Marina Berlusconi contro Travaglio: pronta la prima querela
(0 punti) (0 commenti)L’Europa ribelle diPaolo Flores d’A rc a i s dc L’Europa non è il Maghreb, i governi d’establishment delle democrazie in crisi non sono comparabili ai dispotismi dei Ben Alì, Mubarak, Gheddafi (per non parlare di Assad), e dunque le rivolte del Nordafrica non hanno alcuna probabilità di ripetersi nel Vecchio continente. Ma è accecante cecità quella del primo ministro Cameron che di fronte alle fiamme di Tottenham sentenzia: “Pura criminalità”. Ci sono certamente anche i delinquenti, come sempre accade nei momenti torbidi. Ma c’è innanzitutto la rabbia e l’esasperazione di chi (masse, ormai. E soprattutto crescenti. E in primo luogo giovanili) è stato escluso dalla cittadinanza democratica, e infine dalla stessa speranza di accedervi. Perché la democrazia implica diffusa mediocrità di ricchezze, come già insegnava Rousseau, e non può reggere a lungo la dismisura tra l’opulenza sempre più sfacciata (e spesso proterva di illegalità) degli “happy few”e l’orizzonte di neo-povertà che inghiotte ex ceti medi e avvelena la condizione giovanile. L’esclusione dal benessere è diventata anche esclusione dalla cittadinanza, poiché la politica è ormai ovunque autoreferenziale, “co - sa loro”, proprietà degli establishment, che non a caso privatizzano ogni bene comune e distruggono il welfare. Questa miscela esplosiva è all’origine delle ondate di collera popolare in Grecia, degli “indignados” in Spagna, e può solo espandersi e radicalizzarsi. Chi è respinto dall’unica comunità che in democrazia dovrebbe esistere, quella dei cittadini EGUALI, cerca identità e illusorio risarcimento nell’etnia, nella religione, nella gang, ma la radice che alimenta la rivolta è sociale: il furore contro una disuguaglianza che ha travolto ogni umana decenza. Che rispetto merita la polizia (l’ordine sociale) quando il capo di Scotland Yard si è dovuto dimettere per le tresche con i corruttori e ricattatori del non-giornalismo di Murdoch? E da che pulpito Cameron – di quel marciume mallevadore e beneficato – può gridare ai “cr iminali”? E perché mai sentirsi “nella stessa barca”quando si taglia sulle pensioni e sugli asili per ingrassare iMackie Messer dell’intreccio affaristico-politico-criminale? Quote sempre più larghe di “cittadini” sono oggi esclusi in Europa dal benessere, dalla rappresentanza, dalla speranza. La loro rabbia è sacrosanta. Ma le rivolte rischiano di restare “jaquer ies” senza sbocchi, addirittura manovrabili dai nuovi fascismi, se i movimenti sociali non si attrezzeranno a diventare anche soggetti politici ed elettorali: la sinistra libertaria oggi inesistente.
9 mesi e 3 settimane faMarina Berlusconi contro Travaglio: pronta la prima querela
(0 punti) (0 commenti)In casi dove un superstraricco (chi ha un reddito superiore ai 100.000 euro annui) querela un "normale" all'inizio del processo dovrebbe mettere in un fondo fiduciario del tribunale il 10% del capitale posseduto e in caso di sconfitta metà va al querelato il resto al ministero di giustizia…Ovviamente anche nel caso cui la persona giuridica sia un azienda
10 mesi faMarina Berlusconi contro Travaglio: pronta la prima querela
(1 punto) (0 commenti)"Un risarcimento che ha in effetti lasciato perplessi per la sua entità apparentemente sproporzionata" Spropositata rispetto a cosa? Landoni ripeti a pappagallo i ritornelli berlusconiani?
