Bomba F contro il meraviglioso mondo di OZ
(http://tv.repubblica.it/copertina/fini-fuorio…)Durante un convegno a Pescara, il presidente della Camera Fini non sa che i microfoni sono aperti e parla a ruota libera con un magistrato suo amico. E spiega le sue opinioni sul premier
Queste alcune delle sue frasi su Berlusconi: "Ha il consenso per governare, ma non l'immunità assoluta. Lui confonde la leadership con la monarchia assoluta, il consenso popolare che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità"







N.Chomsky
2009-12-13 12:21:33 - #1Siamo innocenti lo dice la mafia - di Marco Travaglio
Mentre i Graviano, Berlusconi e Dell’Utri trattano ormai alla
luce del sole, sotto i riflettori delle telecamere, senza più
nascondersi dietro le quinte, mentre cioè il fuoriscena irrompe sulla
scena politico-mediatica con una chiarezza solare, giornali e tv fanno
a gara a chi nasconde meglio ciò che è impossibile occultare.
I titoli dei quotidiani e dei tg sono esemplari. Corriere della Sera:
“Il boss smentisce il pentito”.
Il Giornale: “Paperissima in tribunale. Smascherato il bluff del pm”.
Libero: “Ora tocca ai pm pentirsi. Sberla alle procure. Il boss
Graviano in aula ridicolizza le rivelazioni di Spatuzza. Il castello
di accuse contro Berlusconi crolla”.
Oh bella: quando mai la parola di un boss mafioso non pentito diventa
oracolo per sbugiardare quella di un mafioso che collabora con la
giustizia accusando se stesso e i complici?
Se così fosse, Falcone e Borsellino non avrebbero mai istruito un solo
processo a Cosa Nostra, visto che tutti i boss han sempre “smentito”,
“sbugiardato”, “smascherato” i pentiti Buscetta, Contorno e Calderone
sui quali si imperniò il famoso maxiprocesso. Durante il quale, com’è
normale in uno Stato di diritto, furono ascoltati i capimafia
dell’epoca. Tutti, da Michele Greco a Pippo Calò, da Luciano Liggio a
Vito Ciancimino ai cugini Salvo, vennero interrogati in aula. E tutti
dissero che i pentiti che li accusavano si erano inventati tutto. Ma a
nessuno venne in mente di prendere per oro colato le loro smentite
autoassolutorie. Anzi, il fatto che i capimafia smentissero i pentiti
rafforzò l’attendibilità dei pentiti medesimi.
Infatti i boss furono tutti condannati. Lo stesso è accaduto nei
processi di Caltanissetta e Firenze per le stragi del 1992-’93:
decine di pentiti accusavano Riina, Bagarella, Aglieri, Biondino & C.,
questi smentirono e furono tutti condannati.
A nessun giornale o tg venne mai in mente di titolare: “Riina
smentisce Brusca, dunque è innocente”.
E’ piuttosto arduo, del resto, trovare un delinquente irriducibile che
confessa i propri delitti e chiede al giudice di condannarlo
all’ergastolo.
Eppure capita spesso che i delinquenti irriducibili vengano condannati
all’ergastolo anche se si proclamano innocenti.
Ora, essendoci di mezzo Berlusconi e Dell’Utri, la logica viene
rovesciata, con grave sprezzo del diritto, e anche del ridicolo.
“Ma davvero – si domanda sulla Stampa Francesco La Licata, uno dei
pochi che non hanno ancora smarrito il ben dell’intelletto – qualcuno
pensava che i Graviano, mafiosi ancora saldamente ancorati alla loro
‘ideologia’, si sarebbero consegnati alla magistratura, così, nel
corso di un processo pubblico, senza nessun accordo preventivo e senza
un ‘contratto’?”.
Gli fa perfidamente eco Riccardo Barenghi nella rubrica “Jena”:
“I boss mafiosi hanno salvato Dell’Utri e Berlusconi: detta così,
come suona?”.
Basta un paio di occhi aperti per vedere ciò che accade a cielo aperto
in questi giorni mefitici.
Eppure c’è chi fa di tutto per non vedere, confondere le acque,
mescolare le carte.
Non solo i turiferari prezzolati di Mr. B, ma anche gli osservatori
“indipendenti”. Tipo il solito Sergio Romano, che sul Corriere sfida
il principio di non contraddizione parlando di “discordanti
testimonianze di Spatuzza e Filippo Graviano”, per concludere: “Ciò
che conta, dal punto di vista processuale, è che il primo è stato
smentito dal secondo”.
E bravo l’ambasciatore. La Corte d’appello che sta giudicando
Dell’Utri (condannato in primo grado sui racconti di una ventina di
pentiti, riscontrati da intercettazioni e documenti neutri, con una
sentenza infinitamente più dura delle parole di Spatuzza) prenda buona
nota e tragga le debite conclusioni: siccome Spatuzza è smentito da
Filippo Graviano, ma anche da Riina, Provenzano, Aglieri, Bagarella e
altri attendibilissimi gentiluomini, allora Dell’Utri è innocente.
