"Essere poveri non è reato": Giulia Bongiorno contro il pacchetto sicurezza

Grazie al cielo non tutti si allineano alle posizioni del leader, fedeli alle linea come un certo gruppo di punk filosovietico di qualche anno fa. Giulia Bongiorno, che fino a poco tempo fa sembrava essere tra i più accreditati eredi di Mastella al dicastero della Giustizia, è finita a presiedere la commissione giustizia. Non male comunque, anzi, tutto molto normale, per una che a ventotto anni difendeva e faceva assolvere Giulio Andreotti da accuse che non erano esattamente taccheggio o abigeato. Oggi sul Corriere Aldo Cazzullo intervista la quasi-ministra alla Giustizia, e lei, molto intelligentemente, spiega che classificare la povertà come reato, non è il massimo della costituzionalità:


E il reato di immigrazione clandestina? «Formulato in modo generico, non mi convince. Si dovrebbe introdurre il reato di "immigrazione clandestina pericolosa": stabilire che è reato non la mera clandestinità dello straniero, ma una clandestinità colorata da elementi oggettivi — che devono essere accertati dal giudice —, da cui risulti una pericolosità sociale. Gli indicatori possono essere i più diversi. Ma non la sola povertà

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