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Assegni di disoccupazione: il governo ha altre priorità

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…ho lavorato 13 anni con una (pseudo)ditta di abbigliamento del salernitano, ad agosto del 2008 fanno finta di mandarci in ferie e dopo pochi giorni arriva la lettera di licenziamento. L'ultima mensilità incassata risale a giugno 2008 da allora non ho avuto un solo centesimo da NESSUNO…Abbiamo denunciato tutto agli organi competenti e consegnato faldoni di documenti per accedere agli ammortizzatori sociali e recuperare le mensilità spettanti arretrate e relativo TFR… Da giugno 2008 ad oggi non ho ricevuto un solo centesimo da NESSUNO!I miei ex datori di lavoro nonostante i milioni di € rubati al fisco all'inps ai fornitori a e noi operai continuano a fare il loro mestiere(?)… Da circa 7 mesi vivo grazie ai risparmi che ho messo da parte in questi ultimi anni….riuscirò ad andare avanti ancora per poco…..HO UN RIGURGITO per questo paese!!

3 anni e 2 mesi fa
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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Il vero scandalo della tv non mi sembra tanto l’aumento dell’Iva per Sky per altro in linea col trattamento di cui godono aziende analoghe in Europa. Il vero scandalo è il fatto che Mediaset paghi un costo irrisorio per lo sfruttamento delle frequenze televisive, bene preziosissimo e pubblico: 21 milioni di euro, meno delle tasse che paga un supermercato di medie dimensioni in un anno. Forse di questo si dovrebbe più opportunamente occupare l’opposizione.

3 anni e 5 mesi fa
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Sky - governo: sull'aumento dell'Iva qualcuno non dice la verità

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Il Governo non torna indietro sull’aumento dell’iva sulla pay tv dal 10 al 20%, il ministro Tremonti tira in ballo accordi tra il precedente governo Prodi e la commissione europea ma Sky, in una nota a fine giornata, replica che “la Commissione Europea NON HA MAIrichiesto di applicare l’aliquota al 20% e ha confermato nel maggio scorso che i servizi televisivi, e a maggior ragione la televisione digitale, sono ammessi al regime Iva agevolato”.

3 anni e 5 mesi fa
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Accordo sul clima: la Germania ha già raggiunto gli obiettivi di Kyoto, e l'Italia?

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Questa è l'italia di silvio berlusconi che sta rivelando al mondo intero la sua "diabolica" natura: antiecologista, antidemocratica, discriminatrice, nazista, mafiosa, massonazista, razzista…Oggi il nostro paese vale meno di Nigeria, Pakistan e Indonesia, oltre che meno di Spagna, Portogallo, Olanda, Brasile, Cina, India, Messico, Peru, Vietnam, Russia, Malesia, Singapore, Cile, Australia, Nuova Zelanda". Hanno intenzione di costruire 10 nuove centrali nucleari, ma degli 8 impianti fermi da anni cosa ne facciamo? Spegnere le centrali dopo che il referendum dell'87 aveva abrogato il nucleare è costato agli italiani circa 9 miliardi di euro. Soldi usciti dalle tasche delle famiglie con le bollette della luce per risarcire l'Enel del mancato guadagno e per mantenere in sicurezza gli impianti, che dopo 20 anni sono ancora lì con tutto il loro carico radioattivo…

3 anni e 5 mesi fa
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Ad Annozero di scena la crisi economica. Diretta PolisBlog sull'evento

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Buongiorno, vorrei segnalare, come in questo momento di crisi profonda, dove oneste famiglie, non riescono ad arrivare a fine mese, i nostri parlametari continuano ad avere stipendi assurdi e benefici da far impallidire. Le cifre che di seguito riporto, sono sul sito ufficiale della Camera dei Deputati. Mensilità: Euro 5.486,58 netti Diaria : Euro 4.003,11 mensili rimborsi: Euro 4.190,00 mensili (rimborso forfettario) spese trasporto aereo, marittimo, autostradale, ferroviario Gratuito Tutte le altri agevolazioni, a queato punto sono davvero irrisorie. Dati riportati nel sito www.camera.it. Sperando che questa denuncia venga pubblica, vi invio i miei più cordiali saluti. Fiorella Salvati

