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Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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76 io non frequento le periferie ;) GRAZIE SANTORO. Con l'intervista a Facci: - ha confermato che in Italia c'è la libertà di stampa e che Berlusconi non controlla i media come dice lei - che il dibattito vero è all'interno della dx - che i migliori giornalisti sono a dx (la De Gregorio è una vergogna ) sono sempre più convinta di questo governo. grazie Santoro! PS: stiamo ancora parlando di aria fritta, però. a quando argomenti reali?

2 anni e 8 mesi fa
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Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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Ho appena sentito l'omelia di Santone. "diversità", "cuore"?? in politica?? e la ragione? e l'intelligenza? più pragmatismo sig. Santoro, grazie. per rispetto dei contribuenti italiani che Le pagano lo stipendio. e per rispetto della Sua stessa coscienza. Si, "coscienza", quella che dovrebbe anche Lei avere, visto che l'ha citata. Poi, ovvio, dipende dai valori e dalle priorità di ognuno di noi… non è forse l'obiettività una delle priorità, uno dei valori, alla base del lavoro di un giornalista? Quando guardo la Sua trasmissione, mi chiedo con che coraggio si sprecano soldi pubblici in questo modo.

2 anni e 8 mesi fa
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Ore 12 - Pd, quo vadis?

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Presty, discussione civile? qui?? ciao. alla prox!

2 anni e 8 mesi fa
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AnnoZero: dopo Borromeo e Granbassi sarà Giulia Innocenzi ad affiancare Santoro

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Presty, Meglio la Vezzali. ;)))

2 anni e 8 mesi fa
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Gianni Letta risponde al Fatto di Antonio Padellaro

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#23 ottimo esempio di se.ga mentale. malriuscita. ;)

2 anni e 8 mesi fa
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Le pagelle del giovedì

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#13 sai a differenza tua io ho un'attività da portare avanti, con tutte le responsabilità connesse. e poi, come ha già detto Albert, ogni tanto girano anche a me (e io ne 4 di pa.lle, quadrate).

2 anni e 8 mesi fa
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Gianni Letta risponde al Fatto di Antonio Padellaro