10 mesi faBossi inaugura i ministeri al Nord, pagliacciata da Repubblica delle banane
(0 punti) (0 commenti)LE "LORO" ULTIME CASTATE Il video sulla piazzata indecente della Polverini e di tal Rositani contro il nostro Carlo Tecce alla sagra del peperoncino di Rieti è un documento che tra molti anni, quando di questa miserevole casta di politicanti non vi sarà più traccia, i nostri nipoti guarderanno incuriositi chiedendosi: ma davvero l’Italia era governata da gente simile? Osservate bene quel tal Rositani, come inalbera la criniera vaporosa e come innesta mento e marcia da parata, lui percettore di innumerevoli prebende ignoto ai più, perfino ai camerati del vecchio Msi dove non lasciò traccia alcuna. Un patetico signor nessuno reso arrogante da una poltrona nel malridotto cda Rai, prono esecutore degli ordini di palazzo Grazioli che dimostra la propria esistenza in vita trascinando per il corso reatino mezzo vertice Rai (l’a l t ra metà giustamente si vergognava). E che dire della presidente della Regione Lazio, così orgogliosa di sorvolare la tratta Roma-Rieti (un’ora di auto) sugli elicotteri antincendio da promettere che lo farà sicuramente tutte le volte che ne avrà voglia. La signora fa la faccia truce ma almeno non vomita parolacce da trivio contro il nostro giornalista come fa l’anziano bullo Rositani. Ora, alle corrette domande di Tecce su chi pagava cosa (ovviamente noi contribuenti) in qualunque Paese civile, dei politici civili avrebbero risposto a tono spiegando ciò che c’era da spiegare. Nell’Italia dei politicanti da strada, invece, un giornalista con la schiena dritta che fa le domande giuste è merce così rara che viene insultato e minacciato di essere “preso a schiaffi”. Questo nell’indifferenza pressocchè generale poiché di Rositani e Polverini la casta ne produce in quantità industriale nella tronfia convinzione che tutto ma proprio tutto le sia concesso. Non è così e se ne accorgeranno.
10 mesi e 1 settimana faBerlusconi, Scilipoti, e la norma salva Fininvest: mai tante bugie insieme
(0 punti) (0 commenti)Po l v e r i n i & Rositani di Antonio Padellaro dc Il video del fa t t o q u o t i d i a n o . i t sulla piazzata indecente della Polverini e di tal Ro- sitani contro il nostro Carlo Tecce alla sagra del peperonci- no di Rieti è un documento che tra molti anni, quando di questa miserevole casta di politicanti non vi sarà più traccia, i nostri nipoti guarderanno incuriositi chiedendosi: ma davvero l’Ita - lia era governata da gente simi- le? Osservate bene quel tal Ro- sitani, come inalbera la criniera vaporosa e come innesta mento e marcia da parata, lui percet- tore di innumerevoli prebende ignoto ai più, perfino ai came- rati del vecchio Msi dove non la- sciò traccia alcuna. Un patetico signor nessuno reso arrogante da una poltrona nel malridotto cda Rai, prono esecutore degli ordini di palazzo Grazioli che dimostra la propria esistenza in vita trascinando per il corso rea- tino mezzo vertice Rai (l’a l t ra metà giustamente si vergogna- va). E che dire della presidente della Regione Lazio, così orgo- gliosa di sorvolare la tratta Ro- ma-Rieti (un’ora di auto) sugli elicotteri antincendio da pro- mettere che lo farà sicuramente tutte le volte che ne avrà voglia. La signora fa la faccia truce ma almeno non vomita parolacce da trivio contro il nostro gior- nalista come fa l’anziano bullo Rositani. Ora, alle corrette do- mande di Tecce su chi pagava cosa (ovviamente noi contri- buenti) in qualunque Paese ci- vile, dei politici civili avrebbero risposto a tono spiegando ciò che c’era da spiegare. Nell’Italia dei politicanti da strada, invece, un giornalista con la schiena dritta che fa le domande giuste è merce così rara che viene in- sultato e minacciato di essere “preso a schiaffi”. Questo nel- l’indifferenza pressocchè gene- rale poiché di Rositani e Polve- rini la casta ne produce in quan- tità industriale nella tronfia convinzione che tutto ma pro- prio tutto le sia concesso. Non è così e se ne accorgeranno. Pa- rola nostra.
