Gli ultimi commenti di Petronius:
Il ministro Rotondi esalta le "veline" (vecchie e nuove) di Berlusconi. E non si vergogna
(0 punti) (0 commenti)E'comprensibile che il ministro Rotondi ogni tanto desideri far sentire anche la sua voce.E per la verità la sua loquela è affatto disadorna,visto che il parlamentare irpino,al di fuori del "Palazzo",è giornalista professionista.Ed è in tale veste che il dr Rotondi sa bene che l'eloquio forbito non basta per coprire la debolezza degli argomenti.Vero è che il dicastero affidatogli non offre molte occasioni per sortite pubbliche,perchè il programma del Governo consiste in effetti nei programmi del Premier il quale li gestisce naturalmente in prima persona,imponendone la puntuale esecuzione. Tuttavia,se proprio è irrefrenabile il desiderio di parlare in pubblico,il ministro provi ad occuparsi di buona cucina,di calcio,se vuole,magari rievocando i fasti della squadra irpina,ai tempi di Sibilia.Ma i presunti guasti sociali prodotti dalla pausa pranzo ed ora il contributo benefico che le ex veline danno all'azione governativa e parlamentare,francamente sono argomenti che meglio sarebbe lasciare alle usuali celebrazioni del premier,impareggiabile retore mediatico.Cesare Marchi ha scritto un bel libro"Ruota di porcello",prendendo di mira quei personaggi che anche quando nulla hanno da dire vogliono comunque parlare per darsi importanza.Se ne può consigliare attenta lettura a parecchi politici.
1 mese e 2 settimane faTartaglia Santo subito! E' già diventato un mezzo eroe per certa sinistra
(0 punti) (0 commenti)Ancora una brutta pagina scritta nella storia d'Italia,ancora un episodio disgustoso,ancora un attentato alla serenità democratica.All'uomo Berlusconi è dovuta umana solidarietà e vicinanza,a Silvio Berlusconi 1°Ministro è dovuto il rispetto per l'alta carica che egli ricopre,indipendentemente da ogni collocazione politica,come impongono le regole poste a base della convivenza civile e democratica.Tanto per dire che se l'autore del gesto violento contro il Capo del Governo è stato mosso da odio politico,ne deve pagare esemplarmente le conseguenze.Se invece la sua mano è stata armata da insania mentale,è dovere dello Stato assicurarlo ad un presidio sanitario per evitare che uno squilibrato possa nuocere ancora.Parimenti sono da condannare e respingere le esternazioni apologetiche,sia perchè i reati mai possono essere esaltati,più ancora perchè tali messaggi contribuiscono ad alimentare l'odio e quindi pericolose tensioni sociali di cui il Paese proprio non ha bisogno.Le persone perbene,coloro che del galateo sociale fanno la loro ragione di vita non devono essere ammaestrate,gli squilibrati devono essere curati,i violenti devono essere isolati.La politica però non può essere quella che oggi è,deve essere servizio e non interesse,deve saper cogliere le istanze sociali,intervenendo con saggezza e profondo senso della misura.Non è possibile che una istituzione denigri le altre consorelle,facendo credere ai cittadini che sono un peso da eliminare;è inammissibile che un capo di governo in un contesto internazionale,e fuori dal suolo patrio,attacchi pesantemente il Capo dello Stato e tutti gli Organi di garanzia del proprio Paese soltanto perchè non gli è possibile legiferare a proprio utile e consumo; è inaccettabile che si pretenda voler far passare il principio secondo cui avere ottenuto la maggioranza dei voti significhi poter disporre di tutto e di tutti.Non è così,perchè il consenso, seppure ampio,non va confuso con il concetto di popolo che è un quantificatore universale il cui uso impone massima cautela.Vuol dire cioè che di fronte ad una maggioranza schiacciante c'è una minoranza che non può essere annullata solo perchè la pensa diversamente.Ed allora la politica riveda certi suoi comportamenti e li corregga laddove necessario se vuole porre fine ad una deriva che al momento appare rovinosa.Se non lo farà, lo Stato di diritto rischia di vacillare.Non ce lo possiammo permettere,nessuno può permetterselo,almeno se non è stata cancellata la memoria di tristi esperienze del passato.
