Parlamento, rissa continua

Va in onda in Parlamento, oramai senza interruzione, l’Italia della rissa continua. Anche oggi, nuova gazzarra in Aula (e fuori), con grida, fischi, insulti, lancio di giornali persino contro il presidente Fini, ministri che buttano in faccia ai deputati il loro tesserino.

Lo spettacolo che ci regala questo parlamento non è degno di nessun paese democratico e non è degno dell’Italia della prima Repubblica. Sembra di assistere a una telenovela di quart’ordine di un Paese di quart’ordine. Invece è reality vero, scene disgustose che portano a vergognarsi di essere italiani.

Ma, in questa povera Italia ridotta a curva sud, a scene da Bud Spencer prima maniera, c’è più un italiano capace di indignarsi? I cosiddetti sit in, sono anch’essi delle messe in scena salottiere. E comunque la protesta, anche quella in Piazza Montecitorio, è legittima. Solo la violenza, qualsiasi atto di violenza, è inaccettabile, va isolato e colpito.

Per ora, la violenza è quella degli occhi torbidi del ministro La Russa e dei suoi gesti sconsiderati. La maggioranza, con la calma, sta perdendo anche la testa: oramai in piena crisi di nervi.

Ma, a dire il vero, l'isterismo è trasversale, domina da una parte e dall’altra. Alla fin fine, a rimanere … in mutande è sempre il Pd, diviso sul da farsi. Ultimo atto, quello del vice presidente del Senato Vannino Chti che ha bacchetta Rosy Bindi dopo la sua proposta dell'uscita dei parlamentari del Pd dall'aula a seguito dello scontro sul processo breve. Avanti così.

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