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Some say a comet will fall from the sky. Followed by meteor showers and tidal waves. Followed by faultlines that cannot sit still. Followed by millions of dumbfounded dipshits. Some say the end is near. Some say we'll see armageddon soon. I certainly hope we will cuz I sure could use a vacation from this Ænima
Lunedi 7 gennaio 2008, Cerete (BG). Sono le 22,30 e nella mia casetta di montagna guardo, sdraiato sul divano, il fuoco affievolirsi sempre più fino a spegnersi. Mi alzo, spengo la tv e prendo le chiavi. Ma non della porta. Il logo del Motorshow tintinna mentre sbatacchia addosso al portachiavi rosso acceso della Mitsubishi. Beh, mi dico, una gita a quest’ ora non è una cosa normale, ma ho proprio voglia di guidare, esco di casa, chiudo la porta di legno a 2 mandate (bastano… è una zona tranquilla) e scendo in garage. Come al solito, la basculante stride mentre la alzo (azz… spero di non aver fatto troppo casino) e finalmente scopre la mia bimba, che mi mostra in tutto il suo splendore lo scarico e l’alettone (ancora oggi mi sciolgo ogni volta che lo vedo). Apro la portiera e mi siedo nel suo “splendido” abitacolo, i sedili Recaro, come noto, non sono il massimo della comodità, ma fanno il loro dovere. Accendo il motore, fa un rumore cupo, anche più del solito e mi sembra anche di sentire un lieve ticchettio metallico. Non mi preoccupo, dando la colpa al freddo (-9° C penso che li sentirebbero qualsiasi auto) esco di retro dal garage, manovra, ed esco dal cancello. In discesa abbastanza accentuata tengo la prima per evitare che qualche lastra di ghiaccio mi tradisca (senza illuminazione è difficile vederle!!) ma raggiunto l’incrocio svolto, in salita, verso destra, direzione Cerete Alto. Tengo il motore a basso numero di giri in seconda (sotto i 3000, quindi proprio nella zona vuota), “scannare” adesso sarebbe come ucciderlo, e allora mi godo il panorama: in giù Cerete Basso che dorme beato nella notte fredda, se guardo in avanti i monti innevati delle Prealpi Orobie riflettono la forte luce lunare di questa notte. Altri tempi. Cinque minuti dopo raggiungo il paesino di Cerete Alto, dove la strada si stringe mica poco (malediz… proprio qui devo incontrare una Voyager che scende… per farla passare mi devo fermare). Fortunatamente posso superare l’abitato senza altri problemi. Dopo una leggera discesa, arriva un tornante piuttosto largo dove una piccola derapata sarebbe tanto ovvia quanto pericolosa: nel punto centrale i fari hanno evidenziato un bel lastrone di ghiaccio: derapare qua vorrebbe dire come minimo strisciare contro il muretto e, sinceramente, questa è l’ultima cosa che vorrei fare alla Lancer. Do un’occhiata alla strumentazione e vedo che il motore sta raggiungendo la giusta temperatura: sapendo che comunque l’olio non è in temperatura, aumento il range fino a 4500 giri, senza esagerare, per continuare a scaldare il motore. Rallento però appena entro in Novezio prima e Songavazzo poi; superati questi due paesi finalmente posso usare la Evo come merita. Le gomme invernali fanno il loro dovere, tengono molto nonostante l’asfalto sia molto freddo, . Supero un curvone da terza quasi piena e raggiungo l’incrocio dove finalmente leggo sul cartello il nome della mia meta: il Passo della Presolana. Dopo un paio di tornanti in discesa (seconda, tranquilla: non mi piacciono le discese notturne, anche se la strada sembra in ottima forma), arrivo sulla statale del Passo: inizia la salita. Il primo pezzo è un lungo e noioso rettilineo che comunque mi permette di “stiracchiare” il motore della Evo: seconda fino a 6500 giri, terza solo fino a 5000, perché poi mi si para davanti una rotonda, che tuttavia supero ad alta velocità: scalo da terza a seconda con un rapido puntatacco (è venuto bene… strano, perché ancora non mi riesce granchè, ma stasera mi sento ispirato) e mi butto verso un curvone veloce verso sinistra: di nuovo seconda e gomme che fanno ottimamente il loro dovere, ancora nessun rumore nonostante sia sicuro di aver affrontato la curva a una velocità non proprio da gita domenicale. Arriva un altro rettilineo ma il motore della Evo, complice una pendenza meno accentuata, se lo mangia in un batter d’occhio portandomi dinanzi ad un tornante largo verso destra. Quarta-terza-seconda e lo supero: mi accorgo che ad inizio curva il posteriore si è alleggerito, poco ma si è alleggerito. “E brava la ragazza, allora hai deciso di assecondarmi, eh?”