Dopo Fukushima, nucleare italiano in bilico: facciamo il punto
(0 punti) (0 commenti)il nucleare è attualmente costoso, e poi chi l'ha detto che è un male comprare l'elettricità dalla Francia? La paghiamo poco, con la scusa che devono per forza venderla. Il 20% da fonte rinnovabile non è grazie al solare, ma soprattutto grazie all'idroelettrico, che da solo si aggira intorno al 15%
1 anno e 2 mesi faLibia, Gheddafi, Occidente: i risultati del sondaggio e l'imminente attacco
(0 punti) (0 commenti)io sarei per un cessate il fuoco lasciando a Gheddafi la Libia occidentale e ai ribelli quella orientale, con l'Onu impegnata a garantire la pace, fino al calmarsi delle acque
1 anno e 2 mesi faE basta con la retorica sull'Unità d'Italia
(0 punti) (0 commenti)stef renditi conto che stai parlando di una monarchia assoluta priva di costituzione con un'istruzione pressoché inesistente e un'economia fondata esclusivamente sull'agricoltura e il latifondo, ripeto, consiglio la lettura di libri di storia di un certo spessore per non farsi imbambolare da fatui nazionalismi e revisionismi Il trasporto marittimo piuttosto che ferroviario non è di per sè intelligente, si tratta di capire quando conviene l'uno e quando l'altro. Le esigenze del Piemonte rispetto a quelle di Napoli erano assai differenti. Aprioristicamente non possiamo dire quale fosse la scelta miglirore
1 anno e 2 mesi faE basta con la retorica sull'Unità d'Italia
(0 punti) (0 commenti)stef500: lascia perdere certi testi revisionisti, sono totalmente incoerenti, falsi e tendenziosi. Ad esempio, è vero che il RdS aveva l'acciaieria più grande d'Italia, ma… era l'unica! Le leggi non erano affatto moderne, l'economia era essenzialmente agricola a differenza di quella settentrionale, non ci prendiamo in giro. Ho addirittura sentito dire avesse una flotta imponente, ti posso assicurare che all'epoca la flotta più imponente era di gran lunga quella britannica, che per politica inglese doveva essere sempre maggiore di quella delle altre 2 maggiori potenze, a seguire Giappone, Stati Uniti, Germania, Francia, Ottomani eccetera. Posso consigliare, se interessa l'argomento di leggere testi non di parte, di autori non schierati, anche stranieri, e non testi di stronz1 senza arte ne parte che scrivon testi semplicisti e divulgativi per fare i soldi alle spalle della gente che cerca un riscatto storico
1 anno e 2 mesi faRenata Polverini e la casa popolare da 130 euro/mese
(0 punti) (0 commenti)qualcuno è sorpreso? Si vede subito che tipa è la Polverini
1 anno e 2 mesi faE basta con la retorica sull'Unità d'Italia
(0 punti) (0 commenti)su questo ha ragione aldebaran, nel Regno delle due Sicilie la regola era il latifondo, la ricchezza era nelle mani della famiglia regnante e dei proprietari terrieri, per questo la popolazione (in parte!) vide con favore l'arrivo dei piemontesi che prometterono una riforma agraria, che però non arrivò, arrivarono altre cose, tipo la tassa sul macinato, la leva obbligatoria e una buona dose di razzismo, (è vero anche l'istruzione e un ammodernamento dello stato), ad ogni modo i meridionali son stati così contenti che hanno "inventato" la mafia
1 anno e 2 mesi faE basta con la retorica sull'Unità d'Italia
(0 punti) (0 commenti)Up Originale: i partigiani han combattuto per la libertà, è ben diverso, pensa ai partigiani che combatterono contro Franco in Spagna, c'erano moltissimi stranieri, intellettuali da tutta Europa e anche dagli Stati Uniti, che c'entra il nazionalismo, quella era una guerra per la libertà contro il fascismo
1 anno e 2 mesi faE basta con la retorica sull'Unità d'Italia
(0 punti) (0 commenti)ma cos'è quest'odio per una posizione che non è la vostra? Ricordate che ogni unione presuppone una divisione, come diceva Carl Schmitt
1 anno e 2 mesi faE basta con la retorica sull'Unità d'Italia
