In questo caso il sorpasso è vietato. Così a Pier Luigi Bersani, 60 anni oggi, tocca stare dietro, stavolta con soddisfazione a Silvio Berlusconi, 75 anni.
Un’occasione per fare il punto a “briglie sciolte” su se stesso e soprattutto sul Pd. “‘Sti 60 anni non me li sento… non sempre il tempo la beltà cancella, e anche per l’anno prossimo ci metterò tutte le energie necessarie con la speranza però che si facciano avanti tanti altri, una nuova generazione che scenda in campo e ci dia una mano, perchè magari a 70 anni arriverà qualche piccola ruga…”.
Pier Luigi Bersani si schernisce così, durante il mini party del largo del Nazareno, dove ha brindato al suo compleanno insieme ad alcuni dirigenti e ai dipendenti. Il segretario del Pd si è meravigliato per “tutto questo calore” anche perchè “non ho mai festeggiato un compleanno in vita mia - ha spiegato - ma dacchè si è imparato che li compio insieme a quello lì (Silvio Berlusconi, ndr) sono sempre in mezzo alle feste…il berlusconismo ha fatto molta strada”.
“Siamo qua a far girare la ruota con l’energia dei 20 anni - ha assicurato Bersani - finchè la si trova, ma il brindisi è per il Pd. Il segretario è pro tempore”. “Gli anni sono 60 ma il cuore è di 20 - ha aggiunto intervistato da Youdemtv - spero sia lo spirito di tutti perchè abbiamo davanti dei compiti per cui dobbiamo sentirci giovani a tutti i costi”.

Il plebiscito ottenuto da Nichi Vendola durante le elezioni primarie hanno dato fastidio molto più di quel che si pensa. Probabilmente si tratta di un caso ma a trenta giorni dal voto sono stati messi in cassa integrazione alcuni dipendenti di Red Tv, voluta da Massimo D’Alema per emanciparsi dalla tv del Pd immagine dell’allora segretario Walter Veltroni.
Se il padrino di Pierluigi Bersani non avesse perso, la propria battaglia, contro il Presidente della Puglia Red Tv vivrebbe ciò che deve affrontare in queste settimane? Probabilmente No.
Figlia di una sinistra singolare, cioè costituita da tanti piccoli e isolati leader, Red Tv si sta trasformando in un aborto. Immagine e somiglianza dell’attuale Youdem.
Silvio Berlusconi: San Valentino show. Voto – 8. La bufera Bertolaso non disturba il Premier: “Guido non si tocca. I Pm si vergognino”. E si rilassa in vista di San Valentino: “Invio col computer gli auguri alle mie fidanzate”. Fortuna che Silvio c’è.
Pierluigi Bersani: Sanremo show. Voto – 8. Il segretario del Pd sarà insieme alla figlia al Festival di Sanremo, e il dopo festival lo farà Youdem. E’ una scelta politica: “Pd con la gente, no a snobismi”. Dai comizi alle canzonette. Partito dell’ugola day.
La Rai rinuncia e Youdem.tv si lancia sul dopofestival di Sanremo. Ecco prendere corpo la strategia politica di Bersani: canta che ti passa. Previste le esibizioni dei New VelTrolls e di Marco D’AleMasini con la canzone ‘Vaffanculo (a tutti)’. Atteso un grande ospite internazionale: sì, proprio lui, il leader degli U2. Del Bono Vox
Al festival non mancherà anche una sezione ‘vintage’ dedicata alle cover d’annata. Arturo Parisi canterà ‘Amici non ne ho’ di Loredana Bertè, Paola Binetti si esibirà in cilicio da sera con ‘Cerco un centro di gravità permanente’ di Franco Battiato e Francesco Rutelli rispolvererà una canzone molto legata al proprio vissuto: ‘Uomini soli’ dei Pooh. Grazie dei Fior-oni
L’attentato di Tartaglia a Berlusconi fu solo una messinscena? Genchi ha corretto il tiro dopo le esternazioni al congresso Idv, ma intanto fioccano in Rete le ricostruzioni video che pongono interrogativi sulla reale natura di ciò che accadde il 13 dicembre a Piazza Duomo. Tutta finzione? Macchinazione quasi pirandelliana? Così è (se vi papi)
Intanto il Cav pensa a un rimpasto per il dopo-Regionali. In fila per entrare nel governo ci sono Santanchè, Augello e altri. Furioso Topo Gigio per la poltrona da sottosegretario alla Salute promessa e mai arrivata. Forse scriverà un libro a quattro mani con Paolo Guzzanti sugli scheletri (e i peluche) nell’armadio del premier. (Pu)pazzo di rabbia