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#14 è OT ma questo x dimostrarti le ragioni x le quali leggo sempre Libero e Il Giornale. le cose che il Corrirere scrive oggi, Feltri & Soci le scrivono da almeno 2 anni. C'è solo una sinistra di carta Il centrosinistra non incide nel dibattito, non ha idee. Così giornali e giornalisti televisivi fanno i capi dei partiti. Se a un qualsiasi cittadino dovessero chiedere quali sono gli oppositori più fermi di Berlusconi saremmo certi delle risposte. L’ordine potrà essere diverso ma in testa alla lista ci troveremmo Santoro, Travaglio, Repubblica, col suo direttore Ezio Mauro, e Di Pietro. Franceschini, Bersani, D’Alema sarebbero dietro, tanto dietro. Perché, questa è l’anomalia italiana. In prima fila ci sono loro, poi viene il Pd, che insegue, rilancia. Difficilmente propone. Quasi mai è protagonista. Il paradosso è che la seconda manifestazione contro il governo (la prima fu organizzata da Veltroni) non la fa il partito che, pur in minoranza, ha ottenuto milioni di voti, la faranno i giornalisti di sinistra lamentando un fantasioso attacco alla libertà d'informazione. E il Pd si accoda per non essere tagliato fuori. Si parla tanto di anomalia italiana. Ma non è questa la principale? Esclusiva del nostro Paese. Ma niente avviene per caso. C'è una ragione storica e una che fa parte dell'attualità politica a giustificare tutto questo. Cominciamo con quella storica. Dal dopoguerra c'erano due grandi partiti. Uno, la Dc, condannato a governare, e uno il Pci condannato all'opposizione. Così sarebbe rimasto chissà fino a quando se non fosse crollato, alla fine degli anni '80, l'impero comunista. Occhetto, allora segretario del Pci, pensò di cambiare nome e forse futuro al suo partito. Ma, non bastò, così cercò di entrare nella casa socialista. Con grande diffidenza anche perché il socialismo in Italia era Bettino Craxi. E i comunisti, nonostante i ripensamenti attuali di D'Alema, non l'amavano di certo. L'ex Pci, poi Pds sarebbe stato condannato a confluire nel Psi oppure all'opposizione se non fosse intervenuta la bufera di Mani Pulite che spazzò via quella che era allora la maggioranza. Gli ex comunisti videro la possibilità di governare grazie a un consistente aiuto esterno. Questo il peccato d'origine di un partito che entra nel vivo della politica italiana, più per i meriti altrui che per i propri. La storia si ripete oggi. A dar fastidio al premier non è l'opposizione parlamentare, non è l'organizzazione della protesta (che non c'è) è la grande stampa. Oppure i gruppi forti e organizzati all'interno della Rai che gridano, che si lamentano, che denunciano censure ma che in effetti solo li a contestare il premier e il governo. Forse è uno dei pochi casi al mondo in cui gli attacchi più forti a chi governa arrivano proprio dalla Tv pubblica. E nel coro un posto in prima fila ce l'ha la carta stampata. Con Repubblica e il suo gruppo editoriale. Sono loro le pubblicazioni delle registrazioni di una escort che vuole ridicolizzare il premier. Sono loro che, attraverso domande perfide cercano di demolire il premier. E quando Berlusconi querela, come avrebbe fatto qualunque cittadino, gridano allo scandalo e chiamano la sinistra i piazza. Il fatto, ed è l'attualità politica, è che il Pd dopo la fusione a freddo è ancora alle prese con la difficile costruzione di un vero partito. Non ha iniziativa. Va al rimorchio. Ma non su una opposizione politica, solo sulla demolizione del premier. Quell'antiberlusconismo che suscita la reazione polemica di D'Alema. Prima di lui era stato Vendola a denunciare questo limite. Ma lui non può essere ascoltato, se non per spiegare cosa facevano i suoi assessori in Puglia. Baffino parla di subalternità della sinistra, chiede di analizzare e di capire le ragioni della destra. Fa semplicemente un discorso politico di chi vede il limite in un'azione puntata soltanto contro un uomo. Ma la presa di posizione viene considerata un sostegno alla tesi di Berlusconi che, prima di partire per gli Usa, aveva parlato di un'opposizione antiitaliana. D'Alema gli dà di fatto ragione. Anche se qualche ora dopo vuole precisare, denunciare un uso furbesco delle sue parole. Forse per lui può essere troppo rischioso condividere una affermazione del Cavaliere pur se nel corso della presentazione di un libro dello storico Biagio De Giovanni che nel titolo ha una denuncia precisa: dove si è persa la sinistra? Potremmo suggerire la risposta, parafrasando Brunetta si è persa seguendo la «sinistra per male». Quella radical chic dei salotti. Quella dei grandi editori. Quella parte del Paese ben lontana da quello che era il popolo degli elettori di sinistra. E allora le tappe, i temi di discussione non sono dettati dai vertici del Pd, ma dal giornale di De Benedetti. L'altra sera a Ballarò, Crozza ironizzava sul partito democratico e sul segretario che per il comico non sarebbero Bersani o Franceschini, ma Mauro, direttore di Repubblica. Battuta, tragicamente vera. Magari, aggiungiamno noi, come vicesegretari ci mettiamno Santoro e Travaglio. Con la supervisione di Di Pietro. corriere.it 24/9

2 anni e 8 mesi fa
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Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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:-D solo x Toka.

2 anni e 8 mesi fa
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Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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#48 tu l'hai letto il documento? questo rimpallo di competenze è piuttosto inquietante. si tratta cmq di "ipotizzabilità" di reato. e tutto parte dall'ambiguo Woodcock.

2 anni e 8 mesi fa
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Gianni Letta risponde al Fatto di Antonio Padellaro

