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L'Italia non è un paese per ricchi: il 50% dei contribuenti sotto i 15 mila euro lordi annui

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ISTAT Brusca frenata del Pil nel terzo trimestre +0,2% Il confronto con i tre mesi precedenti rivela che la crescita si è dimezzata. Rispetto allo stesso periodo del 2009 l’incremento è stato dell’1% (nel periodo aprile-giugno era dell’1,3%). Bankitalia: nuovo record per il debito a 1.844,8 miliardi, entrate in calo dell’1,8% Brusca frenata del Pil nel terzo trimestre +0,2% ROMA - Brusca frenata per il pil. Nel terzo trimestre l’indicatore della ricchezza ha registrato un incremento dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, quando l’aumento fu dello 0,5% (il più consistente dal 2006, prima della crisi economica), e dell’1% rispetto al terzo trimestre 2009 (nel periodo aprile-giugno si era registrato un +1,3%, record dal 2007). L’aumento congiunturale del pil - spiega l’Istituto di statistica - è il risultato di un incremento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di un calo del valore aggiunto dell’agricoltura. Il terzo trimestre del 2010 ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto ai tre mesi prima e lo stesso numero di giorni lavorativi di luglio-settembre del 2009. L’Istat comunica inoltre che la crescita acquisita per il 2010, quella cioè che si verificherebbe se il quarto trimestre dell’anno fosse a crescita zero, è pari all’1%. Un miglioramento rispetto alla stima precedente, collegata al trend dell’economia dopo il secondo trimestre, che indicava +0,9%. Dalla Germania arriva la notizia che la crescita economica è rallentata un po’ più del previsto nel terzo trimestre, ma rimane solida: il pil è cresciuto su base destagionalizzata dello 0,7%, per una crescita annua del 3,9%. Le ultime stime puntavano su una crescita trimestrale dello 0,8% e annuale del 3,7%. Nel periodo luglio-settembre rispetto ai tre mesi precedenti il pil è aumentato dello 0,8% nel Regno Unito e dello 0,5% negli Usa. Su base annua, invece, il prodotto interno lordo è cresciuto del 3,1% negli Stati Uniti, del 2,8% in Gran Bretagna. Sempre oggi, la Banca d’Italia ha reso noto che a settembre il debito delle pubbliche amministrazioni ha segnato un nuovo record a 1.844,8 miliardi a fronte dei 1.842,9 miliardi registrati in agosto. Dai dati contenuti nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica, emerge anche che nel periodo gennaio-settembre del 2010 le entrate tributarie sono state pari a 266,077 miliardi di euro, in calo dell’1,8% rispetto ai primi nove mesi del 2009. (12 novembre 2010) http://www.repubblica.it/economia/2010/11/12/news/pil_frenata_terzo_trimestre-9026442/?ref=HREA-1 NANO VATTENE!!!!!!!!

1 anno e 6 mesi fa
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Le pagelle del venerdì

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NANO VATTENE!!!!!!!!

1 anno e 6 mesi fa
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Fini contro Berlusconi: le reazioni del Partito dell'Amore

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BU BU BU la maggioranza non c'è più, NANO VATTENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

1 anno e 6 mesi fa
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Ore 12 - Berlusconi "licenziato" da Fini. Cala il sipario sul berlusconismo?

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BU BU BU la maggioranza non c'è più, NANO VATTENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

1 anno e 6 mesi fa
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Per Bossi il "Rubygate" serve a non parlare dei veri scandali

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marchettone73: Be con tutti quei dineri ci compravi l'intero gruppo vag, cmq si deve dimettere oltre al solito mentire (la nipote di mubarak, forse il NANO non sa che mubarak è egiziano e quella è marocchina) ha pure commesso un'abuso di potere deve andare a casa è possibilmente FUORI dall'ITALIA Ciao, ;DDDD

1 anno e 6 mesi fa
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Per Bossi il "Rubygate" serve a non parlare dei veri scandali

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Lo scandalo è un altro: debito pubblico nel 2008: PARI AL 105% debito pubblico nel 2010:PARI AL 118% 13% IN PIU' in SOLI 2 ANNI, e NON HANNO FATTO NIENTE DOVE è ANDATA A FINIRE QUESTA MONTAGNA DI DENARO???????

