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I 3 cooperanti di Emergency rifiutano il volo di stato. Perché?

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20- E' gente che poteva avere fama e sopratutto soldi usando il loro sapere per fare i chirurghi estetici…ma c'è chi fà anche scelte che sono incomprensibili per megalomani come i Berluscones

2 anni e 1 mese fa
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I 3 cooperanti di Emergency rifiutano il volo di stato. Perché?

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16- Ti sbagli con la generazione Mediaset stile Amici e GF…esistono anche soggetti che se ne fregano di queste cose e sopratutto della fama mediatica.

2 anni e 1 mese fa
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I 3 cooperanti di Emergency rifiutano il volo di stato. Perché?

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GLI AVVOCATI PRESI (E PAGATI) DA EMERGENCY HANNO AVUTO MANDATO DI ATTIVARSI PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DEL PERSONALE AFGANO ARRESTATO CON LE STESSE ACCUSE DEI TRE ITALIANI ORA LIBERATI.

2 anni e 1 mese fa
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I 3 cooperanti di Emergency rifiutano il volo di stato. Perché?

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I cooperanti hanno passato una notte tranquilla a casa con amici e questa mattina hanno raggiunto l'ospedale di Emergency, dove hanno potuto incontrare i colleghi volontari che si sono battuti per la loro liberazione. Secondo fonti vicine all'ospedale, il gruppo ha incontrato il Consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Hamid Karzai, Rangin Spanta, ma nulla è trapelato su questo colloquio. A QUANTO PARE E' GENTE CHE VUOLE SEMPLICEMENTE FARE (CONCLUDERE) LE COSE PER BENE SENZA DOVER "CORRERE" SUBITO VIA COME "LADRI" O SEMPLICEMENTE PER VIAGGIARE PIù COMODI A SPESE DEL GOVERNO.

2 anni e 1 mese fa
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I 3 cooperanti di Emergency rifiutano il volo di stato. Perché?

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5- Strada ha chiesto che indaghino a fondo e "veramente" sul fatto per trovare "chi" e "perchè"

2 anni e 1 mese fa
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I 3 cooperanti di Emergency rifiutano il volo di stato. Perché?

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Il corvo Landoni colpisce ancora sa solo scrivere articoli berlusconiani (intesa come cultura del disprezzo di chi non la pensa come te). Anche se semplicemente non volessero interpretare la parte dei TROFEI del Governo PDL? Crosetto prima di parlare (male) di loro o di Emergency dovrebbe fare i garganismi con il disinfettante…

2 anni e 1 mese fa
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Mondadori: Marina Berlusconi risponde a Roberto Saviano

