Logo Blogo

241

Caso Giuliani: Italia assolta dalla Corte europea

(0 punti) (0 commenti)

1- A volte è la Polizia che Vuole Spaccar(ti)e le palle…vedi vicende Aldobrandi e Spaccaroltella.

1 anno e 2 mesi fa
242

Caso Giuliani: Italia assolta dalla Corte europea

(0 punti) (0 commenti)

De Magistris assolto avvertite Ferrara L’assoluzione di Luigi De Magistris a Salerno dall’accusa di abuso d’ufficio, peraltro prevedibile vista la fumosità del caso, è una notizia come tante e meriterebbe, in un paese normale, poche righe in cronaca. Invece in Italia è quasi un affare di Stato e come tale va trattata. Ai nemici interni di De Magistris nell’Idv non era parso vero di sfruttare il suo rinvio a giudizio per intimargli di farsi da parte e accusarlo di incoerenza perché non lo faceva. E questo giornale scrisse che De Magistris avrebbe fatto bene ad autosospendersi dal partito, com’è buona regola per i rinviati a giudizio: oggi che è stato assolto, la sua posizione sarebbe uscita ancor più forte. Ma non è questo il punto. Qualche giorno fa una delle indagini da lui avviate a Catanzaro, detta “To g h e lucane”, è stata archiviata dal gip su richiesta del nuovo pm che l’aveva ereditata dopo il suo trasferimento forzato a Napoli da parte del Csm. Anche quella era una normale notizia: capita che certe indagini vengano archiviate e altre vadano a giudizio: i processi si fanno apposta per sapere se uno è colpevole o innocente. L’anomalia, semmai, è che De Magistris si fosse visto scippare tutti i fascicoli prima di portarli a termine: “Po s e i d o n e ” glielo sfilò il suo capo; “Why Not” glielo levò il Pg (ora indagato per corruzione giudiziaria); “To g h e lucane” glielo fregarono il Csm e Alfano, trasferendolo in anticipo a Napoli proprio mentre scriveva la richiesta di rinvio a giudizio. Ora, siccome De Magistris non ha potuto portare davanti al gip nessuna delle sue tre indagini, quel che è accaduto dopo non compete più a lui, ma ai successori. I quali, per Why Not e Poseidone, hanno ottenuto ora condanne, ora rinvii a giudizio, ora assoluzioni, ora archiviazioni. Per Toghe lucane, tutto in archivio. Un fatto fisiologico. Invece Corr iere, Riformatorio, Giornale, L i b e ro e Ferrara si scatenano contro De Magistris, che dovrebbe pentirsi non si sa di che, scusarsi non si sa con chi, “pa gare” non si sa che. Una tesi da malati di mente: se l’imputato viene assolto, non vuol dire solo che l’imputato è innocente, ma pure che il pm è colpevole. Naturalmente non vale sempre, ma solo quando il pm è sgradito a lor signori. Ferrara è come il suo datore di lavoro: lavora ad personam. Infatti ieri s’è ben guardato dal parlare dell’assoluzione di De Magistris e dal chiedere severe punizioni per i pm che l’avevano indagato. Né oggi lo faranno Pompiere, Riformatorio, Giornale e L i b e ro . I quali, del resto, non hanno mai sostenuto che i pm di Brescia che hanno aperto 90 indagini su Di Pietro e gli altri pm di Mani Pulite senza strappare non dico una condanna, ma uno straccio di rinvio a giudizio, fossero degl’incapaci politicizzati da punire. Eppure molte di quelle indagini erano davvero fondate sul nulla (le denunce degl’imputati). Come lo era quella di Salerno contro De Magistris (nata dalle denunce in serie di un commerciante che accusava i pm di Lecce, Potenza e Catanzaro di avercela con lui). Quelle di De Magistris invece non nascevano dai deliri di un querelomane o dai rancori di un imputato, ma da fatti gravi e oggettivi: le ruberie accertate dalla Corte dei conti sui depuratori mai costruiti in Calabria (Poseidone), le manovre di una super-lobby per arraffare fondi pubblici (Why Not), le collusioni di vari magistrati (Toghe lucane) con politici e potenti del luogo denunciate a Catanzaro da ben quattro magistrati potentini (Woodcock, Iannuzzi, Pavese e Montemurro). Tutti fatti su cui De Magistris era obbligato a indagare. Indagò bene o male? Non lo sapremo mai. Sia perché gli hanno impedito di arrivare in fondo. Sia perché, se anche ci fosse arrivato e avesse ottenuto condanne, Ferrara&C. avrebbero detto che i condannati erano innocenti. Perché l’innocenza e la colpevolezza non la decide il giudice. La decidono loro. È la riforma epocale della Giustizia. (di Marco Travaglio su Il Fatto)