3 mesi e 1 settimana faCalderoli e l'eterna voglia di ritorno delle case chiuse
(0 punti) (0 commenti)I pubblici postriboli sorsero ai tempi di Cavour,necessitati dal diffondersi di gravi malattie,specialmente la sifilide.Il governo fissava il compenso dovuto alle meretrici ed al tenutario,nonchè l'ammontare del prelievo tributario,e poneva altresì l'obbligo di periodiche visite mediche da effettuarsi presso strutture pubbliche.Con l'avvento del fascismo,fu confermato l'esercizio del meretricio pubblico ed anche l'obbligo di visite mediche periodiche presso presidi sanitari.Al normale prelievo tributario(imposte reddituali),si aggiunse l'imposta generale sull'entrata,istituita nell'anno 1940,che colpiva a cascata ogni manifestazione di ricchezza.Da tale breve excursus emerge come lo Stato si preoccupava della salute pubblica,cercando di contenere al meglio il diffondersi di gravi malattie,e al tempo stesso assicurava un certo gettito alle proprie casse.Il meretricio "legale" durò fino alla fine degli anni '50,quando le cosidette case di tolleranza furono definitivamente chiuse grazie alla senatrice Lina Merlin che condusse una battaglia personale per abolire quello che essa considerava un indegno mercimonio ed un abominevole sfruttamento.Ciò accadeva alla mezzanotte del 20 settembre 1958,con l'entrata in vigore della legge 20 febbraio 1958 n.75.E' ben chiaro che la senatrice Merlin non poteva credere che un divieto imposto con legge valesse a far cessare il mestiere più antico del mondo,vecchio cioè di millenni.Ed infatti all'indomani della chiusura delle "case" la prostituzione si trasferì nelle strade,e quindi in lerci tuguri,perchè il maschio italiano imparò presto a coniugare il famoso"arrangiatevi"dell'omonimo film di Totò.Ora,a distanza di oltre mezzo secolo,ed in un contesto socio-economico certamente diverso,l'esercizio della prostituzione,commisto al turpe traffico della droga,è fonte di smisurati guadagni per la criminalità organizzata,è perciò ogni accostamento ad un'epoca passata risulterebbe grossolano anacronismo.Tuttavia è innegabile che i quartieri delle città offrono spettacoli nauseabondi,spesso con grave pregiudizio per la sicurezza della gente.Non è perciò una provocazione la proposta di Calderoli di riaprire i postriboli e addirittura di creare quartieri dove poter esercitare il meretricio.In una tale operazione il parlamentare vede l'eliminazione dalle strade cittadine dell'attuale scempio,e coglie anche l'opportunità per l'erario di incamerare il relativo gettito fiscale.Meglio ancora se la legalizzazione di una losca attività valesse ad incidere sui patrimoni criminali.Vero è che uno Stato di diritto non può permettersi di sfruttare la prostituzione mediante la pretesa fiscale,ma siccome questo Stato diventa sempre meno di diritto e sempre più tollerante di diffuse brutture,passi anche questa,se serve a ripristinare almeno la pubblica decenza. Tanto,nè le sanzioni pecuniarie,e neppure quelle penali,guariscono il maschio italiano da forme croniche di satiriasi,oggidì degenerate addirittura nella ricerca di esperienze abnormi,come riferiscono le miserevoli cronache quotidiane.E perciò non è necessario essere leghisti per dire che Calderoli invita ad una approfondita riflessione per valutare se sia utile il ricorso al principio machiavellico,quando il fine giustifica il mezzo col quale lo si raggiunge.