3 anni e 6 mesi fa
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Oggi in TV: Epifani dalla Annunziata e Report su Prodi e rifiuti in Campania

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Immondizia, fusti tossici e liquami che formano stalattiti sotto piazza Dante. Sinceramente credevo di aver visto tutto fino ad oggi, e invece Napoli mi fa una volta ancora ricredere. E´un continuo scoprire che al peggio non c´è mai fine, che è inutile raschiare il barile, perché qualcosa viene sempre a galla, come il liquame… A´nuttata non passerá mai, ora ne sono certo. Non è una questione di politica o di malavita, è una questione di destino. Napoli è destinata a implodere prima o poi, a diventare una sorta di Cittá blindata, come nel capolavoro di John Carpenter (1997 Fuga da New York). Alzeranno dei muri invalicabili, impianteranno complessi sistemi di sorveglianza rigorosamente remota, manderanno qui ogni sorta di reietto, criminale, rifiuto della societá (umano e non) e ci lasceranno finire il capolavoro del male che con le nostre stesse mani abbiamo creato. Da parte mia non posso fare altro che sperare che tutta la gente che ha voglia e possibilitá di farlo fugga via il prima possibile per dare ai propri figli un futuro dignitoso, privo di strette al cuore come quella che provo ogni volta che vengo colto di sorpresa da queste notizie…

3 anni e 6 mesi fa
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La Spagna riduce i costi della politica, l’Italia li aumenta

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Costi della politica: più 100 milioni, colpa dei nuovi vitalizi. Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore. Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell'Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese. Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l'anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d'un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l'anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(…) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d'un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico….. Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un'enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell'inflazione programmata dell' 1,7 per cento. Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine. Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D'Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l'addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno. Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l'interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea delle Poste italiane. C'è poi da stupirsi se, in un contesto così, le spese dei Palazzi hanno continuato a salire? Quirinale, Senato, Camera, Corte costituzionale, Cnel e Csm costavano tutti insieme nel 2001 un miliardo e 314 milioni di euro saliti in cinque anni a un miliardo e 774 milioni. Una somma mostruosa. Ma addirittura inferiore alla realtà, spiegò al primo rendiconto Tommaso Padoa-Schioppa: occorreva ncludere correttamente nel conto almeno altri duecento milioni di euro fino ad allora messi in carico ad altre amministrazioni dello Stato. Ed ecco che nel 2007 tutti gli organi istituzionali insieme avrebbero pesato sulle pubbliche casse per un miliardo e 945 milioni. Da aumentare nel 2008 fino a un miliardo e 998 milioni. A quel punto, ricorderete, nell'ottobre 2007 scoppiò un pandemonio: ma come, dopo tante promesse di tagli, il costo saliva di altri 53 milioni di euro, pari circa al bilancio annuale della monarchia britannica? Immediata retromarcia. Prima un ritocco al ribasso. Poi un altro. Fino a scendere a un miliardo e 955 milioni. «Solo» dieci milioncini in più rispetto al 2007. Col Quirinale che comunicava gongolante di aver tagliato, partendo dai corazzieri (lo specchietto comunemente usato per far luccicare gli occhi delle anime semplici), il 3 per mille. Certo, era pochino rispetto ai tagli del 61 per cento decisi dalla regina Elisabetta, però era già una (piccola) svolta…

3 anni e 6 mesi fa
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Berlusconi:"Obama? Bravo e abbronzato"