1 anno e 2 mesi fa
243

Oggi alle 16,15 Polisblog ritorna a L'Ultima parola backstage

(0 punti) (0 commenti)

De Magistris assolto avvertite Ferrara L’assoluzione di Luigi De Magistris a Salerno dall’accusa di abuso d’ufficio, peraltro prevedibile vista la fumosità del caso, è una notizia come tante e meriterebbe, in un paese normale, poche righe in cronaca. Invece in Italia è quasi un affare di Stato e come tale va trattata. Ai nemici interni di De Magistris nell’Idv non era parso vero di sfruttare il suo rinvio a giudizio per intimargli di farsi da parte e accusarlo di incoerenza perché non lo faceva. E questo giornale scrisse che De Magistris avrebbe fatto bene ad autosospendersi dal partito, com’è buona regola per i rinviati a giudizio: oggi che è stato assolto, la sua posizione sarebbe uscita ancor più forte. Ma non è questo il punto. Qualche giorno fa una delle indagini da lui avviate a Catanzaro, detta “To g h e lucane”, è stata archiviata dal gip su richiesta del nuovo pm che l’aveva ereditata dopo il suo trasferimento forzato a Napoli da parte del Csm. Anche quella era una normale notizia: capita che certe indagini vengano archiviate e altre vadano a giudizio: i processi si fanno apposta per sapere se uno è colpevole o innocente. L’anomalia, semmai, è che De Magistris si fosse visto scippare tutti i fascicoli prima di portarli a termine: “Po s e i d o n e ” glielo sfilò il suo capo; “Why Not” glielo levò il Pg (ora indagato per corruzione giudiziaria); “To g h e lucane” glielo fregarono il Csm e Alfano, trasferendolo in anticipo a Napoli proprio mentre scriveva la richiesta di rinvio a giudizio. Ora, siccome De Magistris non ha potuto portare davanti al gip nessuna delle sue tre indagini, quel che è accaduto dopo non compete più a lui, ma ai successori. I quali, per Why Not e Poseidone, hanno ottenuto ora condanne, ora rinvii a giudizio, ora assoluzioni, ora archiviazioni. Per Toghe lucane, tutto in archivio. Un fatto fisiologico. Invece Corr iere, Riformatorio, Giornale, L i b e ro e Ferrara si scatenano contro De Magistris, che dovrebbe pentirsi non si sa di che, scusarsi non si sa con chi, “pa gare” non si sa che. Una tesi da malati di mente: se l’imputato viene assolto, non vuol dire solo che l’imputato è innocente, ma pure che il pm è colpevole. Naturalmente non vale sempre, ma solo quando il pm è sgradito a lor signori. Ferrara è come il suo datore di lavoro: lavora ad personam. Infatti ieri s’è ben guardato dal parlare dell’assoluzione di De Magistris e dal chiedere severe punizioni per i pm che l’avevano indagato. Né oggi lo faranno Pompiere, Riformatorio, Giornale e L i b e ro . I quali, del resto, non hanno mai sostenuto che i pm di Brescia che hanno aperto 90 indagini su Di Pietro e gli altri pm di Mani Pulite senza strappare non dico una condanna, ma uno straccio di rinvio a giudizio, fossero degl’incapaci politicizzati da punire. Eppure molte di quelle indagini erano davvero fondate sul nulla (le denunce degl’imputati). Come lo era quella di Salerno contro De Magistris (nata dalle denunce in serie di un commerciante che accusava i pm di Lecce, Potenza e Catanzaro di avercela con lui). Quelle di De Magistris invece non nascevano dai deliri di un querelomane o dai rancori di un imputato, ma da fatti gravi e oggettivi: le ruberie accertate dalla Corte dei conti sui depuratori mai costruiti in Calabria (Poseidone), le manovre di una super-lobby per arraffare fondi pubblici (Why Not), le collusioni di vari magistrati (Toghe lucane) con politici e potenti del luogo denunciate a Catanzaro da ben quattro magistrati potentini (Woodcock, Iannuzzi, Pavese e Montemurro). Tutti fatti su cui De Magistris era obbligato a indagare. Indagò bene o male? Non lo sapremo mai. Sia perché gli hanno impedito di arrivare in fondo. Sia perché, se anche ci fosse arrivato e avesse ottenuto condanne, Ferrara&C. avrebbero detto che i condannati erano innocenti. Perché l’innocenza e la colpevolezza non la decide il giudice. La decidono loro. È la riforma epocale della Giustizia. (di Marco Travaglio su Il Fatto)

