Claudio Scajola e le centrali nucleari in cinque anni: perchè sono parole al vento

Ieri la notizia è esplosa - perdonate il calembour - e noi vi abbiamo prontamente informato a riguardo. Ora però forse è il caso di mettersi a pensare un attimo. Claudio Scajola ha promesso che il primo mattone delle nuove centrali nucleari verrà posto entro la fine della legislatura, ovvero nei prossimi cinque anni. Sarà dura. Molto dura. Vi spiego perchè.

I tempi per costruire una centrale nucleare non sono esattamente quelli necessari a tirare su un muretto a secco. Pensate che solo per costruire un rigassificatore, qualcosa di molto più semplice, ci sono voluti dieci anni. Qui si parla di centrali nucleari in appena cinque anni. Prima cosa: sarebbe necessario "svuotare" il referendum del 1987. E fin lì anche molti costituzionalisti sostengono che non ci siano problemi.

Poi, come spiega oggi Maurizio Ricci, su La Repubblica, ci vogliono circa otto anni per arrivare al primo mattone, e questo in paesi più avanzati dal punto di vista del know-how atomico, come la Finlandia - uno dei due paesi che ha continuato a costruire centrali dopo il disastro di Chernobyl - per esempio. Otto anni. In Finlandia. Pensate alla spazzatura di Napoli. Pensiamo da noi.

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