Ore 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)Il Virus B http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-fbcc4872-ac10-4e7f-bb99-3957969831af.html?p=0
2 anni e 6 mesi faRegionali 2010: in Lombardia Antonio Di Pietro sfiderà Roberto Formigoni?
(0 punti) (0 commenti)Fenomenale Formigoni che intervistato sul problema galan lega, dava ragione a quest'ultima parlando delle ragioni dei voti presi e del diritto che ha di decidere, ma quando hanno rigirato la questione sulla sua candidastura ha praticamente detto: "Perchè io so io e Galan non conta un ca22o"
2 anni e 6 mesi faRegionali 2010: in Lombardia Antonio Di Pietro sfiderà Roberto Formigoni?
(-1 punto) (0 commenti)Ma una foto normale su Di Pietro in questo blog non la trovano? In questa sembra jucas casella che cerca di ipnotizzare la ventura… Ne manca una con disegnati baffi e corna poi siamo a posto, le peggio le hanno pubblicate tutte
2 anni e 6 mesi faOre 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)E basta con si o no al pezzo di legno appeso al muro: l'importante e che non sostituiscono o affiancano il crocifisso con il quadretto della foto del Nano di Oz stile ventennio con mascellone…
2 anni e 6 mesi faOre 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)Enrico: Ma quanti anni hai? Sei ancora alle prese con le superiori? Fai discorsi che molti alle medie hanno già superato…
2 anni e 6 mesi faOre 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)48- Se nel momento della scelta lira euro invece di Prodi c'era Berlusconi eravamo ancora con la lira legata al dollaro e quindi non nella semplice kakka come ora ma nel bottino di maiale fermentato…non so se rendo. Economicamente Prodi i è mosso sempre bene, nei limiti di movimento che i suoi gli hanno permesso…
2 anni e 6 mesi faRetrospettiva su Annozero. La ricostruzione di Travaglio sugli affari della camorra
(0 punti) (0 commenti)Occhio Landoni che ti cresce il naso (già non piccolo) Mai scritto una parolaccia a carico di qualcuno in tutti i miei post, magari era sottointesa (ma il pensarla non equivale a dirla) ma mai esplicita… Rimane il fatto che (forse casulmente?) sei spesso chiaramente dalla parte del nano mai esplicitamente e sopratutto chiaramente contro…
2 anni e 6 mesi faRetrospettiva su Annozero. La ricostruzione di Travaglio sugli affari della camorra
(0 punti) (0 commenti)Matteoli 10 e lodo: Signornò da l’Espresso in edicola Il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, il governo s’è presentato alla Camera in formazione inedita: al completo. C’era da salvare il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, imputato a Livorno di favoreggiamento per aver avvertito nel 2004 (quand’era all’Ambiente) il prefetto dell’indagine e delle intercettazioni a suo carico per uno scandalo di abusi edilizi. E puntualmente Matteoli è stato salvato: 375 sì (Pdl, Lega e Udc) e 199 no (Idv e Pd). Motivo: il reato è “ministeriale” e il ministro è un perseguitato. Pazienza se, così votando, la Camera ha violato la legge e la Costituzione. Nel 2007 Montecitorio sollevò conflitto di attribuzioni alla Consulta contro i giudici che osavano processare Matteoli senz’autorizzazione. Autorizzazione peraltro non prevista dalla legge, visto che il Tribunale dei ministri si era già dichiarato incompetente perché il reato non era “ministeriale”. Così, in attesa della Consulta, il processo si fermò. E nel 2008 l’avvocato della Camera bloccò pure la Consulta nel giorno della decisione, preannunciando una ”modifica al quadro normativo vigente”. Quale? Il “lodo Consolo”: un ddl firmato da Giuseppe Consolo, deputato Pdl e avvocato di Matteoli (Ghedini docet), per condizionare tutti i processi ai ministri alla preventiva autorizzazione parlamentare. Il lodo non passò. Ma la Consulta lo anticipò con una strana sentenza (a maggioranza strettissima, col relatore De Siervo che rifiutava di scriverla): i giudici avevano commesso alcune “omissioni”, ma potevano riaprire il processo se le avessero sanate chiedendo l’ok della Camera. Ed ecco l’ultimo colpo di mano in giunta (28 luglio) e poi in aula (28 ottobre): il Pdl nega subito l’autorizzazione a procedere (che nessuno ha potuto chiedere), per il presunto “fumus persecutionis” ai danni del povero Matteoli e per la natura ministeriale del suo reato. Ma la legge costituzionale 16.1.1989 n.1 parla chiaro: il Parlamento “può negare l’autorizzazione a procedere” solo se il ministro inquisito “ha agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo”. Nessuna delle due ipotesi ricorreva nel caso Matteoli: salvo ammettere che il favoreggiamento rientra nell’”interesse pubblico”. Infatti Matteoli ha dovuto negare di averlo commesso e la Camera s’è associata. Ma spetta al tribunale accertare se il ministro - come dice l’accusa - chiamò il prefetto per avvertirlo delle indagini o - come sostiene lui - per parlare di incendi. E poi: come si fa a dichiarare “ministeriale” un reato che si ritiene inesistente? Si rischia di violare, oltre alla legge, anche la logica. Ma la Camera se n’è infischiata e ha emesso la sua sentenza. Si è sostituita ai giudici. E ha ripristinato per i ministri l’autorizzazione a procedere abolita nel 1993 per i parlamentari. Ciò che non è riuscito a Berlusconi è riuscito a Matteoli. Nulla da dichiarare, presidente Fini?