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giovanni molaschi sei rimasto indietro, aviano ha già risposto. SAVIANO: Ho LETTO la lettera del presidente della Mondadori Marina Berlusconi e colgo occasione per precisare alcune questioni. Il capo del governo Berlusconi non ha espresso parole di critica. Critica significa entrare nel merito di una valutazione, di un dato, di una riflessione. Nelle sue parole c'era una condanna non ad una analisi o a un dato ma allo stesso atto di scrivere sulla mafia. Il rischio di quelle parole, ribadisco, è che ci sia un generico e preoccupante tentativo di far passare l'idea che chiunque scriva di mafia fiancheggi la mafia. Come se si dicesse che i libri di oncologia diffondono il cancro. Facendo così si avvantaggia solo la morte. Non capisco a cosa si riferisce quando la presidente Berlusconi dice: "Sappiamo tutti quanto abbia pesato e pesi l'omertà nella lotta alla criminalità organizzata… ma certo una pubblicistica a senso unico non è il sostegno più efficace per l'immagine del nostro Paese". In Gomorra sono raccontate anche le storie di coloro che hanno resistito alle mafie, un intero capitolo dedicato a Don Peppe Diana, c'è il racconto di una Italia che resiste e contrasta l'impero della criminalità. Quale sarebbe il senso unico? Ho anche più volte detto e scritto, che l'azione antimafia del governo c'è stata ed è stata importante, ricordando però al contempo che siamo ben lontani dall'annientare le organizzazioni, siamo solo all'inizio poiché le strutture economiche e politiche dei clan che continuano ad essere intatte. Ecco perché alla luce di quanto scrivo ho trovato le parole del capo del governo finalizzate a intimidire chiunque scriva di mafie e di capitali mafiosi. Ho io stesso visto e conosciuto la libertà della casa editrice Mondadori. Ci mancherebbe che uno scrittore non fosse libero nella sua professione. Una libertà esiste però solo se viene difesa, raccolta, costruita nell'agire quotidiano da tutti coloro che lavorano e vivono in una azienda. Ed è infatti proprio a questi che mi sono rivolto ed è da loro che mi aspetto come ho già scritto una presa di posizione in merito alla possibilità di continuare a scrivere liberamente nonostante queste dichiarazioni. Non può che stupire però che un editore non critichi ma bensì attacchi lo stesso prodotto che manda sul mercato, e lo attacchi su un terreno così sensibile e decisivo come quello della cultura della lotta alla criminalità organizzata. Sono molte le persone in Italia che per il loro impegno nel raccontare pagano un prezzo altissimo non è possibile liquidarle considerando la loro azione "promotrice" del potere mafioso. Una dichiarazione del genere annienta ogni capacità di resistenza e coraggio. E questo da intellettuale non è possibile ignorarlo e da cittadino non posso ascrivere una dichiarazione del genere alla dialettica democratica. È solo una dichiarazione pericolosa che andrebbe immediatamente rettificata.

2 anni e 1 mese fa
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Liberati i volontari di Emergency

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30- Frattini ha semplicemente fatto quello che andava fatto: cosa che nelle prime "sue" dichiarazioni pareva escludere puntando (partendo sopratutto da presupposti sbagliati) ad altro tipo di soluzione… Per cui "ma che stai a dì"….

2 anni e 1 mese fa
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La rivalità tra Roberto Cota e Mercedes Bresso si trasferisce in Europa

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PER CAPIRE COTA BASTA GUARDARE UNA SUA IMMAGINE…LOMBROSO E LA SUA SCIENZA IN QUESTO CASO NON AVEVANO TUTTI I TORTI.

2 anni e 1 mese fa
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Liberati i volontari di Emergency

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"Rimangono le prime dichiarazioni che assimilavano i soldati italiani in Afghanistan ai talebani, va be’" LANDONI: SE TI RISPARMIAVI LA CHIOSATINA FINALE DA BERLUSCONES PATRIOTTICO(IN STILE "ARMIAMOCI E PARTITE SONO CON VOI") ERA TUTTO DI GUADAGNATO, MA COME AL SOLITO TI SPENDI VOLENTIERI IN CAVOLATE…

2 anni e 1 mese fa
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Liberati i volontari di Emergency

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I BERLUSCONES (TIPO ENRICO & C.) NON SI SMENTISCONO MAI (NELLA LORO LOBOTOMIA INTRACRANICA) NEMMENO QUANDO VA TUTTO PER IL MEGLIO… UNA VOLTA TANTO IL GOVERNO HA AGITO (SI VEDE CHE HANNO SONDATO IL SENTIMENTO DELL'OPINIONE PUBBLICA RIGUARDO EMERGENCY CAPENDO CHE CI RIMETTEVANO LA FACCIA A LIVELLO LOCALE E SOPRATUTTO INTERNAZIONALE) COME DOVEVA SENZA SE E SENZA MA (NELL'AZIONE PRATICA). ORA COME CHIEDE ANCHE GINO STRADA SCOPRANO VERAMENTE CHI E PERCHE' HA INTRODOTTO QUELLE ARMI NELL'OSPEDALE…

2 anni e 1 mese fa
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Liberati i volontari di Emergency

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SONO COLPEVOLI: http://www.vauro.net/store/vauro180410.html

2 anni e 1 mese fa
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Roberto Saviano ricorda a Silvio Berlusconi il conflitto d’interessi

