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Tutti liberi i fermati della manifestazione di Roma. Ritorno agli anni 70, impunità compresa
(0 punti) (0 commenti)Ah Landò, ma guarda che la scarcerazione significa che non saranno sottoposti a misura cautelare, mica che sono liberi. Subiranno comunque un processo, per direttissima. Per quanto riguarda l'accusa di disfattismo e nessuna proposta, gli studenti un'altra riforma l'hanno congegnata eccome, c'è su wikisaperi e su altrariforma.it, basta leggerla (quando tornerà online), nel frattempo ti cito un mio pezzo dove l'avevo sintetizzata. Diritto allo studio: 1. Una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, che stabilisca i livelli essenziali delle prestazioni erogati dalle Regioni e in particolare l'entità minima garantita delle borse di studio. 2. Copertura totale delle borse di studio, mediante uno specifico fondo statale erogato alle Regioni di almeno 321 milioni di euro, comprendenti il reintegro dei tagli contenuti nella legge di stabilità 2011. In questo modo si metterebbe fine all'assurdità degli “idonei non benificiari”, studenti alle quali è riconosciuto il diritto alla borsa di studio ma che, di fatto, non la ricevono. 3. Dopo aver raggiunto la copertura totale delle borse di studio, è necessario un ampliamento degli idonei, estendendo i criteri di reddito sulla base dei quali viene assegnata la borsa di studio. 4. Istituire convenzioni sui trasporti per gli studenti per rendere gratuiti da subito i trasporti urbani nelle aree municipali universitarie, senza distinzione tra residenti e non residenti, e per ridurre al 50% il costo dei trasporti extraurbani in tutte le regioni per i pendolari, per poi arrivare gradualmente alla gratuità totale della tratta casa-università entro 4 anni. 5. Abolizione del prestito d'onore e di ogni forma di sostegno al diritto allo studio che preveda l'indebitamento degli studenti. In particolare in questo contesto di carenza di finanziamenti sul diritto allo studio riteniamo che l'incentivazione del merito vada perseguita con opportunità di formazione di qualità e non con “mance” e erogazioni monetarie. 6. Incremento delle risorse per le borse part-time di collaborazione presso le università italiane (150 ore). Le borse vanno assegnate secondo i criteri con cui vengono erogate le borse di studio, e va definito un livello minimo nazionale della retribuzione oraria, pari alla media delle retribuzioni attuali. In nessun caso le 150 ore vanno utilizzate per svolgere le mansioni del personale tecnico-amministrativo. 7. Istituzione di una “borsa preventiva” di carattere nazionale, erogata agli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola superiore per favorire la loro libera scelta, indipendentemente dalla regione nella quale lo studente scegliesse di studiare. 8. Istituzione di organi di controllo da parte degli studenti per la qualità delle mense e dei servizi agli studenti. 9. Nessuna esternalizzazione ai privati dei servizi per il diritto allo studio. 10. Carta di cittadinanza studentesca per l'accesso gratuito ai contenuti culturali. 11. Piano pluriennale di finanziamento straordinario per l'edilizia universitaria, che finanzi la realizzazione, tramite il recupero di determinate aree urbane, di nuove case dello studente e di alloggi pubblici a canone concordato. Servono inoltre iniziative, come lo sportello casa gestito da Università e Comune, in grado di favorire la lotta al sommerso. Possibilità di requisire gli allloggi sfitti. 12. Borse Erasmus: aumento dell'integrazione ministeriale della quota erogata e concessione di una parte della borsa al momento della partenza. Va inoltre prevista una differenziazione a seconda del costo della vita del paese di destinazione. Partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie 1. Autogoverno dell'università: nessun esterno può comporre gli organi di governo dell'ateneo. Siano essi enti locali o privati non possono far parte di alcun organo deliberativo, in particolare del Consiglio di Amministrazione. 