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Tutti gli articoli con tag zapatero

Parla Aznar:"Gianfranco Fini? E' il nuovo leader del PDL"

pubblicato da Giovanni Molaschi


Madrid. Fini pronto per diventare leader. Secondo quanto affermato dall’ex Premier spagnolo José Maria Aznar l’attuale Presidente della Camera potrebbe essere ancora uno dei più importanti attori politici del nostro paese.

“Quel che è più importante per Gianfranco Fini – ha dichiarato Aznar - non è tanto quello che ha già fatto, quanto il molto che dovrà ancora fare. Sono convinto che il suo futuro politico sarà brillante e fruttuoso e questo è una buona notizia per tutti noi”.

La dichiarazione del predecessore di Zapatero è stata rilasciata a ridosso dell’apertura del Campus organizzato dalla propria fondazione culturalmente vicina a “Fare Futuro”, l’associazione culturale avviata nel nostro paese dall’ex leader di An.

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Berlusconi, popolare in Italia, è il leader meno amato in Europa

pubblicato da Giulio Mattioli


Silvio Berlusconi si vanta spesso di essere uno dei leader più popolari nel proprio paese, a volte, com’è nel suo carattere, esagerando un po’. All’estero, però, è tutta un’altra storia: lo abbiamo notato in passato, e lo conferma ora una recente ricerca realizzata dal quotidiano francese Le Figaro su un campione equipartito di italiani, inglesi, tedeschi e spagnoli.

Dando un occhio ai risultati (in gallery) si scopre infatti che il Cavaliere è il leader la cui immagine è peggiore: ben il 74% dei rispondenti di averne una cattiva opinione. Guida la classifica Angela Merkel, per la quale le percentuali di giudizi negativi e positivi sono quasi invertite. La Cancelliera e Berlusconi sono però paradossalmente accomunati dal fatto di essere gli unici leader a superare l’asticella del 50% nel proprio paese.

Com’è possibile che il Cavaliere, che raggiunge il 51% di popolarità in Italia (comunque ben lontano dall’autoproclamato 75), si fermi solo al 25% nella media dei quattro paesi? E’ presto detto: la percentuale di risposte positive negli altri tre stati oscilla tra il 15 (Spagna e UK) e il 18% (Germania). Si tratta di cifre che sono quasi sempre almeno la metà di quelle degli altri leader europei più disprezzati. Il sondaggio ci dice però cose molto interessanti anche sulla mentalità degli italiani.

Popolarità di Berlusconi e dei principali leader europei: il sondaggio di Le FigaroPopolarità di Berlusconi e dei principali leader europei: il sondaggio di Le Figaro

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Segolène Royal si vergogna del suo paese: quando la Francia si italianizza

pubblicato da Giulio Mattioli


Succedono cose curiose nelle ultime settimane in Francia . Il dibattito politico interno pre-elezioni europee sembra infatti seguire copioni e canovacci che dovrebbero essere molto familiari agli appassionati di politica italiani.

La vicenda: secondo Libération, Nicolas Sarkozy avrebbe espresso giudizi poco lusinghieri sul premier spagnolo Zapatero, definendolo “non molto intelligente” nel corso di un pranzo informale con alcuni parlamentari. Una mezza gaffe, che ha creato una tempesta di polemiche tra Francia e Spagna.

A questo punto entra in scena Ségolène Royal, che, in un comunicato, chiede scusa alla Spagna e a Zapatero a nome dei francesi. Segue una nuova marea di critiche, questa volta verso l’ex-candidata socialista alle presidenziali. La quale però non retrocede, e ribadisce anzi che “da quando c’è Sarkozy, leggendo la stampa straniera ci si vergogna a volte di essere francesi”.

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Quando le gaffe le fanno gli altri: Zapatero vuole fare sesso con la Russia

pubblicato da Giulio Mattioli

Si parla spesso delle gaffe del nostro premier Silvio Berlusconi: per fortuna che ogni tanto capitano anche agli altri, verrebbe da dire guardando il video qua sopra, in cui il primo ministro spagnolo Zapatero si rende protagonista di un lapsus alquanto imbarazzante.

Nel corso di una conferenza stampa con il presidente russo Medvedev il premier socialista spiega infatti di aver firmato un accordo per “stimolare, favorire e fare sesso (follar) con il turismo tra i due paesi”, prima di correggersi con “apoyar” (appoggiare).