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SAVIANO: Ho LETTO la lettera del presidente della Mondadori Marina Berlusconi e colgo occasione per precisare alcune questioni. Il capo del governo Berlusconi non ha espresso parole di critica. Critica significa entrare nel merito di una valutazione, di un dato, di una riflessione. Nelle sue parole c'era una condanna non ad una analisi o a un dato ma allo stesso atto di scrivere sulla mafia. Il rischio di quelle parole, ribadisco, è che ci sia un generico e preoccupante tentativo di far passare l'idea che chiunque scriva di mafia fiancheggi la mafia. Come se si dicesse che i libri di oncologia diffondono il cancro. Facendo così si avvantaggia solo la morte. Non capisco a cosa si riferisce quando la presidente Berlusconi dice: "Sappiamo tutti quanto abbia pesato e pesi l'omertà nella lotta alla criminalità organizzata… ma certo una pubblicistica a senso unico non è il sostegno più efficace per l'immagine del nostro Paese". In Gomorra sono raccontate anche le storie di coloro che hanno resistito alle mafie, un intero capitolo dedicato a Don Peppe Diana, c'è il racconto di una Italia che resiste e contrasta l'impero della criminalità. Quale sarebbe il senso unico? Ho anche più volte detto e scritto, che l'azione antimafia del governo c'è stata ed è stata importante, ricordando però al contempo che siamo ben lontani dall'annientare le organizzazioni, siamo solo all'inizio poiché le strutture economiche e politiche dei clan che continuano ad essere intatte. Ecco perché alla luce di quanto scrivo ho trovato le parole del capo del governo finalizzate a intimidire chiunque scriva di mafie e di capitali mafiosi. Ho io stesso visto e conosciuto la libertà della casa editrice Mondadori. Ci mancherebbe che uno scrittore non fosse libero nella sua professione. Una libertà esiste però solo se viene difesa, raccolta, costruita nell'agire quotidiano da tutti coloro che lavorano e vivono in una azienda. Ed è infatti proprio a questi che mi sono rivolto ed è da loro che mi aspetto come ho già scritto una presa di posizione in merito alla possibilità di continuare a scrivere liberamente nonostante queste dichiarazioni. Non può che stupire però che un editore non critichi ma bensì attacchi lo stesso prodotto che manda sul mercato, e lo attacchi su un terreno così sensibile e decisivo come quello della cultura della lotta alla criminalità organizzata. Sono molte le persone in Italia che per il loro impegno nel raccontare pagano un prezzo altissimo non è possibile liquidarle considerando la loro azione "promotrice" del potere mafioso. Una dichiarazione del genere annienta ogni capacità di resistenza e coraggio. E questo da intellettuale non è possibile ignorarlo e da cittadino non posso ascrivere una dichiarazione del genere alla dialettica democratica. È solo una dichiarazione pericolosa che andrebbe immediatamente rettificata.

2 anni e 1 mese fa
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A Valmontone il Pd alla frutta si interroga su Fini

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ANCHE LETTA GETTA LA SPUGNA: Se persino Gianni Letta, dopo il pranzo con Fini, è diventato pessimista, significa che la situazione si sta facendo davvero ingarbugliata. E, in certi frangenti, basta un granello di sabbia per piegare gli eventi verso un esito imprevisto. Così due sere fa, mentre Berlusconi ascoltava Cicchitto, Alfano e altri che gli spiegavano quanto quella di Fini fosse "una piccola fronda senza numeri per impensierirci", il sottosegretario è intervenuto con aria grave: "La state facendo troppo facile". E non sarà un caso allora se Letta, che in altre situazioni sarebbe già stato all'opera per mediare, fino a ieri sera non si sia fatto sentire con il presidente della Camera. Soluzioni a portata di mano infatti non ce ne sono, mentre Berlusconi, in privato, continua a dire fuoco e fiamme del "cofondatore". Quello che Letta si è limitato a raccomandare al premier è di non concedere nulla a Fini sul fronte degli organigrammi: "Dobbiamo stare attenti - è stato il consiglio - a non rafforzarlo consentendogli di creare una squadra interna al partito. Altrimenti, tra un anno, il problema si ripresenterà in forma peggiore". Letta comunque può stare tranquillo, visto che il Cavaliere a fare concessioni non sta pensando affatto.