1 anno e 6 mesi fa
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Casa di Montecarlo: per i Pm di Roma l'inchiesta è da archiviare

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Finalmente una bella notizia: http://www.repubblica.it/politica/2010/10/26/news/capezzone_aggredito_a_roma_un_pungo_al_viso_in_centor_a_roma-8462691/?ref=HRER1-1 Capezzone aggredito a Roma "Colpito da un pugno al viso" Cicchitto: "Effetto nefasto dello squadrismo di sinistra". Franceschini esprime solidarietà a nome di tutto il Pd: "Condanniamo ignobile aggressione". Casini: "C'è da essere preoccupati". Vendola: "Gesto odioso" Capezzone aggredito a Roma "Colpito da un pugno al viso" ROMA - Daniele Capezzone, portavoce nazionale del Pdl, è stato aggredito a pochi metri dalla sede di via dell'Umiltà da uno sconosciuto, che gli ha sferrato un pugno al viso e poi si è dileguato. Lo riferisce Gregorio Fontana, deputato del Popolo della libertà tra i primi ad soccorrere il collega insieme al coordinatore nazionale, Denis Verdini. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia, Capezzone è stato subito soccorso e portato via in ambulanza. "Si tratta di un fatto gravissimo, sintomo di un clima avvelenato e di tensione che condanniamo", dice Fontana. Raggiunto telefonicamente, dal portavoce del partito poche parole: "Sono stato aggredito, mi hanno dato un pugno…". Immediato l'attestato di vicinanza dal gruppo parlamentare Pdl alla Camera . "Esprimiamo una totale solidarietà a Daniele Capezzone e rileviamo - dice il capogruppo Cicchitto- che l'atmosfera peggiora sempre di più a causa dell'esistenza di uno squadrismo di sinistra che accentua col passare del tempo la sua arroganza e la sua aggressività. Il noto network dell'odio sta producendo effetti nefasti sempre più visibili". Arriva poi la solidarietà di Renato Brunetta: "Da tempo metteva in guardia il Paese da un clima politico avvelenato, che tanti seminatori di odio non esitano ad alimentare con un linguaggio violento. Purtroppo (per lui e per tutti noi) anche questa volta ha avuto ragione". Dello stesso tenore le parole di Sandro Bondi: "Che cosa deve ancora accadere affinchè cessi il clima di odio contro di noi alimentato da una parte della sinistra e dell'informazione ideologizzata?". E di Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, presidente e vicepresidente vicario del gruppo del Pdl al Senato: "Un bruttissimo episodio, purtroppo frutto di un clima politico dominato da insulti e durissimi attacchi verbali. Occorre, prima che sia troppo tardi, un maggior senso di responsabilità per fermare i predicatori d'odio e riportare la politica a una normale dialettica". "In una telefonata, il segretario Francesco Storace ha espresso affettuosa solidarietà a Daniele Capezzone", rende noto l'ufficio stampa de La Destra. "Vicinanza e solidarietà" anche da parte della presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Per il Pd parla il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, secondo il quale "la violenza deve essere sempre messa al bando e condannata con fermezza. In nessun caso è accettabile che la diversità di opinione sfoci in atteggiamenti di questa gravità. A Capezzone va la mia solidarietà e gli auguri di una pronta guarigione". Poi anche Dario Franceschini, che "a nome di tutto il gruppo del Pd" esprime solidarietà "alla vittima di una ignobile aggressione che condanniamo con fermezza. Inviterei anche gli esponenti di maggioranza che si sono subito affrettati a dire che la responsabilità è di uno squadrismo di sinistra e di un network dell'odio a riflettere prima di parlare". Solidarietà anche da parte del leader dell'Udc Pierferdinando Casini: "Esprimo a Daniele Capezzone la mia solidarietà, che si estende al partito di cui è portavoce. Quando la lotta politica degrada in violenza, vuol dire che il Paese è messo veramente male. C'è da essere preoccupati". Nichi Vendola ha inviato al parlamentare aggredito un telegramma. "La solidarietà di Sinistra Ecologia Libertà, con l'augurio di una pronta guarigione, e la certezza che le forze dell'ordine faranno luce su questo gesto odioso di cui è stato vittima il portavoce del Pdl". (26 ottobre 2010) Peccato che ha preso solo 1 pugno in faccia, ma spero che sia solo l'inizio per questa gentaglia che ruba i dineri allo stato italiano.

