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Gli ultimi commenti di J.Nada:

1

Berlusconi e le veline della politica. Chi sarà candidata alle Europee?

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PdL = Prostitute di Lusso

3 anni e 1 mese fa
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Quando Montanelli se ne andò dal Giornale "di Silvio Berlusconi". Come andarono veramente le cose. Parte prima

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@ Landoni Per scrivere questo articolo hai preso lezioni di giornalismo da Orzo Bimbo Giordano? Cosa pensava Montanelli di Berlusconi: http://www.youtube.com/watch?v=yaRWZAzPMG4&feature=related

3 anni e 1 mese fa
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Forza Nuova e le ultradestre europee a Milano: la Moratti non dice niente?

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L. 20 giugno 1952, n. 645. “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione” 1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista. Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista. 2. Sanzioni penali. Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell'articolo 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e con la multa da 2.000.000 a 20.000.000 di lire. Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000.000 a 10.000.000 di lire. Se l'associazione, il movimento o il gruppo assume in tutto o in parte il carattere di organizzazione armata o paramilitare, ovvero fa uso della violenza, le pene indicate nei commi precedenti sono raddoppiate. L'organizzazione si considera armata se i promotori e i partecipanti hanno comunque la disponibilità di armi o esplosivi ovunque custoditi. Fermo il disposto dell'art. 29, comma primo, del codice penale, la condanna dei promotori, degli organizzatori o dei dirigenti importa in ogni caso la privazione dei diritti e degli uffici indicati nell'art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni. La condanna dei partecipanti importa per lo stesso periodo di cinque anni la privazione dei diritti previsti dall'art. 28, comma secondo, n. 1, del codice penale. 3. Scioglimento e confisca dei beni. Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l'interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell'associazione, del movimento o del gruppo. Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell'art. 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decretolegge ai sensi del secondo comma dell'art. 77 della Costituzione. 4. Apologia del fascismo. Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000. Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni. La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa. La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del c.p., per un periodo di cinque anni. 5. Manifestazioni fasciste. Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 di lire. Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni. 5-bis. - Per i reati previsti dall'articolo 2 della presente legge è obbligatoria l'emissione del mandato di cattura. 6. Aggravamento di pene. Le pene sono aumentate quando i colpevoli abbiano ricoperto una delle cariche indicate dall'art. 1 della legge 23 dicembre 1947, n. 1453, o risultino condannati per collaborazionismo ancorché amnistiati. Le pene sono altresì aumentate per coloro che abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come reati negli articoli precedenti, l'associazione, il movimento, il gruppo o la stampa. 7. Competenza e procedimenti. La cognizione dei delitti preveduti dalla presente legge appartiene al tribunale. Per i delitti stessi si procede sempre con istruzione sommaria, salvo che ricorrano le condizioni per procedere a giudizio direttissimo ai sensi dell'art. 502 del codice di procedura penale. In questo caso il termine di cinque giorni indicato nello stesso articolo è elevato a quindici giorni. 8. Provvedimenti cautelari in materia di stampa. Anche prima dell'inizio dell'azione penale, l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro dei giornali, delle pubblicazioni o degli stampati nella ipotesi del delitto preveduto dall'art. 4 della presente legge. Nel caso previsto dal precedente comma, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni periodiche può essere eseguito dagli ufficiali di polizia giudiziaria, che debbono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, farne denuncia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto. Nella sentenza di condanna il giudice dispone la cessazione dell'efficacia della registrazione, stabilita dall'art. 5, L. 8 febbraio 1948, n. 47, per un periodo da tre mesi a un anno e, in caso di recidiva, da sei mesi a tre anni. 9. Pubblicazioni sull'attività antidemocratica del fascismo. La Presidenza del Consiglio bandisce concorsi per la compilazione di cronache dell'azione fascista, sui temi e secondo le norme stabilite da una Commissione di dieci membri, nominati dai Presidenti delle due Camere, presieduta dal Ministro per la pubblica istruzione, allo scopo di far conoscere in forma obiettiva ai cittadini e particolarmente ai giovani delle scuole, per i quali dovranno compilarsi apposite pubblicazioni da adottare per l'insegnamento, l'attività antidemocratica del fascismo. La spesa per i premi dei concorsi, per la stampa e la diffusione è a carico dei capitoli degli stati di previsione della spesa per acquisto e stampa di pubblicazioni della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Pubblica istruzione. 10. Norme di coordinamento e finali. Le disposizioni della presente legge si applicano senza pregiudizio delle maggiori pene previste dal codice penale. Sono abrogate le disposizioni della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, concernenti la repressione dell'attività fascista, in quanto incompatibili con la presente legge. La presente legge e le norme della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, non abrogate, cesseranno di aver vigore appena che saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale.