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Mentre l'America incorona il Cavaliere Nero Barack Obama, noi dobbiamo convivere con il nostro Cavaliere, quello truccato, rialzato,rifatto etc..etc…che si copre, e ci copre, di ridicolo agli occhi del mondo intero. In questo momento invidio l’America che ha avuto il coraggio di cambiare radicalmente. Noi siamo qui, con le stesse persone ormai cementate nelle poltrone del potere da decenni e le stesse poltrone, oggi, vengono addirittura tramandate di padre in figlio/a o regalate alle amanti. Siamo qui a lottare contro il razzismo delle classi separate per stranieri, siamo qui a lottare per la scuola pubblica, siamo qui a lottare per la libertà di informazione, siamo qui a lottare contro i fascisti del 2000 e la P2. Non sappiamo per quanto tempo dovremo continuare a lottare, ma lotteremo per cambiare anche noi stessi.

3 anni e 6 mesi fa
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Riforma Gelmini: i numeri del ministro e i tagli previsti dai giornali

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Sono un maestro e vorrei fare chiarezza su quella che è l'organizzazione attuale nelle scuole primarie. Più volte si è detto che tre insegnanti operano su una sola classe o, al massimo, che questi tre insegnanti sono impegnati su due classi; NON E' COSI'. Una classe con tempo modulare oggi, è impegnata per 5 ore al giorno (30h a settimana); gli insegnanti prestano un orario di servizio di 24h settimanali delle quali 2 destinate alla programmazione delle lezioni. Con un semplice calcolo matematico, si capisce che tre insegnanti, in una settimana, prestano 66 ore di insegnamento nelle due classi a copertura delle 60 ore di lezione. Avanzano quindi 6 ore, più 4 di insegnamento di Religione Cattolica (e quella guai a toccarla). Queste 10 ore, su un team di tre docenti (circa tre ore ciascuno), DEVONO essere utilizzate prioritariamente per la sostituzione dei docenti assenti e, in alternativa, per la costituzione di gruppi di lavoro o interventi individualizzati. Questo, spiegatelo al vicedirettore Porro che invece ci pensa in giro a chiacchierare o a bivaccare mentre in classe qualcuno lavora per noi. Inoltre, l'insegnante prevalente esiste da tempo, io stessa lavoro con questa modalità da anni; ma il punto è un altro, questa manovra ha come unico intento quello di ridurre il tempo scuola da destinare ai bambini da 30 a 24 ore settimanali in modo da evitare nuove assunzioni per almeno 5 anni. Nella riesumazione del maestro unico si è vista la modalità organizzativa ideale per realizzare questa condizione. Si dice che si attiveranno scuole a tempo pieno, ma nessuno sottolinea che una scuola a tempo pieno richiede principalmente la disponibilità degli enti locali che devono garantire la mensa, ovviamente in strutture adeguate. Ha ragione Veltroni quando dice che al sud le scuole funzioneranno solo fino alle 12:30, anche se non ha saputo spiegarne il motivo. Un'ultima cosa: qualcuno si è chiesto a quali discipline si andranno a togliere le ore? ho sentito che l'inglese sarà potenziato, che dovremo introdurre l'educazione civica (come se non si facesse), la musica è fondamentale, l'educazione fisica non si tocca, l'informatica neppure. L'unica soluzione sarebbe quella di eliminare l'insegnamento della lingua italiana, tanto quella i nostri figli, con il tempo in più che avranno da trascorrere davanti al televisore, la potranno apprendere direttamente da quella che sarà la vera maestra unica: MAESTRA TV…………. teresacafasso@hotmail.it