Altra chicca da non perdere: la gelida faccia da uomo del KGB che fa il neo-Putin dopo che Zapatero si lascia andare ad una battuta sul fatto che Medvedev trasmette ancora un bell’aspetto perché è solo un anno che fa il politico. La trovate poco prima del minuto 1:00. Berlusconi e i suoi scherzi di dubbio gusto, in fondo, non sono poi così lontani.

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A Pomigliano botte fra lavoratori e polizia. In Spagna verso un governo di coalizione. Qui Berlusconi e Veltroni come i "polli" di Renzo

pubblicato da Massimo Falcioni

Quel che è accaduto oggi a Pomigliano potrebbe presto estendersi in altre località d’Italia.

I 5 mila lavoratori Fiat da mesi in cassa integrazione hanno manifestato per avere risposte concrete sul loro futuro, occupando per ore l’autostrada e scontrandosi con la Polizia.

La crisi morde sempre più e l’esasperazione potrebbe prendere il sopravvento. Il nostro Paese incredibile, metà fiaba e metà incubo, potrebbe entrare in una fase drammatica e pericolosa.

La frase del Premier Berlusconi “Due punti in meno del Pil non sono un dramma” è stata smentita da Eurostat con la previsione di un tasso di disoccupazione vicino al 9 per cento, cioè con nuovi 600 mila posti di lavoro in meno.

“La domanda che ci poniamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona, se aiuta le famiglie e le imprese a uscire dalla crisi”. Sono parole di Barack Obama, molto diverse da quelle ottimistiche di Silvio Berlusconi che sembra “accontentarsi” di avere una maggioranza ampia, senza curarsi dei risultati.

A tutt’oggi l’azione del governo italiano non ha inciso minimamente sulla crisi.

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La vittoria di Obama: le conseguenze sulla politica ambientale italiana

pubblicato da Giulio Mattioli


A partire dal momento in cui la vittoria di Barack Obama è stata ufficializzata, le forze politiche italiane hanno fatto a gara a saltare sul carro del vincitore, dichiarando il proprio sostegno all’ormai ex senatore dell’Illinois. Fenomeno bizzarro in un paese che si era già segnalato come il più pro-McCain di tutta l’Europa occidentale.

Sforziamoci però di ignorare questo indegno spettacolo e di guardare a quelle che potrebbero essere le principali conseguenze dell’imminente presidenza Obama sulla politica del governo italiano. Un primo esempio è sicuramente l’ambiente: Obama ha promesso di impegnarsi a fondo per contrastare il riscaldamento globale, con una sterzata a 180° rispetto alla linea seguita dagli USA durante gli otto anni di George W. Bush. Non a caso nel suo primo discorso il president-elect ha citato il “pianeta in pericolo” tra le più importanti sfide del suo mandato - addirittura prima della crisi finanziaria.

Un dettaglio forse, ma di quelli pesanti. E soprattutto una linea completamente opposta rispetto a quella seguita dal governo Berlusconi, che si è recentemente distinto per anti-ambientalismo minacciando il veto sull’accordo 20-20-20 sostenuto dai principali paesi europei.

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Newsweek elogia Berlusconi: "Miracolo in 100 giorni"

pubblicato da fc

Ok, bisogna essere coerenti: gli osservatori internazionali o ci piacciono o non ci piacciono. Non possono essere di nostro gradimento solo quando parlano bene di noi. Il Pdl, di questo, prenda nota. Perchè succede, oggi pomeriggio, che le agenzie battono la traduzione di un pezzo di Newsweek sul governo Berlusconi dal titolo “Miracolo in 100 giorni” ed è subito pioggia di dichiarazioni di esultanza da parte dei peones forzisti pronti a bacchettare l’opposizione: avete visto come si parla bene di noi all’estero? strumentalizzando, così, quei giornali definiti fino a due giorni fa poco obiettivi o, nel peggiore dei casi, “mistificatori della realtà”.

Il settimanale americano, nella sostanza, dice che Berlusconi, nei suoi primi 100 giorni al potere ha compiuto l’impossibile: “ha stabilito un controllo su questa apparentemente ingovernabile nazione a un livello senza precedenti nella moderna storia italiana”. Cita, quindi, a titolo esemplificativo il caso dei rifiuti di Napoli e il pugno fermo in materia di sicurezza nella lotta alla criminalità. Spiega, così, che in Italia il premier “ha un’approvazione del 55%, superiore a quella di Gordon Brown in Gran Bretagna, Nicolas Sarkozy in Francia e Josè Luis Rodrìguez Zapatero in Spagna”.