1 anno e 2 mesi fa
244

Renzi si schiera con Marchionne. Bufera a sinistra

(0 punti) (0 commenti)

De Magistris assolto avvertite Ferrara di Marco Travaglio L’assoluzione di Luigi De Magistris a Salerno dall’accusa di abuso d’ufficio, peraltro prevedibile vista la fumosità del caso, è una notizia come tante e meriterebbe, in un paese normale, poche righe in cronaca. Invece in Italia è quasi un affare di Stato e come tale va trattata. Ai nemici interni di De Magistris nell’Idv non era parso vero di sfruttare il suo rinvio a giudizio per intimargli di farsi da parte e accusarlo di incoerenza perché non lo faceva. E questo giornale scrisse che De Magistris avrebbe fatto bene ad autosospendersi dal partito, com’è buona regola per i rinviati a giudizio: oggi che è stato assolto, la sua posizione sarebbe uscita ancor più forte. Ma non è questo il punto. Qualche giorno fa una delle indagini da lui avviate a Catanzaro, detta “To g h e lucane”, è stata archiviata dal gip su richiesta del nuovo pm che l’aveva ereditata dopo il suo trasferimento forzato a Napoli da parte del Csm. Anche quella era una normale notizia: capita che certe indagini vengano archiviate e altre vadano a giudizio: i processi si fanno apposta per sapere se uno è colpevole o innocente. L’anomalia, semmai, è che De Magistris si fosse visto scippare tutti i fascicoli prima di portarli a termine: “Po s e i d o n e ” glielo sfilò il suo capo; “Why Not” glielo levò il Pg (ora indagato per corruzione giudiziaria); “To g h e lucane” glielo fregarono il Csm e Alfano, trasferendolo in anticipo a Napoli proprio mentre scriveva la richiesta di rinvio a giudizio. Ora, siccome De Magistris non ha potuto portare davanti al gip nessuna delle sue tre indagini, quel che è accaduto dopo non compete più a lui, ma ai successori. I quali, per Why Not e Poseidone, hanno ottenuto ora condanne, ora rinvii a giudizio, ora assoluzioni, ora archiviazioni. Per Toghe lucane, tutto in archivio. Un fatto fisiologico. Invece Corr iere, Riformatorio, Giornale, L i b e ro e Ferrara si scatenano contro De Magistris, che dovrebbe pentirsi non si sa di che, scusarsi non si sa con chi, “pa gare” non si sa che. Una tesi da malati di mente: se l’imputato viene assolto, non vuol dire solo che l’imputato è innocente, ma pure che il pm è colpevole. Naturalmente non vale sempre, ma solo quando il pm è sgradito a lor signori. Ferrara è come il suo datore di lavoro: lavora ad personam. Infatti ieri s’è ben guardato dal parlare dell’assoluzione di De Magistris e dal chiedere severe punizioni per i pm che l’avevano indagato. Né oggi lo faranno Pompiere, Riformatorio, Giornale e L i b e ro . I quali, del resto, non hanno mai sostenuto che i pm di Brescia che hanno aperto 90 indagini su Di Pietro e gli altri pm di Mani Pulite senza strappare non dico una condanna, ma uno straccio di rinvio a giudizio, fossero degl’incapaci politicizzati da punire. Eppure molte di quelle indagini erano davvero fondate sul nulla (le denunce degl’imputati). Come lo era quella di Salerno contro De Magistris (nata dalle denunce in serie di un commerciante che accusava i pm di Lecce, Potenza e Catanzaro di avercela con lui). Quelle di De Magistris invece non nascevano dai deliri di un querelomane o dai rancori di un imputato, ma da fatti gravi e oggettivi: le ruberie accertate dalla Corte dei conti sui depuratori mai costruiti in Calabria (Poseidone), le manovre di una super-lobby per arraffare fondi pubblici (Why Not), le collusioni di vari magistrati (Toghe lucane) con politici e potenti del luogo denunciate a Catanzaro da ben quattro magistrati potentini (Woodcock, Iannuzzi, Pavese e Montemurro). Tutti fatti su cui De Magistris era obbligato a indagare. Indagò bene o male? Non lo sapremo mai. Sia perché gli hanno impedito di arrivare in fondo. Sia perché, se anche ci fosse arrivato e avesse ottenuto condanne, Ferrara&C. avrebbero detto che i condannati erano innocenti. Perché l’innocenza e la colpevolezza non la decide il giudice. La decidono loro. È la riforma epocale della Giustizia.