(0 punti) (0 commenti)I vari, tristi e tetri regimi che hanno costituito l’essenza e la spina dorsale di ITA dal 1861 ad oggi – con l’intermezzo di due guerre devastanti, una dittatura durata 23 anni, un’invasione tedesca e una alleata, cui si aggiungono sciagurate ed atroci imprese coloniali e la deportazione di 27 milioni di “italiani” oltreoceano o anche solo aldilà delle Alpi, e di qualche migliaio di ebrei ad Auschwitz, tutto all’ombra del trick-olore – hanno cercato di confondere le acque, con l’aiuto di un manipolo di intellettuali prezzolati a pane raffermo, e ogni tanto graziati con qualche caramella. Ovvero, hanno creato un sistema di identificazione, a livello di propaganda e quindi di coscienza individuale, tra l’Italia quale universo geografico e culturale, linguistico e storico, con ITA, ovvero un governo sabaudo trasformato in regime romano, una mera sovrastruttura rispetto alla geografia (milioni di anni) e alla storia umana (migliaia di anni) che ha riguardato e riguarda il suolo italico, questa “Penisola” con diverse isole vagamente separata dal resto d’Europa dalla cornice alpina e dal mare mediterraneo. Infelici interpreti di Hegel, che leggevano magari in traduzione, ma di cui intuivano il potenziale ideologico (nella misura in cui riguarda l’asservimento dei popoli ai loro governanti) hanno visto in ITA, in uno Stato non nazionale (“fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani” diceva forse il D’Azeglio: il contrario si può dire per veneti, sardi, liguri etc., sono stati “fatti” da millenni), il compimento, l’”inveramento”, la “terza fase della dialettica”, la sintesi, insomma, dell’Italia millenaria per popolazioni e milionaria, in termini di anni, per geografia. Si leggano le pagine turpi di storici “patrioti” zelantissimi come Salvatorelli, che in un libro del 1963 (ahimè funesta il mio anno natale!) si fa portavoce arrogante di tale idea. Per cui molti cittadini veneti, liguri, sardi, si dicono fieri di “essere italiani”, ma in questa fierezza confondono il miglio (la bellezza dei paesaggi, la ricchezza d’arte, la splendida lingua “dove il sì suona”, le tradizioni agricole unite a quelle mercantili, lo splendore della civiltà comunale e quello ancor più corrusco di quella rinascimentale), con il loglio, la malerba di ITA, che è solo uno Stato e un apparato coercitivo, qualcosa di fortunatamente transeunte. Dunque, per parafrasare Sergio Salvi, forse l’Italia esiste, ma è ITA che non esiste, che è una formazione tumorale pronta ad asservire ai propri scopi la bellezza dei luoghi, la varietà delle genti, lo splendore di una lingua. Creando un “loop”, un corto circuito concettuale e coscienziale che per fortuna dei delinquenti ha funzionato per un secolo e mezzo (abbastanza) bene. Italia è espressione geografica come, poniamo, Scandinavia, o Penisola Iberica. Dell’Italia, poi, ITA si è servita, usurpandone il passato, e facendone al contempo scempio. Hanno scempiato, i tenutari del bordello ITA, l’unico al mondo da cui si esca senza aver goduto affatto, ma avendo speso un patrimonio, i monumenti e i documenti, il passato e il presente, e la lingua stessa, poi, proprio ciò di cui si sentono e si dicono più fieri. E’ forse italiano il burocratese dei ministeri, delle circolari, delle leggi, degli storici e dei letterati e dei politologi e dei giornalisti “patrioti”, dei cronisti del calcio, delle veline e dei ciarlatani RAI, degli amministratori locali, degli zelantissimi alfieri di ITA sparsi per il mondo universo? O questo è solo la sua immonda caricatura? Quando qualche giornalista RAI da mamma Roma ci racconta le vicende del potere, compiacendosi del fatto che ne è parte, e che lì siede per essersi “seduta” spesso altrove, dalle sue gonfie labbra esce forse una sola frase della lingua di Dante? No, l’italiano è la mia lingua, non madre, ché tale è il genovese, né compagna, ché tale è il veneto, neppure nonna, che tale è l’ebraico, ma diciamo amante di lunga data, vezzeggiata anche fin troppo, e ora troppo spesso tradita con lingue altre, soprattutto l’inglese. Scrivo in versi e in prosa, in questa lingua, che è la MIA, non la LORO. ITA ha reso un pessimo servizio all’Italia. Ha sfruttato un marchio e una storia non protetti da alcun copyright, per permettere a qualche centinaio di privilegiati di vivere alle spalle, ignominiosamente, di decine di milioni di cittadini coatti. Mi dispiace, ma l’Italiano è il mio, non il vostro. Il senso del passato e del presente di questa terra è il mio, e non il vostro, padroni di ITA. Mia è la Liguria e lo sguardo che l’abbraccia e il cuore che la ama come la mia terra; mia è una tradizione di scrittura quasi millenaria, mia la comprensione degli autori e dei tempi che ad essa diedero vita e forma. NON VOSTRA; SERVI DI ITA! Quando la Venetia sarà libera, e saranno libere tutte le terre aggiogate da un’associazione a delinquere di sfruttatori, tutto questo apparirà molto più chiaro. E allora accanto al veneto e al sardo e al genovese, rifiorirà anche e proprio l’italiano, proprio perché i fedeli servitori di ITA che lo hanno storpiato fino a renderlo irriconoscibile, saranno