Intervista – Ivan Scalfarotto a polisblog: “Con Pierluigi Bersani non finisce l’antiberlusconismo”
(0 punti) (0 commenti)5- Rispondevo al post 1…sorry
2 anni e 5 mesi faIntervista – Ivan Scalfarotto a polisblog: “Con Pierluigi Bersani non finisce l’antiberlusconismo”
(0 punti) (0 commenti)Che a causa di problemi "suoi" ha inchiodato il parlamento e il governo nella loro soluzione (spesso dilettantesca nei contenuti e nella forma) tralasciando i veri problemi "del Paese" affrontati malamente e in maniera insufficente pur con una maggioranza ampia che avrebbe permesso ampie possibilità di manovra in ogni campo.
2 anni e 5 mesi faIntervista – Ivan Scalfarotto a polisblog: “Con Pierluigi Bersani non finisce l’antiberlusconismo”
(0 punti) (0 commenti)Ancora una volta, a dispetto di chi lo ha descritto come uomo "di parte", Giorgio Napolitano si conferma davvero il "presidente di tutti". Dobbiamo alla sua saggezza un messaggio che politici e cittadini farebbero bene a scolpire nella mente, in questi giorni difficili. Basta con l'esasperazione della lotta politica, non si alimentino le tensioni, ognuno misuri le parole dovunque si parli: nelle piazze, nei congressi di partito e in tv. Ciascuno faccia la sua parte: non ha senso, adesso, che gli uni accusino gli altri per il clima che si creato. Sembrano banalità. Lo sarebbero, in una democrazia bipolare risolta e compiuta. Non lo sono in Italia, purtroppo, dove da anni viviamo immersi nell'eterna transizione e sommersi dalla tenace contrapposizione tra una metastorica "pregiudiziale anticomunista" e una stoica "resistenza antiberlusconiana". Alla prima categoria appartengono tutti coloro che nella maggioranza, invece di apprezzare il gesto di Bersani in visita al San Raffaele, si avventurano già nella caccia rancorosa ai "mandanti morali" e nella ricerca livorosa dei "cattivi maestri". Non solo a sinistra (da Di Pietro a Rosy Bindi) ma persino a destra (da Fini a Casini). Come se qualcuno, per terrorismo involontario, avesse "armato" con le sue parole o le sue critiche a Berlusconi la mano impazzita di Massimo Tartaglia. Come se quella maledetta statuina del Duomo scagliata sul volto del premier fosse la prosecuzione del dissenso politico con altri mezzi. Non pare così, per fortuna. Quell'aggressione, per quanto gravissima e ingiustificabile, resta fino a prova contraria il gesto folle di un povero disgraziato. Questo non attenua l'allarme. Per quanto squilibrato, quell'uomo ha respirato il "clima d'odio" che opprime il Paese. Per questo è prezioso l'appello bipartisan del presidente della Repubblica ad abbassare i toni, per evitare che l'Italia ricada nella spirale di violenza che ha già conosciuto e pagato negli anni di piombo. Ma mai come oggi le reazioni vanno commisurate alle azioni. Alla seconda categoria appartengono tutti coloro che nell'opposizione, invece di limitarsi a condannare senza appello e senza distinguo quel gesto di insopportabile violenza contro il premier, si avventurano nell'esegesi psicologica del "movente" ("Berlusconi istiga", dice il leader dell'Idv) o peggio ancora si lanciano nell'apoteosi politica del "gesto". Questo è senz'altro l'effetto più vergognoso e intollerabile dell'aggressione di Piazza Duomo: la "comunità" che in rete condivide irresponsabilmente lo slogan "13 dicembre festa nazionale", o che si riunisce gioiosamente su Facebook nel gruppo "Tartaglia Santo subito", non suscita soltanto l'inevitabile "sdegno". Fa letteralmente schifo. Non consuma soltanto la strage delle idee: celebra la morte della politica. Fa da amplificatore, stavolta non solo nel Palazzo ma nel Paese, di quell'aria mefitica che intossica il discorso pubblico. E genera riflessi condizionati, uguali e contrari. Con la stessa rapidità con la quale nascono i gruppi che riecheggiano il sito "Uccidiamo Berlusconi", proliferano siti contrapposti che vaneggiano "Uccidiamo a sprangate Antonio Di Pietro". Questi non sono errori. Sono orrori. Qui non ci sono "compagni" o "camerati" che sbagliano. Qui ci sono imbecilli che scherzano col