2. Chiara definizione del ruolo degli organi: il consigli di amministrazione deve gestire il bilancio sulla base degli indirizzi politici del Senato Accademico, a cui devono essere forniti tutti gli elementi per decidere liberamente. 3. Trasparenza e pubblicazioni in tempi rapidi degli atti. 4. Introduzione di una rappresentanza di tutte le componenti universitarie negli organi collegiali, senza andare a discapito della componente studentesca. 5. Elezione diretta di tutti gli organi collegiali per la parte della rappresentanza studentesca. 6. Il mandato dei rappresentanti degli studenti deve essere al massimo di durata biennale per consentire agli studenti di esprimersi e di valutare puntualmente il loro operato. 7. Presenza obbligatoria degli studenti all’interno dei nuclei di valutazione (modifica alla legge 370/99). Non possiamo accettare che la valutazione della didattica e dei servizi dei nostri atenei venga effettuata senza la componente studentesca. 8. Riconoscimento di specifiche competenze ai rappresentanti degli studenti, simili a quelle delle RSU dei lavoratori e comprendenti il controllo sulla qualità dei servizi e la possibilità di esprimere un parere vincolante sui temi che riguardano più direttamente gli studenti. 9. Radicale riforma dei Consigli degli Studenti, oggi pressoché inutili e fonte di burocratizzazione e corruzione. Non devono poter gestire i fondi per le attività studentesche e devono servire principalmente da occasione di confronto tra i rappresentanti nei consigli di facoltà e quelli negli organi centrali. 10. Istituzione di assemblee di facoltà periodiche ufficiali con sospensione delle lezioni, per favorire un rapporto diretto tra gli studenti e i loro rappresentanti. 11. Introduzione di istituti di democrazia diretta come il referendum studentesco: una forma di consultazione che possa essere promossa dalla stessa Università nelle sue varie articolazioni (centrali e periferiche), dai rappresentanti degli studenti e dagli studenti stessi mediante la raccolta di un determinato numero di firme. Le consultazioni saranno possibili su temi inerenti la didattica, l’organizzazione dell’ateneo, delle facoltà e dei singoli corsi, sul diritto allo studio e su ogni tema che coinvolge la vita universitaria. Obbligo da parte degli organi collegiali di discutere le proposte sottoscritte da un certo numero di studenti e di rispondere tempestivamente in forma scritta. 12. Adozione dello Statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti e del Codice deontologico che normi le incompatibilità nell'assunzione di familiari e i limiti di mandato su tutte le cariche. 13. Allargamento dell'elettorato attivo per il rettore a tutti gli studenti (con voto ponderato). 14. Accorpamento di dipartimenti e facoltà su criteri scientifici e didattici. 15. Radicale riforma dalla rappresentanza studentesca nazionale, oggi del tutto inefficace, secondo i seguenti criteri: - Abolizione del CNSU e creazione della conferenza nazionale studenti–MIUR. In tale conferenza saranno presenti 1, 2 o 3 rappresentanti degli studenti per ogni ateneo, a seconda del numero di iscritti, eletti direttamente dagli studenti nelle normali elezioni d'ateneo con un apposito incarico oppure selezionati tra i più votati nei Senati Accademici. L'attuale budget per i gettoni di presenza del CNSU sarebbe assolutamente sufficiente a coprire i costi della conferenza. - Possibilità da parte della conferenza studenti-MIUR di convocare referendum studenteschi nazionali. - Audizione obbligatoria di membri della conferenza nelle commissioni parlamentari e ministeriali quando si parla di università. - Istituzione di un organo previsto dalla 390/91: la Consulta nazionale del DSU, con competenze in merito alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e una consistente rappresentanza studentesca. Adeguato finanziamento 1.Abrogazione dei tagli previsti dalla L.133/08. 