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La gazzetta delle Procure debutta col copia-incolla di Francesco Cramer ilGiornale.it Roma - Il fatto è che lo scoop del Fatto Quotidiano è uno scoop riciclato. Alla sua prima uscita il giornale di Padellaro & soci inciampa. «Indagato Letta» è il titolo-botto di prima pagina del neonato foglio travagliesco. Un botto che fa rumore, tanto che Palazzo Chigi dirama nel pomeriggio una nota in cui si dice che quell’indagine è stata accantonata dai magistrati perché le ipotesi di illecito non stanno in piedi. «Il procedimento a carico del sottosegretario alla presidenza del Consiglio è stato archiviato dal gip, su conforme richiesta della Procura, giudicando del tutto inesistenti le ipotesi di reato formulate», si legge nel documento reso pubblico dal governo. Tutto vero, ribadiscono dal Fatto. Definitivamente morta, nulla di nulla, ribadiscono in serata da Palazzo Chigi. Nell’articolo ieri in edicola, firmato Peter Gomez e Marco Lillo, si dava conto di un’inchiesta in cui è coinvolto Gianni Letta, inquisito per una vicenda legata a un appalto per la gestione di un Centro di accoglienza richiedenti asilo di Policoro, nel Materano. Sulla questione, il giudice per le indagini preliminari di Roma avrebbe scritto nel provvedimento di archiviazione: «Dal complesso degli atti esaminati non emerge alcun elemento relativo alla sussistenza degli estremi richiesti dalla giurisprudenza per la sussistenza del delitto di cui all’articolo 416 codice penale». (Associazione per delinquere, ndr.). Per i presunti reati di abuso, turbativa d’asta e truffa, i magistrati sosterrebbero invece che «l’ipotesi di reato prospettata dalla Procura generale appare, pertanto, destituita di ogni fondamento», dicono da Palazzo Chigi. Insomma, nulla. L’inchiesta è partita, guarda un po’, dal pm di Potenza Henry John Woodcock. Il quale, ritenendo competente la Procura della Capitale avrebbe trasmesso gli atti a Roma. Qui, si sarebbe ritrasmesso tutto a Potenza, creando un corto circuito su cui è poi intervenuta la Corte di Cassazione. La quale avrebbe tagliato la testa al toro: non è competente né Potenza né Roma; se ne occupi il tribunale di Lagonegro. Un pasticcio, insomma. Sempre da Palazzo Chigi si fa sapere che la trasmissione degli atti nulla aggiunge al merito della questione ed è legata a ragioni procedurali, ma che non ci sono inchieste aperte. Ma il flop riguarda il presunto colpo giornalistico del tandem Gomez-Lillo. La loro paginata non è altro che una riedizione di un’inchiesta già pubblicata su La Voce delle voci, edizione nazionale dello storico periodico La Voce della Campania, a firma di Andrea Cinquegrani. Gomez e Lillo, ripescato dall’archivio il papiro del collega andato in edicola lo scorso giugno, lo hanno riproposto e oplà, «prego si stampi». Sul sito del mensile, diretto dallo stesso Cinquegrani e da Rita Pennarola, non si fa mistero del copia-incolla. «Finalmente un quotidiano nazionale riprende la notizia dell’inchiesta della Procura di Potenza, pubblicata con ampio risalto dalla Voce…». L’inchiesta di Cinquegrani, per la verità, aveva fatto il giro su Internet in lungo e in largo ed era stata già ripresa e rilanciata in numerosi blog. Dove l’autore, tra l’altro, a differenza che nel foglio di Padellaro, è sempre stato correttamente citato. A decidere la pubblicazione delle presunte beghe giudiziarie di Letta, il direttore del Fatto in persona. No, non Padellaro, quello che compare in gerenza e che firma l’editoriale del primo numero. Il vero direttore, occulto fino a un certo punto, pare essere Sabina Guzzanti: attrice, blogger, comica e motore della satira manettara. Proprio lei, nel suo sito internet, il 10 settembre scorso dettava la linea del nuovo giornale e pubblicava il seguente post, dal titolo «Un fatto e il fatto»: «Ieri c’è stata la prima riunione del Fatto, è stata molto promettente… Sono intervenuta anch’io per dire che giornale vorrei leggere, quali notizie vorrei trovarci e in che ordine e con che rilievo… A proposito di notizie che non vengono date ne ho citate un po’ e qui sotto ne riporto una che penso vi possa interessare. Tratto da un giornale on line campano: La Voce delle voci. Nonostante l’evidente interesse non ve n’è traccia né nei Tg (e risale a qualche mese fa) né nei quotidiani nazionali. Solo due trafiletti nelle pagine locali di Corsera e Repubblica. Buona lettura». E via a riportare fedelmente il lavoro di Cinquegrani. E pensare che proprio Peter Gomez in conferenza stampa, alla presentazione del Fatto lo scorso 18 settembre, aveva giurato: «Una cosa ve la posso dire: quello che vedete su internet non lo vedrete sulla carta. Uno dei più grossi difetti dei quotidiani di oggi, al di là della questione delle notizie, è il fatto di una impressione continua di già visto. Compriamo i grandi quotidiani e ci accorgiamo che i titoli di prima pagina li abbiamo già letti su internet. La nostra apertura di prima pagina e quello che troverete nel giornale sarà diverso».