Come osservava giustamente Enrico Mentana (sull’ultimo numero di Vanity Fair) e Luca Telese (nell’intervista che ci ha rilasciato prima della ripresa di Tetris) al momento tradurre il progetto politico di Pierluigi Bersani è praticamente impossibile.
Per fortuna, in Italia, c’è la televisione a chiarirci gli obiettivi del Partito Democratico la cui emittente, youdem.tv, dovrebbe trasmettere il Dopofestival cancellato da RaiUno per contenere i costi della kermesse sanremese.
“Dove c’è la gente – ha dichiarato lo stesso Bersani, uscito dal suo silenzio catartico - ci siamo anche noi con il nostro modo di essere e il nostro punto di vista. In questo caso ovviamente ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, cercando di favorire una discussione su quello che succede”.
Continua a leggere: Il Pd di Pierluigi Bersani produrrà il Dopofestival di Sanremo

Francesco Zanardi ha deciso di interrompere lo sciopero della fame che aveva iniziato con il compagno Manuel Incorvaia affinché la loro unione, in quanto omosessuale, fosse riconosciuta dallo Stato.
Intervista da Ulisse Spinnato Vega Francesco Zanardi aveva condiviso con gli utenti di polisblog.it il boicottaggio che era stato organizzato da diversi media contro la loro iniziativa. Drammaticamente, e inutilmente, già vista.
Ricorre proprio in questi giorni l’anniversario della morte di Alfredo Ormando. Lui si mise in gioco molto più della coppia. Si diede fuoco in Piazza San Pietro come una strega, drammaticamente, moderna. Di lui, malgrado il massimo sacrificio, non si parla più.
Continua a leggere: Francesco Zanardi e Manuel Incovaia interrompono lo sciopero della fame