Lo dice pure Minzolini, e persino Dell’Utri. Quindi dev’essere vero.
N.Chomsky
2010-03-24 10:04:32 - #2Berlusconi non manca certo il dono
della chiarezza. Soprattutto quando
parla dei giudici. Li aveva già definiti
“un cancro”. Ieri, li ha indicati come
una “patolog ia”, ovvero una malattia da debellare.
Per farsi capire ancora meglio ha
detto che una certa magistratura (cioè
quella che si ostina a fare il proprio dovere)
vuole sovvertire il risultato elettorale.
Poi, ha aggiunto che dopo le elezioni sistemerà
i conti con questi golpisti. Lo
farà eccome perché sono le uniche promesse
che lui mantiene. Le sue riforme
preferite. Del resto, non ha trasformato
il governo nello scendiletto personale?
E il suo sogno di un Parlamento di silenziosi
pigiabottoni, non si sta forse realizzando?
Dopo aver sistemato l’esecu -
tivo e il legislativo, ora si accinge a
sferrare l’assalto finale al potere
giudiziario. Lo dice e lo ripete
continuamente. Bisogna essere
molto sordi per non capirlo.
O molto distratti. O qualcosa di
peggio. Ieri, a Torino, quando il
premier ha strillato che “il partito dei giudici
è una violazione della democrazia”, abbiamo
pensato: ha superato il limite, adesso
qualcuno reagirà. Si è sentita solo la voce
dell’Associazione nazionale magistrati. Per
il resto, un silenzio assordante. Nei tg abbiamo
ascoltato il leader della maggiore forza
dell’opposizione sorridere e fare dell’i ro n i a
sul partito dell’amore. E’ un metodo consolidato.
Da un quindicennio i leader della
maggiore forza dell’opposizione combattono
Berlusconi a suon di battute poiché, sostengono,
meglio non dargli troppa importanza.
Un sistema infallibile. Ma per far vincere
Berlusconi. Che dei tanto ironici leader
dell’opposizione nel frattempo se n’è bevuti
sei o sette.
Per ora tace anche il Quirinale.
Che in passato quando il
sultano di Arcore aveva preso
di mira la magistratura e la
Corte costituzionale (dopo la
bocciatura del lodo Alfano)
seppe reagire con durezza. Il
capo dello Stato presiede il
Consiglio superiore della magistratura
e sicuramente farà
sentire la sua voce. Berlusconi
va fermato prima che sia
troppo tardi. Gli appelli ad
abbassare i toni o ad evitare
contrapposizioni, non bastano
più.
N.Chomsky
2010-04-11 19:50:51 - #3ABBIAMO UN GOVERNO (PDL) DI ME-R-DA CHE INVECE DI DIFENDERE I “NOSTRI” VOLONTARI NON FA NIENTE ANZI PER BOCCA DI UNA TESTA DI KAZZO DI SOTTOSEGRETARIO (Mantica) RILANCIA CON ALTRE KAZZATE SOLO PERCHE’ L’ORGANIZZAZIONE A CUI APPARTENGONO I VOLONTARI NON E’ “DEI LORO”: Secondo il fondatore dell’organizzazione, Gino Strada, “si tratta di una sporca manovra” messa in atto con l’obiettivo di estromettere Emergency dal sud dell’Afghanistan. “E’ iniziata una guerra preventiva per togliere di mezzo un testimone scomodo prima di dare il via ad un’offensiva militare in quelle regioni”, ha detto Strada, parlando in conferenza stampa a Milano. “I nostri medici sono stati rapiti nella peggiore tradizione terroristica dalla polizia del governo Karzai”, ha aggiunto Strada, “quel governo difeso dalla coalizione internazionale per il quale l’Italia spende 2 milioni di euro al giorno”. Durante la conferenza stampa, il fondatore di Emergency ha anche fatto riferimento a “un video che mostra la presenza, fuori e dentro l’ospedale, delle truppe Isaf”. Una circostanza che confermerebbe il coinvolgimento della Nato nella vicenda. Ieri un portavoce dell’Alleanza atlantica aveva smentito la partecipazione di soldati Isaf, attribuendo ogni responsabilità ai servizi di sicurezza afgani. Ma il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica dice di avere perplessità sul fatto “che la verità dia ragione a Gino Strada”. Mantica non risparmia critiche ad Emergency, sostenendo che l’organizzazione umanitaria faccia troppa politica: “Forse il modo di muoversi di Emergency in Afghanistan non è del tutto coerente con quella che è l’azione del governo locale e delle truppe Isaf”, dice il sottosegretario. IL LINGUAGGIO DA ME USATO E’ VOLUTAMENTE “PESANTE” PERCHE’ TALI AVVENIMENTI (RIGUARDO IL COMPORTAMENTO DEL NOSTRO GOVERNO) LO MERITANO. Quando C’è Vò C’è Vò