2 anni e 8 mesi fa
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Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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La gazzetta delle Procure debutta col copia-incolla di Francesco Cramer ilGiornale.it Roma - Il fatto è che lo scoop del Fatto Quotidiano è uno scoop riciclato. Alla sua prima uscita il giornale di Padellaro & soci inciampa. «Indagato Letta» è il titolo-botto di prima pagina del neonato foglio travagliesco. Un botto che fa rumore, tanto che Palazzo Chigi dirama nel pomeriggio una nota in cui si dice che quell’indagine è stata accantonata dai magistrati perché le ipotesi di illecito non stanno in piedi. «Il procedimento a carico del sottosegretario alla presidenza del Consiglio è stato archiviato dal gip, su conforme richiesta della Procura, giudicando del tutto inesistenti le ipotesi di reato formulate», si legge nel documento reso pubblico dal governo. Tutto vero, ribadiscono dal Fatto. Definitivamente morta, nulla di nulla, ribadiscono in serata da Palazzo Chigi. Nell’articolo ieri in edicola, firmato Peter Gomez e Marco Lillo, si dava conto di un’inchiesta in cui è coinvolto Gianni Letta, inquisito per una vicenda legata a un appalto per la gestione di un Centro di accoglienza richiedenti asilo di Policoro, nel Materano. Sulla questione, il giudice per le indagini preliminari di Roma avrebbe scritto nel provvedimento di archiviazione: «Dal complesso degli atti esaminati non emerge alcun elemento relativo alla sussistenza degli estremi richiesti dalla giurisprudenza per la sussistenza del delitto di cui all’articolo 416 codice penale». (Associazione per delinquere, ndr.). Per i presunti reati di abuso, turbativa d’asta e truffa, i magistrati sosterrebbero invece che «l’ipotesi di reato prospettata dalla Procura generale appare, pertanto, destituita di ogni fondamento», dicono da Palazzo Chigi. Insomma, nulla. L’inchiesta è partita, guarda un po’, dal pm di Potenza Henry John Woodcock. Il quale, ritenendo competente la Procura della Capitale avrebbe trasmesso gli atti a Roma. Qui, si sarebbe ritrasmesso tutto a Potenza, creando un corto circuito su cui è poi intervenuta la Corte di Cassazione. La quale avrebbe tagliato la testa al toro: non è competente né Potenza né Roma; se ne occupi il tribunale di Lagonegro. Un pasticcio, insomma. Sempre da Palazzo Chigi si fa sapere che la trasmissione degli atti nulla aggiunge al merito della questione ed è legata a ragioni procedurali, ma che non ci sono inchieste aperte. Ma il flop riguarda il presunto colpo giornalistico del tandem Gomez-Lillo. La loro paginata non è altro che una riedizione di un’inchiesta già pubblicata su La Voce delle voci, edizione nazionale dello storico periodico La Voce della Campania, a firma di Andrea Cinquegrani. Gomez e Lillo, ripescato dall’archivio il papiro del collega andato in edicola lo scorso giugno, lo hanno riproposto e oplà, «prego si stampi». Sul sito del mensile, diretto dallo stesso Cinquegrani e da Rita Pennarola, non si fa mistero del copia-incolla. «Finalmente un quotidiano nazionale riprende la notizia dell’inchiesta della Procura di Potenza, pubblicata con ampio risalto dalla Voce…». L’inchiesta di Cinquegrani, per la verità, aveva fatto il giro su Internet in lungo e in largo ed era stata già ripresa e rilanciata in numerosi blog. Dove l’autore, tra l’altro, a differenza che nel foglio di Padellaro, è sempre stato correttamente citato. A decidere la pubblicazione delle presunte beghe giudiziarie di Letta, il direttore del Fatto in persona. No, non Padellaro, quello che compare in gerenza e che firma l’editoriale del primo numero. Il vero direttore, occulto fino a un certo punto, pare essere Sabina Guzzanti: attrice, blogger, comica e motore della satira manettara. Proprio lei, nel suo sito internet, il 10 settembre scorso dettava la linea del nuovo giornale e pubblicava il seguente post, dal titolo «Un fatto e il fatto»: «Ieri c’è stata la prima riunione del Fatto, è stata molto promettente… Sono intervenuta anch’io per dire che giornale vorrei leggere, quali notizie vorrei trovarci e in che ordine e con che rilievo… A proposito di notizie che non vengono date ne ho citate un po’ e qui sotto ne riporto una che penso vi possa interessare. Tratto da un giornale on line campano: La Voce delle voci. Nonostante l’evidente interesse non ve n’è traccia né nei Tg (e risale a qualche mese fa) né nei quotidiani nazionali. Solo due trafiletti nelle pagine locali di Corsera e Repubblica. Buona lettura». E via a riportare fedelmente il lavoro di Cinquegrani. E pensare che proprio Peter Gomez in conferenza stampa, alla presentazione del Fatto lo scorso 18 settembre, aveva giurato: «Una cosa ve la posso dire: quello che vedete su internet non lo vedrete sulla carta. Uno dei più grossi difetti dei quotidiani di oggi, al di là della questione delle notizie, è il fatto di una impressione continua di già visto. Compriamo i grandi quotidiani e ci accorgiamo che i titoli di prima pagina li abbiamo già letti su internet. La nostra apertura di prima pagina e quello che troverete nel giornale sarà diverso».