. Giuro di aver visto il contachilometri ammiccare. Dopo questo tornante c’è un altro rettilineo che attraversa la campagna di quel paesino dal nome evocativo, Onore, che giace beato in lontananza oltre una stretta valletta. Complice il poco traffico (anzi, non ho ancora incontrato nessuno, stanotte la Val Seriana dorme beata) la Evo raggiunge velocità non esattamente da codice, ma siccome la velocità pura non è la cosa più divertente di questa auto, sono contento di vedermi parare di fronte una curva. Ma so che presto mi si pareranno davanti numerose case, quindi rallento e affronto la curva con calma, per poi entrare nel centro lastricato di porfido di Castione. Porfido che mi fa maledire l’assessore alla viabilità, perché mai ho sentito una macchina fare tanto rumore (certo, solo se escludiamo le giornate estive con clima a manetta…). Meno male che dura meno di un chilometro, uscito da Castione la Lancer può riprendere fiato. La strada non è rettilinea, ma presenta una serie di destra-sinistra mozzafiatanti. Spalanco l’acceleratore, l’intercooler viene investito da gelide ondate d’aria mentre la turbina soffia sempre più forte. Curva a destra, rilascio e la Evo, come da copione, alleggerisce il culetto, ma non serve utilizzare più di troppo lo sterzo per correggere: appena accarezzo l’acceleratore torna a posto sui binari. Ora a sinistra: l’affronto in pieno e, per la prima volta, le gomme stridono senza che vengano provocate dal posteriore. Sono un po’ sorpreso: non è facile far cantare le gomme invernali, soprattutto con la strada così fredda (a proposito, a Castione si era scesi a -11°), vuol dire che l’ho presa proprio forte. Per la terza curva, a destra, dopo aver frenato solo un poco butto dentro la Evo abbastanza cattivo e lascio quasi di botto l’acceleratore: ecco un altro bel derapone, che stavolta mi costringe ad utilizzare le braccia forse più di quanto vorrei. Appena raggiungo il centro curva (i più tecnici direbbero: il punto di corda), pesto violento sull’acceleratore: niente di meglio per continuare la derapata con l’acd che non sa più da che parte mandare la coppia… Deve essere in bambola almeno quanto la mia testa… Woo, devo ammettere che la Evo ancora una volta mi ha stupito, cazzo, guidare questa macchina è tanto impegnativo (ma, in un certo senso, è anche “facile”) quanto appagante e queste tre curve non hanno fatto che confermarmelo appieno. Ancora un altro paese: sarà l’ultimo del lotto, perché dopo Bratto la strada è praticamente libera fino al Passo, se escludiamo gli alberghi e gli chalet che costellano la salita. A Bratto, trovo il semaforo rosso: ne approfitto per riposare un po’ il motore (anche se so che lui avrebbe preferito continuare) e per pensare alla strada che mi aspetta dinanzi. Essendo una zona che conosco, ricordo perfettamente che questa è la parte più bella ma anche più cazzuta, un tornante segue l’altro e anche la pendenza si fa più seria. Bisognerà cominciare ad utilizzare il cambio, e non escludo che ci sarà bisogno della prima… BEEEEEEP!!!!!!! Cazzo, l’unica macchina della sera che ho beccato è proprio dietro di me e mi fa notare, naturalmente con la tipica gentilezza bergamasca, che il semaforo è verde. Va bè. Parto, prima, seconda e affronto una curva a sinistra con una certa allegria: sento il differenziale lavorare, e lo sterzo vibrare leggermente, devo aver preso una lastra di ghiaccio con la parte destra della macchina. Con un po’ di timore, raggiungo un tornante molto stretto verso destra: è qui che avevo preventivato la prima ed è qui che, con un altro puntatacco da manuale (stasera festa grande) metto la prima. Esco veloce: la prima è piuttosto corta e vola a 