1 anno e 7 mesi fa
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Italia sempre più corrotta. Peggio del Ruanda!

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è il NANO il CANCRO di questo Paese, per i dementi che ancora non lo hanno capito.

1 anno e 7 mesi fa
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Casa di Montecarlo: per i Pm di Roma l'inchiesta è da archiviare

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2 mesi di VACCCATE e letame buttate dagli scagnozzi del NANO su uno dei rivali, il dossieraggio è servito, ora se fossi in Fini li querelerei alla grande.

1 anno e 7 mesi fa
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Fini: tassiamo le rendite per garantire la Riforma Gelmini. Sondaggio

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Ci stò applicare questa formula alle rendite superiori ai 5000 €, e sopratutto gli evasori devono pagare le tasse evase fino all'ultimo centesimo più interessi bisogna perseguirli con ogni mezzo amche sequestrando i beni non intestati a loro ma ai più vicini familiari (figli, mogli e genitori).

1 anno e 7 mesi fa
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Berlusconi ritira il Lodo Alfano

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Il CERINO è rimasto nelle mani del NANO, infatti ad un giornale tedesco ha dichiarato non aver mai chiesto (infatti lo PRETENDE) il lodo e quindi una volta sentito questo anche Napolitano ha detto che non serve, alla fine il NANO ha fatto l’ennesima figura di popò ed è rimasto pure col CERINO IN MANO, :-)))))))

1 anno e 7 mesi fa
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Anche Napolitano stronca il Lodo Alfano retroattivo

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Il CERINO è rimasto nelle mani del NANO, infatti ad un giornale tedesco ha dichiarato non aver mai chiesto (infatti lo PRETENDE) il lodo e quindi una volta sentito questo anche Napolitano ha detto che non serve, alla fine il NANO ha fatto l'ennesima figura di popò ed è rimasto pure col CERINO IN MANO, :-)))))))

1 anno e 7 mesi fa
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Un mostro giuridico: il Lodo Alfano diventa retroattivo, con l'aiuto di Futuro e libertà

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Non cambia niente questo lodo per nostra fortuna non avrà mai i 2/3 dei voti, quindi si va al referendum popolare e li che i NO vinceranno e il NANO si dovrà dimettere e farsi processare, in quanto la LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI!!!

1 anno e 7 mesi fa
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Panorama e la gola profonda GDF: la storia di Fabio Diani e Giacomo Amadori

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dove c'è il NANO, non c'è LEGALITA'!!!!!!!!!!!!!

1 anno e 7 mesi fa
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Senza l’obbligo di motivare la decisione: è il capo che decide per il Popolo della libertà

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Lea alias ziopaperone #5: Non ossessionati ma ESASPERATI di uno che si fa i suoi SPORCHI interessi a discapito di una NAZIONE INTERA, che se ne vada una volta per tutte!!!!

1 anno e 7 mesi fa
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Ore 12 - Fini, chi stacca la spina?

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Fini ti faccio pure il coro da stadio: Fini stacca la spina, Fini stacca la spina e Fini stacca la spina, stacca la spina Fini stacca la spina, stacca la spina e Fini stacca la spina!!!!!

1 anno e 7 mesi fa
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Senza l’obbligo di motivare la decisione: è il capo che decide per il Popolo della libertà

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Si vede che quelli del PDL ancora non lo hanno capito, sono tutti SERVI, SVEGLIA!!!! DELLA SERIE LIBERO DI FARE CIO' CHE VOGLIO DI VOI!!!!!!