2 anni e 8 mesi fa
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Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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#44 bene. sai chi è Woodcock? hai presente il suo cv? fatti due conti.

2 anni e 8 mesi fa
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Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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#40 piuttosto, chiediti. Come è partita l'indagine che aveva coinvolto Letta? chi l'ha fatta partire? in quale procura è partita? quando è partita? perché è stata archiviata? l'ennesimo tentativo di indebolire il governo è fallito.

2 anni e 8 mesi fa
254

Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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#40 certo, giudicherai (come sempre?), sulla base di notizie non vere, sulla base di una realtà descritta in modo pittoresco. essere contro l'antiberlusconismo e contro i metodi ghigliottinari, non vuol dire essere una fan di Silvio a prescindere. E' questo l'errore alla base del vs "ragionamento" politico.

2 anni e 8 mesi fa
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AnnoZero: dopo Borromeo e Granbassi sarà Giulia Innocenzi ad affiancare Santoro

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#12 io no ho niente di niente contro le veline, anzi!!!! io non tollero l'incoerenza e il doppiopesismo. e l'ipocrisia.

2 anni e 8 mesi fa
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Ore 12 - Pd, quo vadis?

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PD allo specchio: De Profundis.

2 anni e 8 mesi fa
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AnnoZero: dopo Borromeo e Granbassi sarà Giulia Innocenzi ad affiancare Santoro

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#12 scusa ma non hai capito un bel niente.

2 anni e 8 mesi fa
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Gianni Letta risponde al Fatto di Antonio Padellaro

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Questa è ghigliottina. 1) si usa l'arma dell'indagine per condannare a priori l'indagato 2) si usa la giustizia x colpire l'avversario politico 3) si usa la stampa per dar voce a tutto ciò. Questo è terrorismo. Se poi aggiungi che Di Pietro è per la presunzione di colpevolezza, dovresti avere chiaro che qui si tratta di gente con il cervello bacato. O di would-be-dictator.

2 anni e 8 mesi fa
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Gianni Letta risponde al Fatto di Antonio Padellaro

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#10 ahahah, perché dovrei? nella vita i cerchi si chiudono sempre. Un bel giorno finiranno loro stessi sotto la ghigliottina che ora usano per l'avversario politico. Perché di questo si tratta: di politica. Non di giornalismo. E se ancora non te ne sei accorto, è questa gente che mette in pericolo la democrazia. Vi siete proprio bevuti il cervello, vi hanno indottrinato talmente bene.

2 anni e 8 mesi fa
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Stasera al via Annozero. Alla fine Travaglio ci sarà, ma come ospite

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Stef, a te CHI ti paga? Blogo? Di Pietro? nel libro paga di chi, sei tu? o lavori in nero, eh?

2 anni e 8 mesi fa