rappresentato tra i lettori di PolisBlog ha avuto un’improvvisa impennata, superando addirittura il Pdl. Tam tam mediatico o vera confluenza d’opinioni? Chi lo sa. Comunque è della forza casiniana il risultato più eclatante, col 10%.

Idv e Liste Grillo. L’IDV è in fortissimo calo, mangiata per buona parte dal boom delle Liste 5 stelle di Beppe Grillo. La somma dei due dati risulta infatti perfettamente identica a dicembre (43%) ma distribuita in modo ben diverso.

Che governo? Trattando l’esito come se riguardasse le politiche, il risultato finale più evidente sarebbe l’ingovernabilità del paese, visto che non possiamo certo ascrivere i voti grillini al centrosinistra di governo. Va naturalmente sottolineato che qui parliamo di proporzionale, mentre il sistema vigente andrebbe ricontrollato collegio per collegio.

Dopo il salto tutti i risultati.

Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: i risultati del sondaggio di voto PolisBlog. Forte calo Idv, irrompono Grillo e Udc

Il ministro dell'anno è Giulio Tremonti

pubblicato da Luca Landoni



Non era poi così scontato che dal sondaggio dei nostri lettori uscisse Giulio Tremonti, soprattutto in considerazione della visibilità e della stima raccolta anche negli ambienti dell’opposizione da ministri come Maroni e Brunetta. Ma alla fine il titolare dell’Economia ha vinto, anche se di un’incollatura proprio sul Ministro degli Interni Bobo Maroni.

89 i voti per Tremonti, 87 per Maroni; mentre Brunetta precede di pochissimo la vera rivelazione del sondaggio Zaia. L’esponente della Lega titolare dell’Agricoltura conferma dunque la sua popolarità in crescita sfiorando il podio e precedendo nettamente Carfagna e Prestigiacomo.

Nel derby tutto femminile per evitare l’ultimo posto (della finale, comunque) quest’ultima precede la nostra Mara di 8 voti. Qui trovate tutti i risultati.

....
condividi 7 Commenti

No all'arresto di Cosentino. La giunta della Camera respinge l'istanza

pubblicato da Luca Landoni



Qualcuno lo aveva previsto, ma molti speravano in un sussulto di legalità. Di fatto la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresto del deputato Pdl Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

In realtà tecnicamente si tratta più di un’approvazione che di un respingimento. Nel senso che è stata approvata la proposta del relatore Nino Lo Presti di negare l’autorizzazione al Tribunale di Napoli. Undici i voti a favore, 6 i contrari e un astenuto, Maurizio Turco, radicale nelle file del Pd .

Continua a leggere: No all'arresto di Cosentino. La giunta della Camera respinge l'istanza

Voto agli immigrati. Fini si allea con la sinistra e prepara il putsch. Lega sulle barricate

pubblicato da Luca Landoni



La spinta antiberlusconiana di Gianfranco Fini - che pure noi in alcuni casi abbiamo elogiato come necessario contrappeso a una leadership troppo assolutista - rischia di avviarsi verso un apice al contempo errabondo e grottesco. Il vecchio pallino finiano del voto agli immigrati ha infatti preso forma in una proposta di legge bipartisan, che prevede per loro la possibilità di partecipare alla consultazione elettorale sia attivamente (dopo 5 anni di residenza con permesso di soggiorno) sia passivamente, ovvero candidandosi direttamente.

Il motivo per il quale il Presidente della Camera si sia così intestardito su un tema che provoca ovvi malumori soprattutto nella parte leghista della coalizione non può che ricercarsi in un progetto complessivo, che prevede una serie di mosse tattiche sulla strada della successione a Berlusconi. L’uggia del centrosinistra nei confronti del Cavaliere è infatti talmente forte da far sì che l’opposizione - ora come non mai rassegnata a rimanere tale - accetterebbe qualunque soluzione alternativa pur di disfarsene.

E la soluzione alternativa, molto andreottiana, è lì pronta sul tavolo: si chiama Gianfranco Fini. In tutto questo il voto agli immigrati non rappresenta che un pretesto risibile per raccattare le firme del centrosinistra e nel contempo raggruppare intorno a sè le porzioni di maggioranza definite “finiane”, magari in vista della creazione di un raggruppamento ad hoc. Un centinaio infatti sono le adesioni raccolte, tra le quali si annoverano decine di parlamentari di Pd, Udc e Italia dei Valori.

Continua a leggere: Voto agli immigrati. Fini si allea con la sinistra e prepara il putsch. Lega sulle barricate

Bersani nuovo segretario del Pd. L'annuncio di Franceschini

pubblicato da Luca Landoni



Come ampiamente previsto alla vigilia, Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. Lo ha riconosciuto apertamente il principale rivale Franceschini verso le 23. Alle 23.10 Franceschini ha telefonato al neo-segretario per congratularsi, rilasciando la seguente dichiarazione:

“Gli ho telefonato e gli ho dato atto di questo riconoscimento. Non sarebbe giusto per il partito aspettare di vedere se ci sono due punti percentuali in più o in meno: il dato politico è che la scelta dei nostri elettori è quella di eleggere Pier Luigi Bersani nostro segretario”

Il terzo candidato Ignazio Marino ha comunque esternato una certa soddisfazione per il risultato della propria mozione, data tra il 10 e il 20%. Secondo le prime indiscrezioni Bersani avrebbe invece ottenuto una percentuale intorno al 48%, sfiorando così la maggioranza assoluta dei voti espressi. L’affluenza al voto dovrebbe aggirarsi sui due milioni e mezzo di schede, almeno secondo Maurizio Migliavacca.