7000 giri con molta facilità: seconda che riprende da 4500 e poi terza: entro piuttosto veloce (e piuttosto incosciente) in una curvetta verso destra che però si infila in un ponte molto stretto; solo adesso penso che se non avessero pulito la strada dalla neve così bene sarei andato tranquillamente dritto. Tornante verso sinistra dopo un pezzo piuttosto ripido: ottimo, non devo scomodare la Brembo più di tanto e, approfittando che l’asfalto si allarga molto, sfido i limiti della fisica: siccome la Evo è una di quelle poche vetture che con la fisica ci gioca, mi ritrovo nel secondo tornante ancor prima di poter pensare “devo frenare”. Che però è proprio quello che devo fare, visto che è piuttosto stretto (anche se non “da prima” come il precedente). La Evo riprende da 2500 giri e con furore si butta in un tratto rettilineo che viene divorato in terza. Mamma mia, devo ammettere che fra la tensione, la concentrazione, e tutto il resto, sono stanco. Non sono ancora arrivato, ma siccome la parte divertente è praticamente finita (per arrivare in cima al Passo non mancano che un paio di rettilinei e, in mezzo a questi, una curva destra-sinistra che sarebbe eccitante se non avesse una visibilità prossima allo zero, causa alberi) faccio riposare oltre che me, pure la Evo. Anche perché ho intenzione di fermarmi in cima, e col freddo che fa sono sicuro che è meglio far intiepidire il tutto piuttosto che fermarla ancora calda. A velocità da nonno decisamente rilassato, mi godo le pinete della Presolana immerse in una candida coltre di neve, mentre in lontananza vedo le luci del Passo. Il termometro della seggiovia lampeggia: -14°… Porco diaz!

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Gli ultimi commenti di lancer evo:
La Spagna riduce i costi della politica, l’Italia li aumenta
(0 punti) (0 commenti)Ma gli stipendi sono giusti… con tutti i problemi che ci stanno risolvendo! Che pena, che tristezza, che noia.
3 anni e 6 mesi faLa Riforma Gelmini, gli scontri di Piazza Navona, il Blocco Studentesco
(1 punto) (0 commenti)******* [Un commento inutilmente rozzo è stato rimosso].
3 anni e 7 mesi faFoto del giorno: Obama e le smorfie di McCain
(0 punti) (0 commenti)Beh dai…giudicare una persona da un'immagine è esagerato… però è anche vero che Bush senior perse le elezioni perchè guardò una volta di troppo l'orologio in un faccia a faccia con Clinton! :D
3 anni e 7 mesi faMarco Travaglio condannato a 8 mesi per diffamazione di Previti
(0 punti) (0 commenti)"secondo travaglio, berlusconi è senz’altro un mafioso" E non solo secondo Travaglio :DD
3 anni e 7 mesi fa"Scivolone" di Veltroni: "Tu mi dai, io ti offro". Berlusconi rifiuta il baratto
(0 punti) (0 commenti)Dimostrazione che hanno perso le elezioni esclusivamente per colpa loro
3 anni e 7 mesi faYou Dem Tv vs Red Tv: l'eterna sfida tra Veltroni e D'Alema continua con le due televisioni del Partito democratico
(0 punti) (0 commenti)red tv pafre più un canale porno :D
3 anni e 7 mesi faDaniela Santanchè lascia la Destra: Silvio sto arrivando
(0 punti) (0 commenti)Si sarà vergognata di avere fra le sue file qualcuno come Abbiati :DD
3 anni e 8 mesi faBristol Palin: minorenne e incinta la figlia della vice di McCain
(0 punti) (0 commenti)26: non capisco… che ne sai delle capacità di obama? L'hai seguito per tutta la carriera? Probabilmente, anzi sicuramente, se McCain non tirava fuori quel discorso, manco tu lo tiravi fuori
3 anni e 8 mesi faBristol Palin: minorenne e incinta la figlia della vice di McCain
(1 punto) (0 commenti)"ma perché è INESPERTO" L'esperienza è diretta derivata dalla vecchiaia? Perchè qua in Italia abbiamo un perfetto esempio che la vecchiaia non porta affatto esperienza… Cmq, quando stamattina ho letto quest'articolo, m'è venuto da sorridere, ke beffa x la madre :DD
3 anni e 8 mesi faVedi tutti i commenti di lancer evo.
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E' morto Sandro Curzi
(0 punti) (0 commenti)"Addio, Sandro, ci mancherai." Ecco, l'articolo poteva essere semplicemente composto da questa frase. Che quoto.
3 anni e 6 mesi fa