
Zimbabwe: un sinonimo per “Ehi: non vedo idrocarburi! Lasciamoli crepare”. Leggo oggi sul Times - c’è poco invece sui media di casa nostra - di un documento del WHO in cui viene indicato il numero di contagiati previsto nei prossimi mesi per l’epidemia di colera che sta devastando il paese (qui tutti gli articoli scritti in passato).
Il “worst case scenario” previsto dalle Nazioni Unite si è gia ampiamente verificato, con i 60mila contagiati stimati nel mese di dicembre, ma la previsione è che la cifra raddoppi nei prossimi di mesi, mentre l’epidemia si muove dalla città verso le campagne.
Via | Times
Pensate agli sbarchi a Lampedusa. Pensate che la stessa cosa succede in tutto il mondo, da sempre. E che tutto il mondo, alla fine, è paese. Il New York Times di oggi, per esempio ci mostra queste immagini, arrivano dal Sud Africa, da Musina, dove donne e bambini in fuga dal confinante Zimbabwe cercano rifugio. Da cosa scappano?
Da un Paese al collasso - ne avevamo parlato spesso - dove metà della popolazione è denutrita, la maggiorparte delle scuole e degli ospedali sono chiusi o inservibili, e infine, un’epidemia di colera sta mietendo migliaia di vittime. Il guaio però, per questa povera gente disperata, è che in Sudafrica viene accolta non proprio a braccia aperte.
“Ci rubano il lavoro”: ecco il motivo per cui i sudafricani - mica gli scoloriti eredi dei Boeri, che credete? - non fanno salti di gioia nel vedere le loro frontiere varcate illegalmente da profughi, nella maggiorparte dei casi, come detto, donne e bambini. Proprio vero: nel peggio, tutto il mondo è paese.
Via | New York Times
Zimbabwe: da noi se ne parla poco, nelle ultime ore per un’epidemia di colera che ha già fatto circa 500 morti. Il Los Angeles Times invece gli dedica un pezzo straziante, che racconta della carestia che sta affamando un paese, ridotto ormai allo stremo. Il raccolto andato male e l’economia in crisi hano lasciato i villaggi senza cibo, milioni di persone sopravvivono nutrendosi di nient’altro che frutta, in molti chiaramente, muoiono.
Non esistono statistiche ufficiali, ma se chiedi in giro “Qualcuno è morto di fame nel villaggio, negli ultimi tempi?”, le teste annuiscono e la gente muore. La crisi è stata portata alle estreme conseguenze dalla decisione del Presidente Robert Mugabe di rifiutare gli aiuti umanitari, presa nel corso della sua delirante campagna elettorale.
Via | L.A. Times