1 anno e 2 mesi fa
245

Sulla Libia il governo rischia la crisi: salvo d'un soffio

(0 punti) (0 commenti)

4- Ma no ha ragione lui: uno sci (singolare) due scii (plurale)…

1 anno e 2 mesi fa
246

Sulla Libia il governo rischia la crisi: salvo d'un soffio

(0 punti) (0 commenti)

Nelle votazioni alla Camera sulle risoluzioni sulla crisi libica è avvenuto "un fatto singolare, unico: il documento delle opposizioni unite ha avuto 200 voti in più del documento di maggioranza". A sottolinearlo è stato Pier Luigi Bersani.

1 anno e 2 mesi fa
247

Bondi se ne va, alla cultura arriva Galan

(0 punti) (0 commenti)

Adulti con riserva È bello e importante sapere che il capo dello Stato, almeno lui, è perplesso se un indagato diventa ministro. Per anni chi si azzardava a chiedere la separazione delle carriere fra politici e inquisiti passava per giustizialista. Ora, nel club, entra di diritto anche Napolitano. Che l’altroieri, quando B. gli ha preannunciato l’intenzione di nominare ministro Saverio Romano, ex Udc folgorato sulla via di Arcore, da anni sotto inchiesta a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e per corruzione aggravata dalla mafia, ha chiamato i magistrati per saperne di più. E ha appreso, come hanno scritto Il Fatto e pochi altri giornali liberi (escluso dunque il Tg1), quanto segue: dell’indagine per mafia il pm ha chiesto l’a rch i v i a z i o n e , ma il gip ha preso tempo per approfondire; quella per corruzione aggravata (la presunta spartizione del tesoro di Vito Ciancimino fra alcuni politici siciliani, compreso Romano) è tuttora in corso. A quel punto c’era da attendersi che il presidente pregasse B. di proporgli un altro ministro, possibilmente intonso da accuse. L’articolo 92 della Costituzione, infatti, assegna a lui e non al premier la nomina dei ministri e pure quella del premier: “Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministr i”. Forte di questo articolo, nell’aprile ‘92 Scalfaro rifiutò di mandare Craxi a Palazzo Chigi sol perché girava voce che il pool di Milano gli girasse intorno dopo l’arresto di Chiesa e altri manager Psi: così toccò ad Amato. Lo stesso Scalfaro, nel ‘94, rifiutò di nominare Previti ministro della Giustizia, sebbene non fosse neppure indagato: ma era l’avvocato di B., in palese conflitto d’interessi. Ciampi, nel 2001, fece lo stesso quando B. gli propose come Guardasigilli il pregiudicato Maroni (resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale). Altri tempi, altri presidenti. Due anni fa Napolitano incaricò B. sebbene imputato per corruzione giudiziaria, appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale: non c’era nemmeno bisogno di “assumere informazioni” sul suo conto, lo scrivevano e lo sapevano tutti. Poi nominò ministri due noti pregiudicati (Bossi alle Riforme e Maroni addirittura all’Interno), due noti imputati (Matteoli e Fitto), più il sottosegretario Brancher. Poi Brancher divenne ministro del Federalismo: Napolitano firmò la nomina, brindò con lui, poi però fece trapelare il suo imbarazzo per il “p a s t ro c ch i o ”, anzi la “pa gliacciata”, anzi il “gioco delle tre carte”. E, appena Brancher usò la nuova carica per far saltare il suo processo col legittimo impedimento, Napolitano che aveva firmato la nomina e il legittimo impedimento disse che lui non poteva usarlo. B. sì, Brancher no. Ora ci risiamo. Romano giura nelle mani di Napolitano. Seguono firma e brindisi. Poi, mentre il neoministro rincasa tutto giulivo con moglie e pargolo, gli casca in testa il comunicato del Quirinale: Napolitano ha “ritenuto necessario assumere informazioni sullo stato del procedimento a suo carico per gravi imputazioni”, poi “ha proceduto alla nomina non ravvisando impedimenti giuridico-formali”, ma “ha auspicato che gli sviluppi del procedimento chiariscano al più presto l’effettiva posizione del ministro”. Ora, l’abbiamo visto, non è necessario alcun “impedimento giuridico-for male” per non nominare un ministro: basta un conflitto d’interessi o una questione di opportunità, figurarsi due indagini per mafia e corruzione. Uno può infischiarsene e firmare lo stesso, oppure rifiutare la nomina. Napolitano ha scelto la terza via: ha firmato e poi s’è dissociato da se stesso. Un tempo c’erano i film “adulti con riserva”. Ora abbiamo i “ministri con riser va”. Un po’ come B. che bombarda Gheddafi, ma poi si dice addolorato. Romano non l’ha presa bene: ma come, sulla mafia ha una richiesta di archiviazione e sulla corruzione solo un’indagine, mica un processo come B. Ora si attende con ansia un comunicato del Quirinale per raccomandare all’imputato B. di “chiar ire” le sue “gravi imputazioni”. (di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)