Eppure, secondo Newsweek, Berlusconi “deve ancora trovare il modo di mantenere le sue promesse di tagliare le tasse o stimolare la crescita perchè agli italiani interessa “la stabilità economica”. E, per questo, “eliminare la spazzatura e perseguitare gli immigrati non sarà sufficiente” dato che al momento - fa notare il settimanale - “pagano le tasse più alte d’Europa e hanno i salari più bassi”. La vera popolarità del premier, insomma, si potrà misurare realmente solo tra qualche tempo. Ecco perchè “miracolo”, forse, non è la parola giusta.

Parola d'ordine a sinistra: il governo è xenofobo

pubblicato da Luca Landoni

Occhio alle trappole della sinistra. Il Partito Democratico, finora letteralmente annichilito e incapace di reagire alla batosta elettorale, per la prima volta rialza la testa rispolverando la classica saldatura con l’estrema sinistra. La parola d’ordine è xenofobia. Il governo va attaccato a tutti i costi “alla maniera spagnola“, strumentalizzando ovunque possibile le recenti notizie di cronaca, e scovando matrici politiche o di intolleranza in ogni aggressione di cui giunga notizia.

L’offensiva è stata studiata a tavolino ed è ben rappresentata da una delle più autorevoli firme de l’Unità, Antonio Padellaro, che ieri ha sostenuto rivolgendosi ad Alemanno, che “la vostra politica della paura e della insicurezza, sparsa irresponsabilmente a piene mani sta producendo gli inevitabili effetti come i bacilli di un morbo ormai fuori controllo.” E che “invece di minimizzare o di scaricare sul presunto lassismo di chi c’era prima i vari Alemanno farebbero bene a fronteggiare con la massima urgenza questa offensiva dell’odio… Prima che il combinato disposto di teste rasate e bravi padri di famiglia bastonatori venga a presentare il conto anche a loro.”

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Francesco Cossiga:"Dobbiamo dichiarare guerra alla Spagna"

pubblicato da V.

Si lo sappiamo, è fatto così. Non si tiene. Non resiste. E ogni tanto esagera, ma quando arriva quel momento c’è da divertirsi. In un’intervista rilasciata a Il Giornale l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga si lancia in scherzose - ma chissà fino a che punto - dichiarazioni di guerra alla Spagna:

Presidente, lei è tra quelli che non minimizzano lo scambio di fendenti tra Madrid e Roma?
«Minimizzare? Guardi che per molto meno nel Seicento e nel Settecento si sono fatte guerre, deposti sovrani, fatti e disfatti interi Paesi».
Ma noi siamo nel XXI secolo…
«Se non avessi la certezza, purtroppo, della superiorità bellica della marina spagnola, avrei consigliato a Frattini di muovere la flotta».
Manovre belliche?
(sospiro) «Purtroppo non si può: quelli in tre ore arrivano nel Tirreno, sbarcano, occupano Roma»

E’ una cosa che capita anche tra amici. Delle volte non capisci se uno scherza o se è serio; con Cossiga succede sempre. Qui sopra un video d’altri tempi: il nostro nel ‘77.

Trappola europea in preparazione per Berlusconi

pubblicato da Luca Landoni

106 voti a favore, 100 contro; questo l’esito in votazione della proposta del gruppo socialista europeo di discutere oggi pomeriggio la questione Rom, naturalmente con specifico riferimento al nostro paese e ai provvedimenti che si appresta ad approvare. Si tratta di una trappola avvelenata preparata tra gli altri dal numero uno del PSE, il “kapò” Martin Schulz, che ha sfruttato la superiorità numerica socialista nell’assise europea (e le larghe assenze fra i banchi) per mettere il bastone tra le ruote al governo italiano.

Non è bastato il voto contrario del PPE, spalleggiato dalle forze moderate; già nel pomeriggio di ieri infatti prendeva il via l’offensiva mediatica guidata dai socialisti rumeni e dall’eurodeputata Rom ungherese Viktoria Mohacsi, con cene e conferenze stampa per denunciare lo stato di difficoltà in cui versano i loro connazionali immigrati nel Belpaese.

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