2 anni e 1 mese fa
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A Valmontone il Pd alla frutta si interroga su Fini

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C'E' CHI E' ALLA FRUTTA CHI ALLA CANNA DEL GAS… Insulti, minacce, accuse tra Bocchino, Lupi e Urso Sulla Rai va in diretta la scissione nel Pdl Le dichiarazioni ufficiali parlano di governo saldo, ricomposizione in vista e scissione lontana. Ma la realtà è fatta di volti paonazzi e urla da lite condominiale, accuse incrociate e inviti alle dimissioni. La realtà di un Pdl in preda all'isteria, emerge senza filtri venerdì sera su Raidue durante “L'ultima parola”, trasmissione condotta da Gianluigi Paragone. Il pretesto per una rissa in diretta televisiva, con da una parte i finiani Italo Bocchino e Adolfo Urso, e dall'altra un pretoriano di Berlusconi, Maurizio Lupi, assieme a Daniela Santanchè, nemica storica di Fini. In mezzo, l'ex An Giuseppe Valditara, visibilmente a disagio, e il giornalista Carlo Rossella, berlusconiano doc che ha provato a richiamare tutti a più miti consigli. Tentativo vano, perché davanti alle telecamere sono venuti a galla veleni sopiti da tempo, quasi come in una terapia di gruppo. Ad accendere la miccia è Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, che chiede “più democrazia” nel partito. Il neo-sottosegretario Santanchè risponde a muso duro: “Ricordati la democrazia ai tempi di An. Veniva gestita solo dalle sopracciglie di Gianfranco…E tu lo sai meglio di me”. Il dibattito si arroventa. Bocchino attacca il ciellino Lupi: “Voi di Comunione e Liberazione siete i maestri della divisione dei posti, vieni a fare la morale a me?”. Il vicepresidente della Camera si mette a urlare, con il volto tutto rosso: “Se la pensi così, non ti riconosco più come presidente vicario del gruppo . Dimettiti”. Controreplica di Bocchino: “Lupi è stato il primo a dirci per conto di Berlusconi: “Dimettetevi e andate fuori del Pdl”. Quello di Lupi è un atteggiamento fascista e squadrista, questo è il vostro modo di governare”. La Santanchè ride forte, Lupi protesta, Valditara frigge sulla sedia. Bocchino se la prende con Paragone: “La prego di lasciarmi parlare con calma, poi vi lascio tutto il tempo, se vuole lascio volentieri anche la trasmissione perché la presenza mi sembra inutile, il taglio della trasmissione mi sembra chiaro”. Paragone (con cui Bocchino aveva discusso anche nella puntata precedente): “Anche oggi?”. Bocchino: “Ma certo, lei fa il suo mestiere, è pagato per questo. Il suo editore di riferimento è la Lega, che la spinge fare queste trasmissioni”. Irrompe Lupi: “Meno male che noi non vogliamo la Rai lottizzata e abbiamo una grande concezione della politica..Italo, te lo dico perché ti stimo, stiamo dando un pessimo spettacolo della politica e del partito”. Applausi scroscianti. E' la volta di Urso: “Non lo dico alla Santanchè che ascolta gli italiani ma non sa cosa dicono, ma a Lupi che è una persona attenta: vuoi davvero arrivare alla rottura? Continuate così e si creeranno le premesse per arrivarci”. Poi Urso chiede contro di un titolo del Giornale (“Fini, il ruggito del coniglio”). Lupi replica: “Certe cose le ho sentite dire da Travaglio e Di Pietro, ora le sento da te”. Urso incalza, alza la voce: “Basta Lupi, basta, ascolta me”. Il ciellino cerca di frenarlo: “Basta cosa? Guarda che non sei in An o nell'ex Msi”. Urso non si ferma, ripete più volte a pieni polmoni: “Condividi quel titolo del Giornale? Condividi quel titolo?”. Lupi esplode, e urla: “Oh, ma sei fuso? Ma sei un po' nervoso”. Bocchino è fulmineo: “No, tu sei nervoso, tu sei nervoso, ti abbiamo toccato Comunione e Liberazione”. L'ex An non molla la presa su Lupi: “Io sono molto amareggiato dal comportamento del mio collega in questa trasmissione, il dibattito può arrivare a tutto, tranne che a dire “andatevene e dimettevi”. Non si può”. Urso garantisce che, anche in caso di gruppo separato, i finiani continueranno a votare con la maggioranza. La Santanchè risponde sferzante: “Vorrei pure vedere che in Consiglio dei ministri votate contro. Quello è un vostro dovere…”. Sul finale, il sottosegretario spara ad alzo zero: “Io credo che stasera Bocchino, che è il più finiano dei finiani, dovrebbe concludere questa trasmissione dicendo: ‘Siamo diversi e siamo lontani’. Buona fortuna e fate il gruppo, così potrete far vincere le posizioni”. Altri, fortissimi applausi. Conclude Paragone: “Sembrate due partiti già separati. Ho l'impressione che la prossima settimana saremo qui a raccontare la storia di una scissione”. A telecamere spente, il conduttore osserva: “I politici del Pdl si sono detti in diretta cose che di norma si leggono nei retroscena dei giornali. Non so se e quando ricapiterà”. Venerdì la trasmissione ha toccato il 10,5% di share. Grazie alla rissa nel Pdl: il partito delle ricomposizioni. (di Luca De Carolis su Il Fatto Quotidiano del 18/4)