3 anni e 7 mesi fa
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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Un presidente del Consiglio che invita i risparmiatori a non cedere al panico dinanzi ai precipizi dei listini di Borsa è un'autorità politica che fa il suo mestiere. Ma un presidente del Consiglio, che indossa i panni del promoter finanziario e insiste nell'indicare ai cittadini quali specifiche azioni devono comprare in Borsa, è uno spettacolo indecoroso e allarmante. Già l'altro giorno a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi aveva fatto un brutto scivolone in materia vantando la solidità patrimoniale e reddituale di imprese quali l'Enel e l'Eni, oltre che la sua Mediaset. Invece di rimediare all'errore con il pudore del silenzio, oggi a Napoli è tornato sull'argomento, rilanciando l'esortazione a comprare i titoli dei due grandi gruppi che, fra l'altro, sono tuttora a prevalente controllo statale. Ci si può forse consolare col fatto che, almeno stavolta, egli abbia evitato di tirare in ballo anche l'impresa di famiglia, ma non è che questo minimo e tardivo soprassalto di decenza possa ridimensionare una sortita che degrada il capo dell'esecutivo al livello di un qualunque broker finanziario, per giunta in macroscopico conflitto d'interesse rispetto a tutti coloro che operano sul mercato azionario. Chi guida il governo di una democrazia, che vive in regime di economia di mercato, non può e non deve manifestare preferenze fra i soggetti in libera competizione sui listini di Borsa. Altrimenti rischia di dare ragione proprio alle critiche più dure di quei suoi antagonisti politici che lo accusano di voler trascinare l'Italia su un piano inclinato il cui sbocco finale è un sistema di potere assai simile a quello della Russia di Putin, dove l'intreccio tra affari e politica si va sempre più consolidando a spese dello Stato di diritto e della normale dialettica democratica. Né serve che Berlusconi cerchi di attenuare la gravità dei suoi sfondoni asserendo di voler così arginare il pericolo di una diffusione del panico finanziario fra i cittadini. Anzi, se vi sono comportamenti che possono spingere gli italiani a perdere il controllo dei propri nervi e a giudicare la situazione anche più grave di quanto lo sia veramente, questi consistono proprio nello spettacolo inquietante di un presidente del Consiglio che, lui per primo, si lascia vincere da un'incontinenza verbale tale da portarlo a dire cose che mai dovrebbero uscire dalla bocca di un premier. Se è questi a perdere per primo il senso delle proporzioni, infatti, che cosa mai devono pensare gli italiani di quanto sta accadendo sui mercati? Anche perché sempre oggi, non pago di aver rotto gli argini con la sortita su Eni ed Enel, l'incontenibile Berlusconi ne ha fatta un'altra, per certi versi peggiore, facendo balenare la minaccia che una chiusura generalizzata dei mercati potrebbe essere fra le ipotesi su cui si deciderà nell'imminente nuovo vertice di Parigi. Certo, finita poi la conferenza stampa, il Cavaliere è corso ai ripari - probabilmente perché qualcuno gli deve aver spiegato la gravità di una simile sortita anche sul piano dei rapporti con gli altri paesi - smentendo se stesso, come gli capita sempre più sovente di fare. Ma, intanto, anche in questo caso la frittata è fatta e si può facilmente immaginare con quali facce i partner europei lo accoglieranno al summit parigino.

3 anni e 7 mesi fa
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Vignetta della vergogna: la De Gregorio si scusa con Brunetta

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fiumi di parole per una vignetta….

3 anni e 8 mesi fa
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Saviano racconta la Gomorra dei media al Festival di Mantova

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Saviano sfida i legali dei boss. http://blog.libero.it/joiyce/5384220.html

3 anni e 8 mesi fa
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Bossi, i meridionali, l'inno di Mameli. E'ora di finirla

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Bossi, per chi non lo sapesse si è diplomato ( un diploma di qualifica!) alla scuola "radio elettra" ve la ricordate?? quella che vi mandava a casa il materiale per studiaare….

3 anni e 10 mesi fa
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Berlusconi e intercettazioni: Montanelli e Saccà.