2.Piano straordinario di investimenti che porti in tre anni l'investimento in formazione, università e ricerca al 5,7% del PIL (costo: 18 miliardi di euro, in media, all'anno) e in particolare il finanziamento di università e ricerca da 8 672 a 12 907 dollari per studente (media Ocse).* Ripartizione equa dell'FFO sulla base dei costi effettivi. Integrazione automatica dell'FFO in base all'inflazione e agli scatti stipendiali. 3.Controllo dei bilanci degli atenei per evitare il dissesto finanziario. No alla ripartizione di quote di FFO su base di criteri premiali e punitivi, il cui unico risultato è aggravare le situazioni di deficit. Monitoraggio efficace da parte del governo e interventi mirati anche in deroga all'autonomia per impedire operazioni potenzialmente pericolose per la stabilità economica di un ateneo. 4.No alla penalizzazione economica degli atenei per criteri quali il numero di studenti che si inseriscono nel mercato del lavoro e per il numero di fuoricorso. Contribuzione studentesca equa 1.Rispetto della soglia del 20% come quota di bilancio coperta dalla contribuzione studentesca in rapporto al FFO reale. Restituzione agli studenti dei fondi prelevati in eccesso dagli atenei che negli ultimi anni hanno sforato questo limite tramite servizi agli studenti. Imposizione di sanzioni agli atenei che hanno sforato nell'ultimo anno la soglia del 20%. 2.Riforma del sistema di tassazione studentesca tramite la rimodulazione delle fasce sulla base di criteri di maggiore equità e progressività, con l'obiettivo minimo di rendere omogeneo il prelievo sugli studenti e le loro famiglie, creando sistemi di tassazione a fasce ampie o con l'utilizzo di coefficenti specifici che incidano in misura minore sulle fasce di reddito più basse e in misura maggiore su quelle più alte. 3.Un aumento delle lotta all'evasione ed elusione fiscale, aumentando i controlli sulle dichiarazioni ISEE e arrivando a esaminare la totalità delle dichiarazioni. Firmare ove non esistano convenzioni tra l'univeristà e la guardia di finanza, perché chi evade le tasse ruba la borsa di studio a un altro studente. 4.Eliminare le sanzioni nei confronti degli studenti fuori corso, che non devono subire degli aumenti della contribuzione studentesca in seguito alla loro mancata laurea nei termini previsti dalla durata legale del loro corso di studio. Il merito si incentiva con maggiori opportunità, non lucrando sulla pelle di chi resta un po' indietro. 5.Riduzione dei contributi studenteschi per le famiglie con più di un figlio contemporaneamente iscritto all'università, calcolata sulla base del numero dei figli e delle condizioni economiche della famiglia. 6.Uno specifico sistema di contribuzione per gli studenti a tempo parziale, che sia basato sulla riduzione di una quota percentuale fissa (tra il 25 e il 50%) del contributo che lo studente pagherebbe a parità di condizione economica se fosse iscritto a tempo pieno. 7. Specifiche misure anti-crisi e di sostegno alle famiglie in difficoltà che vedono modificarsi della propria condizione economica in misura rilevante rispetto all'anno precedente su cui si basa la dichiarazione ISEE. Richiediamo l'istituzione in ogni ateneo di un fondo specifico integrativo che possa contribuire alla copertura delle tasse universitarie di quelle famiglie che vedono ridursi le proprie entrate da un anno all'altro in misura sostanziale. Dottorato 1.La valorizzazione del dottorato ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici e dell'inserimento nelle imprese private. 2.La copertura totale con borsa di studio di tutti i dottorati di ricerca. 3.La regolamentazione del ruolo dei dottorandi nella didattica, che dev'essere limitato a quanto necessario per la loro formazione, senza diventare uno sfruttamento da parte dei docenti. Precariato 1.Un unico contratto pre-ruolo, che goda di diritti precisi e garanzie per il futuro. 