Ore 12 - Politica e sistema in crisi: il nodo è la legge elettorale

altroFuori dai giochi com’è, Romano Prodi parla poco, specie delle questioni italiane. E se interviene, tutti a scavare sulle “critiche” dell’ex Premier, nei confronti degli “eredi” dell’Ulivo che fu.

“Quando uno è morto –chiosa il Professore- gli eredi non fanno che litigare. E più grosso è il patrimonio che lascia, più litigano”. E’ una frecciata, peraltro non nuova, contro il Pd e i suoi … alleati, discutibile nei modi e nei tempi, con un importante appuntamento elettorale oramai alle porte.

Ma Prodi affronta il nodo vero, la attuale “debolezza della democrazia italiana”. E, ovvio, questo non fa notizia. La stessa patata bollente della Libia dimostra che l’Italia non ha un Governo che governa, ma non ha neppure una opposizione in grado di proporsi come alternativa credibile.

Il bluff di Bossi sulla politica internazionale è fin troppo scoperto: gli basta una poltrona da vicesindaco di Milano e un sottosegretariato in più per non mandare a casa Berlusconi. Ma se fosse al governo il centro-sinistra? Che linea “unitaria” adotterebbero Bersani (e Casini-Terzo Polo), Vendola, Di Pietro? Sarebbe il caos.

La verità è che la politica italiana è malata perché è malato il sistema. Come uscire da questo labirinto? E’ anche la domanda di Emanuele Macaluso.

Il nuovo direttore 87enne del Riformista scrive: “ Votare con la legge attuale significa rimettere insieme due poli disomogenei e, chiunque vinca, riprodurrebbe gli stessi scenari. La corsa al premio di “maggioranza”, che viene dato a una minoranza degli elettori (anche il 25-30%), spinge a mettere insieme tutto e il contrario di tutto, per vincere, e nominare parlamentari, non per governare. Penso che a questo punto occorra sciogliere i lacci della legge elettorale che imprigionano le forze politiche e dare ad esse la possibilità di essere se stesse, dirci chi sono e cosa vogliono e verificare le affinità politiche. Questa verifica è possibile con una legge elettorale proporzionale o uninominale, che indichi prima del voto la coalizione che vuole governare”.

Questo è il tema vero, questa è la posta in gioco. Ma si preferisce parlare d’altro. E’ l’unico punto su cui maggioranza e opposizione concordano.

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