Veritometro: Berlusconi e Lampedusa libera in "48-60 ore"



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"In 48-60 ore Lampedusa sara' abitata solo dai lampedusani''


Silvio Berlusconi, 30 marzo 2011, 17:15


Scoprite perchè dopo il salto

L'agenzia ANSA ha battuto alle 17:15 di mercoledì 30 marzo la seguente notizia:

LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 30 MAR - ''In 48-60 ore Lampedusa sara' abitata solo dai lampedusani''. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, giunto sull'isola, che ha parlato davanti il Municipio in piazza. '

La promessa di Berlusconi si è rivelata falsa. Chi ce lo dimostra? Berlusconi stesso, con le sue dichiarazioni del 2 aprile, quando le 60 ore erano ormai scadute:

"Già da stasera o al massimo domani Lampedusa sarà ridata ai cittadini e quando arriveranno altri clandestini dal molo passeranno direttamente a una nave ormeggiata sempre nel porto che li porterà nei centri di identificazione nelle varie regioni"

Nelle stesse ore i siti dei principali quotidiani italiani titolavano più o meno così:

E' il mare grosso ad avere impedito la realizzazione della promessa del Cavaliere? Forse. In ogni caso, nessuno lo costringeva a darsi una scadenza così ravvicinata. Il punto di fondo però è un altro: è realistica l'idea di una "Lampedusa abitata solo da lampedusani", in questo frangente storico? A giudicare dalle notizie di oggi, si direbbe proprio di no. Scrive infatti Rai news 24:

La contabilita' dei trasferimenti iniziata ieri, parla di 2.272 migranti portati via in meno di 24 ore. Nell'isola rimangono 2.010 extracomunitari, compresi i 632 giunti ieri con altri sette barconi. Gia', perche' qui la contabilita' e' una partita doppia: partenze e arrivi.

E poi ci sono i precedenti: tutte quelle volte in cui il Cavaliere ha promesso la risoluzione "immediata" di un problema cronico, che poi puntualmente è rimasto tale. Un esempio su tutti: i rifiuti a Napoli. Il 28 ottobre 2010 Berlusconi dichiarava "“Entro tre giorni Napoli sarà pulita". Il 3 novembre successivo, il premier era protagonista di un veritometro di polisblog, con la lancetta puntata sul rosso.

Com'è la situazione rifiuti oggi da quelle parti? Lo ha spiegato un paio di giorni fa uno insospettabile di faziosità - il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro (Pdl):

"Abbiamo bisogno di 3 anni per risolvere definitivamente il problema dei rifiuti. Veniamo da 20 anni di follie sulla politica dei rifiuti. Ora posso prendere l'impegno che tra 3 anni questo problema sara' risolto, prima dovremo soffrire e affrontare la sfida con grande senso di responsabilita'"

Insomma, questo genere di promesse non mantenute sono una parte ricorrente del copione di Silvio Berlusconi. Il suo consenso, però, non sembra esserne intaccato in maniera sostanziale. Ma qual è il destino di un paese che crede alle bugie? Se lo è chiesto recentemente Il Nichilista:

si presuppone che tra i cardini di una democrazia liberale non ci siano cittadini-infanti, da dover imboccare ogni volta aprano la bocca perché affamati. Il senso di responsabilità individuale dovrebbe spingerli a fare uno più uno, spendere quel pugno di minuti che serve per comprendere che quelle che sembrano bugie sono, in effetti, bugie, e agire di conseguenza. Basta un piccolo sforzo. Invece non accade. Oppure, se accade, lo si accetta. E lo si premia, attraverso le elezioni. Alcuni dicono sia lo strapotere mediatico del Cavaliere, e indubbiamente si tratta di un fattore decisivo, a cui si sarebbe potuto (e dovuto) immediatamente porre rimedio. Ma siamo sicuri che, dopo 17 anni, sia ancora talmente forte da impedire, a chi lo voglia, di definire “bugie” le bugie? O forse gli italiani non sono così manipolati e manipolabili, e più semplicemente accettano un presidente del Consiglio bugiardo perché tanto lo sono tutti? Forse, con altre parole, più del conflitto d’interesse potè il qualunquismo. Una tentazione fortissima quando, ad assistere a un dibattito in Aula, si sentono insulti a un disabile, imprecazioni, urla e un italiano talmente stentato da far dubitare di diversi curricula tra quelli presenti nei registri ufficiali. Sono forse questi gli elementi che impediscono ad alcuni di non trarre le dovute conseguenze quando si scopra che il proprio presidente del Consiglio è un bugiardo. gli esseri umani, spesso, non utilizzano le informazioni che possiedono. Agiscono assecondando la menzogna anche quando la riconoscono come tale. (..) Nel 1972 Ellsberg (ex analista dell’intelligence statunitense ed economista che ha trafugato i Pentagon Papers, ndr), che ha rischiato di trascorrere il resto dei propri giorni in carcere a causa della sua scelta di divulgare documenti coperti da segreto, ha detto che compiere un gesto simile significa mettersi nell’ottica di accettare la possibilità che i propri concittadini ascoltino la verità, la imparino, la capiscano, e poi continuino a ignorarla. Molto peggio del semplice effetto diretto della disinformazione. Una sorta di indifferenza, qualunquistica appunto, per la distinzione tra vero e falso, tra informazione e disinformazione. Forse è questo che sta avvenendo in Italia, nel 2011.

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