2.Una vera tenure track, con un accantonamento delle risorse che permetta la programmazione a lungo termine e il passaggio in ruolo dei precari che abbiano raggiunto determinati obiettivi di ricerca. Docenza 1.L’introduzione di un ruolo unico della docenza, che riconosca a tutti pari diritti, e doveri didattici e gestionali commisurati al livello di carriera raggiunto. 2.La distinzione tra reclutamento e carriera. Il primo avviene tramite concorso, la seconda dipende dalla valutazione di ricerca e didattica. 3.Modalità di accesso al ruolo basate sula trasparenza e sulla valutazione, che rendano maggiormente accessibile la carriera universitaria anche a chi sta fuori dal mainstream e allo stesso tempo promuovano la compatibilità con i gruppi di ricerca attivi. 4.Un investimento sistematico sugli ingressi in ruolo (con lo scopo di portare il rapporto studenti-docenti almeno alla media europea) e sulle progressioni di carriera (onde motivare gli studiosi più meritevoli), frutto di una pianificazione a lungo termine tale da garantire sicurezze ai giovani studiosi più motivati e una promozione della qualità del patrimonio intellettuale del paese. 5.L’impegno didattico dei docenti dev'essere preso in considerazione ai fini della loro progressione di carriera, e la valutazione deve tener conto dei pareri degli studenti. 6.Il riconoscimento contrattuale e didattico del ruolo dei Lettori CEL Ricerca 1.Strumenti di valutazione in grado di integrare e pesare metodologie diverse, in grado di tener conto della complessità e dell'eterogeneità del lavoro di ricerca. 2.Prelazione delle case editrici di ateneo, dove presenti, nella pubblicazione dei lavori di ricerca dei docenti. Detto questo, le barbarie di martedì non sono per me concepibili.
1 anno e 1 mese faMarcello dell'Utri: chiesti sei anni di condanna per calunnia
(0 punti) (0 commenti)Credo che una richiesta così alta sia perché Dell'Utri, affermando che i tre pentiti fossero in combutta con la Procura, non solo ha calunniato i tre mafiosi ma ha messo in dubbio l'operato dei magistrati. Il PM si è così vendicato chiedendo il massimo della pena. Ma vabbè, quello che chiede il PM alla fine non è così importante alla fine, è il giudice che decide.
1 anno e 3 mesi faLombardo indagato per mafia e ora Pd e Fli sono in chiaro imbarazzo
(0 punti) (0 commenti)Al singolare si dice pasdara, non pasdaran
1 anno e 3 mesi faPer Bossi il "Rubygate" serve a non parlare dei veri scandali
(0 punti) (0 commenti)Discussione sempre appassionante nei commenti :D Oblio il Blog
1 anno e 3 mesi faPatto "rosso-nero": Fini premier e D'Alema sul Colle?
(1 punto) (0 commenti)D'Alema presidente della Repubblica? Dio ce ne scampi… Ma, poi, tutto sto vaneggiamento solo per un meeting in cui hanno parlato insieme? Mah.. Un governo tecnico con PD-FLI-UDC non terrebbe a lungo e poi dovrebbero anche mettersi d'accordo su che modello di legge elettorale vogliono… Oblio il blog
1 anno e 3 mesi faAnche Napolitano stronca il Lodo Alfano retroattivo
(0 punti) (0 commenti)Ah, visitate l'oblio.
1 anno e 3 mesi faAnche Napolitano stronca il Lodo Alfano retroattivo
(0 punti) (0 commenti)Doveva contestare il merito, non l'aspetto tecnico.
1 anno e 3 mesi faRiforma giustizia governo Berlusconi: cosa cambia
(0 punti) (0 commenti)Sta cosa di dividere le carriere non mi hai mai convinto… Speriamo che i finiani tengano botta ma non ho molta fiducia… www.oblioilblog.it
1 anno e 3 mesi faLodo Alfano: sulla strategia di FLI e la delusione dei finiani
(0 punti) (0 commenti):D
1 anno e 3 mesi faVedi tutti i commenti di Pass.
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Tutti liberi i fermati della manifestazione di Roma. Ritorno agli anni 70, impunità compresa
(1 punto) (0 commenti)Ma guardate che i teppisti sono liberi… per ora. Subiranno normale processo.
1 anno e 1 mese fa