Mafia Capitale

Mafia Capitale. Il 2 dicembre 2014 è emerso qualcosa che tutti sapevano già, la mafia a Roma non soltanto esiste, ma è legata a doppio filo alla politica locale e da anni riusciva a gestire e influenzare gli appalti e i finanziamenti pubblici del Comune e delle aziende municipalizzate in settori delicati come la gestione dei rifiuti urbani, i centri di accoglienza per gli stranieri e i campi nomadi.

Le indagini, avviate quattro anni fa e sfociate nell’operazione denominata “Mondo di mezzo", hanno permesso di accertare l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale riuscita nel tempo a creare una fitta rete di influenze e contatti che ha permesso al suo creatore, l’ex terrorista dei Nar Massimo Carminati, di arrivare a definirsi “Il Re di Roma”.

Tanto era il potere di Carminati, in passato vicino anche alla Banda della Magliana. Era lui a dettare legge, tirare i vari fili e decidere a chi doveva andare un appalto, chi doveva occuparsi di gestire quel determinato centro di accoglienza e a chi toccava la gestione dei rifiutati in una particolare area della Capitale.

L’operazione scattata il 2 dicembre ha portato all’arresto di 29 persone accusate a vario titolo di associazione di stampo mafioso, estorsione, corruzione, usura, riciclaggio, turbativa d'asta e trasferimento fraudolento di valori. Il numero degli indagati è più alto: 37 persone in totale, tra le quali spicca anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, iscritto nel registro degli indagati per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata.

Le porte del carcere si sono aperte, tra gli altri, per l’ex amministratore delegato dell’Ente Eur Riccardo Mancini, il direttore generale dell’Ama Giovanni Fiscon, l’ex ad di Ama Franco Panzironi, coinvolto anche nello scandalo Parentopoli, e la sua segretaria Patrizia Caracuzzi, oltre che per l’ex capo della polizia provinciale Luca Odevaine, per anni capo di Gabinetto della giunta Veltroni.

Quello che è emerso in questi quattro anni di indagini rischia di essere soltanto la punta di un immenso iceberg cresciuto nel corso di anni, forse addirittura decenni. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato, il sistema è stato portato alla luce e ora non resta che approfondire e accertare le singole responsabilità di tutte le persone coinvolte, nel corso degli anni, in una gestione criminale che ha portato la città di Roma indietro nel tempo, lontana anni luce dalle grandi metropoli moderne.

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