2 anni e 1 mese fa
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Roberto Saviano ricorda a Silvio Berlusconi il conflitto d’interessi

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Vilipendio di cadavere da parte di megalomane: Ieri mattina, sciaguratamente, ho acceso la tv e mi sono imbattuto su una rete Mediaset nella telecronaca diretta del funerale di Raimondo Vianello. Del grande attore scomparso, per sua fortuna, non c’era traccia, essendo già ben chiuso nella sua bara. In compenso imperversava dappertutto un altro comico, anzi un guitto tragicomico con le gote avvizzite e impiastricciate di fard fucsia e il capino spennellato di polenta arancione, che officiava la cerimonia, dirigeva le pompe funebri, smistava il traffico delle préfiche, abbassava il cofano del carro, salutava la folla come Gerry Scotti, poi nella chiesetta sbaciucchiava a favore di telecamera la povera vedova pietrificata in carrozzella e cercava di farla ridere con qualche battuta all’orecchio, chiamava i battimani associandosi ai cori da stadio “Raimondo Raimondo” sollecitati da Pippo Baudo: era il presidente del Consiglio. Sul pratone di Milano2, un maxischermo da concerto rock ingigantiva quelle immagini raccapriccianti esponendole al “bell’applauso” di una folla di curiosi armata di telefonini e videocamere per immortalare la sfilata dei “vip”, come sulla banchina di Porto Rotondo e nel dehors del Billionaire a Ferragosto. Infatti, in quel festival di botulini e siliconi, incedeva persino Lele Mora (Luciano Moggi, altro magister elegantiarum, era passato il giorno prima in una pausa del suo processo). Ho sperato con tutto il cuore che al grande Raimondo, impegnato nell’ultimo viaggio, sia stata risparmiata la vista di quello spettacolo sguaiato, volgare, fasullo: l’esatto contrario della sua vita garbata, elegante, ironica e autoironica. L’estremo oltraggio. Vianello era, politicamente, un berlusconiano. Ma, antropologicamente e artisticamente, era l’antitesi vivente del berlusconismo. Infatti han dovuto aspettare che morisse per coinvolgerlo, ormai impotente e incolpevole, in una baracconata invereconda che ricorda il feroce episodio de “I nuovi mostri” firmato da Scola, in cui Sordi, guitto di provincia, recita l’elogio funebre del capocomico al cimitero, sul bordo della tomba, rievocandone le battute più grasse e pecorecce mentre tutt’intorno si applaude e si sghignazza. Gli storici del futuro che tenteranno di interpretare l’Italia di oggi non potranno prescindere da quelle immagini, perché difficilmente troveranno miglior reperto del nostro tempo: l’epoca dei senza pudore e dei senza vergogna. Una bara sequestrata da un anziano miliardario squilibrato, malamente pittato da giovanotto, che si crede Napoleone e monopolizza la scena con la stessa congenita volgarità con cui, proprio un anno fa, passeggiava sui cadaveri dell’Aquila accarezzando bambini, baciando