Delle due l’una: o a YouDem non sanno chi è Franco Levi o non sanno che la proposta di legge cosiddetta “anti blog” l’ha scritta lui. In questi giorni dopo l’approdo in commissione cultura del tanto odiato provvedimento (potete leggerlo tutto qui) in materia di editoria, la rete è tornata a farsi sentire. Proliferano infatti forum e discussioni sul tema. Per dire, anche la mailing list interna di noi autori di Blogo è stata invasa da un confronto serrato sul futuro della libertà di espressione. E così, nell’era di Facebook, come potevano mancare gruppi a riguardo?
Tra i più gettonati “Salva i Blog! Contro il DDL anti-Blog presente alla Camera” con 18.032 membri e il neo nato “No C. 1269 - NO alla legge anti blog” con appena 401 membri. Gruppi ai quali, apprendiamo con sorpresa, la redazione web di YouDem, la tv del Pd, si è subito iscritta. Si si, proprio così: guardare lo screenshot per credere.
Eppure, bastava leggere anche su Wikipedia che il progetto di legge 1269 porta la firma di un’autorevole esponente del Partito Democratico, portavoce - tra l’altro - del Governo ombra. Parliamo del prodiano Ricardo Franco Levi che, come si ricorderà con l’avallo di Paolo Gentiloni (altro dirigente democratico, allora Ministro delle Comunicazioni) mise a punto nella passata legislatura questa bozza di riforma del sistema editoriale.
La differenza tra YouDem e RedTv (lo ha spiegato di recente anche il direttore di quest’ultima, Claudio Caprara, in un’intervista concessa a PolisBlog prima del lancio) sta proprio nella libertà di poter fare tutto indipendentemente dalle scelte del partito. YD, invece, che è l’organo ufficiale di comunicazione del Pd, dovrebbe semplicemente attenersi a quelle che sono le linee-guida dettate dai vertici. Chissà cosa direbbe Uolter, insomma, se scoprisse che i suoi ragazzi fanno il tifo per mandare a monte tutto il lavoro che con grande coraggio e caparbietà sta portando avanti Franco Levi.

Claudio Caprara, il direttore di RedTv (canale 890 di Sky), è alle prese con gli ultimi preparativi quando lo senti al cellulare per farti raccontare cosa bolle in pentola.
A due settimane dal debutto di YouDem, la tv ufficiale del Pd, anche NessunoTv (fino a ieri la tv di riferimento dei Ds) si rinnova coniugando novità e tradizione sulla scia del lavoro fatto in questi anni.
Direttore, domani sera alle 21 parte Red Tv. E’ un caso che questo avvenga mentre in America si attende l’elezione del nuovo Presidente?
“No, assolutamente. E’ una decisione presa da tempo in vista di quella che, certamente, rappresenterà una svolta epocale per l’America sia che vinca Obama (la nostra speranza) sia che vinca McCain. Un’occasione giusta, insomma, per cominciare una nuova avventura … anche se poi tanto nuova non è in quanto continueremo a fare – sicuramente in modo migliore – quello che già facciamo da anni”.
Continua a leggere: Caprara a PolisBlog: "Vi presento RedTV, la tv delle idee"

YouDem, la web-tv del Partito Democratico trasmette ormai da circa due settimane. E’ un progetto ambizioso sul quale il Pd ha puntato molto nell’ottica di fornire agli utenti (fan o meno di Veltroni) uno strumento di superamento dell’informazione mainstream dando loro la possibilità di pubblicare contenuti video che raccontino l’Italia dimenticata o censurata dai media tradizionali.
PolisBlog ne ha parlato con Alberto Marinelli, docente di nuovi media presso l’Università di Roma “Sapienza”.
Professore, ci spiega cos’è una web-tv? YouDem lo è?