10 mesi e 1 settimana faLe pagelle del venerdì
(0 punti) (0 commenti)L'analisi è dell'economista Antonio Merlo "Abbiamo la classe politica più vecchia Più assenteista. E più pagata al mondo" La più vecchia, la più assenteista, la più costosa tra i paesi sviluppati. E insieme, la meno istruita e preparata nella storia della Repubblica. In altre parole “la più mediocre classe politica che l’Italia abbia avuto dal 1948” - dice inoltre - "I tagli annunciati dal governo sono solo un contentino, serve una rivoluzione istituzionale" Niente meno. E' l'esito di uno studio di un economista italiano di fama mondiale: Antonio Merlo, direttore del dipartimento di Economia della University of Pennsylvenia. Sotto accusa anche la propensione tutta italiana a far sedere in Parlamento non i migliori ma gli “unfit to lead”, gli inadatti a governare, per usare una celebre frase usata dall’Economist per definire Berlusconi.
10 mesi e 1 settimana faLe pagelle del venerdì
(0 punti) (0 commenti)AH NAPOLITA': MA CHE STAI A Dì!!! DA QUANDO SE LA GIUSTIZIA CERCA DI ARRESTARE I MALFATTORI PRESENTI IN PARLAMENTO E SIMILI SI DEVE CONSIDERARE SCONTRO TRA POLITICA E MAGISTRATURA? Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha invitato i magistrati a “evitare condotte che creino indebita confusione di ruoli e fomentino l’ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura”. Su queste parole pronunciate all’indomani dell’arresto del deputato Alfonso Papa (Pdl), autorizzato dalla Camera, all’indomani del non arresto del senatore Alberto Tedesco (ex Pd) votato da Palazzo Madama, all’indomani delle notizie che riguardano Filippo Penati (Pd) indagato per tangenti a Milano, ci permettiamo di porre alcune domande che hanno il solo scopo di non incorrere in errate interpretazioni e meno che mai intendono tirare, come si dice, per la giacchetta l’inqui - lino del Colle. La frase riportata pone l’accento sulle “condotte” dei magistrati, quasi fossero essi i maggiori responsabili dell’“ intollerabile, sterile scontro” con la politica. È così? E quanto alle condotte della politica da evitare (le più disdicevoli quali la corruzione e l’associazione per delinquere oggetto delle indagini in questione) saranno affrontate in un intervento successivo del Quirinale? Tra le “condotte” da evitare ce ne sono di riscontrabili negli atti delle procure relativi ai succitati casi Papa, Tedesco, Penati? Oppure quello del capo dello Stato è un monito che solo casualmente si lega con la stretta attualità giudiziaria? Infine, quando Napolitano chiede ai magistrati “di calare le proprie decisioni nella realtà del Paese, facendosi carico delle ansie quotidiane e delle aspettative della collettività” come tutto ciò può conciliarsi con l’articolo 101 della Costituzione secondo cui i giudici sono soggetti soltanto alla legge e con l’articolo 112 sull’obbligo dell’azione penale dei pm? E dove di ansie e aspettative non v’è menzione alcuna? (STRALCIO DELL'EDITORIALE DI A. PADELLARO SU "IL FATTO" DI OGGI)
10 mesi e 1 settimana faManovra a tempo di record! Berlusconi "mette le mani nelle tasche degli italiani"
