Non paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(-2 punti) (0 commenti)Poi, caro Uan, sappi che a Berlusconi e al governo, Santoro in Rai fa comodissimo. Più lui sta lì, più i consensi a Berlusconi lievitano. Quindi, rifletti. Qui stiamo parlando di servizio pubblico, qualità del servizio pubblico.
2 anni e 8 mesi faNon paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(-2 punti) (0 commenti)Utan, tu sei il tipico esempio di chi vuole essere imboccato. perché santoro è quello che fa. non fa informazione.
2 anni e 8 mesi faNon paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(-3 punti) (0 commenti)e il fatto che Santoro tolga opportunità a dei veri giornalisti? sai, gli italiani che pagano il canone, non vanno offesi con le buffonate offensive e l'uso schi.foso della tv che quel will-never-be-journalist fa.
2 anni e 8 mesi faLe pagelle del lunedì
(0 punti) (0 commenti)Quel mio amico si chiamava Eugène. E sai quando si arrabbiava? Quando lo chiamavamo Eugene (all'americana). perché all'americana era sinonimo di "abbastanza ritardato". quello sì che lo faceva arrabbiare.
2 anni e 8 mesi faLe pagelle del lunedì
(0 punti) (0 commenti)L'ironia non è razzismo, Andrea.
2 anni e 8 mesi faLe pagelle del lunedì
(0 punti) (0 commenti)lo farei senza problemi. parola di viso pallido ;) ah, ti dirò: "I'm tanned" me lo aveva detto un mio amico della Guyana Francese (che era anche mezzo Giamaicano). E questo già nel 1989. La battuta di Berlusconi, è vecchia.
2 anni e 8 mesi faNon paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(0 punti) (0 commenti)Presty, la questione Rai E' UNA COSA SERIA. Occuparsi di questo non prescinde dall'attitvità di governo. Governare significa occuparsi a 360° di tutte le questioni, anche della Rai. Nessun argomento preclude l'altro.
2 anni e 8 mesi faLe pagelle del lunedì
(0 punti) (0 commenti)Andrea, dire che Obama e MIchelle sono abbranzati, non è razzismo. sveglia Andrea, davvero!
2 anni e 8 mesi faNon paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(0 punti) (0 commenti)Utan, e con quali soldi paghiamo Santoro, eh?? volpino!
2 anni e 8 mesi faLe pagelle del lunedì
(-1 punto) (0 commenti)43 l'idi0zia non ha limiti vero Andrea? senza offesa, eh?
2 anni e 8 mesi faNon paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(0 punti) (0 commenti)Un carrozzone che nessuno cambierà mai di Marcello Veneziani La Rai non cambierà mai. È davvero impossibile tentare di riformarla, di raddrizzarla, di rinnovarla. Vive prigioniera di tre carcerieri: il sistema soffocante dei partiti che le impedisce ogni ariosa riforma ed ogni seria politica fondata sulla valorizzazione delle buone idee e del vero talento; la nomenklatura interna, il cosiddetto partito Rai, ingessato e imbolsito, refrattario ad ogni modifica di assetto e ad ogni fuoruscita dall’abitudine oziosa e viziosa. Il sindacato, giornalisti e dipendenti, i soviet di rete e di testata che impediscono ogni minimo spostamento di ruoli e di mansioni, ogni flessibilità e ogni innovazione. Provate a spostare o a licenziare qualcuno che non lavora o viceversa a far lavorare uno che vorrebbe farlo ma il Palazzo non vuole che venga utilizzato. Provate a cambiare taglio, profilo, linguaggio alle reti, ai programmi, ai settori vitali della Rai. Missione impossibile. Provate ad assumere un ragazzo di talento, a dare un incarico ad uno che potrebbe giovare ai programmi. Macché. Non si può. Provate a proporre programmi di qualità e di servizio, campagne educative, a elaborare piani strategici e a varare laboratori di ricerca per la nuova tv, a inventare nuovi canali e nuovi format senza importarli dall’estero o comprarli dalle solite grandi ditte fornitrici, provate a rilanciare un discorso di cultura popolare, provate semplicemente a denominare diversamente reti inutilmente battezzate in gergo similamericano. Non è possibile niente, tutto si ri-forma, torna come prima, la coazione a ripetere è l’unica filosofia possibile, la sopravvivenza per forza di inerzia e servitù di padrinato riprende subito il sopravvento, ogni elemento non conforme viene espulso, rigettato, dall’organismo Rai. L’impresa non viene riconosciuta e vieni cancellato, senza nemmeno l’onore delle armi. Lo dico con dolore, mica rallegrandomi, perché credo che sia importante un servizio pubblico televisivo, per utilità e rispetto dei cittadini, per far crescere civilmente e culturalmente il Paese, per intrattenerlo, informarlo e promuovere il suo sviluppo, per educarlo perfino. Ho sempre difeso l’idea di un’azienda pubblica culturale, anzi della principale impresa di cultura popolare del Paese. Ma devo ammettere, per esperienza diretta e per osservazione dall’interno, che la Rai non si può riformare, nessuno ha il potere di farlo, tutti passano e nessuno ha pieni poteri. Neanche i leader politici, peraltro disinteressati al destino della Rai, interessati solo a piazzare un loro cliente o una marchetta in loro devozione. Prendete il caso Santoro. Nessuno in Rai ha il potere di decidere davvero, tutti hanno paura di qualcuno e di qualcosa, tutti pensano prima a campare e a pararsi il fondoschiena. In un Paese serio si farebbe una scelta di fondo, di assoluta trasparenza. O