1 anno e 7 mesi fa
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Antigua e le case di Berlusconi: breve storia di Emerald Cove

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Altro articolo da stupir tutta la gente: http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_18/ferrarella-arner-bank-caraibi-berlusconi_f94aa81a-da88-11df-b6f8-00144f02aabc.shtml Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier L’inchiesta a Milano L’INCHIESTA A MILANO Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier L’inchiesta a Milano MILANO — L’«assoluta opacità, circa l’effettivo beneficiario della complessa struttura all’origine» della struttura italiana di «una società offshore Flat Point costituita ad Antigua», circonda «trasferimenti di 34 milioni di euro all’estero attraverso la banca Arner», movimentati dalla Flat Point con «causali poco verosimili» e «prive di effettive ragioni economiche». Dai decreti di perquisizioni ad alcuni commercialisti, svolte a fine aprile nell’inchiesta da tempo in corso sulla filiale italiana della svizzera Arner Bank Sa, emerge ora che la Procura di Milano sta indagando sulla strana triangolazione di 34 milioni di euro: soldi versati alla luce del sole tra il 2005 e il 2009 appunto alla rappresentanza italiana dell’offshore «Flat Point Development ltd» da acquirenti italiani di immobili caraibici di prestigio; da lì poi riversati su conti della società presso la filiale milanese di Banca Arner spa; e infine trasferiti su conti sempre della società presso la Arner Bank Sa in Svizzera, con destino poi ignoto. Di quei 34 milioni sotto la lente degli inquirenti, più di 20 risultano essere stati pagati da conti personali presso banche italiane e assolutamente ufficiali del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di cui sinora era noto (come segnalato da Report il 15 novembre 2009) solo un bonifico alla Flat Point di 3,3 milioni nel 2008. Il premier non è indagato dai pm Mauro Clerici e Roberto Pellicano, che invece hanno indagato gli ex presidente e amministratore delegato di Banca Arner spa, Nicola Bravetti e Davide Jarach, anche sulla base dell’ispezione di Bankitalia che «ha rilevato gravi e diffuse irregolarità in materia di normativa anti riciclaggio». Di Banca Arner è noto che la filiale milanese ha come clienti alcuni collaboratori di Berlusconi, tre holding amministrate dai suoi figli Marina e Piersilvio (per circa 40 milioni), e lo stesso premier in un conto che da anni non registra grossi scostamenti attorno ai 10 milioni di giacenza. Così come è noto che nei mesi scorsi da un lato la Procura di Como ha coinvolto l’ex presidente della banca, Bravetti, in un’inchiesta sullo «spallonaggio» in Svizzera di soldi di evasori fiscali, e che dall’altro la Procura di Palermo lo indaga per l’ipotesi di occultamento di denaro proveniente da attività illecite e intestazione fittizia di beni appartenenti a un costruttore considerato prestanome della mafia. Uno dei soci storici di Arner, il banchiere Paolo Del Bue, è imputato nel processo sui diritti tv Mediaset (da poco congelato dalla legge sul «legittimo impedimento» del premier) per l’ipotesi di riciclaggio quale «responsabile della Arner Sa di Lugano e fiduciario della famiglia Berlusconi». E di Del Bue si è parlato molto anche nel processo in cui l’avvocato David Mills ha appena ottenuto in Cassazione la prescrizione della condanna a 4 anni e mezzo che Tribunale e Appello gli avevano inflitto quale teste corrotto con 600mila euro nell’interesse di Berlusconi. Infatti, fra le reticenti testimonianze contestate a Mills nei processi a Berlusconi del 1997 e 1998, c’era proprio l’«aver omesso di riferire quanto a sua conoscenza in ordine al legame diretto esistente tra Del Bue, della fiduciaria Arner, e la famiglia Berlusconi»: in particolare «che Century One Ltd e Universal One Ltd, società offshore costituite da Mills per conto di Berlusconi, avevano ricevuto dal gruppo