scomparsi. L’Italia delle opere d’arte e di sapere rinascerà, risorgerà davvero proprio quando ITA sarà scomparsa. Questo scrivo per le coscienze lacerate di molti: si può essere orgogliosi, legittimamente, di essere italiani, solo nel momento in cui ITA, che l’Italia non è, sarà scomparsa. L’italiano era visto come koinè, come lingua comune di scambio, da Pietro Bembo, un grande veneziano, nel fiorire del Rinascimento. Ma non era certo la premessa per la nascita di ITA, era se mai la premessa per la nascita di un mondo globale libero, in cui, per mera praticità, ma anche per la sua estrinseca eleganza, l’italiano venisse usato da tutti. Una lingua dolce che non avrebbe avuto, di per sé, alcun desiderio di farsi carnefice delle lingue locali, di pari dignità e di storia talora più diuturna, e che non a questo fine era stata concepita. Da chi la creò, donando alla toscana favella il tocco del genio. ITA è uno Stato marcio; l’Italia e l’italiano, rispettivamente, una terra magnifica e la lingua che forse sola porta su di sé, come voleva Vittore Branca, l’eredità del greco e del latino. Una eredità immensa, che proietterà i popoli liberi di Venetia, Sardegna, Sicilia, Liguria, Lazio, e tutti gli altri, in un futuro luminoso. Paolo L. Bernardini
1 anno e 2 mesi faE basta con la retorica sull'Unità d'Italia
(-1 punto) (0 commenti)per quanto mi risulti difficile farlo sottoscrivo l'articolo di Landoni, anche se non siamo più tanto disincantati, il patriottismo e il nazionalismo crescono, tipico dei momenti di crisi aggiungerei
1 anno e 2 mesi faL'Onu approva le sanzioni contro la Libia
(0 punti) (0 commenti)com'è che la risoluzione non compare ancora nel sito del consiglio di sicurezza? l'ultima è quella del 24 febbraio su Timor-Leste http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N11/242/86/PDF/N1124286.pdf?OpenElement
1 anno e 3 mesi faL'Onu approva le sanzioni contro la Libia
(0 punti) (0 commenti)era anche ora che l'Onu si desse una svegliata
1 anno e 3 mesi faWikileaks: Julian Assange a Forbes
(0 punti) (0 commenti)@1: ma se ci vorranno mesi per leggere le centinaia di migliaia di documenti pubblicati! @2: lascia perdere…
1 anno e 5 mesi faWikileaks: Julian Assange a Forbes
(0 punti) (0 commenti)uo uo uo davvero interessante, chissà che c'ha da dire?
1 anno e 5 mesi faScelti dai lettori: i leader del nuovo centro sinistra
(0 punti) (0 commenti)FC: e basta non legittimarli con il voto no? Se non sbaglio si può anche rifiutare al seggio la scheda e elettorale e metter per iscritto il motivo; lo faccio eh, ci scrivo: ciucciatemi il calzino :) Marché: e direi proprio che ti si sgama ahhahahh
1 anno e 6 mesi faScelti dai lettori: i leader del nuovo centro sinistra
(0 punti) (0 commenti)oh bravo mistero73 ;) boh: intendevo gli italiani, per i politici l'avevo già detto: FUORI DALLE PALLE! :)
1 anno e 6 mesi faScelti dai lettori: i leader del nuovo centro sinistra
(0 punti) (0 commenti)Ma come a nessuno? Se noi non-votanti siamo il primo partito d'Italia! :D La classe politica è espressione del popolo, una classe politica di padroni e arroganti mafiosi incompetenti come quella italiana è espressione di un popolo servo, su questo Mussolini aveva perfettamente ragione. Non voglio un popolo di rammolliti "adulatori della personalità carismatica per mancanza della propria" FUORI LE PALLE
1 anno e 6 mesi faScelti dai lettori: i leader del nuovo centro sinistra
(0 punti) (0 commenti)Vanno cacciati a pedate! Son li da una vita, nessuno deve stare troppo al potere, lui si abitua a comandare, il popolo ad ubbidirgli. Il popolo è sovrano, non berlusconi, non vendola, non i partiti, IL POPOLO!!! i politici sono solo dei servitori dello stato, dopo 10 anni si devono levare dalle palle
1 anno e 6 mesi faScelti dai lettori: i leader del nuovo centro sinistra
(0 punti) (0 commenti)su fc non mi parlar da berlusconiana :) che vuol dire: proviamo peggio di così non può andare? Un popolo intelligente deve pretendere una classe politica competente e concreta, finché noi stiam qui a pensare a questo pseudopoeta retorico in UK hanno Cameron, in Germania la Merkel, in Spagna Zapatero… Woke Up Italy!
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Libia, il "solito" Bossi si mette di traverso. E Berlusconi ingoia ...
(0 punti) (0 commenti)ma perché adesso Bossi, o comunque, la Lega non può avere un'opinione propria? La faccia del libero pensiero, siam messi così male che mi tocca difender sti tamarri
1 anno e 2 mesi fa