si sceglie che il servizio pubblico è ispirato per intero ad uno sforzo di obbiettività e di rispetto della libertà plurale e chi è vistosamente fuori da questi canoni è fuori dalla Rai; o si ha il coraggio di una svolta radicale e allora si ridisegna la missione della Rai, ritenendo che anche le opinioni estreme abbiano diritto di cittadinanza. Differenziamo le reti Rai non per colore politico ma per tono e taglio. E allora una rete resta il più possibile neutrale e moderata, rispettosa di tutte le opinioni e tesa a unificare anziché dividere il Paese, trovando punti d’incontro. Un’altra rete invece ha la missione opposta, quella di dar voce a tutte le opinioni forti, a tutti gli estremismi eccetto quelli che fomentano violenza e illegalità; ed una terza rete si allontana dal politico e si dedica al culturale, al sociale, al civile, alla pubblica utilità di servizio. Avremmo così una rete moderata ed ecumenica, una talebana e radicale, ed una neutrale e apolitica. Offerta variegata. Una rete che punta a scoprire la concordia e i valori condivisi di un Paese, una rete che rappresenta invece i valori divisi, le fratture e mira a trasferire la guerra civile in un conflitto civile ma regolamentato; ed una rete impolitica, laboratorio, aperta su scenari futuri. Traduco nel caso specifico: Santoro finirebbe nella rete dedicata ai tribuni della plebe, ma in quella rete si avvicenderebbero non solo i giacobini alla Travaglio ma anche i sanfedisti, i talebani di sinistra e i mujaheddin di destra, i radicali di ogni risma, gli ultra-conservatori, insomma gli estremisti. Allora avrebbe un senso Santoro nel servizio pubblico: tra i predicatori, gli imam e gli estremisti. Aggiungo una notazione: programmi come quelli di Santoro non hanno finalità politica come si ripete, ma settaria. Sono due cose diverse. Una tv politica sposta consensi, fa cambiare opinione, si rivolge a quelli che la pensano diversamente per far loro vedere anche l’altra faccia della luna. I programmi alla Santoro non sono così, radicalizzano le convinzioni di ciascuno, non spostano consensi, confermano ciascuna tifoseria nell’odio o nell’amore e dunque hanno finalità di setta o di curva, producono l’effetto fatwa o Colosseo. Non fanno pensare e dubitare chi la pensa in un modo, ma ti fanno uscire più berlusconiano e più antiberlusconiano di prima, rafforzando le rispettive convinzioni. La missione giornalistica dunque è tradita due volte: la prima perché non informa ma deforma, la seconda perché non fa mutare opinioni ma rafforza la fede in una tesi. Questa è la ragione per cui i politici di centrodestra non devono agitarsi contro di lui temendo danni politici e facendo il suo gioco agitandosi; e i politici di sinistra non devono esultare per la sua campagna perché propaga l’immagine di una sinistra cupa, feroce e settaria. Ma lasciamo il picciotto e torniamo alla mamma. Serve una Rai così, che non fa servizio pubblico né aiuta a maturare opinioni, che non fa crescere il senso critico ma la tifoseria, che non fa interagire valori divisi e condivisi, dissensi e consensi ma spinge ognuno a chiudersi nel proprio fortino? Non serve. Allora se non si riesce a dare una forte autonomia decisionale ai vertici Rai, con persone in grado di decidere, che abbiano il coraggio di rilanciare o di privatizzare l’azienda, di rivoluzionare o di smembrare il suo corpaccione, il destino della Rai, canone o no, è segnato: un declino indecoroso, indecente, inarrestabile. Buona Notte, Santorai.
2 anni e 8 mesi faIl Veritometro di Polisblog: Berlusconi si ripete sugli ammortizzatori sociali (e riceve applausi)
(-2 punti) (0 commenti)Albert, secondo me a Polis fanno a gara a chi le spara più grosse! e a vedere in quanti abboccano! ;D
2 anni e 8 mesi faNon paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(0 punti) (0 commenti)infatti Albert… ci hai azzeccato! anche noi però siamo duri a morire!
2 anni e 8 mesi faNon paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(0 punti) (0 commenti)#27 giudizio di chi non l'ha mai letto.
2 anni e 8 mesi faIl Veritometro di Polisblog: Berlusconi si ripete sugli ammortizzatori sociali (e riceve applausi)
(-2 punti) (0 commenti)#22 pubblicità mediatica?
2 anni e 8 mesi faLeggiamo la Costituzione: speciale “lodo Alfano” (prima parte)
(-3 punti) (0 commenti)ma ancora non vi siete rotti di questo atteggiamento da perdenti perenni senza speranza? siete noiosi.
2 anni e 8 mesi faLe pagelle del lunedì
(0 punti) (0 commenti)che palle!
2 anni e 8 mesi faRassegna stampa estera: Il Fatto Quotidiano di Padellaro e Travaglio secondo i media stranieri
(-3 punti) (0 commenti)La gazzetta delle procure presto chiuderà.
2 anni e 8 mesi faIl Veritometro di Polisblog: Berlusconi si ripete sugli ammortizzatori sociali (e riceve applausi)
(-5 punti) (0 commenti)#19 ma tu t'informi? come? guarda che QUESTO GOVERNO ha ottenuto ottimi risultati proprio sui punti da te elencati. vuoi una rinfrescata di memoria?
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Non paghiamo il canone Rai! L'ultima crociata del Giornale contro Santoro
(0 punti) (0 commenti)Presty, scusa ma ti sei fatto infin.occhiare da Santoro.
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