“Una web tv è una piattaforma in ambiente di rete Internet (IP) per visualizzare in streaming contenuti audiovisivi, organizzati in forma di palinsesto (o diretta) o in forma di canali accessibili on demand. In molti casi la piattaforma consente agli utenti registrati anche funzioni di upload di contenuti, archiviazione mediante tag, introduzione di commenti e voto. YD è organizzata secondo il modello YT e risponde a tutte queste caratteristiche”.
Continua a leggere: Marinelli (Sapienza) a PolisBlog: "Ecco le contraddizioni di YouDem"
A volte è necessario ricredersi. Come dire: solo gli stupidi non cambiano idea. Oggi, 14 ottobre, nell’anniversario delle primarie del Pd che coronarono leader Walter Veltroni, i democratici lanciano “YouDem”, la web tv del Partito Democratico. Uno strumento che, come sostenuto in varie occasioni da Gentiloni, si appresta a diventare il mezzo privilegiato di comunicazione del partito.
Nel post di anticipazione ci chiedevamo come mai nell’era di YouTube fosse necessario YouDem per permettere ai cittadini di segnalare i problemi delle loro realtà locali. In realtà il progetto è molto più ampio di quanto si potesse immaginare: ai video degli utenti si affiancano programmi televisivi veri e propri che fanno di YD una tv a tutti gli effetti.
Il servizio – ancora in fase beta testing - sarà disponibile non solo on line ma anche su Sky e sui cellulari di terza generazione. La giornata odierna, però, va segnalato, si è caratterizzata per lo più per diversi problemi “tecnici”: dall’assenza di Michele Serra al ko del sito registrato nel primo pomeriggio passando per altri piccoli inconvenienti che hanno portato Veltroni a parlare di una “partenza con le approssimazioni del caso”.
Nei prossimi giorni, tuttavia, analizzeremo nei dettagli con il professore Alberto Marinelli, docente di nuovi media presso l’Università di Roma “La Sapienza”, l’intera piattaforma per capire fino a che punto si può parlare di socialnetwork, web tv e web 2.0. Le tre stelle polari sulle quali - stando alle dichiarazioni del segretario del Pd - dovrebbe fondarsi l’intero progetto.
Squillino le trombe, rullino i tamburi. Dopo le tanto celebrate televisioni sorelle (o per meglio dire sorellastre) del Partito Democratico, è in arrivo anche la cugina d’oltrecortina, se mi passate la battutaccia, che farà riferimento alla frazione comunista del Pdci. Questo l’annuncio del segretario Oliviero Diliberto, prontamente ripreso dal Giornale che, si sa, in queste cose ci sguazza.
«Pdcitv metterà in rete le informazioni, le iniziative e i dibattiti dei comunisti - ha dichiarato Diliberto - Sarà però una voce indipendente, una rarità nel panorama desolante dell’informazione italiana»
Ipse dixit. Ricordiamo che la via era stata aperta da Walter Veltroni, che per una volta, bisogna riconoscerglielo, con Youdem è arrivato prima degli altri. A meno di considerare la TV delle Libertà di Michela Vittoria Brambilla, d’accordo, ma visto il suo fallimento siamo autorizzati a depennarla dal casting per impersonificare il capostipite. Infierire su Walterone sarebbe troppo crudele. Poi venne l’annuncio di Redtv, canale “antagonista” dalemiano, ed ora questo.
Pare che il nuovo canale si proponga di seguire la vita politica del segretario e dei principali dirigenti del partito, senza disdegnare l’invio di materiale audiovisivo da parte dei militanti, sulla scorta di ciò che già avviene su YouTube.com/pdcinazionale. Buon divertimento!

Più che una webtv sembra – a dire il vero – la brutta copia di YouTube. E se i presupposti sono questi credo che sarà davvero difficile farlo diventare il principale strumento comunicativo del partito a discapito – come sottolineava Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa di presentazione prima dell’estate – di Europa e Unità. YouDem, la tv on line del Partito Democratico sbarcherà on line solo il 14 ottobre (nell’anniversario delle primarie) ma PolisBlog ha testato la beta release per voi.