Continua a leggere: Bersani nuovo segretario del Pd. L'annuncio di Franceschini

Elezioni amministrative: Torino, Milano e gli altri scontri delle provinciali

pubblicato da Luca Landoni

Dopo esserci occupati delle comunali vediamo di prendere in esame i principali terreni di scontro delle provinciali. Anche qui i fari sono puntati su due amministrazioni-simbolo, entrambe di centrosinistra e ambedue a rischio-capovolgimento. Il caso-Milano poi è assolutamente anomalo.

Nel 2005 Penati approfittò di una situazione probabilmente irripetibile, con l’elettorato di centrodestra che disertò in massa le urne, anche per scarsa fiducia verso l’allora governo Berlusconi. L’affluenza più bassa della storia consegnò all’attuale presidente una netta e sorprendente vittoria su Ombretta Colli. Torino invece è da sempre un feudo del centrosinistra. Ma vediamoli da vicino.

Milano. Il Pdl, alleato con la Lega, si gioca tutta la sua credibilità con l’ex-An Guido Podestà. Una seconda sconfitta sarebbe assolutamente rovinosa, ma per la verità appare piuttosto improbabile. Penati le ha tentate tutte, provando persino a scavalcare il Pdl a destra, ma con scarso successo. La lista personale che ha fondato è accreditata di un misero 1%, mentre il complesso delle forze che lo sostengono secondo gli ultimi sondaggi vale al massimo il 43%. Troppo poco per battere un centrodestra compatto che si attesta ben oltre il 50%. Vittoria al primo turno per Podestà quasi certa.

Continua a leggere: Elezioni amministrative: Torino, Milano e gli altri scontri delle provinciali

....
condividi 6 Commenti

Elezioni amministrative: dove si vota per le comunali

pubblicato da Luca Landoni

A due giorni dalla consultazione elettorale cerchiamo di riassumere la mappa del voto amministrativo. In questi mesi infatti si è parlato moltissimo delle Europee trascurando di fatto i rilevanti test che avranno luogo in molti comuni capoluogo, oltre che in svariate province. In questo primo articolo ci occuperemo di riepilogare i comuni interessati alla rielezione del sindaco, analizzando i 4 duelli più importanti e combattuti.

Bologna. Qui si gioca la madre di tutte le battaglie. Nella città dello scontento per il controverso mandato del primo cittadino uscente Cofferati, il centrosinistra si affida a Flavio Delbono, mentre il centrodestra si è spaccato in due tra l’ex-sindaco Guazzaloca e il patron del Motor Show Alfredo Cazzola. Probabile un ballottaggio Delbono-Guazzaloca in cui saranno decisivi in voti del terzo incomodo. Pronostico per Delbono, ma di stretta misura.

Firenze. Nella sua principale roccaforte per la prima volta la sinistra sembra vacillare. Gli ultimi due sindaci hanno scontentato tutti e starà al giovane Matteo Renzi risollevare le sorti dello schieramento “progressista”. Suo avversario l’ex-calciatore Giovanni Galli, da anni impegnato nel sociale e molto conosciuto sul territorio; dunque da non sottovalutare. Difficile che Renzi eviti il ballottaggio ma il 13-14 giugno non dovrebbe avere problemi.

Continua a leggere: Elezioni amministrative: dove si vota per le comunali

Sulla proposta Berlusconi di far votare solo i capigruppo. Perché no?

pubblicato da Luca Landoni

La proposta Berlusconi di far votare solo i capigruppo va vista come una provocazione, come ha rilevato giustamente Cota (Lega Nord) stamane, ma non è per nulla peregrina. Una provocazione perché le pastoie burocratiche che si celano dietro un cambio così sostanziale dei regolamenti parlamentari sono invalicabili. Non peregrina perché si inquadra nel disperato tentativo di accelerare i tempi spesso ingiustificatamente biblici dell’assemblea.

La proposta è ovviamente perfettibile, ma ricordiamo che gli strepiti dell’opposizione anche in questo caso sono del tutto artati e sopra le righe; e in questo includiamo anche la reazione smodata del Presidente Fini, costantemente impegnato nella sua mission di avvicinamento al centro-sinistra in previsione post-berlusconiana.

Il motivo è che nessuno vuole negare al singolo parlamentare la possibilità di dissentire. Costui mantiene piena possibilità di astenersi o votare contro. Questa facoltà gli è garantita dalla legge e deve ovviamente rimanere intoccata. Si vuole invece spostare il più possibile il dibattito nelle commissioni, come peraltro già avviene, snellendo i tempi di voto di quella che spesso non è altro che una lenta ratifica di ciò che già è stato deciso.

Continua a leggere: Sulla proposta Berlusconi di far votare solo i capigruppo. Perché no?