1 anno e 2 mesi fa
248

Sulla Libia il governo rischia la crisi: salvo d'un soffio

(0 punti) (0 commenti)

Adulti con riserva È bello e importante sapere che il capo dello Stato, almeno lui, è perplesso se un indagato diventa ministro. Per anni chi si azzardava a chiedere la separazione delle carriere fra politici e inquisiti passava per giustizialista. Ora, nel club, entra di diritto anche Napolitano. Che l’altroieri, quando B. gli ha preannunciato l’intenzione di nominare ministro Saverio Romano, ex Udc folgorato sulla via di Arcore, da anni sotto inchiesta a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e per corruzione aggravata dalla mafia, ha chiamato i magistrati per saperne di più. E ha appreso, come hanno scritto Il Fatto e pochi altri giornali liberi (escluso dunque il Tg1), quanto segue: dell’indagine per mafia il pm ha chiesto l’a rch i v i a z i o n e , ma il gip ha preso tempo per approfondire; quella per corruzione aggravata (la presunta spartizione del tesoro di Vito Ciancimino fra alcuni politici siciliani, compreso Romano) è tuttora in corso. A quel punto c’era da attendersi che il presidente pregasse B. di proporgli un altro ministro, possibilmente intonso da accuse. L’articolo 92 della Costituzione, infatti, assegna a lui e non al premier la nomina dei ministri e pure quella del premier: “Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministr i”. Forte di questo articolo, nell’aprile ‘92 Scalfaro rifiutò di mandare Craxi a Palazzo Chigi sol perché girava voce che il pool di Milano gli girasse intorno dopo l’arresto di Chiesa e altri manager Psi: così toccò ad Amato. Lo stesso Scalfaro, nel ‘94, rifiutò di nominare Previti ministro della Giustizia, sebbene non fosse neppure indagato: ma era l’avvocato di B., in palese conflitto d’interessi. Ciampi, nel 2001, fece lo stesso quando B. gli propose come Guardasigilli il pregiudicato Maroni (resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale). Altri tempi, altri presidenti. Due anni fa Napolitano incaricò B. sebbene imputato per corruzione giudiziaria, appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale: non c’era nemmeno bisogno di “assumere informazioni” sul suo conto, lo scrivevano e lo sapevano tutti. Poi nominò ministri due noti pregiudicati (Bossi alle Riforme e Maroni addirittura all’Interno), due noti imputati (Matteoli e Fitto), più il sottosegretario Brancher. Poi Brancher divenne ministro del Federalismo: Napolitano firmò la nomina, brindò con lui, poi però fece trapelare il suo imbarazzo per il “p a s t ro c ch i o ”, anzi la “pa gliacciata”, anzi il “gioco delle tre carte”. E, appena Brancher usò la nuova carica per far saltare il suo processo col legittimo impedimento, Napolitano che aveva firmato la nomina e il legittimo impedimento disse che lui non poteva usarlo. B. sì, Brancher no. Ora ci risiamo. Romano giura nelle mani di Napolitano. Seguono firma e brindisi. Poi, mentre il neoministro rincasa tutto giulivo con moglie e pargolo, gli casca in testa il comunicato del Quirinale: Napolitano ha “ritenuto necessario assumere informazioni sullo stato del procedimento a suo carico per gravi imputazioni”, poi “ha proceduto alla nomina non ravvisando impedimenti giuridico-formali”, ma “ha auspicato che gli sviluppi del procedimento chiariscano al più presto l’effettiva posizione del ministro”. Ora, l’abbiamo visto, non è necessario alcun “impedimento giuridico-for male” per non nominare un ministro: basta un conflitto d’interessi o una questione di opportunità, figurarsi due indagini per mafia e corruzione. Uno può infischiarsene e firmare lo stesso, oppure rifiutare la nomina. Napolitano ha scelto la terza via: ha firmato e poi s’è dissociato da se stesso. Un tempo c’erano i film “adulti con riserva”. Ora abbiamo i “ministri con riser va”. Un po’ come B. che bombarda Gheddafi, ma poi si dice addolorato. Romano non l’ha presa bene: ma come, sulla mafia ha una richiesta di archiviazione e sulla corruzione solo un’indagine, mica un processo come B. Ora si attende con ansia un comunicato del Quirinale per raccomandare all’imputato B. di “chiar ire” le sue “gravi imputazioni”. (di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)