fuoco. Le parole sono pietre. A volte diventano persino pallottole. Per questo Napolitano dice giustamente "dobbiamo essere tutti allarmati". E aggiunge "quando dico tutti intendo tutti gli italiani che credono nella democrazia e hanno a cuore che venga garantita la pacifica convivenza civile". Ma proprio la ferma consapevolezza di questo allarme, e la ferrea nettezza con la quale si denuncia e si rifiuta il germe criminogeno della violenza fisica e verbale, non devono e non possono diventare un alibi per cancellare il dovere della critica e il diritto al dissenso. La politica vive di questo. Si alimenta di questa capacità di discernere tra la barbarie terroristica e la valutazione politica. Ha ragione, una volta tanto, Fabrizio Cicchitto: a proposito dei siti che inneggiano all'uccisione di Di Pietro, l'esponente del Pdl ha detto "va condannato senza se e senza ma anche chi ha scritto quelle cose. Non so chi è stato e con quali motivazioni, ma cose del genere non vanno ne scritte né pensate. Ciò evidentemente non ha nulla a che vedere con il giudizio politico che do di Di Pietro, che è totalmente negativo da ogni punto di vista". Ci sembra un principio sacrosanto. Ma deve valere sempre, e deve valere per tutti. Non solo per un leader dell'opposizione, ma anche e a maggior ragione per il capo del governo. Proprio perché "siamo tutti italiani", oggi siamo solidali con lui. Ma la solidarietà umana e istituzionale non coincide con la sensibilità politica e culturale. Noi, come tutti gli italiani ricordati dal Capo dello Stato "che credono nella democrazia", vorremmo poter continuare ad esercitare il nostro spirito critico. Liberamente, nel rispetto delle persone e dei ruoli. Ma senza essere accusati, per questo, di "terrorismo".
2 anni e 5 mesi faLe pagelle del martedì
(3 punti) (0 commenti)1- Silvio Berlusconi è stato oggetto di un'aggressione violenta che sgomenta e che deve suscitare in tutti la più ferma condanna. Il suo volto insanguinato e sofferente è una pagina nera per il nostro Paese. Secondo. L'autore dell'aggressione è uno psicolabile da dieci anni in cura per problemi mentali, e tanto basta per individuare la matrice del gesto. Terzo. Ieri a Milano il tanto celebrato sistema di sicurezza del premier ha fallito su tutta la linea. Si doveva e si poteva impedire che l'esagitato si avvicinasse a Berlusconi anche perché il suo atteggiamento era apparso subito sospetto. Quarto. La domanda sul clima infame che ha provocato l'aggressione è fuori luogo vista la personalità dell'aggressore. Ma se si vuole porre il problema di chi questo clima ha creato sottoscriviamo il giudizio di Rosy Bindi: il responsabile di questo clima è chi da mesi attacca tutte le istituzioni di questo paese, dal Quirinale, alla Corte costituzionale, alla magistratura. Quinto. Subito le teste di cuoio berlusconiane, politiche e giornalistiche si sono mobilitate per scatenare la caccia all'opposizione, politica e giornalistica. Conclusione. Il fatto che sia stato oggetto di violenza da parte di un esagitato psicolabile non rende improvvisamente meritoria e incriticabile, pena la lesa maestà l'azione politica di Berlusconi.
2 anni e 5 mesi faSe stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!
(0 punti) (0 commenti)Di Pietro: "Allarme solciale per colpa del governo" "C'è un clima di allarme sociale. Di gente che sta sui campanili, sui tetti, dentro le fabbriche e nelle piazze. E io ho sempre detto che le colpe di questa disperazione sociale sono di questo governo e di questa maggioranza parlamentare che impegna il Parlamento a fare leggi a uso e consumo proprio e non per i cittadini". Lo ha detto il leader Idv, Antonio Di Pietro, parlando al Tg3. "Condanno senza se e senza ma il gesto inconsulto e sconsiderato di un povero pazzo che va assicurato alla giustizia", ha poi aggiunto augurando "pronta guarigione al premier. E che possa riprendere il suo lavoro attento agli interessi della collettività".
2 anni e 5 mesi faAndrea Ronchi: “Oscuriamo internet”. Massimo Tartaglia è il figlio del No B-Day?