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Occorrono politici nuovi che abbiano dimostrato creatività, serietà, professionalità e onestà, per formare i quadri della Repubblica presidenziale, per guidare il Paese all'insegna di meritocrazia e gerarchia. Uno potrebbe essere Berlusconi […]. Il suo è un ottimo programma, un tessuto sul quale si può costruire un buon partito. Licio Gelli, "L'Espresso", 07/11/1993

3 anni e 10 mesi fa
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Le promesse mantenute (e non) del governo Berlusconi

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Come promesso durante un comizio a Napoli, Berlusconi ha comprato Ronaldinho. Però le tasse non sono calate e anzi l’inflazione aumenta sempre di più. Nemmeno l’emergenza rifiuti è risolta, ma posticipata grazie al favore concesso a Berlusconi dai suoi presidenti di Regione che hanno deciso (solo ora) di accettare parte delle monnezza napoletana. In compenso sono arrivate misure non proposte durante la campagna elettorale, come i lodi alfani, salvaprocessi e impronte razziali. Tutto questo solo in pochi mesi, chissà cosa ci riserveranno gli altri quattro anni e mezzo.

3 anni e 10 mesi fa
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Le promesse mantenute (e non) del governo Berlusconi

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Questo "porco governo" andrebbe commissariato dall'UE!

3 anni e 10 mesi fa
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“Avanti spediti con molte centrali nucleari”. Le balle atomiche di Berlusconi Silvio

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Intervista al premio Nobel italiano, che in Spagna ha fatto fortuna con il fotovoltaico termodinamico. Quali sono le soluzioni energetiche per i prossimi 5-10 anni? L’obiettivo più importante è sviluppare risorse adeguate per le rinnovabili. Risorse che devono essere direttamente o indirettamente legate al solare, per far sì che diventi la seconda fonte rinnovabile più importante. Oggi abbiamo ancora troppo poco solare: tutto il fotovoltaico del mondo rappresenta una sola centrale nucleare. È un problema tecnologico? È un problema di investimenti. Oggi molti industriali non hanno abbastanza coraggio e la gente crede di poter continuare ad andare avanti aumentando il costo della benzina o fermando il traffico alcune domeniche. Qui si tratta di prendere il toro per le corna e fare un grosso cambiamento: il solare. Soprattutto nelle regioni mediterranee e nel Sahara, dove la quantità di energia utilizzabile è straordinaria. A che punto è l’Italia? L’Italia era partita bene quando ero all’ENEA. Ma oggi è dietro ad altri paesi come la Spagna, ad esempio. La Spagna ha una grande industria nel campo del solare termodinamico e dell’eolico, mentre in Italia queste cose sono totalmente bloccate. Anche perché non esistono delle leggi sufficientemente valide da permettere agli industriali di sviluppare le cose in maniera competitiva. Lei è un consigliere speciale del presidente della Commissione Ue. Quali consigli gli sta dando? Noi stiamo discutendo di queste cose, e crediamo che la linea promossa dalla Germania durante la presidenza di turn dell’Ue (primo semestre 2007, ndr) sia quella giusta: andare coraggiosamente, come Europa, nella direzione delle rinnovabili. Oggi anche gli americani hanno riscoperto l’interesse per le rinnovabili: Schwarzenegger e la Clinton indicano nei loro programmi le idee che abbiamo sviluppato in Europa. Noi abbiamo un vantaggio: siamo partiti prima degli altri. Ma dobbiamo fare attenzione: la competizione si sta sviluppando, ed è importante che l'UE mantenga la preminenza nell’industria delle rinnovabili. Presto o tardi sono convinto che tutti si diranno: “Dobbiamo ampliare le rinnovabili!”. La questione è chi arriverà per primo e la venderà agli altri? Oggi l’industria europea delle rinnovabili è la più competitiva? La Germania e l’Olanda lavorano molto bene in questo campo. In Inghilterra ci sono dei movimenti interessanti. E soprattutto in Spagna si stanno facendo tante cose. L’Italia purtroppo ha bisogno di darsi una regolata.