1 anno e 2 mesi fa
249

Renzi si schiera con Marchionne. Bufera a sinistra

(0 punti) (0 commenti)

Adulti con riserva di Marco Travaglio Èbello e importante sapere che il capo dello Stato, almeno lui, è perplesso se un indagato diventa ministro. Per anni chi si azzardava a chiedere la separazione delle carriere fra politici e inquisiti passava per giustizialista. Ora, nel club, entra di diritto anche Napolitano. Che l’altroieri, quando B. gli ha preannunciato l’intenzione di nominare ministro Saverio Romano, ex Udc folgorato sulla via di Arcore, da anni sotto inchiesta a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e per corruzione aggravata dalla mafia, ha chiamato i magistrati per saperne di più. E ha appreso, come hanno scritto Il Fatto e pochi altri giornali liberi (escluso dunque il Tg1), quanto segue: dell’indagine per mafia il pm ha chiesto l’a rch i v i a z i o n e , ma il gip ha preso tempo per approfondire; quella per corruzione aggravata (la presunta spartizione del tesoro di Vito Ciancimino fra alcuni politici siciliani, compreso Romano) è tuttora in corso. A quel punto c’era da attendersi che il presidente pregasse B. di proporgli un altro ministro, possibilmente intonso da accuse. L’articolo 92 della Costituzione, infatti, assegna a lui e non al premier la nomina dei ministri e pure quella del premier: “Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministr i”. Forte di questo articolo, nell’aprile ‘92 Scalfaro rifiutò di mandare Craxi a Palazzo Chigi sol perché girava voce che il pool di Milano gli girasse intorno dopo l’arresto di Chiesa e altri manager Psi: così toccò ad Amato. Lo stesso Scalfaro, nel ‘94, rifiutò di nominare Previti ministro della Giustizia, sebbene non fosse neppure indagato: ma era l’avvocato di B., in palese conflitto d’interessi. Ciampi, nel 2001, fece lo stesso quando B. gli propose come Guardasigilli il pregiudicato Maroni (resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale). Altri tempi, altri presidenti. Due anni fa Napolitano incaricò B. sebbene imputato per corruzione giudiziaria, appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale: non c’era nemmeno bisogno di “assumere informazioni” sul suo conto, lo scrivevano e lo sapevano tutti. Poi nominò ministri due noti pregiudicati (Bossi alle Riforme e Maroni addirittura all’Interno), due noti imputati (Matteoli e Fitto), più il sottosegretario Brancher. Poi Brancher divenne ministro del Federalismo: Napolitano firmò la nomina, brindò con lui, poi però fece trapelare il suo imbarazzo per il “p a s t ro c ch i o ”, anzi la “pa gliacciata”, anzi il “gioco delle tre carte”. E, appena Brancher usò la nuova carica per far saltare il suo processo col legittimo impedimento, Napolitano che aveva firmato la nomina e il legittimo impedimento disse che lui non poteva usarlo. B. sì, Brancher no. Ora ci risiamo. Romano giura nelle mani di Napolitano. Seguono firma e brindisi. Poi, mentre il neoministro rincasa tutto giulivo con moglie e pargolo, gli casca in testa il comunicato del Quirinale: Napolitano ha “ritenuto necessario assumere informazioni sullo stato del procedimento a suo carico per gravi imputazioni”, poi “ha proceduto alla nomina non ravvisando impedimenti giuridico-formali”, ma “ha auspicato che gli sviluppi del procedimento chiariscano al più presto l’effettiva posizione del ministro”. Ora, l’abbiamo visto, non è necessario alcun “impedimento giuridico-for male” per non nominare un ministro: basta un conflitto d’interessi o una questione di opportunità, figurarsi due indagini per mafia e corruzione. Uno può infischiarsene e firmare lo stesso, oppure rifiutare la nomina. Napolitano ha scelto la terza via: ha firmato e poi s’è dissociato da se stesso. Un tempo c’erano i film “adulti con riserva”. Ora abbiamo i “ministri con riser va”. Un po’ come B. che bombarda Gheddafi, ma poi si dice addolorato. Romano non l’ha presa bene: ma come, sulla mafia ha una richiesta di archiviazione e sulla corruzione solo un’indagine, mica un processo come B. Ora si attende con ansia un comunicato del Quirinale per raccomandare all’imputato B. di “chiar ire” le sue “gravi imputazioni”.