2 anni e 6 mesi faOre 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)Matteoli 10 e lodo: Signornò da l'Espresso in edicola Il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, il governo s’è presentato alla Camera in formazione inedita: al completo. C’era da salvare il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, imputato a Livorno di favoreggiamento per aver avvertito nel 2004 (quand’era all’Ambiente) il prefetto dell’indagine e delle intercettazioni a suo carico per uno scandalo di abusi edilizi. E puntualmente Matteoli è stato salvato: 375 sì (Pdl, Lega e Udc) e 199 no (Idv e Pd). Motivo: il reato è “ministeriale” e il ministro è un perseguitato. Pazienza se, così votando, la Camera ha violato la legge e la Costituzione. Nel 2007 Montecitorio sollevò conflitto di attribuzioni alla Consulta contro i giudici che osavano processare Matteoli senz’autorizzazione. Autorizzazione peraltro non prevista dalla legge, visto che il Tribunale dei ministri si era già dichiarato incompetente perché il reato non era “ministeriale”. Così, in attesa della Consulta, il processo si fermò. E nel 2008 l’avvocato della Camera bloccò pure la Consulta nel giorno della decisione, preannunciando una ”modifica al quadro normativo vigente”. Quale? Il “lodo Consolo”: un ddl firmato da Giuseppe Consolo, deputato Pdl e avvocato di Matteoli (Ghedini docet), per condizionare tutti i processi ai ministri alla preventiva autorizzazione parlamentare. Il lodo non passò. Ma la Consulta lo anticipò con una strana sentenza (a maggioranza strettissima, col relatore De Siervo che rifiutava di scriverla): i giudici avevano commesso alcune “omissioni”, ma potevano riaprire il processo se le avessero sanate chiedendo l’ok della Camera. Ed ecco l’ultimo colpo di mano in giunta (28 luglio) e poi in aula (28 ottobre): il Pdl nega subito l’autorizzazione a procedere (che nessuno ha potuto chiedere), per il presunto “fumus persecutionis” ai danni del povero Matteoli e per la natura ministeriale del suo reato. Ma la legge costituzionale 16.1.1989 n.1 parla chiaro: il Parlamento “può negare l'autorizzazione a procedere” solo se il ministro inquisito “ha agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di governo”. Nessuna delle due ipotesi ricorreva nel caso Matteoli: salvo ammettere che il favoreggiamento rientra nell’”interesse pubblico”. Infatti Matteoli ha dovuto negare di averlo commesso e la Camera s’è associata. Ma spetta al tribunale accertare se il ministro - come dice l’accusa - chiamò il prefetto per avvertirlo delle indagini o - come sostiene lui - per parlare di incendi. E poi: come si fa a dichiarare “ministeriale” un reato che si ritiene inesistente? Si rischia di violare, oltre alla legge, anche la logica. Ma la Camera se n’è infischiata e ha emesso la sua sentenza. Si è sostituita ai giudici. E ha ripristinato per i ministri l’autorizzazione a procedere abolita nel 1993 per i parlamentari. Ciò che non è riuscito a Berlusconi è riuscito a Matteoli. Nulla da dichiarare, presidente Fini?
