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Elezioni Regionali 2010: storia di Filippo Penati, perdente di lusso con un futuro a Roma

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L'aspetto "perdente" della candidatura Penati è il meno critico. Ben più importanti sono l'aspetto "metodo" (la calata dall'alto alla faccia degli elettori) e la persona Penati, prodotto della peggior degenerazione del Piddì. Penati è stato uno dei peggiori amministratori dati dal centrosinistra al Nord. Dalla oscura vicenda dell'acquisto del 15% di Serravalle da Gavio (a quasi il doppio del valore di stima e la relativa voragine), attraverso le cessioni ad ASAM e i conseguenti sperperi, via via con le poltrone ad amici e sodali privi di titoli ed esperienza (per esempio Franco Maggi, dirigente della comunicazione a stipendio da nababbo senza avere i titoli ed esperienza), gadget di gomma a prezzo d'oro ("non faremo gadget!" aveva proclamato in campagna elettorale), autopromozione milionaria a spese della collettività, consulenze d'oro, favori agli assessori compiacenti (il fidanzato della Benelli direttore di un oscuro museo di Cinisello a stipendio da top manager). Ancora: le dichiarazioni razziste, la prepotenza sui più deboli, i finanziamenti alle ronde, eccetera, un vero Borghezio sotto mentite grisaglie, altro che centrosinistra. Sia chiaro: in queste elezioni il centrosinistra perderà. Sarebbe stata un'ottima occasione per mandare in campo una faccia nuova e cominciare un percorso di ricostruzione di ranghi e metodi. Si è preferito mandare il funzionario rampante ma devoto, con pelo sullo stomaco e fame di privilegi, per raccattare un po' di poltrone e tenere in piedi un meccanismo che - a conti fatti - fa comodo al PD. Tanto chi ci rimette siamo noi che in Lombardia ci campiamo, loro dormono tra lenzuola di lino.

2 anni e 3 mesi fa