L'ira di Maroni contro l'Ue: "Meglio soli che male accompagnati"


Facciamo il punto sulla questione immigrati e per converso sulla guerra di frontiera tra Italia e Francia e da ieri anche tra Italia e Unione Europea sull'emergenza tunisina.

Il ministro degli Interni Maroni ha espresso il più chiaro rammarico per l'andamento dei colloqui con l'Ue, rappresentata dalla commissaria Cecilia Malmstrom, che in parole povere ha spiegato che non sussistono i presupposti dell'emergenza per far scattare un piano complessivo. Sulla stessa linea Barroso, che ha in pratica detto che il nostro paese deve accontentarsi dei contributi già erogati dall'Unione e arrangiarsi.

A questo si aggiunga che la Francia ha chiuso le sue frontiere, dichiarando che tutti i tunisini non in regola con le norme saranno respinti. Punto. Una posizione del tutto condivisibile e che anche l'Italia avrebbe dovuto far sua... se avesse potuto.

Ricordiamo infatti che è molto più facile chiudersia riccio quando i propri confini sono ben lontani dai paesi di provenienza dei clandestini, che quando si ha un'isola quasi limitrofa alle coste africane come Lampedusa. Per questa ragione è del tutto incredibile che l'Europa tenga gli occhi chiusi e pensi di potersi lavare la coscienza solo con qualche contributo per far fronte all'emergenza.

Il problema dell'immigrazione è epocale, e quella che sta avvenendo è solo la punta di un iceberg che tra poco si manifesterà in tutta la sua virulenza. Si sa che il nostro paese è fondamentalmente disorganizzato e lassista, e che i soldi dell'Europa quando riesce a spenderli, li spende a casaccio (per usare un eufemismo). Inoltre questi fondi non sono sufficienti.

A maggior ragione serve un piano comune, che coinvolga tutti paesi dell'Ue e sia messo in pratica a loro nome. A partire proprio dagli accordi con la Tunisia, che andavano stipulati non dalla sola Italia, ma da tutti i paesi membri.

Cosa pensa di ottenere la Francia di Sarkozy erigendo un muro a Ventimiglia? Non è così che regola un fenomeno incontrovertibile, e qualunque palloncino se gonfiato di troppa aria prima o poi scoppia.

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