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Annullata la cena tra il cardinal Bertone e Silvio Berlusconi. Tutta colpa di Vittorio Feltri, già pronte le dimissioni?

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La notizia caro Molaschi è un'altra: il direttore dell'Avvenire che dà lezioni di moralismo a Berlusconi, ovvero, il bue che dà del cornuto all'asino. Certo che Polisblog è tutta una comica!

2 anni e 9 mesi fa
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Bossi: Berlusconi vittima di un complotto della mafia. Ma non era lui stesso un mafioso?

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Torna a guardare i cartoni animati, Raf. Ci fai più bella figura.

2 anni e 9 mesi fa
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Annullata la cena tra il cardinal Bertone e Silvio Berlusconi. Tutta colpa di Vittorio Feltri, già pronte le dimissioni?

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In questo modo, è la Chiesa a strumentalizzare l'intera faccenda. Sorry, ma a me sembra più che altro un autogoal del Vaticano. Feltri ha carta bianca al Giornale.

2 anni e 9 mesi fa
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Bossi: Berlusconi vittima di un complotto della mafia. Ma non era lui stesso un mafioso?

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#29 le magagne dei Kennedy si sapevano già allora. La Lario, non li accomuna, semmai li distingue. Sai leggere?

2 anni e 9 mesi fa
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Marco Carta come Vittorio Feltri. Il vincitore di Amici a Milano canta per il Pd

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naruto a parte che "I" in Inglese è SEMPRE maiuscolo, la tua domanda avrebbe dovuto essere "Democrazia. Do you know what it means?". parla come magni.

2 anni e 9 mesi fa
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Marco Carta come Vittorio Feltri. Il vincitore di Amici a Milano canta per il Pd

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Charles , lascia perdere. è come parlare al vento.

2 anni e 9 mesi fa
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Bossi: Berlusconi vittima di un complotto della mafia. Ma non era lui stesso un mafioso?

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Giulio, la rassegna stampa estera la fai solo quando ti fa comodo? Il Guardian paragona i Kennedy a Berlusconi "Ma le mogli hanno fatto la differenza" la famiglia Berlusconi e il clan dei Kennedy corre una non più di tanto sottile differenza: Veronica Lario. Lo ha fatto intendere dalle colonne del quotidiano inglese The Guardian Alexander Chancellor nel commentare la notizia della morte del senatore Ted, avvenuta ieri. Perché se non fosse stato per la moglie arrabbiata, il Cavaliere non sarebbe finito per essere “oggetto di derisione universale”, mentre i fratelli Kennedy hanno sempre potuto contare su consorti che hanno fatto di tutto per nascondere vizi e scandali. Una comportamento costante nella politica americana. In Italia, al contrario, “è stata la moglie di Berlusconi, Veronica Lario, che comprensibilmente ha dato il via al fiume di accuse che lui sia ossessionato dalle giovani”, sottolinea nel suo commento Chancellor. “Le consorti di Jack, Robert e Edward Kennedy, invece, si sono ritrovate unite in proteggerli dall’esposizione pubblica delle loro debolezze”. In prima fila c’era Jackie, moglie di JFK, che non solo ha saputo tollerare le scappatelle del marito, ma “ha fatto del suo meglio per nasconderle dal mondo”. Fedele fino alla morte. Lo stesso valeva per Ethel, dolce metà di Robert dalla quale ebbe 11 figli, e per Joan e Vicki, le due mogli di Ted. Joan, addirittura, nel 1980 promise all’ultimo dei tre fratelli che, se avesse vinto la corsa per le Presidenziali, sarebbe entrata con lui alla Casa Bianca. Anche se da due anni erano ormai separati lontano degli sguardi dell’opinione pubblica. libero-news.it

2 anni e 9 mesi fa
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Marco Carta come Vittorio Feltri. Il vincitore di Amici a Milano canta per il Pd

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Diffamazione Quanto alle "10 domande" queste sono per i legali di Berlusconi "palesemente diffamatorie", perché "il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti".

2 anni e 9 mesi fa
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Bossi: Berlusconi vittima di un complotto della mafia. Ma non era lui stesso un mafioso?

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Si riapre il caso Sme De Benedetti nel mirino dei pm "… Nel mirino le banche-strozzine e i mandanti occulti collegati. …" http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=377676

2 anni e 9 mesi fa
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Patrizia D’Addario debutta in politica

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Mr Lorenz, forse sei tu a non saper leggere. Oppure ignori questioni non puramente tecniche. Scommetto quindi che non parli l'Arabo, nonostante tu sia negli EAU.

2 anni e 9 mesi fa
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Bossi: Berlusconi vittima di un complotto della mafia. Ma non era lui stesso un mafioso?