Venerdì 11 e sabato 12 dicembre il Partito democratico torna in piazza per proporsi come alternativa. Dopo aver snobbato il No Berlusconi day con le solite motivazioni pretestuose quanto penose, Bersani ora si inventa le 1000 Piazze per l’alternativa, con l’obiettivo di tornare a occuparsi dei problemi di tutti e non di quelli del premier.
Un week end di mobilitazione, quello di dicembre, che stando agli annunci non resterà isolato, con inziative che continueranno durante il 2010, per delineare un programma alternativo di governo, insieme al popolo delle primarie. Sarà il modo per ricordare al governo, che si preoccupa solo dei problemi giudiziari di Berlusconi cosa davvero non va: il lavoro dove abbiamo registrato un milione di disoccupati in più, senza contare il livello di persone che non riescono a trovare un’occupazione, il più alto in Europa. E se le persone non hanno lavoro è evidente che a soffrire sono le imprese e i piccoli studi professionali. 50.000 quelli che rischiano di chiudere per sempre.O la sanità, dove a fronte dei risultati ottenuti dalle regioni di centrosinistra senza sacrificare i servizi per i cittadini il Governo ha messo zero euro in Finanziaria per la ristrutturazione e la costruzione di ospedali più moderni.
Senza mai dimenticare la necessità di polemizzare con i competitori più prossimi (energie sempre ben spese…), il lancio delle 1000 Piazze spiega che si tratta di “iniziative diverse dal No B. Day che serve solo a convincere chi è già convinto, senza portare nuovi consensi, occupandosi invece di tutti i problemi che riscontrano gli italiani”. Magari, già che si trovano nelle piazze e in mezzo al popolo, avranno anche modo di spiegare come mai le truppe parlamentari del Partito democratico si disperdono misteriosamente quando c’è da votare qualche atto davvero importante…
Il No Berlusconi Day del prossimo 5 dicembre si preannuncia fin da ora come uno degli eventi più degni di nota degli ultimi anni, almeno per quanto riguarda il rapporto tra politica e nuovi media: una manifestazione indetta “dal basso” su Facebook, che raggiunge in un mese quasi 300.000 aderenti potenziali e a cui ben 2 partiti decidono di aderire, non certo è cosa di tutti i giorni.
C’è chi però si è chiamato fuori: stiamo parlando ovviamente del Partito Democratico. Con motivazioni che spaziano dagli equilibrismi di Pierluigi Bersani (”non aderiremo però esprimiamo rispetto“), degni della peggior scuola delle Frattocchie, e candide dimostrazioni di anacronismo. Una su tutte quella di Anna Finocchiaro:
Il più grande partito di opposizione alle manifestazioni non aderisce, le organizza. Su piattaforme magari condivise ma pensate prima
Poche uscite di dirigenti del PD in questi ultimi anni hanno dimostrato meglio la drammatica arretratezza culturale della sua classe dirigente, prigioniera di una visione novecentesca del rapporto tra partiti, opinione pubblica e media.
Continua a leggere: No Berlusconi Day: l'anacronistico niet del Partito Democratico
Debora Serracchiani è un nome che, fino a pochi giorni fa, ben pochi conoscevano. Adesso, è uno dei più ricercati su Google. Cosa è successo, e chi è Debora Serracchiani, che questa sera sarà anche ospite di “L’Era Glaciale”, il nuovo programma di Daria Bignardi (su Rai2, dalle 23.40)?
La Serracchiani è una giovane (per modo di dire, ha 38 anni) amministratrice locale del PD: Consigliere della Provincia di Udine, è vicecapogruppo e vicepresidente della Commissione Consiliare Ambiente ed Energia, nonché componente della Commissione Statuto e Regolamenti.
Pochi giorni fa, in occasione dell’Assemblea dei Circoli del PD, la Serracchiani si è presentata sul palco, lanciando bordate a destra e a manca e - rivolgendosi direttamente a un divertito e attento Franceschini (a cui non è riuscita a dare del tu) - mettendo in chiaro in modo diretto e ironico i problemi del PD a diciotto mesi dalla sua nascita. Un intervento di dodici minuti, interrotto da ben trentacinque ovazioni.
È nata una stella, come sostiene El Pais, o è solo un altro tramite della rabbia della base verso la dirigenza e la timidezza del partito, allo stesso modo in cui lo fu Nanni Moretti a Piazza Navona? In ogni caso, questa sera ci sarà un’occasione di capire meglio chi sia questa ragazza che, per aver detto cose di assoluto buonsenso, è diventata una sorta di eroina del malcontente piddino.
Dopo il salto, invece, potete ri-vedere lo storico video della sfuriata di Moretti a Piazza Navona, che diede il via alla stagione dei girotondi.
Continua a leggere: Questa sera il "fenomeno" Debora Serracchiani all'Era Glaciale su Rai2

La nascita del Partito Democratico ha creato le condizioni per una svolta, non soltanto politica, ma anche culturale e morale, nella vicenda italiana. [..] Si è creato così un vuoto politico molto pericoloso, che ha dato spazio alla demagogia populistica, all’arroganza di ristrette oligarchie e anche a poteri opachi che tendono a sottrarsi al controllo della legge e delle istituzioni democratiche. […] Il Partito Democratico sa bene che anche la conquista di nuovi diritti può rivelarsi effimera, se non si afferma un’etica pubblica condivisa, che consenta agli italiani di nutrire un senso più alto dei loro doveri.
Questo è quello che potete leggere sfogliando le 11 pagine del Manifesto dei valori del Partito Democratico, mentre di tutt’altro tenore sono le notizie che arrivano da tutta la Penisola e che sono ben riassunte dalla copertina de L’Espresso di oggi. A Firenze, Napoli, Roma, Genova e Perugia, in Campania, Toscana e Calabria, nelle carte dell’inchiesta Why Not di Luigi De Magistris, emergono fatti e misfatti molto imbarazzanti per un partito che vorrebbe rilanciare l’etica della politica.
I processi sono ancora in corso, quindi vale la presunzione di innocenza per tutti, ma sembra davvero inverosimile che tutte queste inchieste siano soltanto una coincidenza e che tutti questi giudici si stiano sbagliando. E così, mentre Walter Veltroni e Massimo D’Alema continuano il loro eterno duello a colpi di fioretto e televisioni (Red Tv e YouDem Tv), l’immagine pubblica del nuovo soggetto politico, che non ha compiuto neppure un anno, è già molto appannata.
Voi come la vedete?