Fininvest ingenti rimesse di denaro su conti bancari presso Bsi Lugano, poi prelevate in contanti per 103 miliardi di lire da Del Bue e altri di Arner». Luigi Ferrarella 18 ottobre 2010] Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier L'inchiesta a Milano L'INCHIESTA A MILANO Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier L'inchiesta a Milano MILANO — L’«assoluta opacità, circa l’effettivo beneficiario della complessa struttura all’origine» della struttura italiana di «una società offshore Flat Point costituita ad Antigua», circonda «trasferimenti di 34 milioni di euro all’estero attraverso la banca Arner», movimentati dalla Flat Point con «causali poco verosimili» e «prive di effettive ragioni economiche». Dai decreti di perquisizioni ad alcuni commercialisti, svolte a fine aprile nell’inchiesta da tempo in corso sulla filiale italiana della svizzera Arner Bank Sa, emerge ora che la Procura di Milano sta indagando sulla strana triangolazione di 34 milioni di euro: soldi versati alla luce del sole tra il 2005 e il 2009 appunto alla rappresentanza italiana dell’offshore «Flat Point Development ltd» da acquirenti italiani di immobili caraibici di prestigio; da lì poi riversati su conti della società presso la filiale milanese di Banca Arner spa; e infine trasferiti su conti sempre della società presso la Arner Bank Sa in Svizzera, con destino poi ignoto. Di quei 34 milioni sotto la lente degli inquirenti, più di 20 risultano essere stati pagati da conti personali presso banche italiane e assolutamente ufficiali del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di cui sinora era noto (come segnalato da Report il 15 novembre 2009) solo un bonifico alla Flat Point di 3,3 milioni nel 2008. Il premier non è indagato dai pm Mauro Clerici e Roberto Pellicano, che invece hanno indagato gli ex presidente e amministratore delegato di Banca Arner spa, Nicola Bravetti e Davide Jarach, anche sulla base dell’ispezione di Bankitalia che «ha rilevato gravi e diffuse irregolarità in materia di normativa anti riciclaggio». Di Banca Arner è noto che la filiale milanese ha come clienti alcuni collaboratori di Berlusconi, tre holding amministrate dai suoi figli Marina e Piersilvio (per circa 40 milioni), e lo stesso premier in un conto che da anni non registra grossi scostamenti attorno ai 10 milioni di giacenza. Così come è noto che nei mesi scorsi da un lato la Procura di Como ha coinvolto l’ex presidente della banca, Bravetti, in un’inchiesta sullo «spallonaggio» in Svizzera di soldi di evasori fiscali, e che dall’altro la Procura di Palermo lo indaga per l’ipotesi di occultamento di denaro proveniente da attività illecite e intestazione fittizia di beni appartenenti a un costruttore considerato prestanome della mafia. Uno dei soci storici di Arner, il banchiere Paolo Del Bue, è imputato nel processo sui diritti tv Mediaset (da poco congelato dalla legge sul «legittimo impedimento» del premier) per l’ipotesi di riciclaggio quale «responsabile della Arner Sa di Lugano e fiduciario della famiglia Berlusconi». E di Del Bue si è parlato molto anche nel processo in cui l’avvocato David Mills ha appena ottenuto in Cassazione la prescrizione della condanna a 4 anni e mezzo che Tribunale e Appello gli avevano inflitto quale teste corrotto con 600mila euro nell’interesse di Berlusconi. Infatti, fra le reticenti testimonianze contestate a Mills nei processi a Berlusconi del 1997 e 1998, c’era proprio l’«aver omesso di riferire quanto a sua conoscenza in ordine al legame diretto esistente tra Del Bue, della fiduciaria Arner, e la famiglia Berlusconi»: in particolare «che Century One Ltd e Universal One Ltd, società offshore costituite da Mills per conto di Berlusconi, avevano ricevuto dal gruppo Fininvest ingenti rimesse di denaro su conti bancari presso Bsi Lugano, poi prelevate in contanti per 103 miliardi di lire da Del Bue e altri di Arner». Luigi Ferrarella 18 ottobre 2010