2 anni e 6 mesi faOre 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)Maroni: «Rischio attentati» Ma mancano i fondi per la sicurezza che lo stesso ministro aveva chiesto minacciando di votare con il pd… «Pensiamo che ci possano essere cellule in Italia che si addestrano per fare attentati». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, parlando di «una svolta nella presenza di queste attività». Ieri la maggioranza aveva bocciato gli emendamenti dell'opposizione che chiedevano di ripristinare i fondi per la sicurezza. A quanto pare Maroni non possiede gli omonimi e si dimostra un ca22aro come tutti gli altri al governo…
2 anni e 6 mesi faOre 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)Le arzigogolate conferenze stampa di Fazio sull'influnza A: Fa quasi pena vedere una persona così in difficoltà che cerca di minimizzare la pandemia in atto ma intanto spiega le difficoltà e i pericoli promettendo "faremo eviteremo.." ma intanto sull'influenza A, Fazio avverte: "Dopo il picco, vaccino per tutti per evitare il secondo più pericoloso" Della serie intanto beccatevi l'influenza perchè non abbiamo vaccino a sufficenza poi chi la scampa si prepari al peggio…
2 anni e 6 mesi faOre 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)Falcioni sembra quasi ti dispiaccia, se non puoi nuotare nel livore ultrasinistrorso dei semprecritici non sei contento?
2 anni e 6 mesi faRetrospettiva su Annozero. La ricostruzione di Travaglio sugli affari della camorra
(1 punto) (0 commenti)!6- Anzi mi restituissi la possibilità di continuare ad utilizzare L'AVATAR UTAN a cui ero affezionato dimostrerebbe che sei meno fango di quanto penso
2 anni e 6 mesi faRetrospettiva su Annozero. La ricostruzione di Travaglio sugli affari della camorra
(1 punto) (0 commenti)15- A Landoni dimenticavo: E' inutile che trovando i miei post a te rivolti poco piacevoli mi banni, tanto ti continuerò a rompere le uova nel paniere delle balle sotto altri AVATAR: Partendo dall'ormai inutilizzabile UTAN
2 anni e 6 mesi faRetrospettiva su Annozero. La ricostruzione di Travaglio sugli affari della camorra
(2 punti) (0 commenti)Peccato caro Landoni: per fare la punta (una questione di lana caprina) al discorso di Travaglio tralasci di analizzare la gravità della di questione centrale in cui il governo è invischiato fino al collo. Non riesci proprio ad essere obbiettivo la berlusconite ormai sta vincendo anche sui tuoi ultimi residui di coscienza critica
2 anni e 6 mesi faOre 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(-1 punto) (0 commenti)Il Governo delle balle colpisce ancora: "Siamo stupefatti dalla decisione del governo di rinviare i fondi per il piano banda larga di Paolo Romani (vice ministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni). Significa rallentare la ripresa economica". Carlo Poss, presidente dell'osservatorio Fcp (Federazione concessionarie pubblicitarie)-Assointernet non ha dubbi: "Il governo non ha capito, a differenza delle aziende, che la banda larga serve per uscire dalla crisi, creare posti di lavoro, aumentare il prodotto interno lordo". Secondo uno studio dell'Unione Europea, la banda larga porterà un milione di posti di lavoro fino al 2015 e una crescita dell'economia europea di 850 miliardi di euro. "Tutti i paesi europei l'hanno capito e infatti stanno investendo tantissimo contro il digital divide. Eppure non sono più o meno in crisi di noi", dice. "Ma abbiamo deciso di andare a fondo a questa cosa. Metteremo insieme le associazioni di categoria, gli editori, per far capire al governo che sta sbagliando valutazione e che deve cambiare idea sui fondi banda larga", aggiunge Poss, che ha anche una serie di proposte "pratiche e concrete" per sostenere internet in Italia. "Il governo dovrebbe sostenere l'e-commerce con campagne istituzionali per l'utilizzo della carta di credito", dice per esempio. Secondo Eurostat, l'Italia è in fondo alla classifica dei principali Paesi europei per l'uso dell'e-commerce: lo fa l'11 per cento della popolazione (contro il 20 della Spagna e il 55 del Regno Unito). Una famiglia su due non ha il pc: un altro record negativo dell'Italia. "Il governo dovrebbe incentivare l'uso di internet e l'acquisto di pc da parte delle famiglie