(0 punti) (0 commenti)Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha invitato i magistrati a “evitare condotte che creino indebita confusione di ruoli e fomentino l’ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e ma gistratura”. Su queste parole pronunciate all’indomani dell’arresto del deputato Alfonso Papa (Pdl), autorizzato dalla Camera, all’indomani del non arresto del senatore Alberto Tedesco (ex Pd) votato da Palazzo Madama, all’indomani delle notizie che riguardano Filippo Penati (Pd) indagato per tangenti a Milano, ci permettiamo di porre alcune domande che hanno il solo scopo di non incorrere in errate interpretazioni e meno che mai intendono tirare, come si dice, per la giacchetta l’inqui - lino del Colle. La frase riportata pone l’accento sulle “condot - te” dei magistrati, quasi fossero essi i maggiori responsabili dell’“ intollerabile, sterile scontro” con la politica. È così? E quanto alle condotte della politica da evitare (le più disdicevoli quali la corruzione e l’associazione per delinquere oggetto delle indagini in questione) saranno affrontate in un intervento successivo del Quirinale? Tra le “condotte” da evitare ce ne sono di riscontrabili negli atti delle procure relativi ai succitati casi Papa, Tedesco, Penati? Oppure quello del capo dello Stato è un monito che solo casualmente si lega con la stretta attualità giudiziaria? Infine, quando Napolitano chiede ai magistrati “di calare le proprie decisioni nella realtà del Paese, facendosi carico delle ansie quotidiane e delle aspettative della collettività” come tutto ciò può conciliarsi con l’articolo 101 della Costituzione secondo cui i giudici sono soggetti soltanto alla legge e con l’articolo 112 sull’o bbl i go dell’azione penale dei pm? E dove di ansie e aspettative non v’è menzione alcuna?
10 mesi e 1 settimana faManovra a tempo di record! Berlusconi "mette le mani nelle tasche degli italiani"
(0 punti) (0 commenti)ATTUATO "IL VA(u)RO DELLA MANOVRA" http://www.vauro.net/store/vauro150711.html
10 mesi e 2 settimane faManovra a tempo di record! Berlusconi "mette le mani nelle tasche degli italiani"
(0 punti) (0 commenti)ALTRO CHE NELLE TASCHE CE LE METTE DIRETTAMENTE INTORNO AL COLLO…E UN ALTRA COSA NEL LATO B. …
10 mesi e 2 settimane faBerlusconi, Scilipoti, e la norma salva Fininvest: mai tante bugie insieme
(1 punto) (0 commenti)Mai come in questo caso (visto il "duo") si può ben dire "le bugie hanno le gambe corte".
10 mesi e 3 settimane faAfghanistan, Bossi e Calderoli "avvoltoi" (per un pugno di voti)
(0 punti) (0 commenti)3- la Lega in passato ha più volte appoggiato l'impegno militare attivo in Afghanistan dichiarandosi in linea con la politica interventista di Bush J. Solo ultimamente dopo che la base leghista dimostrava di sopportare con fastidio le morti di nostri militari in loco hanno cominciato a parlare di ridefinizioni e cambi di strategia senza però mai chiedere chiaramente un "ritiro" del contingente, nemmeno "ora".
10 mesi e 4 settimane faAfghanistan, Bossi e Calderoli "avvoltoi" (per un pugno di voti)
(0 punti) (0 commenti)E' ovvio che se quelli della Lega descrivono Inutile Dannoso e Anticostituzionale il nostro (limitato) impegno in Libia devono ora rivedere l'impegno in Afghanistan dove pur maggiormente attivi militarmente siamo meno coinvolti come riflessi diretti sull'Italia, specie se raffrontiamo il tutto con la Libia dove abbiamo interessi economici in ballo e influenze dirette di tutti i tipi quale paese occidentale più vicino… Se poi parliamo di mero costo economico, se dobbiamo spendere, meglio farlo in azioni in Libia dove un ritorno economico per la nostra nazione è più probabile che in Afghanistan dove sono anni che buttiamo risorse economiche e umane a fondo perduto.
10 mesi e 4 settimane faAngelino Alfano, the day after
(2 punti) (0 commenti)Da "oggi le comiche" quando Angiolino Jolie tra applausi scroscianti, ha chiamato a raccolta per riformare il paese “il partito degli onesti” mentre in prima fila, a spellarsi le mani c'erano Alfonso Papa e Nick Cosentino.