1 anno e 7 mesi fa
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Antigua e le case di Berlusconi: breve storia di Emerald Cove

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questo è un articolo molto ma molto esaustivo http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_17/ghedini-villa-berlusconi-antigua-report_96304788-d9db-11df-8dad-00144f02aabc.shtml Il forziere di famiglia del Cavaliere Gli intrecci della Banca Arner. Di Berlusconi il "conto numero 1". Tra i clienti Doris e i Previti. Nella sede milanese anche i conti delle holding che fanno capo ai figli Marina e Piersilvio. L'istituto è sotto inchiesta per riciclaggio, e Bankitalia ne certifica l'opacità di GIUSEPPE D'AVANZO Chi c'è dietro quella banca? Il forziere di famiglia del Cavaliere Lo spin è il movimento rotatorio, l'avvitamento o l'effetto ricurvo di un palla da gioco. Lo spinning è la procedura con cui il politico previene o contrasta la diffusione di informazioni imbarazzanti, è la tecnica che plasma le mezze verità per costruire storie, finzioni opportunamente orientate. Le procedure diversive sono tipiche dello spinning. Se sei in imbarazzo su una questione, afferrane un'altra. Se non ce l'hai sotto mano, creala, inventala e parla di quello. Spiega chi studia e analizza i discorsi politici: "L'atteggiamento sensato di fronte alla strategia diversiva consiste nel riportare l'attenzione sulla questione principale: quali sono le domande a cui non è stata data risposta? Qual è la risposta e perché non viene fornita? Contro la diversione sistematica c'è un solo strumento: l'iterazione, il riportare insistentemente l'attenzione sul punto principale, sui contenuti in discussione, e sul vero e sul falso che lo riguarda" (Franca D'Agostini, Verità avvelenata, Bollati Boringhieri). Sono utili queste definizioni per comprendere l'iniziativa di Nicolò Ghedini contro Report e apprezzare il lavoro iterativo di Milena Gabanelli perché non è la prima volta che Report affronta le opacità della banca Arner e il suo intreccio con gli affari, i soldi e gli uomini di Silvio Berlusconi. Se l'avvocato del Capo chiede un intervento contro una trasmissione Rai si finirà per parlare di Potere e di Rai e non di quel che ha rivelato l'inchiesta televisiva. Che al contrario è la questione più importante (l'altra, pur rilevante, ne è soltanto un corollario). Cerchiamo di capire di che cosa si tratta. Nella sede milanese della banca svizzera Arner la famiglia Berlusconi ha quattro conti correnti per un totale di 60 milioni di euro, di cui uno intestato direttamente al presidente del Consiglio per dieci milioni (è il conto n. 1 della banca) e altri tre per 50 milioni a capo delle holding italiane Seconda, Ottava e Quinta, amministrate dai figli Marina e Piersilvio. Tra i clienti della banca ci sono molti nomi dello stato maggiore del Cavaliere: Ennio Doris, fondatore del gruppo Mediolanum; la famiglia dell'avvocato Cesare Previti, condannato in via definitiva per i casi Imi-Sir e Lodo Mondadori; Salvatore Sciascia, direttore dei servizi fiscali del gruppo Fininvest condannato in via definitiva dalla Cassazione a 2 anni e 6 mesi per la corruzione di alcuni ufficiali della Guardia di Finanza. Alla Arner vengono gestite le società anonime Centocinquantacinque e Karsira Holding, che a cascata controllano due società amministrate dalla famiglia di Giovanni Acampora anche lui condannato per il Lodo Mondadori. Alla Arner vengono gestiti i soldi della Flat Point Development Limited, una immobiliare con proprietari misteriosi che sta costruendo ville ad Antigua per Silvio Berlusconi. Infine, last but non least, la Arner ha avuto tra i suoi fondatori Paolo Del Bue che, nella sentenza che ha condannato David Mills, è definito l'amministratore di società (Century One, Universal One) riconducibili "direttamente a Silvio