Guerra in Libia, Gheddafi e Berlusconi: intervista di Frattini alla BBC

"Ovunque andiamo, ci facciamo riconoscere". Un vecchio cliché, che accompagna gli italiani in giro per il mondo, ma che dopo l'intervista del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, assume un nuovo significato. Intervistato da Jeremy Paxman, Frattini ha regalato alcuni colpi da maestro, davvero notevoli. Qui sopra trovate il video dell'intervista, mentre a questo link la traduzione in italiano (sostanzialmente fedele alla trascrizione inglese). Di seguito, ecco il meglio dell'intervista.

Paxman chiede a Frattini dove debba andare in esilio Gheddafi. Frattini risponde che è meglio non dirlo, per non pregiudicare la buona riuscita dell'esilio. L'intervistatore chiede come mai l'Italia non si fosse offerta e il Ministro replica dicendo che il nostro paese non vuole un dittatore. "Perchè non chiedete che compaia dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia?", chiede il giornalista. E Frattini replica dicendo che Gheddafi dovrebbe presentarsi alla Corte. Paxman allora chiede se il motivo per la mancato esilio in Italia del dittatore libico sia la necessità, da parte del nostro paese, di consegnarlo alla "giustizia internazionale". Frattini risponde che l'Italia, come ogni altro paese, sarebbe obbligata a consegnare Gheddafi alla Corte.

A questo punto, il giornalista inglese fa una domanda ovvia: se, potenzialmente, ogni paese dovesse consegnare Gheddafi alla giustizia internazionale, perchè qualche nazione dovrebbe ospitarlo? Frattini replica dicendo che è proprio per questo motivo che non ci sono offerte ufficiali da parte di altri paesi. La logica inizia lentamente a scomparire. L'intervista continua con altre perle frattiniane... (seguiteci dopo il salto)

Paxman: Però lei pensa che qualcun altro dovrebbe prenderlo…
Frattini: Sì...
P: Ma dice che non sa quale paese vorrebbe che lo ospitasse.
F: Non lo so, perché non ci sono offerte ufficiali.

Chiaro, no? L'Italia crede che Gheddafi dovrebbe andare in esilio da qualche parte, ma non in Italia, perchè lo si dovrebbe consegnare alla Corte Internazionale di Giustizia. Allora potrebbe andare in altri paesi, ma anche in quel caso andrebbe consegnato alla Corte. E quindi, dove potrebbe andare il dittatore? Non si sa, non ci sono offerte da parte di altri paesi. L'apice dell'intervista è raggiunto quando si parla del Presidente del Consiglio:

P: La aiuta nelle occasioni internazionali avere un primo ministro che è visto come un pagliaccio?
F: Gli italiani hanno avuto molte occasioni di esprimere un giudizio sul mio primo ministro. Ha vinto. Penso che gli italiani siano in grado di decidere da soli.
P: Ma lei conosce la sua reputazione, con la storia delle feste e tutto: non le rende il lavoro più difficile?
F: Forse persone che non lo conoscono davvero e correttamente (sic).
P: Lei è mai andato a uno dei suoi party?
F: Beh… Il mio primo ministro è in grado di difendersi da solo, ma la gente non lo conosce.

Notate come Frattini, leggero come una piuma, non risponda a nessuna delle domande del giornalista inglese. Non funzionano le classiche risposte usate in Italia ("ha vinto le elezioni", "la gente non lo conosce", ecc.). Notate anche come viene definito Berlusconi da Paxman: un pagliaccio. Poi ci si domanda come mai l'Italia nel mondo non conti nulla.

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