11 mesi faAnche l'Angelo (Alfano) promette "miracoli". Intanto l'Italia a rischio default
(1 punto) (0 commenti)Applausi scroscianti, quando Angiolino Jolie ha chiamato a raccolta “il partito degli onesti”: in prima fila, a spellarsi le mani, Alfonso Papa e Nick Cosentino. Chiaro che stava parlando di loro.
11 mesi faIl piano di De Magistris per smaltire i rifiuti napoletani: mandarli altrove
(0 punti) (0 commenti)Casta, a Parma (che è un pò più a nord di Napoli) il tappo è saltato. Il Titanic su cui viaggia un pezzo importante della nostra classe dirigente imbarca sempre più pericolosamente acqua. Nel pomeriggio di venerdì il tappo è saltato a Parma. Qui undici arresti nella pubblica ammistrazione e un furto di denaro dei contribuenti stimato intorno ai 500mila euro ha spinto un folto gruppo di abitanti a considerare ormai colma la misura. Cinquecento cittadini hanno preso d’assedio l’ingresso del Municipio, hanno chiesto a gran voce le dimissioni del sindaco Pdl Roberto Vignali e hanno lanciato monetine agli assessori, come era accaduto con Bettino Craxi ai tempi dell’Hotel Raphael. Trenta di loro sono anche entrati nella sala del consiglio comunale urlando “ladro, ladro” all’indirizzo di Vignali.
11 mesi e 1 settimana faPd in movimento. Ma dove va?
(0 punti) (0 commenti)Max The Fox “Ora è molto tardi per fare una legge sulle intercettazioni e del tutto inopportuno intervenire per decreto. Ma il problema c’è: non è giusto mettere sui giornali la vita privata delle persone. Leggiamo una valanga di intercettazioni che nulla hanno a che fare con vicende penali, ma sono sgradevolmente riferite a vicende personali. Non è una cosa positiva. Occorre proteggere i cittadini”. Chi l’ha detto? Massimo D’Alema naturalmente. Puntuale come una merchant bank, ogni qualvolta B. è travolto in uno scandalo, arriva la Volpe del Tavoliere a levarlo d’impaccio. O almeno a fare pari e patta. Fa sempre così, da 17 anni. Breve riepilogo delle puntate precedenti. Nel ‘94 B. finisce nei guai a Milano per le tangenti alla Finanza: D’Alema finisce nei guai a Bari per un finanziamento illecito di 20 milioni dal re delle cliniche pugliesi, l’imprenditore malavitoso Cavallari (prescrizione). Nel ’96 B. è politicamente morto e l’Ulivo di Prodi si accinge a una sonante vittoria: Max va in pellegrinaggio a Mediaset per esaltarla come “grande risorsa del Paese” e garantire che non la sfiorerà nemmeno con un dito. B. medita di ritirarsi a vita privata: D’Alema s’inventa la Bicamerale per riscrivere “insieme” la Costituzione, specie sulla giustizia, lo trasforma in padre ricostituente e manda in soffitta il conflitto d’interessi. Nel ’98 Prodi e Ciampi portano l’Italia in Europa: Bertinotti li rovescia in men che non si dica e l’indomani D’Alema è già pronto con una maggioranza alternativa, rimpiazzando Rifondazione coi ribaltonisti di Mastella, Cossiga e Buttiglione e dichiarando morto l’Ulivo. Nel ’99 Rete 4 perde la concessione, ma D’Alema – impegnatissimo a sponsorizzare i “capitani coraggiosi” Colaninno, Gnutti e Consorte per l’assalto a Telecom – la salva regalandole la licenza per trasmettere