disagiate", dice Poss. Del resto, "misure concrete per stimolare la domanda informatica delle famiglie italiane risalgono a due legislazioni fa, con le iniziative del Ministro Stanca", conferma Maurizio Decina, ordinario di Reti e Comunicazioni del Politecnico di Milano e uno dei massimi conoscitori del settore, "mentre ora- continua Decina - l'attenzione del Governo è rivolta soprattutto al passaggio al digitale terrestre". La tv, non internet, è nei pensieri del governo, conferma Poss: "bisognerebbe rivedere la legge Mammì, che stabilisce gli investimenti pubblicitari della pubblica amministrazione e mette internet in una quota di investimenti dove c'è anche la tv, a cui va quindi tutto, lasciando a internet le briciole". Fcp-Assointernet è in buona compagnia. C'è stato un vero e proprio coro di proteste, da tutti gli schieramenti, contro il rinvio dei fondi banda larga deciso dal governo. Una scelta che, secondo Anie (federazione di Confindustria di imprese elettrotecniche ed elettroniche) e Cgil rischia di ritardare la ripresa dell'economia. Proteste anche da Assintel-Confcommercio, mentre Corrado Calabrò (presidente dell'Authority tlc) non trattiene la delusione: "purtroppo lo prevedevo", ha dichiarato. Il rischio è di ritardare l'ammodernamento complessivo del sistema Italia. Il piano Romani infatti doveva servire anche per sostenere, con una rete più efficiente, gli imminenti servizi per comunicare via internet con la pubblica amministrazione (sanità, scuole, uffici), come previsto dal piano Brunetta, eGovernment 2012. Lo stesso Renato Brunetta (ministro per la pubblica amministrazione) pochi giorni fa ha affermato che il suo piano e quello di Romani sono strettamente legati. Si rischia di piombare in un circolo vizioso. Dall'arrivo di questi servizi eGovernment, l'industria si aspetta infatti uno sprone della domanda di banda larga (come stima Confindustria). E risolvere così un problema tutto italiano: solo il 20 per cento della popolazione infatti ha la banda larga, molto meno che negli altri principali Paesi europei.
2 anni e 6 mesi faLa vicenda del Comune di Fondi al centro di Annozero. Profumo di mafia
(0 punti) (0 commenti)Le IDIOZIE Angiolino: Carceri, scontro sulla riapertura di Pianosa Annuncio di Alfano, il Parco non ci sta Il ministro della Giustizia dice di voler ripristinare la struttura penitenziaria chiusa dal 1998. Il presidente dell'Ente Mario Tozzi: "Decisione senza senso dal punto di vista sociale e ambientale. E' uno dei pochi paradisi rimasti" Di tutti i posti possibili deve proprio riaprire una truttura ormai inadatta e di interesse ambientale?
2 anni e 6 mesi faIl Pdl all'assalto dei pentiti: una Commissione di inchiesta che possa accedere agli atti dei processi in corso
(0 punti) (0 commenti)37- E non è Presidente del Senato…
2 anni e 6 mesi faIl Pdl all'assalto dei pentiti: una Commissione di inchiesta che possa accedere agli atti dei processi in corso
(0 punti) (0 commenti)Quando l'ipocrisia al governo colpisce anche i nostri ambasciatori: Politici corrotti, appalti truccati "Montreal ormai è come Palermo" MONTREAL — Politici che strizzano l'occhio a uomini d'onore senza scrupoli. Amministratori compiacenti che lo chiudono davanti ai picciotti in colletto bianco. Quattordici aziende legate a malavitosi e l'80 per cento dei contratti edilizi controllati dalla mafia. I diecimila chilometri che separano la Sicilia da Montreal diventano centimetri quando si tratta di fare i conti con Cosa Nostra. "Montreal come Palermo": così il Globe and Mail, il più autorevole quotidiano canadese, titola la notizia dei rapporti triangolari tra criminalità organizzata, industria delle costruzioni e municipalità in Quebec. Ci voleva il vecchio giudice John Gomery, l'eroe dell'inchiesta sullo scandalo delle sponsorizzazioni federali all'epoca del governo Chrétien, per svelare una verità nascosta ormai da troppo tempo tra le carte ingiallite dei servizi segreti. "Ci sono dei 'donatori' che negli ultimi anni hanno riempito le tasche di alcuni amministratori in cambio di favori sui contratti edilizi - ha detto Gomery - Bisogna andare avanti con un'inchiesta per smascherare i colpevoli". Che la piovra italocanadese controllasse quasi interamente il settore