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Inchieste e misteri di mafia Scritto da Davide Giacalone Thursday 20 August 2009 Marcello Dell’Utri è un parlamentare del Pdl, amico e collaboratore di Berlusconi fin delle prime avventure imprenditoriali. Ha in corso un procedimento penale, accusato di essersi messo al servizio della mafia. Non c’è ancora un giudizio definitivo (come al solito, in terribile ritardo sulla realtà e la civiltà), quello provvisorio è per lui negativo. Dell’Utri chiede una commissione parlamentare d’inchiesta, che aiuti a capire lo stragismo mafioso dei primi anni novanta, delineandone i contorni, le finalità, le aderenze. Proposta opportuna. Per quanti sono abituati a ragionare secondo le regole della tifoseria, immagino che sia da rigettare, magari perché sospettata di volere buttare tutto in caciara e politica. Sbagliano, e basterà riflettere anche su un solo punto: c’è una sentenza definitiva, una realtà giudiziaria accertata, relativamente alla bomba che uccise Borsellino e fece strage della sua scorta, ci sono i pentiti, c’è la conforme tesi della procura, ma quella sentenza è smentita dai fatti, è sbagliata. La verità, pertanto, è ancora tutta da indagare. Perché farlo in sede politica? Lo spiega bene Luciano Violante, con la sua condotta. Ho già messo in evidenza la sospetta stranezza di quel che ha fatto: se ne sta zitto per molti anni, mentre gli altri s’arrovellano attorno all’ipotesi che sia stata possibile una trattativa fra Stato e mafia, poi, all’improvviso, mentre pare possa uscire qualche foglio vergato da Vito Ciancimino, mafioso e politico, si precipita a Palermo e mette a verbale che l’ex sindaco gli chiese un colloquio, che lui rifiutò, per il tramite del carabiniere Mori, oggi generale. Ammesso che sia vero, è gravissimo. Tanto il fatto quanto l’incredibile memoria tardiva. Una commissione parlamentare d’inchiesta rileggerebbe questa storia, al di là dei suoi eventuali aspetti penali, e, già che c’è, rileggerebbe anche i verbali della commissione antimafia presieduta da Violante, nei quali s’intravede una versione opposta: fu Violante a chiedere di parlare a Ciancimino, e lo chiese a Mori. I teoremi li studiavo a scuola, non li maneggio per alimentare né il giustizialismo né la cultura del sospetto, ma i conti che non tornano sono troppi, talché l’ipotesi di un accertamento parlamentare, possibilmente serio, è da considerarsi doverosa. www.davidegiacalone.it Pubblicato da Libero

2 anni e 9 mesi fa
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Marco Carta come Vittorio Feltri. Il vincitore di Amici a Milano canta per il Pd

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#5 ti guardi mai allo specchio ?

2 anni e 9 mesi fa
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Bossi: Berlusconi vittima di un complotto della mafia. Ma non era lui stesso un mafioso?