in proroga sulle frequenze che spettano a Europa7. Nel 2001 B. risorge dalle sue ceneri e governa cinque anni: unica opposizione i girotondi, i pacifisti, i no global, infatti D’Alema raccomanda di evitare la piazza. Nel dicembre 2005 B. è alla canna del gas, dopo aver perso le amministrative e le europee, mentre l’Unione di Prodi ha 15 punti di vantaggio in vista del voto politico del 2006: ma ecco saltar fuori le intercettazioni sull’ultimo colpo di genio di Max, l’appoggio alla scalata illegale dell’Unipol di Consorte alla Bnl (“Vai, Gianni, facci sognare!”). Pari e patta con le scalate di Fiorani e Ricucci ad Antonveneta ed Rcs sponsorizzate dal centrodestra. Così l’Unione si mangia quasi tutto il vantaggio e Prodi vinciucchia per 25 mila voti, troppo pochi per governare senza i ricatti dei partitini. Nel 2009 B., dopo un anno di governo, è già alla frutta per lo scandalo D’Addar io-Tarantini: ben presto si scopre che “Gianpi” le mign0tte le portava nei giorni pari a Palazzo Grazioli e in quelli dispari a Sandro Frisullo, vicepresidente della giunta Vendola e dalemiano di ferro. Una Bicamerale a luci rosse. Nel 2010 B. è di nuovo spu77anato dalle rivelazioni di Wikileaks: Max non può mancare e infatti salta fuori un cablo dell’ambasciatore Spogli a Washington su quel che gli ha confidato D’Alema nel 2007: “La magistratura è la più seria minaccia per lo Stato italiano”. Infatti i giudici baresi arrestano anche l’altro assessore dalemiano di Vendola, Alberto Tedesco, provvidenzialmente rifugiatosi al Senato. Nel 2011 B. perde comunali e referendum: D’Alema offre un bel governo istituzionale col Pdl. Scandalo P4: Bisignani trafficava con vari ministri, ma accompagnava pure il gen. Poletti da D’Alema (e da chi, se no?). Ora B. ci riprova col bavaglio ai giornali che pubblicano intercettazioni pubbliche. Max The Fox concorda, ma dice che “per una legge è tardi”. Ci penserà lui quando tornerà al governo. Per lui la missione del centrosinistra è sempre stata questa: completare l’opera del centrodestra. Il guaio è che quegli str0nzi degli elettori non l’hanno ancora capito. (di Marco Travaglio su "Il Fatto" di oggi)
11 mesi e 1 settimana faMilano, casse vuote a Palazzo Marino. Pisapia: "La Moratti ha mentito sul bilancio"
(0 punti) (0 commenti)Max The Fox di Marco Travaglio “Ora è molto tardi per fare una legge sulle intercettazioni e del tutto inopportuno intervenire per decreto. Ma il problema c’è: non è giusto mettere sui giornali la vita privata delle persone. Leggiamo una valanga di intercettazioni che nulla hanno a che fare con vicende penali, ma sono sgradevolmente riferite a vicende personali. Non è una cosa positiva. Occorre proteggere i cittadini”. Chi l’ha detto? Massimo D’Alema naturalmente. Puntuale come una merchant bank, ogni qualvolta B. è travolto in uno scandalo, arriva la Volpe del Tavoliere a levarlo d’impaccio. O almeno a fare pari e patta. Fa sempre così, da 17 anni. Breve riepilogo delle puntate precedenti. Nel ‘94 B. finisce nei guai a Milano per le tangenti alla Finanza: D’Alema finisce nei guai a Bari per un finanziamento illecito di 20 