3 anni e 1 mese fa
4

Più tasse ai ricchi per dare soldi ai poveri. Siete d'accordo con San Franceschini?

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Una proposta interessante è stata fatta da Giulio Santagata, Peter Gomez la spiega sul suo blog: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2191488 "Come al solito è solo una questione di soldi. Tanti soldi. Per arginare almeno un po' la crisi finanziando i sussidi di disoccupazione servono almeno 10 miliardi di euro. Dove trovarli? Una risposta ricca di buon senso l'ha fornita l'ex ministro per l'attuazione del programma del governo Prodi, Giulio Santagata. Il 14 febbraio Santagata ha proposto di introdurre anche in Italia una tassa patrimoniale. Ma l'idea non è risultata troppo popolare: quasi tutte le forze politiche hanno preferito ignorarla, mentre l'Italia dei Valori (ormai fatta scomparire dai tg e dalle colonne dei giornali) ha timidamente detto che ci sta riflettendo sopra. Niente di sorprendente. Di fronte alla parola "tasse" i nostri politici prendono paura. In passato molte elezioni sono state vinte o pareggiate in nome dell'abolizione dei balzelli. Ma questo, appunto, era il passato. La prospettiva di trovarsi nei prossimi mesi a dover governare un Paese in cui i senza lavoro diventano milioni, dovrebbe spingere a qualche riflessione in più. Tassa patrimoniale non vuol dire infatti prelevare denaro dalle tasche di tutti i cittadini, o colpire i semplici proprietari di un appartamento o di un pezzo di terra. I numeri, del resto, parlano chiaro. In Italia la ricchezza delle famiglie ammonta, secondo Banca d'Italia, a 8000 miliardi di euro. Il 10 per cento di esse ha però in mano il 50 per cento del tesoro (oltre 4000 miliardi). È lì che bisogna andare a trovare i soldi. Ovviamente non dovranno essere tassati i beni produttivi, non si pagheranno cioè tasse sulla proprietà delle imprese. A essere tassato sarà invece il resto. E, visto che solo l'8 per cento di quei 4000 miliardi è ricollegabile all'attività d'impresa, la base imponibile (cioè il pezzo di tesoro sul quale il fisco può intervenire) toccherebbe i 3500 miliardi. Non tutti i proprietari comunque dovranno pagare. Santagata propone, anzi, che il prelievo scatti solo a carico di chi possiede immobili, terreni e titoli per più di 5 milioni di euro. Fatti due conti si scopre così che basterebbe un intervento del 3 per mille per far incamerare allo Stato 10 miliardi. Sarebbe impopolare una tassa del genere? No, perché riguarderebbe solo un parte minima della popolazione. Che, oltretutto, non verrebbe particolarmente vessata. Il 3 per mille di 5 milioni equivale a 15 mila euro. Un sacrificio accettabile anche per quei ricchi che nel 2009-2010 si troveranno a fare i conti con la propria coscienza tutte le volte che per strada incontreranno chi è rimasto disoccupato. Una decisone doverosa da parte del governo che per far fronte al peggio vuole aumentare l'età pensionabile (delle donne, ma non solo) e crede che per far ripartire l'economia basti il via libera a una nuova cementificazione selvaggia del Paese."

3 anni e 2 mesi fa
5

Sulla proposta Berlusconi di far votare solo i capigruppo. Perché no?

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"anche in Francia (democrazia), votano i capigruppo" Dove hai letto (o chi ti ha detto) queste baggianate, magari hai letto pure (o hai sentito) che in Francia esiste pure il lodo Alfano. Favole!!! In Francia al senato il voto è personale, ma c’è la possibilità di delegare un collega per il proprio voto.