vecchie, promettendo case e dentiere nuove per tutti. Una povera vedova incerottata e distrutta dalla malattia e dal dolore esposta alle telecamere e ai megascreen mentre mormora “Raimondo, io sono qua” senza neppure il diritto di farlo sottovoce, in penombra, lontano da microfoni, occhi e orecchi invadenti, pronti a trasformare tutto in “gossip”. E, tutt’intorno, nessuno che notasse lo scempio. Nemmeno un consigliere che suggerisse al capo un po’ di raccoglimento, di compostezza, di silenzio, o gli spiegasse che ai funerali non c’è niente da ridere nè da applaudire. Men che meno ai funerali di Vianello, al quale bastava e avanzava il bellissimo necrologio bianco dettato dalla sua Sandra. “Berlusconi – scrisse un giorno Montanelli – è talmente vanesio che ai matrimoni vorrebbe essere la sposa e ai funerali il morto”. Infatti, anche per evitare di ritrovarselo cianciante alle sue esequie, il vecchio Indro lasciò detto nelle sue ultime volontà: “Non sono gradite né cerimonie religiose, né commemorazioni civili”. Forse Berlusconi non se n’è accorto, ma ieri ha seppellito sguaiatamente l’ultimo berlusconiano elegante e ironico rimasto in circolazione. Se lo capisse, se ne preoccuperebbe più che per il divorzio da Fini. Ma, se lo capisse, non sarebbe Berlusconi. (di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano del 18 Aprile 2010)

2 anni e 1 mese fa
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La vignetta del giorno

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CERTO CHE VEDERE DARE DEL FASCISTA DA BOCCHINO A LUPI E' ROBA CHE SAREBBE STATA INCREDIBILE ANCHE VEDERE RICOSTRUITA DA COMICI SOSIA AD UNA TRASMISSIONE SATIRICA TIPO "AVANZI" DEI BEI TEMPI RAI…

2 anni e 1 mese fa
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La vignetta del giorno

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Il cameratismo nel partito dell'amore: (Tra Urso e Bocchino da una parte, Lupi e Santanchè dall'altra, se le sono date di santa ragione su RaiDue). http://video.unita.it/media/Politica/La_maxi_rissa_tv_tra_esponenti_Pdl_1__1086.html http://video.unita.it/media/Politica/La_maxi_rissa_tv_tra_esponenti_Pdl_2__1088.html http://video.unita.it/media/Politica/La_maxi_rissa_tv_tra_esponenti_Pdl_3__1087.html

2 anni e 1 mese fa
2399

La vignetta del giorno

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SIAMO NELLE MANI (NOI ITALIANI) DI UN NARCISISTA PSICOPATICO MEGALOMANE: Il Cavaliere ha poi ribadito di aver 'corteggiato' il presidente della Camera per cercare di ricomporre la rottura: “Anche con Fini ho messo in campo le mie capacità comunicative, ora cosa è questa storia che non andiamo più d’accordo? Vabbè ora vedremo, però io gli ho fatto la corte”.

2 anni e 1 mese fa
2400

La vignetta del giorno

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BERLUSCONI COMMENTA IL PRANZO CON FINI: http://www.vauro.net/store/vauro160410.html

2 anni e 1 mese fa