milioni dal re delle cliniche pugliesi, l’imprenditore malavitoso Cavallari (prescrizione). Nel ’96 B. è politicamente morto e l’Ulivo di Prodi si accinge a una sonante vittoria: Max va in pellegrinaggio a Mediaset per esaltarla come “grande risorsa del Paese” e garantire che non la sfiorerà nemmeno con un dito. B. medita di ritirarsi a vita privata: D’Alema s’inventa la Bicamerale per riscrivere “insieme” la Costituzione, specie sulla giustizia, lo trasforma in padre ricostituente e manda in soffitta il conflitto d’interessi. Nel ’98 Prodi e Ciampi portano l’Italia in Europa: Bertinotti li rovescia in men che non si dica e l’indomani D’Alema è già pronto con una maggioranza alternativa, rimpiazzando Rifondazione coi ribaltonisti di Mastella, Cossiga e Buttiglione e dichiarando morto l’Ulivo. Nel ’99 Rete 4 perde la concessione, ma D’Alema – impegnatissimo a sponsorizzare i “capitani coraggiosi” Colaninno, Gnutti e Consorte per l’assalto a Telecom – la salva regalandole la licenza per trasmettere in proroga sulle frequenze che spettano a Europa7. Nel 2001 B. risorge dalle sue ceneri e governa cinque anni: unica opposizione i girotondi, i pacifisti, i no global, infatti D’Alema raccomanda di evitare la piazza. Nel dicembre 2005 B. è alla canna del gas, dopo aver perso le amministrative e le europee, mentre l’Unione di Prodi ha 15 punti di vantaggio in vista del voto politico del 2006: ma ecco saltar fuori le intercettazioni sull’ultimo colpo di genio di Max, l’appoggio alla scalata illegale dell’Unipol di Consorte alla Bnl (“Vai, Gianni, facci sognare!”). Pari e patta con le scalate di Fiorani e Ricucci ad Antonveneta ed Rcs sponsorizzate dal centrodestra. Così l’Unione si mangia quasi tutto il vantaggio e Prodi vinciucchia per 25 mila voti, troppo pochi per governare senza i ricatti dei partitini. Nel 2009 B., dopo un anno di governo, è già alla frutta per lo scandalo D’Addar io-Tarantini: ben presto si scopre che “Gianpi” le mign0tte le portava nei giorni pari a Palazzo Grazioli e in quelli dispari a Sandro Frisullo, vicepresidente della giunta Vendola e dalemiano di ferro. Una Bicamerale a luci rosse. Nel 2010 B. è di nuovo spu77anato dalle rivelazioni di Wikileaks: Max non può mancare e infatti salta fuori un cablo dell’ambasciatore Spogli a Washington su quel che gli ha confidato D’Alema nel 2007: “La magistratura è la più seria minaccia per lo Stato italiano”. Infatti i giudici baresi arrestano anche l’altro assessore dalemiano di Vendola, Alberto Tedesco, provvidenzialmente rifugiatosi al Senato. Nel 2011 B. perde comunali e referendum: D’Alema offre un bel governo istituzionale col Pdl. Scandalo P4: Bisignani trafficava con vari ministri, ma accompagnava pure il gen. Poletti da D’Alema (e da chi, se no?). Ora B. ci riprova col bavaglio ai giornali che pubblicano intercettazioni pubbliche. Max The Fox concorda, ma dice che “per una legge è tardi”. Ci penserà lui quando tornerà al governo. Per lui la missione del centrosinistra è sempre stata questa: completare l’opera del centrodestra. Il guaio è che quegli str0nzi degli elettori non l’hanno ancora capito.
