Veritometro: reato di clandestinità bocciato dall'Europa, Sassoli aveva previsto giusto









"la Corte di Giustizia europea si pronuncerà per l’incompatibilità del reato di immigrazione clandestina con la direttiva europea sui rimpatri"




David Sassoli (Pd), 1 aprile 2011



Scopri perchè dopo il salto

Neanche un mese fa il capogruppo Pd al parlamento europeo David Sassoli faceva questa previsione:

“Un’altra emergenza sta per esplodere. Se, come tutto lascia supporre, la Corte di Giustizia europea si pronuncerà per l’incompatibilità del reato di immigrazione clandestina con la direttiva europea sui rimpatri, la legge italiana decadrà e si aggiungerà caos a caos. Sarà smontato il pacchetto sicurezza leghista del 2009 e torneranno liberi, finalmente, i 3.118 detenuti extracomunitari in carcere solo per aver messo piede nel nostro Paese. Per l’Europa questo è inaccettabile. Il ministro Maroni sapeva bene che questo giorno sarebbe arrivato. Scegliendo di non attuare la direttiva europea sui rimpatri e introducendo il reato di immigrazione clandestina, sapeva di stare compiendo una scelta contraria all’Europa. Adesso, l’Europa presenta il conto all’Italia nel momento peggiore. Ecco a cosa ha portato la politica scellerata di un governo che ha tentato inutilmente di mostrare i muscoli con un fenomeno che invece va governato con responsabilità e nel rispetto dei diritti umani”

La notizia di oggi è che Sassoli ci aveva visto giusto: la Corte Europea ha bocciato il reato perchè in contrasto con la normativa europea sui rimpatri. Le conseguenze? Le spiega Repubblica:

il giudice nazionale incaricato di applicare le disposizioni del diritto dell'Unione e di assicurarne la piena efficacia "dovrà quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva - segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni - e tenere conto del principio dell'applicazione retroattiva della pena più mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri".

Comprensibile quindi la soddisfazione del Pd, che in una nota di oggi interpreta la parte di chi "gliel'aveva detto" al governo:

"Sin da quando Maroni presentò il reato nel pacchetto sicurezza avevamo denunciato l'evidente violazione delle norme europee e sono due anni che chiediamo al governo di recepire la direttiva Ue sui rimpatri. Anzichè farlo, il governo ha messo in un limbo la legge comunitaria che giace dimenticata da qualche parte alla Camera, surclassata da processo breve e testamento biologico. Avevamo presentato come Pd una serie di emendamenti alla comunitaria volti proprio a evitare questa ennesima sconfitta dell'Italia in Europa. Chiediamo quindi che la direttiva comunitaria venga messa immediatamente all'ordine del giorno dei lavori della Camera e che vengano recepite le nostre proposte: di bocciature e schiaffi, mi pare, ne abbiamo avuti già a sufficienza".

Sull'altro versante dello spettro politico, si registra la reazione di Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord Padania:

"Tutto il mondo civile - Stati Uniti in testa, ma anche vari Paesi europei - persegue e sanziona penalmente l'immigrazione clandestina e relativi racket mafiosi. Ma, sul punto, la Corte di Giustizia sanziona esclusivamente la norma italiana che prevede il reato di clandestinità, con una motivazione che non sta né in cielo né in terra. Come mai? Forse perché in Europa, come ho avuto più volte modo di affermare senza peli sulla lingua, 'l'Italia non conta un c....'. E, allora, cosa ci stiamo a fare in questa UE?"

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