Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Libia, appello di Moussa Koussa dalla Gran Bretagna: “Il Paese non si divida”.
“Chiedo a tutti, a tutte le parti, di non condurre la Libia in una guerra civile”

Sono le parole pronunciate ieri sera da Moussa Koussa, ex ministro degli esteri ed ex capo dei servizi segreti di Gheddafi, fuggito in Gran Bretagna lo scorso 30 marzo. L’appello televisivo dell’ex ministro libico è stato trasmesso dalla BBC ed è un chiaro invito a trovare una mediazione tra ribelli e forze lealiste per evitare di spaccare in due il Paese.

Ci rifiutiamo di dividere la Libia” ha proseguito Koussa “L’unità della Libia è essenziale per qualsiasi soluzione e stabilizzazione della Libia

Durante il discorso, tenuto in un luogo segreto nei pressi di Londra, Koussa si è rivolto in arabo direttamente ai libici.

La soluzione in Libia” ha affermato “verrà solo dai libici stessi e attraverso la discussione e il dialogo democratico”.

L’ex ministro della Jahamariya ha poi parlato dei suoi rapporti con i britannici, che ha definito amici della Libia.

Abbiamo lavorato insieme contro il terrorismo e abbiamo avuto successo. Abbiamo lavorato insieme per evitare il terrorismo e per smantellare le armi di distruzione di massa. E’ un grande lavoro e rende il mondo più sicuro.”

La fuga di Moussa Koussa in Gran Bretagna ha rappresentato il caso più eclatante di abbandono della nave da parte di uomini del Colonnello. Koussa era una delle figure di punta del governo libico e la sua presa di distanze dal regime rende ancora più manifesta la crisi della Jahamariya e l’isolamento di Gheddafi sul fronte interno e internazionale.

Con il discorso di ieri, sembra che l’ex ministro libico tenti di presentarsi come uno statista responsabile che ha come unico interesse servire il proprio popolo e, soprattutto, accreditarsi come tale nei confronti del Governo britannico che lo sta attualmente ospitando.

In merito al suo trentennale lavoro nel regime di Gheddafi, Koussa ha infatti affermato di essere certo di aver servito il popolo libico. Tuttavia, i fatti recenti hanno mutato la situazione e lo avrebbero costretto a prendere la decisione di dimettersi. Koussa ha infatti affermato che avrebbe preso la sua decisione nel momento in cui i libici hanno iniziato a perdere sicurezza e stabilità. L'ex ministro libico ha inoltre ribadito di non avere più contatti con il regime di Gheddafi.

Insomma, uno smarcamento totale dai crimini del Colonnello per rifarsi un’immagine pulita in vista di un futuro cambio di regime. Chissà che Koussa non stia pensando a un suo ruolo di responsabilità in un futuro governo libico. E chissà che non stia pensando la stessa cosa anche il Governo britannico.

D’altronde, si sa, anche nei cambi di regime i personaggi come Koussa (ex diplomatici ed ex spioni) sono sempre utili sia a livello interno che internazionale: garantiscono continuità (specialmente in quei rapporti che corrono al di sotto delle linee diplomatiche ufficiali) e stabilità. Detto in parole più semplici: meglio il diavolo che conosci di quello che non conosci ancora.

E il probabile coinvolgimento di Koussa nell’attentato di Lockerbie del 1988? Acqua passata, siamo pronti a scommetterci.

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