3 anni e 10 mesi fa
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“Avanti spediti con molte centrali nucleari”. Le balle atomiche di Berlusconi Silvio

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Intervista al premio Nobel italiano, che in Spagna ha fatto fortuna con il fotovoltaico termodinamico. Quali sono le soluzioni energetiche per i prossimi 5-10 anni? L’obiettivo più importante è sviluppare risorse adeguate per le rinnovabili. Risorse che devono essere direttamente o indirettamente legate al solare, per far sì che diventi la seconda fonte rinnovabile più importante. Oggi abbiamo ancora troppo poco solare: tutto il fotovoltaico del mondo rappresenta una sola centrale nucleare. È un problema tecnologico? È un problema di investimenti. Oggi molti industriali non hanno abbastanza coraggio e la gente crede di poter continuare ad andare avanti aumentando il costo della benzina o fermando il traffico alcune domeniche. Qui si tratta di prendere il toro per le corna e fare un grosso cambiamento: il solare. Soprattutto nelle regioni mediterranee e nel Sahara, dove la quantità di energia utilizzabile è straordinaria. A che punto è l’Italia? L’Italia era partita bene quando ero all’ENEA. Ma oggi è dietro ad altri paesi come la Spagna, ad esempio. La Spagna ha una grande industria nel campo del solare termodinamico e dell’eolico, mentre in Italia queste cose sono totalmente bloccate. Anche perché non esistono delle leggi sufficientemente valide da permettere agli industriali di sviluppare le cose in maniera competitiva. Lei è un consigliere speciale del presidente della Commissione Ue. Quali consigli gli sta dando? Noi stiamo discutendo di queste cose, e crediamo che la linea promossa dalla Germania durante la presidenza di turn dell’Ue (primo semestre 2007, ndr) sia quella giusta: andare coraggiosamente, come Europa, nella direzione delle rinnovabili. Oggi anche gli americani hanno riscoperto l’interesse per le rinnovabili: Schwarzenegger e la Clinton indicano nei loro programmi le idee che abbiamo sviluppato in Europa. Noi abbiamo un vantaggio: siamo partiti prima degli altri. Ma dobbiamo fare attenzione: la competizione si sta sviluppando, ed è importante che l'UE mantenga la preminenza nell’industria delle rinnovabili. Presto o tardi sono convinto che tutti si diranno: “Dobbiamo ampliare le rinnovabili!”. La questione è chi arriverà per primo e la venderà agli altri? Oggi l’industria europea delle rinnovabili è la più competitiva? La Germania e l’Olanda lavorano molto bene in questo campo. In Inghilterra ci sono dei movimenti interessanti. E soprattutto in Spagna si stanno facendo tante cose. L’Italia purtroppo ha bisogno di darsi una regolata.

3 anni e 10 mesi fa
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I cittadini di Chiaiano accusano: la scelta del sito è "prima politica e poi tecnica"

