Processo breve approvato, che cosa cambia per Berlusconi

berlusconi processo breve conseguenzeIeri alla Camera è stato approvato il processo breve: che cosa cambia per Silvio Berlusconi? Ma soprattutto che cosa cambia per tutti gli altri processi in corso? Cerchiamo di fare il punto: Francesco Grignetti su la Stampa spiega che non hanno ragione né il centrodestra - il provvedimento colpirebbe solo lo 0,2% dei processi... - né il CSM.

La realtà sarà un filo diversa, ma al momento è ancora difficile da delineare

Il meccanismo di accelerare i tempi della prescrizione, ma soltanto per gli incensurati e soltanto nel primo grado dei processi, è però talmente bizantino che nessuno sa bene quale sarà il risultato pratico. A differenza di quanto temono le famiglie delle vittime, difficilmente cadranno in prescrizione i reati legati al disastro ferroviario di Viareggio (...) Se però si va a guardare nel corpaccione dei 170mila processi che già oggi si prescrivono, salta agli occhi che sono i colletti bianchi quelli che più facilmente la fanno franca.

Prosegue dopo il salto.

Continua Grignetti:

Si vedano gli scandali finanziari di Milano, tipo Enelpower, Parmalat, Antonveneta, o il fallimento della società Hdc del sondaggista Luigi Crespi: sono tutti a un soffio dalla prescrizione. Quando il processo riguarda il reato di corruzione, ad esempio, si prescrive in sette anni e mezzo. Un’ulteriore «sforbiciata» di sei mesi, qui, avrebbe un notevole peso. Così andrà anche per le truffe. O per gli omicidi colposi.

Giovanni Negri invece sul Sole24Ore spiega così cosa combierà per Berlusconi e per la giustizia italiana.

Tra 7mila, lo dice Alfano, e 15mila, secondo i calcoli del Csm. L'impatto sui processi in corso delle norme sulla prescrizione breve è ancora oggetto di valutazione, ma per il ministro della Giustizia Angelino Alfano gli effetti dovrebbero essere circoscritti a non più dello 0,2% dei procedimenti penali aperti che sono in tutto 3 milioni e 290mila in tutti i gradi di giudizio, colpiti dal 5% di prescrizione all'anno. La norma però riguarderà solo i processi di primo grado e le relative prescrizioni che sono state in tutto 125mila nel corso del 2009; inoltre il beneficio interessa unicamente gli imputati incensurati che, sulla base dei dati del casellario, rappresentano circa il 55% dei condannati. Risultato, circa 7mila procedimenti fulminati; un dato che il Csm, che valuta la norma come una «sostanziale amnistia», raddoppia sia pure informalmente portandola a 15mila ma allargando la stima anche all'appello.

Il ballo delle cifre l'avete letto. Ora vediamo cosa cambia per Silvio Berlusconi, su cui la norma è stata cucita su misura. Perché ci sono delle trappole logiche che noterebbe anche un bambino, ma che a un osservatore poco attento sfuggono. Se questo provvedimento, il processo breve - spiega sempre Alfano - interesserebbe solo lo 0,2% dei procedimenti aperti, quindi pressoché ininfluente in un sistema giustizia congestionato, perché bloccarci la Camera per un mese?


Di fatto a esserne interessato sarà il processo che vede il premier Silvio Berlusconi imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari che con una pena massima di 8 anni, innalzabili di un quarto sino a 10, vedrà ridotto di 6 mesi, quindi a 9 anni e 4 mesi, il tempo per la prescrizione. Così un processo che si sarebbe prescritto tra poco meno di un anno, con almeno una sentenza di primo grado, finirà invece prima dell'estate.

Conclude sempre Negri sul Sole24Ore

In generale, ragionando sui reati, la limatura determinata dalla riduzione del surplus di durata del processo determinato dai cosiddetti atti interruttivi, interesserebbe aggiotaggio e market abuse, ma anche la corruzione, che andrebbero da 7 anni e 6 mesi a 7 anni; furto pluriaggravato, usura e violenza sessuale passerebbero dagli attuali 12 anni e 6 mesi a poco più di 11 anni e 6 mesi. Per delitti molto gravi come l'omicidio colposo in violazione delle norme sulla circolazione stradale e sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro la prescrizione scenderebbe da 17 anni e 6 mesi a 16 anni e 4 mesi.

Tutto questo per salvare un solo, ricchissimo uomo. Una pagina oscura, quella di ieri, conclude MassimoFranco sul Corriere della Sera

L'unico dato vistoso è che il presidente del Consiglio ha politicizzato il conflitto, ottenendo il risultato che voleva. Attraverso la Camera intendeva impartire una lezione all'odiata Procura di Milano. E adesso forse riuscirà a uscire indenne da uno dei processi più insidiosi, quello Mills in cui è accusato di corruzione in atti giudiziari. Ma il provvedimento approvato ieri sera dovrà superare una serie di severe verifiche istituzionali. Proprio perché segnato da una logica quasi disperata, si lascia dietro un alone di perplessità e di veleni; e un altro cumulo di macerie nei rapporti fra centrodestra e magistratura. È indubbio, tuttavia, che gli avversari di un Berlusconi debole riemergono per l'ennesima volta più logorati di lui.

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