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Tutti gli articoli con tag yes we camp

Yes We Camp and The Last Ladies - L'Aquila

pubblicato da Alberto Puliafito

Secondo video da L’Aquila.

Yes We Camp - L'Aquila

pubblicato da Alberto Puliafito

Fra il serio e il faceto, un video che parla dell’Aquila.

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L'Aquila - G8 - La manifestazione pacifica, nonostante tutto. Onore al merito: è il primo G8 contestato ma senza scontri - Yes we camp e le Last Ladies funzionano. La fine dei lavori di ricostruzione a dicembre 2009?

pubblicato da Alberto Puliafito

AntiG8

Insieme al G8, si è conclusa anche la (inutilmente temuta) manifestazione anti-G8: i media non avevano certo aiutato, sottolineando come ci fossero tensioni, preoccupazioni per il cantiere new-town di Bazzano e per la presenza dei fantomatici black block e dei no global, etichetta che merita, in futuro, ridiscussioni e ridefinizioni.

Va detto: non è successo niente, sebbene ci sia stato qualche momento di tensione al limitare della zona rossa. Non quella del G8, no. La zona rossa dell’Aquila, quella del centro storico, quella che in pochi abbiamo varcato il giorno della fiaccolata di commemorazione per percorrere quei trecento metri di centro riaperti, gli stessi che ha visto Mr. Barak Obama.

Ma veniamo alla cronaca della giornata. La manifestazione parte regolarmente da Paganica. Il percorso verso L’Aquila è lungo e la giornata è calda e faticosa. Il corteo si snoda, lentamente, lungo la Strada Statale 17. I comitati cittadini, fra cui il 3e32 - eccezion fatta per Epicentro Solidale - non partecipano ufficialmente all’anti G8 per evitare strumentalizzazioni. Del resto, hanno agito così bene a livello di iniziative e comunicazione con il loro Yes we camp da aver reso evidente che oltre alle manifestazioni ci sono molti modi per esprimere il proprio dissenso, soprattutto quando è motivato. Partecipano, se vogliono, a titolo individuale. E da osservatori esterni, ci sentiamo di condividere la decisione.

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L'Aquila - G8 - Quello vero è per strada, e lo capiscono anche i giornalisti

pubblicato da Alberto Puliafito


Oggi il G8 Summit 2009 si allarga a 15, e si prosegue con i lavori. Nel frattempo, si raccolgono le osservazioni di vari giornalisti, anche di testate nazionali, che di fatto si guardano le conferenze stampa in televisione. Ma sono lì. E’ il paradosso dell’evento che ho iniziato a illustrarvi ieri: tutti vogliono esserci ma non c’è spazio per tutti, i lavori sono, ovviamente, chiusi e dagli stessi i leader che riemergono dalle loro salette non si ricavano che dichiarazioni da comunicato stampa.

E così, anche la stampa (nazionale e straniera) comincia a capire che forse deve cercare le notizie altrove. Così, oggi, i ragazzi del 3e32, che proseguono nelle loro iniziative di protesta pacifica, si sono trovati di fronte al piccolo problema di avere un nutritissimo numero di giornalisti al loro seguito. Cosa che, ovviamente, non aiuta.

Il 3e32 sfruttando - giustamente - la visibilità della loro città portata dal G8, sta cercando di far sì che i riflettori non si spengano sulle vere e concrete problematiche aquilane, che riguardano i campi di tende, la ricostruzione e soprattutto i prossimi 10 anni di futuro della città. Così, mentre avremmo voluto raccontarvi com’è trovarsi di fronte gli 8 grandi del mondo, ci troviamo - con grande piacere, a dire il vero -, a raccontarvi l’iniziativa di oggi, che segue il filone della scritta Yes We Camp sulla collina di Roio, ancora ben visibile.

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L'Aquila - G8 - Le proteste dei giornalisti per un evento di plastica, gli arrivi a Coppito e lo "Yes We Camp"

pubblicato da Alberto Puliafito

G8 2009

Questo pezzo, scritto dalla sala stampa 2 del Media Village di Coppito, non doveva iniziare così (e veramente era cominciato in mattinata, ma gli eventi non sono andati esattamente come si voleva. Giusto dunque darne conto a chi non c’è. Il G8 (nell’immagine ufficiale ANSA che, bontà loro, viene assicurata ai giornalisti accreditati, la foto di famiglia), per tutti coloro che non fanno parte dei media mainstream è un evento di plastica.

Ci sono 3500 accreditati che ciondolano da un posto all’altro dell’evento, mendicando informazioni o rassegnandosi a sedere sulle poltroncine e a gustarsi il catering - quello no, non manca - mentre tutto scorre a beneficio dei grandi media. Gli eventi sono limitati a 15, 20 posti, 50 quando va di lusso, e assegnati sulla base di criteri non esplicitati ma evidenti per chi abbia un minimo di spirito di osservazione.

Il sito ufficiale non è mai aggiornato, anche se ci si dice il contrario. Non esiste un programma scritto: te lo mostrano, non te lo fotocopiano (perché accanto all’evento c’è la testimonianza scritta del numero dei posti disponibili, mi dico io, che penso male, eh). Non si riesce nemmeno a avere le immagini ufficiali aggiornate.

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G8: le promesse ai terremotati e la protesta "Yes we camp"

pubblicato da davide f.

Qui sopra le interviste realizzate da Abruzzolive.tv ( e riprese da c6.tv) agli aquilani; più che per le parole è un esercizio molto utile vedere le espressioni, dopo 3 mesi di tendopoli, degli abitanti, ormai non più disposti a credere alle promesse “dorate” di Berlusconi.

Oggi, in vista dell’accoglienza di Obama, le associazioni abruzzesi, in testa 3e32 (il nome dall’orario della scossa più forte di inizio aprile), si sono date da fare realizzando a Roio una scritta gigante che recita “Yes we camp”, a dimostrazione della stanchezza dei cittadini, mista a rabbia, per l’impotenza che dimostra il governo quando dalle parole deve passare ai fatti.

Di seguito la spiegazione del perchè “Yes we camp” e le immagini della scritta.

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