(0 punti) (0 commenti)Testimoni: "Avevamo avvertito la polizia" Due fratelli, testimoni dell'aggressione di ieri al presidente del Consiglio, raccontano (stasera anche Striscia la Notizia) di aver avvisato la Polizia di un possibile attentato al premier, senza essere presi in considerazione. "Abbiamo notato una persona che era in piedi vicino allo stand del Pdl - affermano - la quale, agitata, parlava di Berlusconi dicendo che lo stava aspettando. Era una frase palesemente minacciosa e lasciava intendere che era uno squilibrato mentale. La sera poi lo abbiamo riconosciuto nelle riprese delle notizie in televisione". I fratelli, insospettiti, avrebbero raggiunto una pattuglia nelle vicinanze: "Abbiamo deciso di informare una pattuglia della Polizia di Stato che sostava davanti alla Galleria di Piazza Duomo". Il poliziotto, però, impegnato in una conversazione telefonica, li avrebbe liquidati dicendo: "Chiamate il 113". Il due aggiungono: "Ci saremmo aspettati per lo meno un controllo e probabilmente quello che è accaduto si sarebbe potuto evitare". Tartaglia: "Ho agito da solo, non sono il killer di nessuno" "L' ho fatto io da solo, non sono il killer di nessuno": lo ha detto Massimo Tartaglia agli agenti del carcere di San Vittore. Tartaglia, a quanto si è appreso da fonti penitenziarie, ha lasciato intendere di non aver agito per conto di altre persone. L'aggressore del premier è in una cella della sesta sezione, da solo; nei suoi confronti sono state predisposte misure di "alta sorveglianza".
2 anni e 5 mesi faTartaglia Santo subito! E' già diventato un mezzo eroe per certa sinistra
(0 punti) (0 commenti)124- Prodi riceveva trattamenti verbali violenti, ne più e ne meno di quelli destinati al Nano (tanto per far notare l'epiteto Mortadella) Berlusconi più volte ha detto che Prodi usurpava la sua carica di Premier, che era stato eletto con i Brogli, che era un mentecatto incapace che gli italiani dovevano buttarlo fuori a calci prima che portasse alla rovina l'Italia…
2 anni e 5 mesi faTartaglia Santo subito! E' già diventato un mezzo eroe per certa sinistra
(0 punti) (0 commenti)124- Parla del linguaggio e del rapporto con la mente la logica mentale ect.., la psichiatria è un altra cosa. Anche uno studioso di storia dell'arte parla del rapporto figura mente riguardo la pittura ma non è uno psichiatra… La filosofia l'arte ect ect tutto è legato ma un conto sono i legami un altro la commistione totale come fai tu…
2 anni e 5 mesi faSe stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!
(0 punti) (0 commenti)55- Come no, infatti tutti e due i Graviano (uno a fatto scena muta chissà perchè) hanno smentito tutto con tanto di prove, hanno anche smentito di conoscere l'altro boss con cui sono stati arrestati mentre erano a cena…questo si che è credibile mica Spatuzza.
2 anni e 5 mesi faSe stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!
(0 punti) (0 commenti)50- Posso non condividere certi toni di Di Pietro, ma trovo invece giusto che abbia detto che non è andando a trovarlo in ospedale in maniera ipocrita la soluzione del problema Berlusconi - IDV…
2 anni e 5 mesi faAndrea Ronchi: “Oscuriamo internet”. Massimo Tartaglia è il figlio del No B-Day?
(0 punti) (0 commenti)109- Dove ci sono persone (tante) che dialogano le fessaggini che vengono fuori sono tante e variegate, dal razzismo al sessismo, qundi su internet trovi tutto e il contrario di tutto…
2 anni e 5 mesi faSe stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!
(0 punti) (0 commenti)39- Che Tartaglia abbia fatto un favore al premier (ultimamente in difficoltà) è sicuro, solo che è il solito kulo del Nano che nei momenti di difficoltà trova il fesso di turno che gli da una mano pensando di fare il contrario…
2 anni e 5 mesi faSe stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!
(-1 punto) (0 commenti)A confortare Berlusconi è andato anche don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele: «Stamattina ho detto al premier che quanto avvenuto ieri sera è un monito a lui e al Paese. Monito che poi ho ripetuto al presidente Fini e all'onorevole Bersani. Occorre modificare la Costituzione Italiana. Ho trovato il presidente umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l'odio. Mi ha detto: "Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perchè mi odino a questo punto». «Il resto di ciò che mi ha detto - ha aggiunto il sacerdote - appartiene a lui e a me. Posso dire che ci vogliamo un gran bene perchè è un uomo capace di amare così come io non voglio che altro che amare». PER QUANTO E' ACCADUTO OCCORRE CAMBIARE LA COSTITUZIONE ITALANA? TRASFORMIAMO LA REPUBBLICA ITALIANA IN MONARCHIA E REINTRODUCIAMO IL REATO DI LESA MAESTA'? MAGARI ELIMINANDO COSTITUTIVAMENTE ANCHE L'OPPOSIZIONE COME IN IRAN? Ma come è buono ed umano…
2 anni e 5 mesi faSe stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!