3 mesi e 3 settimane faGli ex colonnelli di An non sopportano più Fini
(0 punti) (0 commenti)Gianfranco Fini è rimasto solo,ed è sotto gli occhi di tutti.I suoi ex colonnelli hanno cambiato pelle,e finanche il compassato Matteoli oggi dice che nelle posizioni di Fini non si sarebbe riconosciuta AN e non intendono quindi riconoscersi coloro che da quel partito provengono.E'legittimo,e perciò rispettabile,che maggiorenti e non dell'ex AN abbiano voluto voltare le spalle a Fini per passare alla corte del cavaliere,pur sapendo di dover cancellare la loro storia personale ed affrontare un percorso politico nel quale si procede sotto un'unica guida.Tuttavia,salvo che non si creda alla immortalità fisico-politica di Berlusconi,la visione del futuro appare assai miope,nel senso che gli ex aennini evidentemente non calcolano che il PDL senza l'attuale padrone si dissolverà come neve al sole.Gianfranco Fini non sembra che intenda fare un tale salto nel vuoto,ma deve anche escludersi a fortiori che egli possa candidarsi alla successione politica del cavaliere.Nel quadro assai precario che attualmente mostra il PDL,la tenuta granitica della Lega avverte Berlusconi che il carisma e la popolarità da soli non sarebbero bastevoli per governare se non ci fosse il soccorso padano il cui costo però è divenuto insostenibile.Umberto Bossi,estraneo al PDL,vende a caro prezzo la propria alleanza,provocando forti mal di pancia anche tra gli stessi berlusconiani che il capo non riesce più a controllare.Non a caso anche Pecorella ha preso le distanze dalla leggina che riduce la durata dei processi,avvertendo Berlusconi che esistono profili di incostituzionalità e che comunque la non improbabile conferma della condanna a Mills aprirebbe un'unica via,quella delle urne.Questi dati oggettivi non è pensabile che sfuggano ad un politico di esperienza come Gianfranco Fini.Si tratta solo di attendere che il presidente della Camera compia scelte chiare,se valuterà con giusto metro che la sua permanenza nel PDL è ormai incompatibile con le sue prese di posizione che lo distanziano da tutto e da tutti.Ci saranno forse di quelli che ancora pensano essere stato un grave errore scioglere AN per confluire nel PDL,ma ciò che oggi dice Matteoli fa pensare che già prima Fini era mal visto nel suo partito.Tutto considerato,nessuno tuttavia può credere che Fini abbia mai pensato di sottoscrivere il suicidio politico.
3 mesi e 3 settimane faBerlusconi con il "chiodo fisso" delle elezioni anticipate. Ma ...
(0 punti) (0 commenti)Bossi,Fini e Tremonti stanno letteralmente sfiancando il cavaliere.Diciamo la verità,un uomo ultrasettantenne,oberato da problemi personali e familiari,costretto ad uno stress fisico pesante,non è che possa fare appello sempre al suo eccellente organismo.Si capisce benissimo che se non ci fosse la tagliola giudiziaria,sarebbe proprio il tempo di godersi un dorato riposo.Ma purtroppo non è ancora conclusa la missione per cui si è reso necessario piombare nell'agone politico,ed ora è giunta la stretta finale.Ciò che serve urgentemente a Silvio Berlusconi i suoi "alleati" o non vogliono concederglielo,oppure intendono venderlo a caro prezzo.La sgangherata legge che lungi dall'offrire qualche rimedio alla macchina della giustizia penale,dovrebbe risolvere in tutto o in parte i problemi del cavaliere,dovrà superare in faticosa sequenza lo scoglio del Parlamento,l'asperità del Colle,se non pure il giudizio di costituzionalità.Ed a questo proposito non va sottaciuto che l'odierna leggina rappresenta una dura risposta proprio alla Consulta che giudicando il lodo Schifani aveva indicato nel merito,ma non nel metodo,i rimedi da adottare,in pratica avvertendo che il metodo è la legge di rango costituzionale.Ma tutti questi intoppi sono rospi che Berlusconi non riesce a digerire,aduso com'è a praticare lo stile napoleonico,quello del"concitato imperio e del celere ubbidir"di manzoniana memoria.Di quì l'idea della soluzione finale di piantare baracca e burattini e ricorrere al voto anticipato,da trasformare in una sorta di referendum plebiscitario.Il percorso appare tuttavia impervio,se non proprio accidentato,nel senso che se il responso delle urne fosse negativo,Berlusconi chiuderebbe a quel punto la sua avventura politica.Ma anche una schiacciante vittoria personale non servirebbe,visto che il PDL correrebbe da solo,forse accompagnato dall'UDC,e quindi a corto di numeri per governare.Questi calcoli Berlusconi non può non averli fatti,per cui sembrerebbe non azzardato pensare che si tratti più di un intento minatorio specialmente nei confronti di Fini che sarebbe l'unico a ritrovarsi senza partito e senza seguaci per la ormai avvenuta berlusconizzazione di quasi tutti gli ex di AN.Bossi certamente non soffre di solitudine,ma capisce che è in questa legislatura che la Lega deve incassare il federalismo e rafforzare la propria posizione per essere pronta ad affrontare il dopo-Berlusconi.In ogni caso è un momentaccio difficile da superare per tutti. Nell'immediato serve almeno il recupero di un po' di serenità. Bene farebbero perciò i senatori-avvocati del Premier a non rincorrere più oltre la chimera dell'homo supra pares,che è uno sproposito logico-giuridico.Meglio ancora sarebbe ricordare una nobile espressione di Abramo Lincoln il quale, dopo avere ascoltato per molto tempo quanto gli diceva un individuo che richiedeva la sua assistenza legale,all'improvviso sbottò: "sotto l'aspetto giuridico la vostra causa è buona,ma sotto quello dell'equità e della giustizia è pessima".