1 anno e 2 mesi fa
250

L'idea nuova del governo: aumentare la benzina

(0 punti) (0 commenti)

Come già detto in altri post. Il governo del LadroNano sta attuando in Italia il Paradiso dei Ricchi, che si sa hanno sempre preferito (se proprio devono esistere le tasse) la tassazione dei consumi…

1 anno e 2 mesi fa
251

Magica Italia: il nuovo spot di Berlusconi per promuovere il turismo

(0 punti) (0 commenti)

20- Ne so e tanto, in Asia non si giravano mica i pollici, basta leggere il "Milione" (opera di epoca medioevale) per farsi un idea di quello che già c'era solo in Cina un paio di secoli prima del "nostro" rinascimento. Per dare valore ai nostri tesori artistici non c'è bisogno di svilire quelli degli "altri".

1 anno e 2 mesi fa
252

Magica Italia: il nuovo spot di Berlusconi per promuovere il turismo

(0 punti) (0 commenti)

15- Ma se non sai di cosa parli è meglio se stai zitto… Hai solo una vaga idea dei popoli civiltà e imperi nati e prosperati in Asia? Alcuni millenni prima di greci e romani?

1 anno e 2 mesi fa
253

Caos Lampedusa: le responsabilità del governo e i 50mila migranti in arrivo

(0 punti) (0 commenti)

Ad oggi sono 332.858 i migranti fuggiti dalla Libia. Il dato arriva dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) che avverte “al momento ci sono ancora 9.000 migranti bloccati ai confini libici, varcati giornalmente da circa 6.000 persone”. L’Oim, in questi giorni di conflitto, continua ad operare insieme all’Unhcr, e le due organizzazioni hanno provveduto finora ad evacuare 59.913 persone (dati aggiornati al 21 marzo). “Questa crisi è diventata una delle più gravi sin dai tempi della prima guerra del Golfo del 1990, che portò all’evacuazione di 250.000 persone”, sottolinea l’Oim in una nota. La maggior parte dei migranti ha fatto ritorno al proprio paese di origine, fra questi moltissimi egiziani, seguiti da un grande numero di asiatici, mentre il terzo flusso è composto da Africani Sub-Sahariani e rappresenta un gruppo di particolare vulnerabilità a causa del rischio di violenze che possono subire in Libia. In particolare, sul totale di 332.858 persone evacuate, oltre 143mila hanno varcato il confine verso l’Egitto (di questi 76.412 egiziani, 66.937 di altre nazionalit), oltre 170mila sono fuggiti in Tunisa (fra questi 19.217 tunisini, 151.397 di altre nazionalità) e 9.727 verso il Niger (8.910 nigerini, 817 di altre nazionalità). L’organizzazione ricorda che sono necessari altri fondi vista la situazione di grande emergenza che l’Oim sta sostenendo alle frontiere del Paese.

1 anno e 2 mesi fa
254

Governo, via al "rimpastino". Ministro il "responsabile" Romano ... l'impresentabile

(0 punti) (0 commenti)