3 anni e 2 mesi fa
6

Ritorno del nucleare, un dilemma per il governo: dove situare le nuove centrali?

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Oltre il problema che quando queste centrali saranno operative (sempre se le faranno) saranno già vecchie c'è il problema dello smaltimento delle scorie. Visto gli ottimi risultati che l'Italia può vantare nello smaltimento dei rifiuti (Napoli, Matera, ecc.) sono curioso di sapere come verrano gestite le scorie e da chi. Pensate se l'appalto lo vince una società seria come la Impregilo che si è già distintia per come ha saputo gestire i rifuti nel napoletano. Altro che Chernobyl e Kyshtym quella era di massima sicurezza al confronto.

3 anni e 3 mesi fa
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Decreto antistupri: arrivano le ronde

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Ennesima pagliacciata! Trovo incredibile che questi poltici (destra, sinistra, centro, ecc..) hanno il coraggio di parlare di sicurezza dopo che in questi ultimi anni si sono dedicati a distruggerla con leggi vergognose. Perche pagliacciata: - Come pensano di aumentare la sicurezza se poi taglianno i fondi per le forze dell'ordine, per i tribunali e cercano di eliminare le intercettazioni (per chi non lo sapesse gli stupratori di Guidonia sono stati arrestati grazie ad esse). - Per il reato di stalking le pene vanno da sei mesi a 4 anni quindi o chi viene accusato viene condannato a più di 3 anni o il carcere non lo vedra mai ( una persona fino a due anni puo usufruire dalla condizionale se accetta di sottoporsi a programmi di riabilitazione, se supera i due anni e arriva a tre, la condanna non si sconta in carcere ma per lo più in strutture di riabilitazione).

3 anni e 3 mesi fa
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Il Partito Democratico e il Processo Mills: il naufragio delle democrazia

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@ V.o.m.i.t.u.s Ω M.a.x.i.m.u.s. " I magistrati sono impegnati a ingabbiare Berlusconi, di cui si sono accorti “solo” quando è sceso in campo." No, anche prima della sua discesa in campo i magistrati si erano accorti di lui: Traffico di droga Nel 1983 la Guardia di finanza, nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di Berlusconi. Nel rapporto si legge: «È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo…». L'indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata. Falsa testimonianza sulla P2 Nel 1990 la Corte d’appello di Venezia lo dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel settembre 1988, infatti, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi aveva dichiarato al giudice:"Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo". Per questa dichiarazione Berlusconi viene processato per falsa testimonianza. Il dibattimento si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per l'intervenuta amnistia del 1989.

3 anni e 3 mesi fa
9

Veltroni si dimette. Pd nel caos

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Ripropongo quello che penso del PD: Secondo me quello smidollato di Veltroni ha le sue colpe ma il vero problema del Pd sono le persone che lo compongono. Come si può creare un “nuovo partito” e poi inserirci personaggi come D’Alema (uno dei migliori alleati di Berlusconi), Fassino (4 legislature alle spalle di nulla), Rutelli (tanto per spiegare che personaggio è ultimamente ha dichiarato da presidente della Copasir “L’archivio di Genchi è imponente e non è stato distrutto” da notare che in questo archivio ci sono le telefonate del suo noto amico Antonio Saladino), Massimo Calearo e Matteo Colaninno (in rappresentanza degli uomini che si sono fatti da soli), Luciana Pedoto e Walter Verini (per dare un volto ai portaborse e ai portavoce). Nella casa dei democratici c’è posto per Emma Bonino e altri suoi otto amici, ma anche per la moglie di Bassolino, Annamaria Carloni, quella di Bassanini, Linda Lanzillotta (in onore degli amici che non si potevano proprio candidare) e per quella di Fassino, Anna Serafini ( 4 legislature alle spalle, sommate con quelle del marito fanno 11, sempre di nulla), Nicola La Torre e Enzo Carra (in onore alle facce pulite), la Binetti (quella che va in giro con il cilicio) e company che rapresentano benissimo le persone che hanno una mentalità aperta.

3 anni e 3 mesi fa
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Pd caos: Veltroni vuole "mollare" tutto. I colonnelli respingono le dimissioni

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@ rocco& fratelli + o - si!

3 anni e 3 mesi fa

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