Berlusconi". La presenza di Berlusconi, dei figli, degli amministratori del patrimonio personale del Capo, degli amici del cerchio strettissimo - come Previti, Sciascia, Acampora: uomini che si immolano per salvare il Capo - lasciano credere che la Banca Arner sia nel cuore del Cavaliere. Così vicina alla sua attenzione che alcuni arrivano a sussurrare che Arner sia del Cavaliere. La questione merita una domanda diretta: signor presidente, la banca Arner è sua? L'interrogativo che, un anno fa, Milena Gabanelli propone al premier è però un altro. Report, nel novembre del 2009, dà conto delle opacità della Arner e illustra per quali ragioni e circostanze la banca vicina a Berlusconi è sotto il torchio dagli ispettori della vigilanza della Banca d'Italia che vi rintracciano "gravi irregolarità a causa delle carenze e delle violazioni in materia di contrasto del riciclaggio". L'inchiesta di Report in quell'occasione si chiude con un appello, diciamo così. Milena Gabanelli si chiede "se non sarebbe opportuno, per il premier, prendere i suoi 60 milioni di euro, spostarli dalla banca Arner e depositarli in un'altra banca italiana un po' più trasparente". L'appello cade nel vuoto. E la Gabanelli ora ci ritorna su. Questa volta scopre che il 20 settembre 2007 Berlusconi ha comprato quattro acri di terra da una società di Antigua, la Flat Point Development, impegnata a costruire sull'isola caraibica ville e villoni su un'area di 160 ettari. Report spiega che di questa Flat non si conoscono i proprietari effettivi. Sono protetti da un sistema di scatole cinesi che sfocia a Curacao, Antille olandesi, e da un rosario di prestanomi e fiduciari con nomi italiani. Legittimo quindi, anche in questa occasione, la seconda domanda che Milena Gabanelli pone a Silvio Berlusconi: "I 22 milioni di euro portati dal nostro premier ad Antigua corrispondono al reale valore di mercato di ciò che ha acquistato? E a chi li ha versati e chi è il proprietario di mezza isola? Un imprenditore catanese? Lui medesimo? Un'opacità che il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare". Siamo allora al nocciolo della questione. Anche in questo caso, lo si può riassumere con qualche domanda. Chi è il proprietario effettivo della Banca Arner? E' di Silvio Berlusconi? Se non lo è, il Cavaliere ne conosce l'identità? Se Silvio Berlusconi è soltanto uno dei correntisti - anche se il numero 1 - quali sono i motivi che lo spingono a utilizzare un istituto di credito di pessima reputazione, sotto inchiesta per riciclaggio, cosi oscuro da convincere Bankitalia a sostenere "l'impossibilità di accertare i beneficiari economici di alcune società che hanno il conto alla Arner Italia" e, fra queste, la Flat Point Development Limited di Antigua? A chi Berlusconi ha versato il denaro per acquistare i terreni di Antigua? Conosce i proprietari della Flat Point di cui i pubblici ministeri di Milano segnalano "l'assoluta opacità dell'effettivo beneficiario" e rilevano le "causali poco verosimili" di "trasferimenti di somme all'estero" tra Flat Point, la filiale italiana di Arner Bank (che ha due dirigenti indagati per riciclaggio) e poi la Arner svizzera? Può Berlusconi smentire pubblicamente che la Flat Point Development Limited sia una sua proprietà? Ecco queste sono le questioni imbarazzanti che hanno convinto Ghedini a giocare una palla ad effetto per parlar d'altro. (18 ottobre 2010) Cosa volete che siano 300000 € in confronto di 22 MILIONI DI EURO!!!!!!!!!!

1 anno e 7 mesi fa
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Antigua e le case di Berlusconi: breve storia di Emerald Cove

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e pensare che hanno fatto scoppiare il finimondo su una casa di 300000 €, allora adesso su una casa da 22 MILIONI di EURO che cosa dovrebbero fare.

1 anno e 7 mesi fa