Tutti in realtà ci aspettavamo qualcosa di diverso: Veltroni parlava – seppur con un certo affanno – di socialnetwork, di web 2.0 prospettando una vera e propria rivoluzione digitale nel campo della politica. Far circolare nuove idee, sviluppare una partecipazione attiva alla vita del partito, raccontare l’Italia: questi, in sintesi, gli obiettivi di un progetto che vede il militante o anche il cittadino al centro del processo informativo bypassando, così, gli ostacoli di un’informazione sempre più connivente col Palazzo.
Una sfida importante che resta, però, almeno per il momento, disattesa. Agli utenti si chiede di inviare video su tematiche varie: razzismo, scuola, prostituzione, internet ed emergenza rifiuti. Potremmo essere anche d’accordo con lo slogan dell’iniziativa che recita: “Per rimettere in moto l’Italia sono necessari anche piccoli semplici gesti quotidiani” come pubblicare un video sull’ambiente o sulla propria realtà locale ma, evidentemente, tutto ciò non basta. O meglio: nell’era di YouTube era necessario YouDem per farlo?
Dopo il salto trovate lo screenshot del panel di amministrazione che vi da un’idea completa di come funziona il servizio.
Continua a leggere: Anteprima: YouDem.tv, la webtv del Partito Democratico

Antonio Palmieri oltre ad essere un deputato del Pdl è anche l’uomo della comunicazione del partito di Silvio Berlusconi. Dal ‘93 in Forza Italia, dal 2006 a Montecitorio: quindici anni spesi a diffondere la “buona novella” del Cavaliere.
Scopro tardi che è un’interista sfegatato. E così, nonostante l’attessissimo derby di Milano, a due ore circa dal fischio di inizio, finisce a parlare con PolisBlog di politica e web.
On. Palmieri, la maggioranza tiene, soprattutto nei sondaggi. Ha temuto, anche solo per un momento, che il consenso del Governo avesse potuto subire un calo a causa della vicenda Alitalia?
“Comunque si fosse conclusa la vicenda Alitalia il governo Berlusconi avrebbe continuato a godere di un vastissimo favore popolare, perchè era evidente che il premier si era speso per fare quanto aveva promesso di fare e perchè la gente era stufa delle resistenze al cambiamento dei sindacati. La felice conclusione della vicenda ha rafforzato ulteriormente il consenso in vista dei tanti problemi da affrontare e risolvere che ci attendono da qui a fine anno”.
Nasce YouDem, la tv dei democratici. Veltroni lo ha annunciato ieri nel corso di una conferenza stampa in cui, tra l’altro, ci ha tenuto a sottolineare, che non sarà un’alternativa alla Red.Tv di Massimo D’Alema, pronta a trasmettere già da settembre. Piuttosto - ha fatto capire Walter - è auspicabile che le due iniziative, pur lavorando su obiettivi diversi, possano trovare una sinergia comune.
La sfida del segretario del Pd è forgiare una tv a immagine e somiglianza del partito: aperta, democratica, “dove è possibile far circolare idee nuove” attraverso strumenti sviluppati secondo la tecnologia 2.0. Il modello è quello dei socialnetwork: video, testi, foto e audio da condividere in rete con gli utenti col preciso scopo - nel caso di YouDem - di favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita del partito che, attraverso i loro contributi, potranno “raccontare l’Italia”.
Il lancio ufficiale avverrà solo il 14 ottobre. Una data storica che ricorda, a tutti gli aficionados, le primarie del Pd: il giorno in cui, Walter Veltroni fu incoronato (col 75,5%) segretario del Partito Democratico. Diventerà il principale strumento comunicativo del partito dato che, come ha sottolineato Paolo Gentiloni, i due giornali attualmente in quota Pd (Unità e Europa) “si stanno assicurando un futuro con il combinato tra finanziamento pubblico e ingresso di privati”: “Noi, - ha spiegato - dovendo fare una scelta, effettivamente abbiamo pensato che fosse meglio investire su altro rispetto ai quotidiani tradizionali: abbiamo puntato sul web”.