(0 punti) (0 commenti)Berlusconi deve ringraziare proprio l'incapacità del PD di far un opposizione tenace e battagliera, i suoi leader sembrano (a cominciare da d'Alema) il protagonista di questo video quanto ad incapacità… http://tv.repubblica.it/copertina/il-pescatore-maldestro-in-tv/40198?video
2 anni e 5 mesi faSe stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!
(0 punti) (0 commenti)Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha detto: "Non è stato solo il gesto di un folle, è un questione più complessa. Sono molto preoccupato, perchè troppo spesso in questi mesi si è fatta passare l'idea che lo scontro con Berlusconi fosse uno scontro del bene contro il male" Ma se alla prima scesa in campo si presentò proprio come il bene supremo che avrebbe lottato contro il male degli ex comunsti che portano solo schiavitù sofferenza e morte?
2 anni e 5 mesi faSe stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!
(0 punti) (0 commenti)23- Rispetto a 2012 al premier è andata anche bene, invece del modellino del duomo di Milano nel film gli finisce addosso la cupola di san Pietro quella vera però…
2 anni e 5 mesi faAndrea Ronchi: “Oscuriamo internet”. Massimo Tartaglia è il figlio del No B-Day?
(0 punti) (0 commenti)E' COLPA DI INTERNET ANCHE QUESTO? Roma, "Ebrei vi cacceremo". Insulti e minacce al mercato Insulti e minacce al mercato di Campo dè Fiori, uno dei più famosi di Roma, alla figlia di una commerciante ebrea che da decenni ha un banco sulla celebre piazza a pochi passa da Piazza Navona. Secondo il racconto del marito della donna, Ruth Piperno, gli insulti sarebbero arrivati da alcuni ambulanti abusivi ai quali è stata revocata la licenza. «Ebrei di m…, vi cacceremo»: queste le parole che uno degli ambulanti ha rivolto alla signora Piperno. Il problema delle minacce ai «banchisti» regolari di Campo dè Fiori da parte degli abusivi, secondo quanto raccontato da più di un commerciante, si trascina da tempo. «Abbiamo più volte denunciato tutto al commissariato Trevi e al Municipio ma continuiamo a ricevere minacce», dice l'uomo. Dopo le minacce e gli insulti l'anziana madre di Ruth Piperno è stata ricoverata in ospedale. «Siamo stati costretti a rivolgerci a istituti di sicurezza privati. Ormai viviamo nel terrore e nell'umiliazione». È da mesi che si susseguono insulti razzisti nei nostri confronti. Questa mattina ero andata a prendere un pezzo di pizza e ho incontrato un ambulante abusivo di Campo de Fiori che mi ha sputato contro rivolgendomi minacce e insulti". A parlare è Laura Piperno, figlia di una commerciante ebrea la cui famiglia è proprietaria da circa 60 anni di un banco a Campo de Fiori. Secondo il racconto della donna, che riferisce di essere una dei 40 feriti dell'attentato del 9 ottobre '82 alla sinagoga di Roma le minacce nei confronti della sua famiglia sarebbero partite alcuni mesi fa quando "l titolare di tre banchi abusivi a Campo de Fiori a cui sono state revocate le licenze, A. P. ha iniziato a rivolgermi contro insulti razzisti e minacce di morte". L'ultimo sarebbe arrivato questa mattina, secondo quanto riferito dalla donna: "brei de m… Tanto ve famo sparì coi banchi e no" . "Ho presentato denuncia alla polizia contro A. P. e F. F., un suo collaboratore -spiega ancora Piperno -. Abbiamo anche segnalato la presenza di questi banchi abusivi al I municipio ma non hanno fatto nulla".
2 anni e 5 mesi faTartaglia Santo subito! E' già diventato un mezzo eroe per certa sinistra
(0 punti) (0 commenti)119- Quindi se eravamo durante il governo Prodi (dati i trattamenti verbali violenti che riceveva dal pdl) spaccava la faccia a lui?
2 anni e 5 mesi faTartaglia Santo subito! E' già diventato un mezzo eroe per certa sinistra
(0 punti) (0 commenti)118- Hai sbagliato disciplina, che Cavolo centra un linguista esperto in comunicazione e la psichiatria?
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Le pagelle del martedì
(0 punti) (0 commenti)IO CONFESSO (di Travaglio) Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale. Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei “co–oni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il ca–o” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di me–da” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione. Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così. (Il Fatto Quotidiano del 15 Dic. 2009)
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