ECCO ROMANO. Ai primi di aprile, quando davanti al gip di Palermo Giuliano Castiglia si deciderà la sorte dell’inchiesta per concorso in associazione mafiosa nei confronti del parlamentare siciliano: la procura ha chiesto l’a rch i v i a z i o n e quattro mesi fa, ma il gip ha deciso di non chiudere l’inda gine, e così il toto-nomina del ministro in pectore per la formazione dei Responsabili si incrocia con la questione giudiziaria, che, per quest’accu - sa, sembrava risolta, appunto, dalla richiesta di archiviazione. Ma il gip Giuliano Castiglia non ci sta e ha deciso di fissare la nuova udienza per il 1 aprile. Davanti al gup compariranno il pm Nino Di Matteo, che per Romano ha chiesto l’archiviazione, sottolineando che dalle indagini è emerso un quadro di “contiguità”, penalmente non rilevante, con ambienti mafiosi villabatesi e l’avvocato Franco Inzerillo, difensore del deputato. E, SE VORRÀ, all’udienza potrà partecipare anche Saverio Romano, che ieri ha commentato così il provvedimento del giudice: “Il gip non è un passacarte. È giusto che faccia una valutazione sua. Altrimenti metterebbe solo timbri. Svolge una valutazione della richiesta del pm e degli atti che gli presentano e può chiedere chiarimenti se c’é una evidente discrasia. È legittimo”. Una lettura tecnico-giudiziaria del deputato, che è anche avvocato penalista, che però non spegne i boatos registrati a Montecitorio e negli ambienti politici romani sulle difficoltà emerse nel tragitto tra palazzo Chigi e il Quirinale sulla sua nomina a ministro. Boatos che hanno provocato la reazione di Romano: “Leggo dietrologie e veleni, del tutto destituiti di fondamento, a proposito del presunto rallentamento della mia eventuale nomina a ministro – ha detto –. A tal riguardo debbo ribadire che così come non mi lascio logorare dall’ansia, di certo non mi lascio irretire da provocazioni ad orologer ia”. ANCHE perchè, sul tema dei problemi giudiziari di chi fa politica, Romano ha rispolverato l’evangelico “chi è senza macchia scagli la prima pietra”: “in Italia – ha aggiunto – molti si difendono da condanne, molti altri da processi, c’è chi si difende da una richiesta di rinvio a giudizio, ma qualche benpensante addirittura vorrebbe che il sottoscritto dopo otto anni debba giustificare una richiesta di archiviazione”. Che il gip ha fermato, rinviando al primo aprile un’udienza al termine della quale potrebbe accogliere l’archiviazione o disporre nuove indagini assegnando un termine al pubblico ministero. Agli atti, per ora, non ci sono riscontri sufficienti alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella, che aveva definito Romano persona “a disposizione” di Cosa nostra e, in particolare, dei capimafia di Villabate, Nicola e Antonino Mandala e, quindi, non esistono “elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Il parlamentare era già stato indagato nel 1999, ma l’inchiesta si era chiusa con un’a rch i v i a z i o n e . La seconda indagine è stata avviata nel 2005 proprio dopo le dichiarazioni di Campanella. Ma a carico di Romano pende anche un’altra inchiesta, stavolta per corruzione aggravata, nata dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, intercettate da una microspia. Nel PDL il più pulito ha la rogna…

1 anno e 2 mesi fa
255

Magica Italia: il nuovo spot di Berlusconi per promuovere il turismo

(0 punti) (0 commenti)

13- No, è sul tg1 di Minzolini…

1 anno e 2 mesi fa
256

Daniela Santanchè ha davvero un master alla Bocconi o ha taroccato il curriculum?

(0 punti) (0 commenti)

9- Nel suo lavoro (tra quelli adatti alla sua laurea) non si può dire che non fosse bravo e capace…lo ammettevano gli stessi imputati.

1 anno e 2 mesi fa
257

Daniela Santanchè ha davvero un master alla Bocconi o ha taroccato il curriculum?

(0 punti) (0 commenti)

DICE IL VERO Era con me al Master alla Bocconi, negli scritti andava maluccio ma agli "orali" era bravissima come ammettevano compiaciuti tutti i professori …

1 anno e 2 mesi fa
258

Magica Italia: il nuovo spot di Berlusconi per promuovere il turismo

(0 punti) (0 commenti)

8- Il 50% sarebbe impossibile, anche calcolando in senso lato il concetto: a livello mondiale basterebbe considerare l'Asia con più "storia" (in senso temporale) di noi ed immensa come "volume" e civiltà per capire che il 50% è assurdo… Il 5% dei siti Unesco è già tantissimo e ci rende come nazione primi al mondo.

1 anno e 2 mesi fa
259

Magica Italia: il nuovo spot di Berlusconi per promuovere il turismo

(0 punti) (0 commenti)

2: ops…scusami non avevo notato che avevi già notato l'imprecisione. MA PERCHé IL NANO DEVE SEMPRE FARE IL MEGALOMANE?

1 anno e 2 mesi fa
260

Magica Italia: il nuovo spot di Berlusconi per promuovere il turismo

(1 punto) (0 commenti)

una delle gaffe nel video in cui Berlusconi promuove il Paese; il premier invita a scegliere l'Italia perché ha dato al mondo "il 50 per cento dei siti Unesco": Sono in realtà il 5 per cento.

1 anno e 2 mesi fa