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De Benedetti e Berlusconi Scritto da Davide Giacalone Friday 28 August 2009 De BenedettiI giornali della scuderia debenedettiana non hanno mai risparmiato attacchi a Silvio Berlusconi, tempestandolo, da ultimo, con dieci domande sul virtuoso tema di bulli e pupe. La scuderia berlusconiana, che comprende il quotidiano che oggi pubblica questo articolo, è, solitamente, meno ossessiva e tenace, ma trova ora interessante occuparsi di Carlo De Benedetti. Spiacerebbe che il derby, fra il cavaliere e l’ingegnere, giocato per la gioia delle rispettive tifoserie, finisca con l’oscurare il senso del campionato. In questa sfida c’è un pezzo rilevante della nostra storia. So di avventurarmi in una duplice bestemmia, ma Berlusconi, in fondo, è un De Benedetti vincente. All’inizio la sfida non era fra loro due, ma fra De Benedetti ed il capitalismo italiano post bellico, costruito attorno ai patti di sindacato ed alla regia di Enrico Cuccia. Un capitalismo con pochi capitali, con Cuccia che difendeva i padroni dalla politica e le aziende dai padroni ladri. Mentre il giovane Silvio tirava su case e s’illuminava di teleschermo, domandandosi che altro si potesse fare con i cavi di cui erano dotate le abitazioni costruite, il giovane Carlo già giocava in grande, sperando di fregare gli Agnelli. Se ne accorsero e lo mandarono via. Ebbe in cambio dei soldi, che gli servirono a continuare l’avventura, in Olivetti. Fece un gran lavoro, condendolo con visioni accattivanti e scenari suggestivi. Perché De Benedetti è un geniaccio, cinico ed intuitivo. Mentre Silvio spendeva per difendere Indro Montanelli, cui il Corriere della Sera sembrava in mano ai comunisti, Carlo aveva ben fiutato il vento e capito che le cose migliori si potevano fare prendendo per mano i compagni del Pci e spiegando loro come si sta al mondo. Repubblica fu la creazione vincente, capace di condizionare la sinistra ed allettare quanti, da veri fessi, ci tenevano a far la parte degli intelligenti. Veniamo ad alcuni fatti, perché grazie alle suggestioni indotte da un plotone di commentatori modello Ikea, che costano poco e ti montano quello che vuoi, s’è diffusa l’impressione che Berlusconi sarà pure bravo, ma, insomma, si fa strada a suon di stecche ed amicizie politiche. Mica come De Benedetti! Davvero? Geronimo ha ricordato la gara per la prima concessione di telefonia cellulare alternativa a Tim, raccontando che Ciampi consegnò la vittoria a De Benedetti. Vero. I particolari, però, sono interessanti. I concorrenti non erano due, ma tre. C’era un consorzio dove si trovavano Fiat e Fininvest, ma Agnelli ci credeva poco, e, del resto, quando poi gli regalarono Telecom Italia fece come peggio non si poteva, mentre Berlusconi, al momento culminante della gara, si avviava verso Palazzo Chigi. Gareggiava anche Pactel, un operatore di telecomunicazioni, statunitense, attorno al quale si era coagulata una cordata d’imprenditori italiani, con il nome di “Pronto Italia”. Forse erano i migliori (il lettore sappia che ero loro consulente), ma privi di padrini politici, e a vincere doveva essere De Benedetti. Uniamoci, propose loro. Pensate che bella gara: un candidato si fa fuori da solo e gli altri due si alleano. Il trionfo della trasparenza. Nel 1997 il governo Prodi vende il controllo di Telecom Italia, per 11,82 miliardi di euro. Quattro anni dopo una società pubblica, l’Enel, rientra nel settore delle telecomunicazioni, acquistando Infostrada, che offre di pagare 11 miliardi. Abbiamo barattato un grattacielo per un fienile. Infostrada conteneva la rete delle Ferrovie dello Stato che, come Geronimo ha narrato, era stata comprata da Olivetti nel 1977, per 700 miliardi di lire, pagabili in quattordici anni, e rivenduta l’anno successivo, incassando 14 mila miliardi di lire, sull’unghia. Lorenzo Necci, allora amministratore delle Ferrovie, raccontò le pressioni politiche subite, da Giuliano Amato e Massimo D’Alema, affinché quella rete non venisse venduta al miglior offerente, ma all’unico autorizzato: De Benedetti. Se mettete assieme i fatti qui riassunti, aggiungendo quelli che ciascuno ricorda e conosce, converrete che l’idea secondo la quale è in corso, da anni, un conflitto fra buoni e cattivi, onesti e disonesti, ammanicati e liberi, può albergare solo nella testa di gente che è bene cambi spacciatore. La realtà è che De Benedetti sfidò per primo i salotti, ma Berlusconi li ha vinti. De Benedetti ha voluto contare in politica, Berlusconi l’ha fatta, vincendo. De Benedetti ha voluto la tessera numero uno di un partito, Berlusconi se n’è fatto uno dove conta solo la sua tessera, che manco ritira. De Benedetti voleva essere il più ricco, Berlusconi lo è diventato. De Benedetti voleva avere dalla sua la sinistra, per modernizzarla, Berlusconi ebbe dalla sua quella di Craxi, perché già moderna. Il tutto mentre i regnanti di un tempo si ritrovano a litigare in famiglia, contando poco in azienda e rinfacciandosi vari reati societari e fiscali. E, per favore, non si dica che queste cose si trovano qui scritte perché il papiro è berlusconiano, anzi, dovrebbero essere scritte, a caratteri cubitali, propri sui fogli della sinistra, in modo da porre le premesse della vittoria, non quelle del ridicolo. www.davidegiacalone.it Pubblicato da Il Giornale

2 anni e 9 mesi fa
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Marco Carta come Vittorio Feltri. Il vincitore di Amici a Milano canta per il Pd

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Ghedini: "Altre querele" E il presidente del Consiglio sta avviando una serie di azioni legali contro media in Italia e all’estero per casi di diffamazione nella copertura di fatti legati alla sua vita privata. Lo ha detto il suo avvocato. Niccolò Ghedini, avvocato del premier, ha detto che sono già state avviate azioni legali in Italia, Francia e Spagna e di aver dato mandato agli avvocati in Gran Bretagna di studiare azioni analoghe. FINALMENTE!

2 anni e 9 mesi fa
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Marco Carta come Vittorio Feltri. Il vincitore di Amici a Milano canta per il Pd

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Gossip, Berlusconi querela Repubblica Il Pd: "Intimidazione, ci denunci tutti" http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=378129 ERA ORA!

2 anni e 9 mesi fa
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Marco Carta come Vittorio Feltri. Il vincitore di Amici a Milano canta per il Pd

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Molaschi, guarda che i superalcolici tra l'altro con il caldo che fa, fanno male anche al cervello, non solo al fegato.

2 anni e 9 mesi fa
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Patrizia D’Addario debutta in politica

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#81 ma in che mondo vivi tu Mr Lorenz? alza la testa, ogni tanto…

2 anni e 9 mesi fa
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Patrizia D’Addario debutta in politica

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#81 e secondo te, chi e come vengono addestrati i piloti delle frecce tricolori? sveglia, volpino!

2 anni e 9 mesi fa
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Bossi: Berlusconi vittima di un complotto della mafia. Ma non era lui stesso un mafioso?

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Certo che a dare del mafioso così a vanvera …. non è proprio indice di intelligenza.

2 anni e 9 mesi fa
800

Videocracy: il trailer che Rai e Mediaset hanno rifiutato di trasmettere

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#67 quanto sei superficiale. sei proprio dipendente dalla tv. tu sei uno di quelli che la tv la osanna.

2 anni e 9 mesi fa