edilizio del secondo paese più grande al mondo non era una novità. Ciò che invece stupisce, in una nazione ossessionata dal rispetto religioso delle leggi, è il coinvolgimento di uomini politici insospettabili. Sindaci irreprensibili, consiglieri comunali senza macchia, assessori di destra e di sinistra che hanno fatto della trasparenza il loro cavallo di battaglia in campagna elettorale. Peccato che quei comizi li avessero allestiti con i soldi di Cosa Nostra canadese, che in cambio avrebbe ottenuto il controllo assoluto sulle gare d'appalto. Ma non c'è solo la mafia italiana dietro la bufera sugli appalti truccati in Quebec. Antonio Nicaso, ricercatore e consulente calabrese, che della criminalità organizzata canadese conosce vita, morte e miracoli, dice: "Qui non siamo di fronte a mafiosi nel senso tradizionale del termine. Si tratta piuttosto di veri e propri comitati d'affari. Certo, molti di loro sono legati alla mafia. Ma non solo a quella italiana. Ci sono ad esempio gli Hells Angels, la banda dei motociclisti con ingenti somme di denaro derivati dal traffico di cocaina da reinvestire". Nicaso spiega che il Canada "per superare la recessione, ha optato per gli investimenti nelle infrastrutture. Una decisione che ha attirato gli interessi della criminalità organizzata, che vede nel settore edilizio la sua principale fonte di guadagno". Intanto, sulla stampa canadese, i paragoni tra il capoluogo siciliano e la metropoli quebecois si sprecano. Dopo i titoli del Globe and Mail, in un articolo pubblicato due giorni fa sul Toronto Star, si legge: "E il paragone con Palermo? Non deriverà mica dall'ossessione dei quebecois per i deliziosi cannoli? No, non proprio. La città si paragona alla Palermo della mafia, non della cucina". Pronta la replica dell'ambasciatore italiano in Canada, Gabriele Sardo, che in una lettera indirizzata al Globe and Mail, scrive: "Non ho voglia di polemizzare sul paragone della città di Palermo come esempio di massima corruzione sociale e politica. Dopo aver letto sui fatti di Montreal e sui rapporti tra la mafia e il potere politico - continua l'ambasciatore - mi sento più ottimista sul futuro del mio paese. Chissà, forse vivrò abbastanza a lungo da sentire a Palermo la gente lamentarsi sulla loro città ed esclamare: 'Mio Dio! Questo posto sta diventando la Montreal d'Italia!'".
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Ore 12 - Incredibile ma vero: Berlusconi in calo, sale il Pd
(0 punti) (0 commenti)Quando da fastidio chi non si allinea al pensiero de Re: ROMA - Dopo mesi di boatos che la davano per imminente, la sostituzione di Paolo Ruffini alla direzione di Rai3 prende corpo davvero. Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ieri ha telefonato allo stesso Ruffini per informarlo che la sua era volge al termine. Al prossimo Cda, previsto mercoledì, come responsabile della terza rete potrebbe essere proposto Antonio Di Bella, ex direttore del Tg3 (già sostituito da Bianca Berlinguer), o Giovanni Minoli attuale direttore di RaiEducational. È verosimile che i consiglieri del centrodestra asseconderanno la scelta di Masi. Non è altrettanto scontato che i consiglieri di centrosinistra, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, la ratificheranno, anche se il successore dovesse essere Di Bella. Il "licenziamento" di Ruffini - ad avviso di Rizzo Nervo e Van Straten - stride con gli eccellenti risultati di Rai3, che a dispetto del mini-budget nelle prime serate supera spesso il 14% di share, con 3,5-4 milioni di spettatori. Masi intenderebbe "risarcire" l'attuale direttore di Rai3 con la direzione di RaiNews 24. Secondo il presidente Rai, Paolo Garimberti, l'offerta sarebbe però ingenerosa. La mossa di Masi è destinata a creare un caso. Rai3 è da mesi sotto tiro da parte del presidente del Consiglio, che più volte ha definito "ostili" trasmissioni come quelle di Giovanni Floris (Ballarò), Fabio Fazio (Che tempo che fa), Milena Gabanelli (Report) e Serena Dandini (Parla con me). Sono programmi che portano milioni di pubblicità alla Rai. Ma da Palazzo Chigi è partito l'ordine di "smorzare" critiche e satire, magari in nome del potenziamento dell'informazione regionale.
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