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«Bell’articolo, i miei complimenti, non conosco Dario Del Porto, un giornalista molto serio, scrupoloso, che ha verificato la veridicità delle notizie, anche molto sensibile a chi gli ordina qualche cosa». Questo l’ironico commento all’articolo, apparso oggi su «La Repubblica», del professor Franco Ortolani, ordinario di geologia al dipartimento di pianificazione e scienza del territorio all’università «Federico II» di Napoli. L’articolo titola: «Napoli, dalle analisi ok alla discarica». la discarica è quella di Chiaiano. Il professor Ortolani è anche uno dei membri che i Comitati hanno scelto per far parte della Commissione che dovrà esprimere il parere sull’idoneità [o meno] della cava ad essere trasformata in discarica. «È tutto inventato, durante i nostri rilievi non abbiamo trovato la pietra lavica. Partiamo con l’accertare che noi agiamo in base alla scienza e alla tecnica, in base alle quali non è stata trovata la lava, anche se l’articolo dice il contrario. È talmente grave e serio il problema che mi sembra molto strano che un giornale serio come ‘La Repubblica’ si presti a diffondere notizie false su un argomento di questo tipo. Mi pare che il quotidiano goda anche di un finanziamento pubblico, quindi credo che debba fornire notizie esatte. Invece l’articolo è completamente inventato. Perché l’abbia fatto non lo so, chiaramente non rasserena l’ambiente e gli animi». Franco Ortolani, insieme ai suoi colleghi che stanno seguendo le indagini all’interno del sito, spiega che per il momento gli unici dati disponibili sono quelli relativi al tipo di roccia che viene attraversata dalla sonda che deve attraversare la falda. «Sono tufi e sedimenti vulcanici sciolti, tutti permeabili, che lasciano passare velocemente l’acqua. L’altro giorno con l’acquazzone che c’è stato qui a Napoli si sono raggiunti cento millimetri d’acqua, un bel quantitativo che è affluito sul fondo della cava e immediatamente assorbito. Questo vuol dire che c’è una facilità estrema di percorrenza nelle rocce del sottosuolo, per cui un liquido si disperde entro poche ore e raggiunge la falda». Dopo l’annuncio «Chiaiano è idonea» di Berlusconi, della fine di maggio, oggi eccone un altro, su cui lo stesso Bertolaso è molto scettico: «Ripuliremo Napoli dai rifiuti entro la fine di luglio». Oggi si scopre che Chaiano è «idonea». Sabina del Presidio non ha dubbi che questa sia un’operazione fatta ad hoc. «Questo articolo è stato scritto apposta per influenzare e condizionare l’opinione pubblica. È una operazione che stanno facendo da tanto tempo, tutti i media, spacciando Chiaiano come discarica già da mesi, quando invece nessuna ordinanza, in cui si dice esplicitamente che il sito di Chiaiano è stato scelto, è stata firmata», dice. La Commissione di tecnici ed esperti sta ancora lavorando ai carotaggi nel sito e i risultati saranno resi noti presumibilmente per la metà di giugno. Intanto domani, sempre secondo il quotidiano la Repubblica, il super-commissario Gianni De Gennaro dovrebbe annunciare l’idoneità della cava. «Siamo convinti–ha detto il sindaco di Marano Salvatore Perrotta–che la valutazione di tutti gli aspetti della questione non potrà che portare ad un esito negativo della scelta paventata, sia per la vicinanza ad ospedali e centri abitati che per motivi meramente tecnici: la capienza limitata rispetto alle aspettative, la eventuale necessità di corposi interventi di permeabilizzazione ed i massicci interventi di tipo urbanistico per realizzare le vie di accesso sono di per sé elementi che richiederebbero tempi lunghi e risorse finanziarie ingenti, spropositate rispetto alla natura emergenziale dell’intervento. E credo che il governo non abbia alcuna voglia di sentirsi accusato, come accaduto in passato, di sprechi di denaro pubblico sulla scia dell’emergenza rifiuti». I ntanto la mobilitazione dei cittadini di Chiaiano e Marano continua. Stasera è in programma una assemblea pubblica alle 18 al presidio di piazza Rosa dei Venti e domani mattina alle 11 andranno tutti sotto palazzo Chigi «e sicuramente torneremo in piazza per accogliere la nuova ‘visita’ del presidente del consiglio Silvio Berlusconi a Napoli».

3 anni e 11 mesi fa
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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Il governo centrale ha deciso che la campania dovrà essere la pattumiera d'Italia, ci impongono con la protervia e l'arroganza tipica degli uomini di potere, discariche ed inceneritori, perchè vogliono bruciare i rifiuti tossici delle industrie del nord ricevuti in questi 20 anni di emergenza, queste sono le prove: Avete letto il decreto 90/2008 sui rifiuti? Se non l'avete fatto ancora, fatelo adesso: http://www.decretorifiuti.tk/ Da un post nel meetup di Napoli: Gli artt 8 e 9 sono quelli della verità, sono quelli dove va ricercata la motivazione di tutto. Sia gli inceneritori che le discariche NASCONO con lo scopo ben preciso di bruciare e interrare RIFIUTI PERICOLOSI e non specificati, che in sostanza significa TUTTO.

4 anni fa