11 mesi e 1 settimana faIl piano di De Magistris per smaltire i rifiuti napoletani: mandarli altrove
(0 punti) (0 commenti)Caro LL a parte il fatto che la metà (forse più) dei rifiuti tossici nelle discariche abusive e lecite campane sono del nord "padano" perchè ai cummenda piace risparmiare e per farlo va bene "tutto". Il tuo articolo dimostra la tua grettezza di Berluscones indomito e refrattario alla realtà dello "schifo" a cui il Nano ci ha portato e ci sta abituando…
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Marina Berlusconi contro Travaglio: pronta la prima querela
(0 punti) (0 commenti)Il suicidio Meredith di Marco Travaglio Da certi commenti sulla sentenza di Perugia, pare quasi che Meredith Kercher si sia suicidata. Della ragazza assassinata non parla quasi nessuno: “Il silenzio dei genitori non ha pagato, in tv si son visti solo i familiari di Amanda Kno x”, osserva la giornalista di N ew sw e e k che segue il caso fin dall’inizio. E, come tutti quelli che conoscono le carte, è colpevolista. Silenzio imbarazzato anche sull’ivoriano Rudy Guede, unico sicuro colpevole uscito dalla lotteria dei cinque verdetti: 4 condanne (3 con rito abbreviato per Rudy, condannato definitivamente a 16 anni, e 1 con rito ordinario per Amanda e Raffaele Sollecito in Corte d’assise), 1 sola assoluzione (quella della Corte d’assise d’appello). Con ciò, per carità, non vogliamo dire che Amanda e Raffaele siano colpevoli: per la Costituzione erano innocenti anche dopo la condanna di primo grado, e lo sarebbero rimasti anche se fosse stata confermata in appello. La loro però rimane un’innocenza provvisoria, visto che entrambi restano imputati di omicidio fino al giudizio di Cassazione. Dopodiché ciascuno potrà continuare a pensarla come vuole. L’unica cosa che ci dovrebbe essere risparmiata sono le lezioni degli americani, che hanno tanto da insegnarci, ma non il garantismo: negli Usa, dopo la prima condanna, si butta via la chiave, non essendo previsto appello. Noi invece processiamo la gente in nome del popolo italiano, con tanto di giuria popolare, e poi la facciamo riprocessare da un altro popolo italiano. Qualcuno sostiene addirittura che Amanda e Raffaele non avrebbero dovuto essere processati né arrestati. Ora, può darsi che la Corte d’assise d’appello non potesse non assolverli, dopo la perizia che neutralizzava le indagini della Scientifica sul coltello e sui ganci del reggiseno. Anche se si ha la sensazione che l’imputato sia colpevole, non si condanna che “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Le prove che bastano per indagare, arrestare, rinviare a giudizio spesso non bastano per condannare. Per questo tanti colpevoli sfuggono alla giustizia. Specie quando i processi sono indiziari: cioè privi di “pistola fumante”, sia essa la confessione dell’imputato o la parola di eventuali testimoni oculari. Un conto è sapere che l’imputato c’entra, un altro è provarlo. Di Amanda e Raffaele sappiamo che c’e n t ra n o . Altrimenti perché Amanda, nel primo interrogatorio senza difensore, quando nessuno ancora sa nulla dell’esistenza di Rudy, descrive la scena del delitto e accusa Patrick Lumumba, il “nero sbagliato” (“r icordo confusamente che Patrick ha ucciso Meredith”)? Se lei non era lì, che ne sapeva del delitto e dell’assassino? E, se lei non c’entra, perché calunniare un innocente? E perché Raffaele mente sull’alibi (“quella sera Amanda dormì a casa mia”), subito sbugiardato da vari testimoni? E chi sono i complici di Rudy, condannato per “concorso in omicidio commesso da altri”? Nella stanza di Meredith c’erano tracce solo di Rudy, Amanda e Raffaele. E la sentenza Rudy ha accertato che l’ingresso dell’ivoriano nell’alloggio fu “favorito da Amanda”. Gli indizi, anche scientifici, che hanno tenuto in carcere Amanda e Raffaele per 4 anni non li ha valutati solo la Procura: li hanno poi confermati 1 gup, 9 giudici di tre Riesami e 5 di Cassazione. Se solo la Procura avesse messo in cassaforte la confessione di Amanda, scovando un avvocato d’ufficio la notte in cui sapeva tutto e accusava Patrick, anziché continuare a sentirla senza difensore e rendere così inutilizzabile quel verbale, forse oggi racconteremmo un’altra storia. Poi ci sono le turbative esterne, che sarebbe il caso di rimuovere dai processi. Le indicibili pressioni americane, che ne han fatto un caso politico (a che titolo il Dipartimento di Stato esprime soddisfazione per la sentenza?). La presenza di avvocati-parlamentari (come l’ottima Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia). E il conseguente processo televisivo, dove solo i difensori possono parlare, mentre i pm no, dunque è tutto sbilanciato sulla difesa. Quella dei ricchi e dei famosi, s’intende. Rudy invece è un poveraccio, per giunta negro. Peggio per lui.
7 mesi e 3 settimane fa