4 mesi e 1 settimana faDomenica in tv senza Report. Gianfranco Fini a Che tempo che fa
(0 punti) (0 commenti)Sembra strano,forse ridicolo,ma la vera opposizione al Capo del Governo la svolge Fini,talora in compagnia di Bossi,che però persegue scopi soltanto utilitaristici,visto che poi spegne il falso contrasto alla tracotanza dell'alleato in cambio per esempio del governatorato di importanti regioni.Diversa è la posizione del Presidente della Camera il quale nella solitudine politica della funzione istituzionale e nell'abbandono quasi totale di gran parte di quelli dell'ex AN,riesce soltanto ad esprimere qualche dissenso che non impensierisce Berlusconi,anzi lo irrita,tant'è che sembra imminente una sorta di resa dei conti ultimativa.Gianfranco Fini dovrebbe riflettere sul fatto che la scelta di affidare la direzione del Giornale a Feltri non è stata una mossa per contrastare l'opposizione,ma proprio e soltanto per ridimensionare lui ed i suoi pochi accoliti.Ed infatti,da quando Feltri è alla direzione del Giornale,pochi e non caustici sono gli attacchi al PD,all'idv ed ai centristi ,molti e violenti sono invece gli strali contro Fini.Certamente Feltri si guarderebbe bene dall'attaccare Bossi,ben sapendo che un tal gesto inconsulto potrebbe anche determinare la caduta del Governo e quindi la morte politica di Berlusconi.Ed allora quando ancora può durare questa miserevole manfrina?L'analisi logica,prima ancora che politica,porta a ritenere che non ha torto Feltri quando intima a Fini di rientrare nei ranghi,oppure di andare alla ricerca di una diversa collocazione politica.Fini liquida il pensiero feltriano(rectius la voce del padrone) come un improvvido autogol,del tipo di quelli che malauguratamente procurava Comunardo Niccolai,lo stopper del Cagliari di Gigi Riva.Il pedatorio paragone,francamente,è poca cosa perchè Fini non ha la necessaria forza politica per arginare la macchina berlusconiana.In una recente intervista,un sottosegretario di fede finiana ha dichiarato che si è avverato il suo vaticinio quando avvertì Fini che AN sarebbe stata utilizzata al servizio di portierato nel PDL.Ora Berlusconi ha una sola esigenza,quella di varare norme che mandino in letargo i processi che lo riguardano,e pretende la preventiva assicurazione che non vi saranno prese di posizione per contrastarlo.E'evidente quindi che qualche leggina già in cantiere sarà blindata con il voto di fiducia.E'chiaro pure che la prima certezza il cavaliere la vuole da Bossi e la otterrà in cambio delle regioni che il furbo padano pretende.E quindi Fini potrà anche mettersi di traverso,ma la sua posizione,lungi dal migliorare,si affievolirebbe in modo forse irreparabile.Non a caso Berlusconi ha già fatto i suoi conti e sà che a contrastarlo sono quattro gatti,come si dice.Il monarca assoluto non conosce ostacoli perchè si ritiene intoccabile ed ama avere tutto e tutti al suo servizio,compreso il popolo esaltato soltanto perchè è divenuto strumento di potere.E'la degenerazione della democrazia in oclocrazia,come accadeva in tempi antichi.Finanche i legali del cavaliere hanno sostenuto dinanzi alla Corte Costituzionale che il Premier è "primus super pares",ancora richiamando a sproposito la storiella della legittimazione popolare.Ecco perchè Fini non può far finta di niente,nè può accontentarsi di qualche querela o di interventi più o meno caustici.E perciò se proprio non accetta di vestire l'abito dell'idolatra,si presenti al proscenio ed annunci che la farsa è finita,come diceva Rabelais.
4 mesi e 1 settimana faC'è un giudice a Strasburgo. La Corte europea accoglie ricorso contro la presenza dei crocifissi nelle scuole
(1 punto) (0 commenti)La decisione della Corte europea che nega la necessità di esporre il crocifisso nelle aule scolastiche,provoca la reazione della Chiesa e,trasversalmente,della nostra classe politica.Diciamo subito che critiche e censure che promanano d'Oltretevere,hanno legittima ragion d'essere,perchè è diritto-dovere della Chiesa svolgere il suo alto magistero.Meno comprensibile appare la reazione di una certa parte politica che in questa,come in ogni altre occasioni,afferma a parole e nega nei fatti la laicità dello Stato.La decisione di Strasburgo è sicuramente eccessiva,nel senso che un'antica tradizione non può dirsi antitetica al principio di laicità.Un problema tuttavia esiste(e purtroppo soltanto in Italia!),ed è la longa manus della Chiesa sul processo legislativo.Viene cioè imposto il principio che il legislatore che si dichiara cattolico non può legiferare in modo contrario alle regole dettate dalla dottrina cristiana.Si ignora però che chi siede in Parlamento è obbligato a produrre leggi che rispettino anche i diritti di coloro che la pensano diversamente.Accade invece(ed è sempre accaduto)che viene meno il principio di universalità della legge,con conseguenze negative soltanto per i non abbienti,perchè tutti gli altri,cattolici forse solo di facciata,se ne vanno all'estero,dove possono soddisfare bisogni primari,denegati in patria.Ecco perchè il fatto del crocifisso rappresenta un minus rispetto a problematiche assai più complesse.E la decisione di Strasburgo arriva infatti alla vigilia del dibattito parlamentare sulla legge del fine vita che annullerà il diritto alla autodeterminazione per tutti,salvo che non si debba anche scegliere di andare a morire in terra straniera.Tanto per dire che il cattolico,quello vero,non ha bisogno di divieti legislativi,come l'astemio che non beve per sua autonoma scelta.Se poi certi comportamenti e talune leggi servono per l'esclusvo mantenimento di consolidate rendite di posizione,allora vuol dire che la cattolicità diviene strumento.E questo non va bene,anzi offende la religione.Non aveva torto Emanuele Kant nel dire:"il cielo stellato su di te,la legge morale in te".
4 mesi e 2 settimane faGianfranco Rotondi minaccia di lasciare il Pdl per rifare una nuova, nuova Dc. Berlusconi terrorizzato
(0 punti) (0 commenti)Il ministro Rotondi sembra che si senta di troppo nel PDL e sarebbe pronto ad occupare quella che, a suo dire,è una prateria dove potrebbe risorgere la DC di cui,con tanti altri,egli si sente giustamente erede.Tuttavia,a giudicare da un intervista che il ministro ha rilasciato a Corradino Mineo al Caffè di Rainews24,la querelle sembra già rientrata.Infatti l'on.Rotondi non ha mostrato alcun disagio,anzi parlando della proposta avanzata dal neo segretario del PD di rivedere la legge elettorale,ha testualmente detto:"Bersani è abile nel tentare di inserirsi nei dissidi del PDL,ma la nostra risposta è no".Siamo adusi a certi toni dialettici soltanto caustici,come in questo caso,ma,consentirà il sig.ministro a coloro che hanno qualche lustro in più di lui,di ricordare,e magari rimpiangere,lo stile e l'etica politica ai tempi della vecchia "balena bianca".
4 mesi e 3 settimane faVedi tutti i commenti di Petronius.
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Le pagelle del venerdì
(1 punto) (0 commenti)Se l'attuale direttore del TG1 è inserito nella vasta schiera dei sudditi del regno di Arcore(e sembra non potersene dubitare),è gioco-forza che egli si unisca a tutti gli altri per aumentare il volume dell' "una voce dicentes",come impone il sovrano.Se però il direttore Minzolini ritiene che i suoi velenosi editoriali scrivano pagine di buon giornalismo,vuol dire che un forte obnubilamento gli oscura pesantemente le idee. Il TG1 è un'ampia finestra di informazione dalla quale l'Italia si affaccia anche all'estero,ed ascoltare le affermazioni del direttore della testata ci espone male,per cui non possiamo poi lamentarci di essere dipinti a tinte fosche sulla stampa estera.Gli attacchi impropri e volgarmente offensivi che il Premier rivolge a cadenza quotidiana alla magistratura è il segno di un degrado istituzionale senza precedenti,aggravato vieppiù dal coro che intonano a sproposito i tanti portavoce, uno dei quali condannato per ingiuria,con conferma in Cassazione.Il direttore del TG1 esca dal coro e lasci ad altri questa grave forma di delirio con cui si attacca il Capo dello Stato,la Corte costituzionale,il parlamento,i giudici,tutto e tutti,senza accorgersi di gravitare nel nulla.Il giornalismo,quello di eccellenza,non ha spazio per la demagogia,per gli spot pubblicitari,per le invettive,per il servilismo.
4 settimane e 1 giorno fa